ARA PACIS (30 gennaio)



L'ARA PACIS OGGI
Sulla parte superiore dell'Ara Pacis, con le fiancate decorate da girali poggianti su leoni alati, è scolpito un piccolo fregio che gira tutt'intorno al monumento, sia internamente che esternamente. E' una scena importante, perchè aldilà delle citazioni e delle fonti, rappresenta il sacrificio che il 30 gennaio di ogni anno, nella ricorrenza della consecratio dell'altare, si compiva sull'Ara Pacis, con le Vestali ed il Pontefice Massimo, all'interno, accompagnati, nel rilievo esterno, da camilli, sacerdoti vittimarii e animali destinati al sacrificio.

L'ARA PACIS COLORATA COME ALL'ORIGINE (INGRANDIBILE)
Il fregio è ben conservato solo sulla fiancata sinistra, dove sono rappresentati, all'interno, le Vestali e il pontefice massimo e all'esterno i sacerdoti e i camilli con gli animali destinati ai suovertaurilia (il sacrificio del maiale, della pecora e del toro).

La festa si compiva il 30 gennaio di ogni anno in onore di Pax, Dea della pace. Peraltro la data era sacra anche perchè appositamente scelta per farla coincidere con il giorno del compleanno di Livia, la vereconda sposa di Augusto, tanto cara anche al senato per la morigeratezza dei suoi costumi.

L'ara venne costruita nel 13 a.c. e dedicata nel 9 a.c. in Campo Marzio per celebrare il ritorno di Augusto dalla Gallia e dalla Hispania pacificate. Secondo il detto di Ottaviano "si vis pacem para bellum" "Se vuoi la pace prepara la guerra". La cosiddetta Pax Romana.

LA CERIMONIA

LA PROCESSIONE

Una processione molto ricca partiva dalla casa delle Vestali, una dal collegio dei Pontefici e un'altro corteo partiva dal collegio degli augustali (ma solo dal 14 d.c. in poi, anno della sua fondazione) per raggiungere la reggia Augusta, dove erano ad attenderli il Pontifex Maximus che era la persona dell'Imperatore e dai suoi familiari e amici di grande fiducia.

Tutti i Pontefici, ma pure i familiari e gli amici maschi dell'imperatore vestivano la toga dei magistrati con le bande purpuree, mentre l'imperatore, i pontefici e le donne portavano il capo velato.
In questo modo Augusto divulgò e santificò le sue intenzioni di pace e di restauro degli antichi mores (però più aristocratici che plebei nonostante le predilezioni populares dell'amato zio e padre Giulio Cesare:
 "Così mi sia concesso di consolidare nelle sue fondamenta sana e salva la repubblica e di ricavarne il frutto che io desidero: essere chiamato fondatore di un ottimo stato e portare con me, morendo, la speranza che dureranno incrollabili le fondamenta della repubblica che avrò posto" (Suet. Aug. 28.2).

LA DEA TELLUS, OGGI SENZA COLORI E COME DOVEVA APPARIRE ORIGINARIAMENTE 
Così, con a capo l'imperatore, il corteo-processione ormai al completo, arricchito da suoni e canti, nonchè fumi di incenso e fiori lanciati nel cammino, si avviava al tempio dell'Ara Pacis per il festeggiamento annuale. Il tempio era una grandiosa opera d'arte ma pure una grande glorificazione per Roma e per l'Imperatore Augusto che vi includeva i suoi gloriosi ascendenti e i suoi preziosi discendenti.

Sia i partecipanti che i templi che si incontravano nel cammino erano per l'occorrenza ornati di serti e di ghirlande di fiori, nonchè nastri, mentre molti tappeti pendevano dalle finestre del percorso in segno di festa e di omaggio all'imperatore.

SUOVERTAURILIA

IL SUOVERTAURILIA

Ai piedi dell'Ara Pacis Augusta si compiva poi il sacrificio del suovertaurilia (cioè il sacrificio di un maiale di una pecora e di un toro), al cospetto del popolo, eseguito dai camilli e sorvegliato e diretto dai pontefici, sull'ara della Dea Pax Romana, con un cerimoniale abbastanza complesso che si avvaleva delle Vestali, dei sacerdoti e del Pontifex Maximus (il Sommo Pontefice) che all'inizio fu appunto lo stesso Ottaviano Augusto.

Dopo l'uccisione degli animali questi venivano trasportati nelle stanze sotterranee del tempio dove venivano sezionate e successivamente, al cospetto del popolo, cotte al fuoco sulla piazza e offerta prima ai dignitari e poi agli astanti, e data l'importanza della festività, veniva accompagnata da bicchieri di vino offerte dallo stato che ne metteva a disposizione numerose botti.

L'importanza della festa era tale che pur non essendo previsti spettacoli in suo onore, venivano benedetti i Lari pubblici nelle strade ed aperti vari templi dove i fedeli potevano portare corone, ghirlande, voti e offerte.

Per un approfondimento sulla storia del monumento: ARA PACIS



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