GLICERIO




Nome completo: Glycerius
Nascita: 430 circa
Morte: Dalmazia, dopo il 480
Predecessore: Anicio Olibrio
Successore: Giulio Nepote
Regno: 473-474 d.c.


LE ORIGINI

Glycerius, nacque nel 430 circa, non si conosce nè il luogo di nascita nè la famiglia, si dice venisse da padre con buone mansioni militari, che lo portò ad un ascesa nell'esercito come ufficiale di Olibrio, fino a diventare comandante militare in Dalmazia. Fece un'ottima carriera visto che al momento della sua nomina ad Augusto era Comes Domesticorum, cioè comandante della guardia imperiale.

Dopo la guerra civile tra l'imperatore Antemio e il comandante dell'esercito Ricimero questi nominò Anicio Olibrio imperatore in aprile, imponendolo con le armi, poi, a luglio, fece assassinare Antemio. Ma nel 472 morirono sia l'Imperatore d'Occidente Olibrio sia il Magister Militum Ricimero, così il trono d'occidente rimase vuoto.



IL TRONO

L'imperatore d'Oriente, Leone I, che aveva già nominato Antemio, si trovò in difficoltà a scegliere un altro uomo. Ne profittò il nuovo magister militum Gundobado, nipote di Ricimero, per nominare Glicerio, il settimo imperatore ombra dell'impero, l'uomo che poteva essere un burattino nelle sue mani. Sembra che l'esercito acclamò la sua nomina, a Ravenna, nei primi di marzo del 473. Non si parla però di acclamazione del senato.

Quando Leone I seppe dell'elezione di Glicerio, nominò Giulio Nepote, Magister Militum di Dalmazia e imparentato con Verina, l'imperatrice d'Oriente, a capo di una spedizione contro di lui ma la nomina avvenne in ritardo e Nepote non poté salpare per l'Italia in quanto d'inverno i porti erano chiusi. Intanto Leone I morì nel gennaio 474, e gli successe suo nipote, il giovanissimo Leone II, che a causa dell'età, nominò Augusto suo padre Zenone.

Così Glicerio era il più anziano tra i tre imperatori regnanti, pertanto dovette occuparsi di una nuova minaccia barbara nel 473. Gruppi di Ostrogoti minacciavano i confini, e intanto il Re Visigoto Eurico preparava un'invasione dell'Italia. Il suo comandante Vincentius fu sconfitto e ucciso dai comites Alla e Sindila. Malgrado questa vittoria nella difesa dell'Italia, Glicerio non riuscì a difendere la Gallia e ad impedire a Eurico di conquistare Arles e Marsiglia. Allora Glicerio spedì un messaggio all'armata degli Ostrogoti al comando del re Vidimero, con cui lo avvisò che i territori che voleva conquistare erano già occupati dai Visigoti, invitandolo a muoversi verso la Gallia.
Con questo stratagemma Glicerio, che temeva la loro alleanza, impedì il congiungimento delle forze di Vidimero, Re degli Ostrogoti, con gli invasori Visigoti.

Nel frattempo Giulio Nepote, che aveva già recuperato Arles e Marsiglia, preparò il suo sbarco a Ostia. Anche Glicerio si recò a Roma, lo testimonia l'unica moneta conosciuta coniata a Roma in argento a suo nome. La moneta, su cui è inciso "VICTORIA AUGGG" attesta l'esistenza di tre Imperatori, mentre sul retro si legge "D N GLYCERIUS P F AUG," il che dimostra che Glicerio si considerava uno dei tre imperatori, insieme a Zenone e Leone II.

Nel giugno del 474, Nepote sbarcò a Ostia e destituì Glicerio che non oppose alcuna resistenza, confinandolo a Vescovo di Salona in Dalmazia. L'anno dopo Nepote fu scacciato dall'Italia e tornò in Dalmazia, dove nominò Glicerio suo vescovo personale. In tutti questi eventi il sostenitore iniziale di Glicerio, Gundebaldo, non mosse un dito. Forse era ritornato in Gallia per reclutare truppe o forse aveva altri piani, fatto sta che di Gundebaldo in Italia non si avranno più tracce.

Glicerio si era riconciliato con l'Impero d'Oriente e aveva salvato l'impero dai barbari, ma la Gallia venne attaccata da Goti e Visigoti. Per quasi tutto il suo regno rimase nel nord Italia, come attestato dal fatto che batté moneta solo a Milano e Ravenna. Tentò anche di ottenere il sostegno della Chiesa, promulgando una legge (11 marzo 473) contro la simonia, che ottenne il gradimento della gerarchia ecclesiastica, ma nulla di più.



LA MORTE

La deposizione di Glicerio ha dei lati oscuri. Nepote sbarcò con le sue truppe, ma è verosimile che le forze di Gundobado, e quindi di Glicerio, fossero consistenti: se avesse voluto, Gundobado avrebbe potuto opporsi a Nepote, invece non lo fece. Forse l'elezione di Glicerio non ebbe il sostegno né dell'imperatore d'Oriente, né della classe senatoria, né dell'aristocrazia gallo-romana: resistere a Nepote senza l'appoggio del senato sarebbe stato controproducente per Gundobado. Oppure Gundobado, che non era in Italia alla deposizione di Glicerio, era andato in Gallia per trovare i rinforzi necessari all'attacco di Nepote.

Glicerio morì probabilmente a Salona, dove nel 475 era stato raggiunto da Giulio Nepote, deposto a sua volta dal magister militum Flavio Oreste, e da dove assistette nel 476 alla caduta dell'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augusto, per mano di Odoacre, re degli Eruli.
Le fonti sostengono che nel 480 Glicerio fu coinvolto nell'assassinio di Nepote, un atto che consolidò il dominio di Odoacre sull'Italia, sancendo la fine dell'impero romano d'occidente.




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