la negazione di ciò che è realmente diviso" (Aristotele)
Veritas era un'antica Dea romana della verità, che si nascondeva di solito in fondo ai pozzi. Di lei si sa poco, se non che era figlia di Saturno e madre della giustizia e della virtù.
Dunque era sorella di Giove, il che fa pensare a un a potente divinità preromana, una Dea chiamata madre della giustizia come lo era la Dea Temi, e della Virtù come lo era la Dea Virtus.
Che fosse madre di giustizia collima con la sua capacità profetica e oracolare, quando spettava al giudizio degli Dei stabilire innocenza o colpa, e naturalmente ai suoi sacerdoti.
I RESPONSI
Si tramanda che la Dea fosse servita da sacerdotesse che attingevano l'acqua dal pozzo sacro con un secchio. anch'esso sacro, di puro argento, con una preghiera e un rituale preciso. Dopo aver bevuto di quell'acqua andavano a dormire aspettando il sogno rivelatore. Il sogno era il responso perchè Veritas era una Dea oracolare. Per altri l'acqua sacra era anche capace di guarigioni, almeno finchè c'era acqua nel pozzo.
Aveva come attributi l'orcio o il secchiello con l'acqua, la luna e la torcia che all'inizio dell'anno antico, cioè in primavera, veniva immersa nell'acqua.
La luna che si rispecchia nel pozzo era come la verità irraggiungibile, come irraggiungibile era la Dea, tanto è vero che nel linguaggio popolare si dice cercare la luna nel pozzo per chi insegue illusioni.
Anticamente esprimeva invece che la verità si può scoprire solo partendo dal mondo notturno, cioè il nostro cuore, e non possiamo cercarla dagli altri, cioè all'esterno.
La torcia era la luce notturna con cui la Dea indicava il sentiero.
Il rito di spegnere la torcia nell'acqua in primavera è un rito che fu adottato dalla Chiesa cattolica che usava spegnere il cero pasquale in bacile d'acqua a Pasqua, cioè in primavera.
Il suo simbolismo è ignoto, forse come si spegneva il fuoco di Vesta in primavera e poi si riaccendeva (anticamente l'anno iniziava in primavera), o per altri significati. Sembra che i pozzi sacri venissero alll'inizio scavati in boschi sacri, una volta trovata l'acqua si costruiva il tempio e il tiaso, cioè il monastero.




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