NECROPOLI VATICANA DI VIA TRIUMPHALIS




L’Area archeologica della Necropoli Vaticana, scavata sotto i giardini vaticani, attraversata dall’antica Via Triumphalis e dalla Via Cornelia,  copre quasi 1000 m² e ospita resti archeologici quali mosaici, affreschi, ma soprattutto oltre 1000 tra tombe e sepolture varie. Essa è ubicata lungo il fianco nord-orientale del Colle Vaticano, il cui periodo di frequentazione è compreso tra la fine del I sec. a.c. e il IV d.c., esattamente fino al 320 d.c. .

La scoperta di questo settore della necropoli è iniziata nel 1956 in occasione degli scavi per la costruzione dell'Autoparco vaticano. L'area comprende una ventina di strutture e di piccoli
edifici sepolcrali di dimensioni e tipologie diverse, che si dispongono lungo il pendio particolarmente ripido del insieme a un numero molto elevato di sepolture singole.

LA POSIZIONE
Tra le tombe dell'Autoparco si segnalano per la decorazione i sepolcri 4 e 6. Il sepolcro 4, databile alla metà II sec. d.c., presenta un elegante decorazione pittorica. In particolare la parete a fondo bianco di uno degli arcosoli è decorata da rose rosse, tra le quali compaiono un uccellino e un oggetto legato con nastri, analogo a quelli che venivano appesi nei portici delle case romane.

Negli scavi 2009 - 2011 lo scavo tra il settore dell'Autoparco e quello di S. Rosa ha portato in evidenza un'interessante stratigrafia archeologica. Questa sequenza di scavi di terreno sovrapposti, che si distribuisce cronologicamente dall'era romana a quella moderna, è stata riprodotta sullo sfondo della vetrina a fianco.

Qui i reperti sono posizionati in corrispondenza dei livelli in cui sono stati rinvenuti, alcuni di essi sono coevi agli strati relativi, in altri casi i materiali sono più antichi (residui). Il periodo di frequentazione della necropoli è documentato dai numerosi oggetti posti a corredo delle sepolture e usati nei rituali funerari. Gli strati relativi alla fase di abbandono del sepolcro non hanno restituito invece materiali datanti.

COME DOVEVA APPARIRE IN EPOCA ROMANA
In era moderna venne praticata una profonda fossa che venne riempita con materiale di riporto contenente frammenti di vasellame in maiolica e oggetti d'uso comune. Più in superficie furono accumulati depositi di terreno con materiali di scarto provenienti da una fornace che doveva trovarsi nei pressi.

Tale area e il suo ampliamento, risultato degli scavi archeologici diretti tra il 2009 e il 2011 dal Dipartimento Antichità greche e romane dei Musei Vaticani unisce l’area dell’Autoparco (scavi 1956-58) con l’area riportata alla luce dagli scavi nel settore di Santa Rosa (scavi 2003), fino a qualche tempo fa separate.

I lavori di scavo, di schedatura e catalogazione, di riallestimento dell’area sono stati resi possibili grazie soprattutto ai contributi finanziari dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums. I musei Vaticani, a differenza di quelli italiani, possono contare ogni anno su 1,5-2 milioni di euro da spendere per restauri ed interventi di valorizzazione.



Per la Necropoli vaticana, pare che per l’ultima fase dei lavori siano stati investiti dai Patrons circa 650.000 €, utilizzati non solo per gli scavi, ma anche per strumentazione didattica, illuminazione, monitor touch-screen, percorsi guidati, etc. 

Uno degli scopi principali è di realizzare un archeo lab, totalmente aperto al pubblico; un luogo dove sarà consentito al pubblico non solo di visitare l’area in oggetto, ma anche di assistere agli stessi lavori di scavo che di volta in volta continueranno ad essere effettuati.

Nonostante la sua posizione sotto i Giardini Vaticani di oggi, questa era solo una collina erbosa al di fuori delle mura della città all'epoca, e gli archeologi stimano che probabilmente solo una parte - forse 50 - delle tombe potrebbe essere appartenuta ai primi cristiani.



