CULTO DI BONUS EVENTUS



1 - PORTICUS DI BONUS EVENTUS, 2 - TEMPLUM DI BONUS EVENTUS


TEMPLVM ET PORTICVS EVENTVS BONI (Lanciani)

 « Mi ricordo che al tempo di Pio IV (1559-15G6) sotto il palazzo già del cardinal della Valle, furono trovati molti pezzi di cornicioni, e rocchi di colonne e capitelli corinij. Vi rimase ancora gran roba:... (erano) opera di marmo saligno... Vi si trovò anche un capitello di smisurata grandezza, e se ne fece l'arme di Pio IV a porta Pia. Altri quattro smisurati capitelli della stessa serie, sono stati ritrovati lungo la linea della - Porticiis Eventus Boni (Amm. Marceli. XXIX, 6, 17) » ai tempi nostri.

1245 - Si costruisce o si restaura dai fondamenti la chiesa di Santa Maria in Monteroni, fra le pareti di un antico tempio, che si crede fosse quello del Buon Evento (vedi Sarti in arch. st. patri). Dietro la chiesa c'era un cimitero, ed a sinistra un ospedale. Nell'atrio poi era stata posta la grande base marmorea CIL 120 forse trovata sul posto."

DENARIO DI BONUS EVENTUS RITRAENTE IL CONSOLE LUCIUS SCRIBONIS (62 A.C.) SU UNA FACCIA
E IL PUTEAL SCRIBONIANUM DALL'ALTRA


ANNOTAZIONE

Come mai il Puteal Scribonius è associato nella moneta al Dio Bon Eventus? Se come sembra il copri pozzo indicava solo un luogo consacrato dal fatto che quivi era caduto un fulmine, come si collegava l'evento col Dio? Si collega che forse quel fulmine non fu di così cattivo auspicio come si suppone, ma che invece si collegasse a una voce, un desiderio divino espresso ai romani mediante un fulmine.

Qualcuno ha obiettato che forse il Bonus Eventus sarebbe servito a nullificare il Malus Eventus, ma ci viene da replicare che un semplice auspicio non sarebbe stato ricordato con una moneta. Di certo voleva invece immortalare un lieto evento che rammentasse ai romani la protezione degli Dei su Roma e romani.



BONUS EVENTUS

Bonus Eventus ("buon risultato") era una divinità dell'antica religione romana.
Lo studioso della tarda età repubblicana Varrone lo annovera come una delle dodici divinità che presiedevano l'agricoltura, abbinato con Lympha, la Dea delle acque sorgive.

BONUS EVENTUS INTAGLIATO NELLA PIETRA
La funzione originaria del Bonus Eventus potrebbe essere stata solo agricola, ma
durante l'epoca imperiale, rappresentò un concetto più generale di successo e fortuna.

Bonus Eventus aveva un tempio, che non si sa quando sia stato edificato o dedicato, nel Campo Marzio e si sa pure che aveva una sua statua eretta sul Campidoglio, vicino al tempio di Giove Ottimo Massimo.

Ne abbiamo menzione solo dallo storico Ammiano Marcellino, in relazione al nuovo portico, il Porticus Boni Eventus, costruito dal prefetto urbano Claudio nel 374 d.c.

Cinque capitelli corinzi "di dimensioni straordinarie" che sono stati scoperti nel XIX secolo possono aver appartenuto al portico, che si trovava nei giardini di Agrippa .

L' epiteto Bonus , "il Buono", venne utilizzato con altre divinità astratte come Bona Fortuna, Bona Mens, e Bona Spes, nonché per l'antichissima Bona Dea, i cui riti segreti venivano celebrati dalle donne.
Epigrafi devozionali verso il Dio sono state reperite in diverse località, e pure nelle province. Infatti degli alti funzionari di Sirmio, in Pannonia, dedicarono un santuario di Bonus Eventus per il benessere degli altolocati membri del consiglio comunale.

 Nella Britannia romana inoltre, il mosaico pavimentale di una villa a Woodchester riportava il Culto Bonus Eventus. 
La dedica fatta da una coppia di coniugi a Bonus Eventus insieme a Fortuna indica che la sfera del Dio si era estesa sia l'agricoltura che nell'incarnazione delle virtù imperiali, come a dire che
l'imperatore procurava dei buoni esiti alle vicende romane.

