LA SECONDA TEUTOBURGO




"Marcomero, Sunno e Gennobaude invasero le provincie romane di Germania e di Gallia Belgica. Ruppero le difese del limes uccidendo molte persone, distruggendo terre molto fertili e spargendo il panico nella città di Colonia. Dopo questo raid, il grosso dei Franchi tornò oltre il Reno con il bottino. Alcuni Franchi, invece, rimasero nelle foreste belghe. Quando i generali romani Magno Massimo, Nannino e Quintino appresero la notizia a Treviri, attaccarono le forze franche rimaste uccidendone la maggior parte. Dopo la battaglia Quintino attraversò il Reno per invadere la terra dei Franchi, ma venne circondato e sconfitto dalle tribù dei Franchi riunite sotto il comando di Marcomero. Alcuni soldati romani annegarono nelle paludi, altri vennero uccisi dai Franchi, pochi riuscirono a tornare nei territori dell'impero."
(Gregorio di Tours - Historia Francorum)

GREGORIO DI TOURS


LA HISTORIA FRANCORUM

Sappiamo che nel 288 l'imperatore romano Diocleziano (244 - 313) ricevette per la quarta volta l'appellativo di Germanicus maximus, grazie ai successi ottenuti dall'altro Augusto, Massimiano (Marcus Aurelius Valerius Maximianus Herculius 250 - 310), sulla federazione germanica dei Franchi Salii,  che vivevano a nord del limes, lungo la costa a nord del Reno nel territorio del Salland (dal nome dai Salii), oggi regione di Twentw nei Paesi Bassi.

Nel Liber Historiæ Francorum, si narra che un popolo, discendente dai troiani, in Pannonia, era stato sconfitto dall'imperatore Valentiniano I, che li chiamò Franchi (selvaggi) e impose loro un tributo. In seguito però i Franchi si ribellarono, lasciarono la Pannonia, si stabilirono presso il Reno, e si posero a capo re Faramondo, il figlio del Duca Marcomero.

Gregorio, vescovo di Tours, nella sua Historia Francorum, che cita l'opera ormai perduta di Sulpicio Alessandro e  quella di Renato Profuturo Frigerido, narra infatti che i Franchi Sali, guidati dai loro re, chiamati duchi (da dux) dai francesi: 

- Gennobaude, principe dei Franchi Salii,
- Marcomero condottiero franco (dux = duca) di fine IV secolo che invase l'impero nel 388, quando Magno Massimo, usurpatore e capo della Gallia romana, era circondato ad Aquileia da Teodosio I,
- Sunno, un altro duce gallico, anche lui invase l'impero nel 388, quando Magno Massimo era circondato ad Aquileia da Teodosio I.
Questi regnanti, dopo aver invaso la provincia della Germania inferiore, fecero una strage di cittadini romani, devastarono intere regioni depredandole, fino ad arrivare  a Colonia Agrippina che depredarono e devastarono.

MARCOMERO


LA VENDETTA ROMANA

Subito dopo i Franchi si diressero verso il Reno per attraversarlo  e tornare alle proprie terre con l'ingente bottino ottenuto. Non appena la notizia giunse a Treviri dove erano di istanza, Nanneno e Quintino, a cui Massimiano aveva affidato la difesa della Gallia e pure suo figlio, radunarono l'esercito e marciarono su Colonia, piombando sui Franchi che cercavano di attraversare il Reno.

Nanneno e Quintino, ufficiali di Massimo, adunate delle Truppe in Colonia li assalirono, uccisero tutti quelli che non avevano ancora passato il fiume e inseguirono quelli che si erano rifugiati nella foresta di Carborniere,  ai piedi delle Ardenne tra la Schelda ed il Reno, facendone strage.

Massimiano, al termine della campagna ormai vinta riuscì a catturarne il re Gennobaude, che sembra appoggiasse Carausio, che nel 286 aveva usurpato il potere, proclamandosi imperatore della Britannia e della Gallia settentrionale, e si fece restituire tutti i prigionieri romani.



LA NUOVA TEUTOBURGO

A questo punto Nanneno si divise col suo esercito, dall'esercito di Quintino e cercò di tornare a Mogontiacum (Magonza). Quintino passò il Reno presso a Nuitz (presso Colonia Agrippina) e commise una grande leggerezza inoltratosi per due giorni oltre il fiume, dove trovò solo case e villaggi disabitati. Credendo che ciò fosse dovuto alla paura dei nemici in fuga proseguì il viaggio fino alle selve.

I Franchi che si nascondevano all'interno delle selve, avevano usato il sistema della "terra bruciata" affinchè non potessero approvvigionarsi e fossero costretti a inoltrarsi fino alla boscaglia, e così, come era accaduto a Teutoburgo tre secoli prima, attesero i Romani costruendo barricate ai bordi di zone paludose e boscose.

In questo modo dalle torri di avvistamento e dietro una lunga palizzata i Franchi colpirono i romani con le frecce avvelenate, la cavalleria si impantanò e i legionari non potettero mettersi in formazione difensiva. Come a Teutoburgo a fine giornata molti soldati ed ufficiali romani persero la vita sul campo, e solo in pochi si salvarono fuggendo nella notte per riguadagnare il Reno.

Massimiano dispose comunque, malgrado la disfatta, di stanziare alcuni dei Franchi catturati nei territori circostanti Treveri e Bavai, e forse lo stesso re, Gennobaude, che aveva fatto prigioniero. Poi rimpiazzò Nanninus e Quintinus con Charietto e Syrus, che a loro volta dovettero fronteggiare i Franchi.


BIBLIO

- Gregorio di Tours - Storia dei Franchi - Academiae Litterarum Germanicae - libro II -
- Corpus Inscriptionum Latinarum - a cura di Herbert Nesselhauf - 1955 -
- Chris Scarre - Chronicle of the roman emperors - New York - 1999 -
- Edward James - De Franken - Ambo - 1990 -


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