FONTANA DI ORFEO





Via Giovanni Lanza fu aperta nel 1885 per collegare l'Esquilino a piazza Venezia con la demolizione di gran parte del quartiere della Suburra nonchè  rialzo del terreno rispetto al livello originario.
Lo sdoppiamento tra le due arterie ricalca la struttura stradale dell'Argileto ("Argiletum") che, attraversata parte della "Subura", si suddivideva tra il "vicus Patricius" (via Urbana) e il "clivus Suburanus" (via in Selci).

Fin dalla Roma antica la depressa e insalubre Suburra, valle compresa tra il Viminale e l'Oppio, era nota come quartiere popolare e malfamato, con modeste abitazioni e taverne, dove ebbe dimora Giulio Cesare ed antichissimi culti orientali.

Solo nell'età di Augusto la zona venne inserita nei programmi della Roma monumentale: sulle pendici del "Fagutal", propaggine occidentale del colle Oppio, nell'area compresa tra via delle Sette Sale e via in Selci, fu eretto il primo grande edificio di uso pubblico, il portico di Livia (15 a.c.), una grande piazza rettangolare circondata da un doppio colonnato, con fontane agli angoli e un altare al centro; mediante una scalea, uno dei lati era collegato al "clivus Suburanus".

Alla sommità di questa arteria, in prossimità dello sbocco tra via in Selci e piazza S. Martino ai Monti, si trovava una fontana di Orfeo, ricordata in un epigramma di Marziale.
Nella via in Selci, si giunge invece al monastero di S. Lucia con l'annessa chiesa, anticamente (V sec.) detta "in Orphea" proprio per la sua vicinanza alla fontana di Orfeo.



DESCRIZIONE

Nel clivo summo suburbano esisteva la fontana di Orfeo, detta pure Lacus Orphei, un monumento contenuto da due colonne lisce sormontate da capitelli corinzi, con una volta a conchiglia nella parte superiore r un fondo semicilindrico con rilievi di alberi e fronde.

La Fontana gettava acqua da due rivoli laterali, a mezza altezza appena all'interno delle colonne, che si riversavano in una grande vasca semicircolare in basso. Due rivoli uscenti da sotto le erme che facevano da base alle colonne si riversavano invece in due catinelle laterali, dove, per caduta libera l'acqua defluiva nella vasca semicircolare contornata nella parte esterna da alcuni gradini di marmo che la contenevano.

Dalla vasca posta a terra emergevano una specie di rocce su cui si muovevano diversi animali in pose diverse: un cavallo, un lupo, un ariete, un leone, una pantera e forse altro. Il complesso statuario allude al mito secondo cui Orfeo incantava le bestie feroci con la lira trasformandoli in animali mansueti.

Sullo sfondo del ninfeo si stagliava la statua di Orfeo con la sua lira, il berretto frigio, il mantello e una corta veste che scopriva le gambe. La fontana era ornata sopra e ai lati da due corti obelischi, mentre al centro si stagliava l'immagine di Ganimede in atto di essere rapito dall'aquila. Questo ultimo complesso allude forse al mito per cui, una volta perduta l'amata Euridice, Orfeo rivolgesse le sue attenzioni amorose unicamente ai maschi.



LE FONTANE SUCCESSIVE

VILLA MEDICEA DI CASTELLO (Firenze)
Vi si ispirarono diverse fontane, come quella della Villa medicea di Castello in cui si assiste a uno zoo di animali selvaggi e feroci di diverse latitudini sovrastanti una vasca che alloggia in un ninfeo.

 Fu realizzata dal Tribolo, che oltre all'architettura scolpì le vasche, e forse portata a termine da Giorgio Vasari, avvalendosi delle sculture del Giambologna, una piccola parte delle quali, raffiguranti vari volatili, si trova oggi al Museo del Bargello.

Vi si accede da un portale fiancheggiato da due colonne tuscaniche, rivestita di concrezioni calcaree, mentre sul soffitto della prima camera e sull'arco che introduce alla seconda si trovano mosaici policromi a motivi geometrici e figurativi fatti a ciottoli e conchiglie.

L'interno è composto da una stanza principale e una seconda più piccola che si apre come un'"abside". Su ciascun lato è presente una fontana comporta da una vasca marmorea sormontata da gruppi di animali in pietre diverse.

Al centro della grotta esisteva una statua di Orfeo colla sua lira, Purtroppo la statua di Orfeo che stava sullo sfondo con la sua lira fu tolta, rimossa in epoca imprecisata forse per antipatia ai culti pagani.




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