BATTAGLIA CAENINENSE





I Ceninensi (o Ceninenti, o Caeninensi) erano un antico popolo stanziato nei pressi di Roma, probabilmente vicino ad Atenne (Amntennae), tanto è vero che Romolo vi si recava ad offrire sacrifici.

Si suppone fosse abitata in parte da Syculi e in parte da aborigeni, Plutarco invece ritiene fossero di origine sabina e il loro centro era il villaggio di Caenina, che Plinio il Vecchio annoverò tra le città scomparse.

Anche Strabone la ricorda come una tra le città del Latium scomparse da molto tempo. Da alcune iscrizioni si sa che quasi certamente il villaggio sorgeva sull'area dell'odierno quartiere di Colli Aniene.

ROMOLO PORTA LA SPOLIA OPIMA DEL RE VINTO
Plutarco e Dionisio di Alicarnasso narrano due miti su Caenina, riportati da una antica raccolta di miti romani curata da Fabio Pittore che narrò la storia di Roma dal tempo di Enea fino al 217, anno precedente la battaglia di Canne.

Nel primo mito Romolo e Remo all'età di 18 anni si scontrarono coi pastori di Numitore per i pascoli, e Remo fu catturato in un'imboscata mentre Romolo si trovava a Caenina per celebrare un rito sacrificale.

L'altro è il Ratto delle sabine. Dopo il IV mese dalla fondazione di Roma, nel mese di agosto,

Romolo trovò sottoterra nel Circo Massimo una statua del Dio Conso e gli organizzò la festa detta Consualia. Furono invitati gli abitanti di Caenina, Antemnae, Crustumerio, e tutti i sabini. Durante la festa scoppiò una rissa e tutte le donne straniere furono rapite dai romani che cercavano moglie:

« Romolo, figlio di Marte, re, trionfò sul popolo dei Ceninensi (Caeniensi), calende di marzo (1º marzo). »
(Fasti trionfali, 2 anni dalla fondazione di Roma)

Per vendicare il rapimento Caenina, Antemne, Crustumerio e i Sabini si allearono contro i Romani. Però Acrone re di Caenina non volle aspettare e affrontò da solo i Romani ma in un duello con Romolo restò ucciso. Nel racconto di Tito Livio, Romolo, dopo aver ucciso il re, guida i romani all'assalto di Caenina e la conquista al primo attacco (752 - 751).

ROMOLO TRIONFANTE
(Affresco romano di Via dell'Abbondanza - Pompei)
In realtà nella battaglia si sarebbe sparso il sangue di un solo uomo perchè Romolo, in prima fila davanti ai Romani, fu con un balzo al di sopra del re ceninense, Acrone, e lo sgozzò.

Quindi Romolo, in veste purpurea e su una quadriga, portò in trionfo le spoglie di Acrone sul Campidoglio mentre il popolo e i sacerdoti lo seguivano in processione e le appese sulla quercia sacra di Giove Feretrius a cui dedicò un tempio.

Da qui nacquero sia la celebrazione della Spolia Opima, sia la processione dei trionfi.

La dedicazione della Spolia Opima fu un onore concesso solo tre volte: a Romolo uccisore di Acrone, ad Aulo Cornelio Cosso vincitore dell'etrusco Tolumnio re di Veio e a Marco Claudio Marcello che uccise Virdomaro re del popolo gallico dei Gesati.

Il Senato romano allora deliberò che gli abitanti delle città vinte Antemne e Caenina si dovessero trasferire a Roma e le due città fossero trasformate in colonie. A Caenina si stabiliriono 300 coloni romani, e il suo territorio fu annesso all'Ager Romanus destinato alla tribù rustica Menenia.

I Ceninensi quindi, furono costretti ad abbattere le proprie case ed a trasferirsi a Roma, dove acquisirono però gli stessi diritti degli altri romani, ma non dimentichiamo che i nuovi venuti erano considerati pur sempre plebei.

Alcuni situano Caenina sulla sponda sinistra dell'Aniene 10 km prima della sua foce nel Tevere, e a 3 km dal Monte Sacro, e al VI miglio sulla via Collatina, ( odierna zona di ponte Mammolo ). Comunque non ne sono stati ancora ritrovati i resti.




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