Fortunatamente, le colate di fango hanno coperto gran parte della necropoli, preservandola notevolmente bene, si che molti affreschi sono sopravvissuti, così come parte della pittura con cui i romani solevano dipingere le statue per renderle più verosimili.

Ciò che rende questa scoperta ancora più notevole è che queste erano in gran parte le tombe di semplici operai, borghesi e poveri romani, non le solite tombe elaborate della classe patrizia che sono sopravvissute così bene altrove. Si è rivelato un tesoro di informazioni sulla vita quotidiana - o almeno sulle pratiche di sepoltura - dell'uomo comune nei tempi antichi.

Le passerelle moderne che ti guidano attraverso gli scavi in corso forniscono una vista eccellente delle tombe disseppellite e dei loro contenuti, e sono ben affiancate da segni e targhe interpretative che fungono da guida turistica.

CAMERA CIMITERIALE NELLA SEZIONE "AUTOPARCO" 
Ma nel tragitto vi sono anche stazioni video che aiutano a ricreare l'aspetto di una sezione, specialmente quando detto tragitto appare interrotto su un pendio erboso sotto il sole. Il tour dura circa due ore, i tour in inglese sono attualmente offerti il lunedì e il sabato (e alcuni martedì) alle 8:30 am.

La Necropoli rivela resti appartenuti ad una classe sociale medio-bassa (liberti, piccoli artigiani, come Alcimo, schiavo di Nerone addetto alle scenografie del teatro di Pompeo), mentre nelle ultime fasi si alza la classe in quanto le ricche famiglie di cavalieri acquisirono le tombe più povere, ormai in abbandono, riconvertendole in tombe di lusso, con sarcofagi e mosaici di un certo pregio.

Lungo la via Trionfale il nuovo settore denominato S. Rosa è stato scavato nel 2003. Frequenti smottamenti del terreno e una grande frana di ghiaia e argilla ne determinarono l'abbandono in alcuni casi, mentre in altri casi procurarono un innalzamento del terreno con la costruzione di nuove tombe.

Il nuovo percorso di visita si articola attraverso i resti della Necropoli, offrendo ai visitatori la possibilità di ammirare nel suo complesso, ma anche di apprezzare più da vicino, i numerosi elementi decorativi: marmi, mosaici, stucchi e affreschi, che hanno recuperato il suo splendore dopo i recenti restauri.


Tra le notevoli novità dello scavo c'è il ritrovamento di un'area destinata alla cremazione (ustrino), che è raramente conservata in complessi di questo tipo. Sono state montate all'uopo due nuove vetrine per l'approccio tematico degli ornamenti utilizzati per i rituali funerari, gli oggetti personali del defunto e i vari preparativi per la sepoltura dopo l'incenerimento o l'interramento.

Una terza nuova vetrina illustra gli scavi del 2009-2011 secondo il metodo stratigrafico degli archeologi, al fine di mostrare un autentico dipinto sintetico della sezione di scavo. Lungo il percorso di visita sono stati esposti anche altri detriti dall'edificio vicino alla stessa Necropoli che non erano però più visibili (Settore "Annona") o che normalmente non erano aperti al pubblico (settore "Galea"), al fine di integrare e dare più valore al carattere museale dei resti.

Come esempio della volontà di considerare questa area archeologica un vero laboratorio di ricerca, è anche opportuno menzionare la ricerca e gli studi scientifici che vengono effettuati, come le indagini geo-radar e le analisi antropologiche. La necropoli è una vera fonte di informazioni per gli usi, le tecnologie e i materiali dell'epoca.

Per quanto riguarda quest'ultimo, il Prof. Henri Duday dell'Università di Bordeaux, in collaborazione con l'École Française di Roma, ha svolto ricerche sull'incenerimento; e il servizio di antropologia della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, coordinato dalla signora Paola Catalano, le indagini sulle inumazioni.



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