ONORIO





Nome completo: Flavius Honorius
Altri titoli: Pius Felix
Nascita: Costantinopoli, 9 settembre 384
Morte: Ravenna, 15 agosto 423
Predecessore: Teodosio I
Successore: Giovanni Primicerio (usurpatore), Valentiniano III (legittimo)
Consorte: Maria Termanzia
Dinastia: teodosiana
Padre: Teodosio I
Madre: Elia Flaccilla
Regno: 395-423 d.c.



LE ORIGINI

Onorio, figlio dell'imperatore Teodosio I e di Elia Flaccilla, nacque a Costantinopoli nel 384 d.c. Era il minore di tre fratelli, il maggiore Arcadio, e una sorella morta giovane, Pulcheria Teodosia.
Il padre lo onorò del titolo di Nobilissimus Puer all'età di due anni, titolo già conferito da Gioviano a suo figlio Varrone, a Valentiniano figlio di Valente, che imperatori non furono, nonchè a Graziano che fu invece imperatore. In più lo nominò console nello stesso anno.

Queste cariche premature servivano solo a ribadire la nobiltà reale del bambino, destinato a succedere al trono nel caso che il primogenito fosse morto. Onorio crebbe in una società fredda, statica e bigotta, dove era andata perduta la semplicità e la concretezza dei Romani, sostituita dai lussuosi paramenti bizantini e l'austera e intransigente religione cristiana dell'epoca. Onorio fu sradicato dalla reggia e dalla madre a soli 5 anni per accompagnare il padre a Roma, per poi tornare alla reggia di Costantinopoli nel 391 d.c..

L'anno successivo morì l'augusto d'Occidente, Valentiniano II, e il generale romano e cristiano Flavio Arbogaste, che fino allora era stato il suo reggente, fu sospettato esserne l'autore. Subito dopo Arbogaste elevò al trono d'Occidente Flavio Eugenio, responsabile della cancelleria imperiale. Teodosio all'inizio finse di accettare il nuovo imperator, ma nel 393, proclamò Onorio, all'età di dieci anni, augusto d'Occidente, associandolo al trono come aveva fatto dieci anni prima con Arcadio. Nel 394 Teodosio e Arbogaste si scontrarono nella battaglia del fiume Frigido; Arbogaste sconfitto si tolse la vita ed Eugenio venne decapitato. Quindi Teodosio convocò Onorio alla corte di Milano.



LA VITA

Sembra che Arcadio fosse di intelligenza molto limitata, si che le speranze del padre andarono soprattutto su Onorio. Alla morte di Teodosio nel 395 ad Arcadio andò l'Impero d'Oriente, e ad Onorio quello d'Occidente, ma essendo giovanissimi l'impero d'oriente venne gestito da Rufino, primo ministro e prefetto del pretorio, nochè genero per aver sposato la figlia adottiva di Terosio, Serena.

Rufino era un infido ambizioso, Durante una discussione in un consiglio, Rufino insultò Promoto, il magister equitum, il quale lo schiaffeggiò; Rufino si lamentò presso Teodosio, il quale gli ventilò la prospettiva di farlo co-imperatore. Rufino consigliò Teodosio di inviare Promoto in Tracia ad occuparsi dell'addestramento delle truppe, ma in un'imboscata lo fece uccidere. Ecco di chi si fidava Teodosio.

Onorio fu invece affidato a Stilicone, generale vandalo, che per assicurarsi il posto diede ad Onorio allora quattordicenne, in sposa la figlia Maria e, dopo la morte di questa, l'altra figlia Termanzia nel 408. Si dice che però ambedue le mogli rimasero vergini, il denota una natura problematica di Onorio.

L'impero d'Occidente subì sotto Onorio le invasioni dei barbari e la ribellione di ben nove usurpatori. Ma il carico era tutto di Stilicone. Si narra che Onorio fosse un appassionato di galline che nutriva e lasciava circolare liberamente nella reggia e che fossero la sua unica preoccupazione. Procopio narra che quando un messaggero gli portò la notizia che Roma era caduta, Onorio rispose: «Ma come, se ha beccato dalla mia mano solo poco fa!», alludendo alla sua gallina preferita, da lui chiamata Roma.

