LEGIO VIII AUGUSTA



EQUIPAGGIAMENTO  DELLA LEGIONE


LEGIO VIII GALLICA VETERANA MATINENSIS

era un'unità militare romana di epoca tardo repubblicana, la cui origine potrebbe essere antecedente alla conquista della Gallia di Gaio Giulio Cesare. Era infatti a quel tempo presente nella Gallia Cisalpina.



LABARO
I PARTE

- Sappiamo di una legione VIII che prese parte alla guerra sociale negli anni 90-89 a.c., ma non siamo in grado di dire se si trattasse della stessa utilizzata da Cesare trent'anni più tardi.

- Sempre di una legio VIII abbiamo notizia nella Gallia Transalpina negli anni 67-65 a.c. quando l'allora governatore C. Calpurnio Pisone pose fine ad una rivolta di Galli Allobrogi.

- Nel 62 ac. partecipò, invece, insieme alla legio VII e IX a sedare la cospirazione di Catilina nel Piceno.



II PARTE

All'inizio del proconsolato di Gaio Giulio Cesare (58 ac.) era acquartierata, insieme alle legioni VII e IX, nella Gallia Cisalpina, in zona Aquileia.(Cesare - De Bello Gallico - 1 10)
Prese parte alla successiva conquista della Gallia di Cesare degli anni 58-50 a.c. partecipando ad una lunga serie di battaglie e campagne militari, tra cui:

- a Genava nella fase finale della battaglia. La battaglia si svolse nell'anno 58 a.c. tra l'esercito romano guidato da Gaio Giulio Cesare e gli Elvezi, con parziale vittoria romana.
- battaglia del fiume Arar. la battaglia si svolse nell'anno 58 a.c. tra l'esercito romano guidato da Gaio
Giulio Cesare e gli Elvezi, con buona vittoria romana durante l'attraversamento del fiume.

MONETA CON L'EFFIGE DELLA LEG VIII
- battaglia contro gli Elvezi (nel 61 a.c) quando decisero, sotto la pressione delle tribù germaniche, di migrare dall’Altipiano svizzero alla Saintonge e, per questo, si prepararono ad attraversare il territorio dei Sequani.
Cesare racconta che le tribù galliche chiamarono lui, governatore della Gallia Narbonense, per difenderle da questa migrazione.
Così, lasciato il suo luogotenente Tito Labieno a presidiare Ginevra, avamposto degli Allobrogi, poi reclutò cinque nuove legioni in Italia e si preparò ad affrontare gli Elvezi con 29.000 uomini, contro gli Elvezi, di 368.000 unità. di cui 92.000 abili alle armi.
Gli Elvezi decisero di intraprendere il lungo viaggio, distruggendo prima tutti i loro villaggi e i loro beni, così da non avere alcun motivo per ritornare sui loro passi.

- Battaglia di Bribacte .Scontratisi con l'esercito romano quando erano ormai nel territorio degli Edui, gli Elvezi vennero sconfitti nella Battaglia di Bibracte e i superstiti (circa 110.000) furono costretti a tornare sull’Altopiano.

- Battaglia di Alesia. Sempre Cesare ci informa che nel 52 a.c. circa 8.000 Elvezi partirono (con tutte le altre popolazioni celtiche della Gallia) in soccorso di Vercingetorige assediato dai Romani ad Alesia.

- in Alsazia contro le genti germaniche di Ariovisto (nel 58 ac.);

- sul fiume Axona. La battaglia del fiume Axona fu combattuta nel 57 a.c. tra l'esercito ed i Belgi, nell'ambito delle campagne galliche di Giulio Cesare.

- Battaglia sul fiume Sabis, comattuta contro i Nervii, nel 57 a.c. nelle moderne Fiandre tra l'esercito di Cesare e un'alleanza di tribù belgiche Il comandante delle truppe romane, venne sorpreso e quasi sconfitto; ma una combinazione di difesa ostinata, capacità di comando e arrivo delle truppe di rinforzo permise ai Romani di mutare una sconfitta in una vittoria determinante.