Immagini di Bonus Eventus appaiono regolarmente sulle gemme incise, e nei gioielli del tesoro di Snettisham è stata l'immagine più frequentemente intagliata, apparendo per il 25 per cento dei 127 trovati.

E' chiaro lo scopo apotropaico e protettivo del Dio, come pure l'esistenza di una comunità che ne seguisse il culto a cui il gioielliere vendeva la gemma augurale. l'intaglio avveniva su pietre preziose e semipreziose con una tecnica più semplice nelle province e più raffinata a Roma. I romani erano infatti esperti intagliatore grandi artisti nel ramo.

Monete dedicate a Bonus Eventus vennero emessi durante le turbolenze del periodo dei quattro imperatori (69 dc) e durante il regno di Galba, Vespasiano, Tito, Antonino Pio e Settimio Severo.

Su queste monete e gemme, Bonus Eventus è un in piedi nudo, di solito con una gamba piegata e la sua testa volta a una ciotola di libagione tesa nella sua mano.

ELIOGABALUS SU UNA FACCIA, BONUS EVENTUS SULL'ALTRA
A volte è parzialmente rivestito da una clamide che copre la schiena, o un mantellino sulla spalla con le estremità che incornicia il suo torso.

Come attributi ha i papaveri e le spighe di grano, pertanto anche Dio delle messi come simbolo di abbondanza.
Nel suo libro sulla scultura, Plinio descrive due statue di "Bonus Eventus", che erano in realtà immagini di divinità greche: un bronzo di Eufranore e un marmo di Prassitele. 
Quest'ultimo si trovava nella Capitolium con una statua di Bona Fortuna, e l'altro da qualche parte tra la Atena sotto il Campidoglio e la Leto nel tempio della Concordia. 
Non è chiaro però dalla descrizione di Plinio se entrambe le statue greche avevano rappresentato inizialmente la stessa divinità greca. 
Lo storico dell'arte Adolf Furtwängler riteneva invece che Prassitele avesse rappresentato un Agathos Daimon, visto che accompagnato da un "Bona Fortuna", era stato chiamato in greco Agathe Tyche.

Nell'antica Grecia, Agathos Daimon o Agathodaemon ("in greco nobile spirito") era un demone o uno spirito che presiedeva alle vigne e ai campi di grano, simile al genius romano, assicurando buona fortuna, salute e ricchezze.
Il bronzo di Eufranore è spesso considerato il prototipo su cui si fonda l'iconografia delle monete e gemme, dal momento che la figura tiene papaveri e grano.

Questi attributi indicano una divinità Eleusinina, mentre l'originale greco è più spesso preso come Trittolemo, le cui raffigurazioni mostrano infatti gli attributi di papaveri e grano, perchè associato a Demetra.
Il Dio aveva un tempio dietro alla facciata del Panthéon, vicino all'attuale via del Teatro Valle, come si può vedere dalle monete di Galba e Tito con la medesima iscrizione. 
Pian piano divenne il Dio che concedeva grazie in tutte le circostanze della vita, per cui gli si dedicò il portico presso il pantheon e una statua di Prassitele che rappresentava Agathodémon a cui fu evidentemente assimilato sul Campidoglio.

Il Dio viene rappresentato di solito come un giovane uomo, con una larga banda che gli tiene i capelli, in piedi, con una patera o un corno dell'abbondanza, spighe di grano e papaveri.

Resta da spiegare perchè in diverse immagini Bonus Eventus abbia un aspetto femminile, o almeno delle vesti sicuramente femminili. Ma, guardando l'ultima immagine qua sopra si nota che la testa di Bonu Eventus non solo ha la fascia sui capelli che sono nella foggia delle capigliature femminili, che tuttavia usavano anche gli atleti, ma addirittura porta un orecchino bene in vista.

Questa mescolanza di maschile e femminile dovrebbe essere data dalla fusione del Dio con divinità femminili locali che a volte prendevano il nome ma non l'aspetto del Dio, considerando l'immagine a cui i locali erano abituati.



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