Onorio, spesso in contrasto con il fratello imperatore d'Oriente, cercò l'alleanza con la Chiesa cattolica eliminando le ultime vestigia del paganesimo come i giochi gladiatorii. La romanità era scomparsa, lasciando paura, sensi di colpa e sacrifici continui per ingraziarsi i nuovo Dei.



LE BATTAGLIE

Nel 397 il comes Africae Gildone si ribellò nell'Africa settentrionale, ma la sua rivolta fu soffocata un anno dopo. Intanto Alarico, ex alleato di Teodosio, cominciava scorrerie e massacri in Occidente e Oriente, col Senato che lo comprava con oro e danaro e battaglie di Stilicone che però non furono definitive, al punto che si sospetta volesse farsene un alleato per togliere di mezzo Rufino.

A causa dell'invasione dei Visigoti, nel 402 Onorio spostò la capitale da Milano a Ravenna, meglio difendibile in quanto circondata da paludi. Per difendere l'Italia Stilicone tolse truppe dalla Gallia, il cui esercito al comando di Radagaiso, invase l'Italia portando la distruzione finché Stilicone non lo sconfisse nel 406.

Nel 406 un grosso esercito di Alani, Suebi e Vandali sfondò la frontiera e invase la Gallia, e nella Britannia romana sorsero diversi usurpatori, tra cui Marco, e Costantino III che invase la Gallia nel 407, occupando Arelate.

L'influenza politica di Stilicone cresceva ad ogni vittoria, ma allo stesso tempo cresceva l'opposizione a corte, guidata da Olimpio. Onorio si lasciò influenzare dagli oppositori di Stilicone facendolo condannare a morte e facendone uccidere anche il figlio. Fu un gesto insensato oltre che crudele, perchè Onorio uccise l'unico difensore dell'Impero d'Occidente decretandone il disastro.



IL SACCO DI ROMA

Nel 408, Alarico chiese ad Onorio di portare il proprio esercito dal Norico alla Pannonia, ma l'imperatore, consigliato da Olimpio, rifiutò. I Visigoti allora scesero a Roma, la assediarono ed estorsero ai notabili cittadini 5000 libbre d'oro, 30.000 libbre d'argento, 4000 tuniche di seta, 3000 panni porpora e 3000 libbre di pepe, mentre Onorio rimaneva inerte a Ravenna.
L'anno successivo Alarico fece nominare dal Senato un nuovo imperatore, Prisco Attalo, che coniò monete con la scritta "Roma Invicta Aeterna" (Roma invincibile ed eterna). Ma la città, inviolata da ottocento anni, venne invasa di nuovo dai Goti di Alarico: il "sacco" di Roma del 410. I contemporanei disperati, secondo la propria fede religiosa, videro nella caduta di Roma la vendetta delle antiche divinità soppiantate dal cristianesimo o la giusta punizione per i cristiani ancora invischiati nel paganesimo.

Alarico dopo il sacco se ne andò, portandosi via i tesori di Roma insieme a Galla Placidia, la bella sorellastra di Onorio, per cui si sospetta che Onorio nutrisse una passione carnale. Non dette infatti il suo consenso al matrimonio tra Placidia e Ataulfo, fratello di Alarico che la sposò comunque e sembra che dal 421, abbia iniziato a molestare la sorellastra anche pubblicamente, irritando sia lei che il pubblico. I Visigoti lasciarono Roma carichi di bottino e Alarico si diresse a Reggio, ma si ammalò improvvisamente e morì. Venne seppellito con i suoi tesori nel letto del fiume Busento a Cosenza, sul suolo calabrese. Gli schiavi che avevano lavorato alla temporanea deviazione del corso del fiume furono uccisi perché fosse mantenuto il segreto sul luogo della sepoltura. Quel tesoro non venne mai ritrovato.



LA MORTE

Per rinforzarsi politicamente, Onorio si avvicinò a Costanzo, dandogli in sposa sua sorella Galla Placidia e poi associandolo al trono nel 421, ma Costanzo morì e due anni dopo anche Onorio di idropisia. Non avendo lasciato eredi, il suo trono fu prima usurpato dall'alto funzionario Giovanni Primicerio, poi recuperato da Valentiniano III, figlio di Galla Placidia.
Lasciò un Impero allo sfascio, un esercito debilitato e un popolo terrorizzato dalle incursioni nemiche.





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