- battaglia contro i Belgi (nel 57 a.c); Cesare venne a sapere che tutte le tribù di quella regione, con gruppi di Germani giunti dall'altra sponda del Reno, erano scese in guerra sotto il re Galba dei Suessioni.
Cesare si accampò lungo il fiume Aisne, con un presidio a difesa del ponte, lasciando dall'altra parte del fiume Quinto Titurio Sabino con sei coorti e facendo fortificare il campo.
I Belgi assaltarono Bibracte,  a cui Cesare inviò truppe in aiuto.
Fallito il tentativo di conquistare l'oppidum, i Belgi marciarono verso Cesare e posero il loro campo a due miglia da quello romano.
La battaglia di Avarico del 52 a.c. tra  Cesare e l'esercito gallico dei Biturigi, fu favorevole ai romani, che massacrarono l'intera popolazione dell'oppidum gallico.

- poi a Gergovia, nel 52 a.c. tra l'esercito di Cesare e l'esercito di Vercingetorige, che inflisse una sconfitta ai Romani.
Qui Marco Petronio era centurione della Legio VIII di Cesare e si sacrificò con i suoi soldati per conquistare Gergovia (epigrafe);

- ma soprattutto nella difficile e determinante battaglia di Alesia, Cesare, ferito nell'amor proprio per aver perso la sua invincibilità, seppe reagire attirando il capo della coalizione dei Galli in trappola. Vercingetorige, infatti, commise l'errore strategico imperdonabile, di rifugiarsi nella piazzaforte di Alesia. Qui, una volta raggiunto da Cesare, fu posto sotto assedio senza più alcuna possibilità di scampo. Neppure l'esercito di soccorso inviato dall'intera Gallia, forte di ben 240.000 armati, fu in grado di spezzare l'assedio dei 50.000 Romani.
Ciò portò alla sottomissione definitiva delle genti galliche nel 52 ac.

EPIGRAFE DI UN LEGIONARIO
DELLA LEG VIII
- Nell'inverno del 52-51 ac. la legione era con il legato Gaio Fabio, insieme alla VIIII del legato Lucio Minucio Basilo, presso i Remi (probabilmente nei pressi di Durocortorum e Bibrax), per proteggerli dai vicini Bellovaci ancora in rivolta.(De Bello Gallico).

- Con l'inizio della guerra civile, la legione si trovava nei pressi di Matisco nella Gallia Comata o forse ad Aquae Sextiae nella Gallia Narbonense.

- Prese parte prima all'assedio di Marsiglia, organizzato da Cesare, e condotto da Gaio Trebonio e da Decimo Bruto, durò dalla primavera del 49 al 25 ottobre del 49 a.c. e si concluse con la resa dei massilioti alle forze cesariane.

-  Poi alla campagna in Hispania del 49 ac. La Campagna di Lerida fu una campagna militare tra giugno e l'agosto del 49 a.c., che vide coinvolte le legioni di Giulio Cesare e l'armata spagnola di Pompeo, guidata dai suoi legati Lucio Afranio e Marco Petreio. Diversamente da altri episodi della guerra civile, si trattò più di una campagna di guerra, che comportò assedi, inseguimenti e scaramucce, piuttosto che di un vero scontro campale.

- L'anno successivo fu trasferita in Macedonia dove combatté prima a Dyrrhachium il 10 luglio 48 a.c. nei pressi di Dyrrhachium (Durazzo, Albania) tra gli eserciti di Pompeo e Cesare.
Cesare provò a circondare Pompeo chiuso in Durazzo, ma Pompeo riuscì a penetrare l'ala destra di Cesare, le cui truppe si demoralizzarono e, malgrado l'intervento del loro generale, si diedero alla fuga.

- poi nella decisiva battaglia di Farsalo, con la netta vittoria della fazione cesariana, e la definitiva sconfitta di Pompeo.

- Prese poi parte alla battaglia di Tapso nel 46 ac. in Africa. L'esercito della Repubblica senatoriale, condotto da Quinto Cecilio Metello Pio Scipione Nasica e dal suo alleato Giuba I di Mauretania, si scontrò con le forze di Gaio Giulio Cesare, che finirono per avere il sopravvento.

Subito dopo la legione sembra sia stata sciolta ed i suoi veterani inviati in Campania a Casilinum.




II PARTE

- Pochi anni più tardi, nel 44 ac., mal adattandosi alla vita civile, i veterani di questa legione chiesero ad Antonio (e/o Ottaviano) di ricostituire la legione VIII, che fu utilizzata l'anno seguente nella battaglia di Mutina (43 a.c.), ricevendo da Ottaviano una ricompensa di 20.000 sesterzi per la vittoria conseguita.

ONORIFICENZA IN ARGENTO DEDICATA
AD UN SOLDATO DELLA LEG VIII
Rimase con i triumviri durante la battaglia di Filippi (42 ac.),
- per prendere le parti di Ottaviano durante l'assedio di Perugia (41 ac.),
- e con quest'ultimo rimase fino ad Azio (31 ac.).

Questa legione non sembra sia, pertanto, da identificare con la omonima VIII di Marco Antonio, reclutata in Oriente, probabilmente durante il suo soggiorno a fianco della regina d'Egitto, Cleopatra VII e che combatté sul fronte opposto.

Dopo Azio la gloriosa Legio VIII di Cesare confluisce nell'VIII Augusta.



ONORI DI BATTAGLIA

Ricevettero degli appellativi che non solo procurarono ai legionari molti soldi, ma pure il loro rispetto e prestigio in guerra e in pace.
- Veterana (dai veterani di Cesare);
- Gallica (dopo la conquista della Gallia);
- Mutinensis (dopo la vittoriosa battaglia di Mutina).



III PARTE


Gaio Giulio Cesare Ottaviano (il futuro imperatore Augusto) ricostituì l'VIII legione nell'autunno del 44 ac., onsieme ad altre di Cesare, per le guerre contro gli assassini di Cesare e contro gli ottimati, e infine contro il collega del II  triumvirato Marco Antonio. Tra queste vi fu l'VIII Augusta.

La legione combatté a Mutina (Modena) contro Marco Antonio nel 43 a.c., dopo essersi distinta ulteriormente in questa battaglia prese il nome di Mutinensis; poi combatté a Filippi contro i cesaricidi nel 42 a.c., a Perusia (Perugia) contro Lucio Antonio, in Sicilia contro Sesto Pompeo, ed infine alla  battaglia di Azio del 31 a.c, in cui Ottaviano sconfisse definitivamente Marco Antonio.

All'inizio dell'impero, Augusto si ritrovò con parecchie legioni, tra quelle proprie e quelle ereditate da Marco Antonio. Quelle che non furono sciolte vennero ricollocate sul territorio, e l'VIII, ora nota come Mutinensis Gallica Victrix (abbreviato MGV), venne inviata a presidiare l'Africa del nord, in Tunisia, anche se in parte impiegate nella guerre cantabriche. 
Poi la legione venne spedita nei Balcani dove evidentemente riportò una notevole vittoria perchè potè fregiarsi del titolo di Augusta verso il 10 a.c..

Sotto Tiberio, nel 19, venne in parte trasferita a Sirmio in Pannonia, nella provincia africana per una rivolta tra i Musulami di Tacfarinas. Ritornavano sul fronte pannonico nel 24/25. Dal 46 al 68 passarono a Novae in Mesia.

Successivamente una parte della Legio VIII venne inviata in Britannia a presidio del Vallo di Adriano. La legione fu, però, dislocata in modo permanente a partire da Domiziano, ad Argentoratae (dall'88-90) dove rimase fino alla caduta dell'impero romano d'Occidente.




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