ARX AUGURACULUM



AUGURE IN RITUALE
L'Auguraculum o "recinto augurale", era uno spazio aperto recintato e orientato secondo i punti cardinali e consacrato, all'interno del quale i sacerdoti dell'antica Roma fornivano i pubblici àuguri praticando l'ornitomanzia (predizioni attraverso i volatili), osservando cioè il volo degli uccelli, a partire dalla porzione di cielo da cui provenivano e alla loro direzione.  
Il sacerdote adibito si posizionava al centro del tempio, in una tenda o in una capanna, e osservava le porzioni di cielo da cui provenivano gli uccelli, demarcate dai cippi astronomici posizionati lungo il perimetro del tempio, aspettando pazientemente che questi si presentassero.

POSIZIONE DELL'ARX AUGURACULUM NEL CAMPIDOGLIO
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Da questa osservazione il sacerdote poteva predire il futuro e o conoscere la volontà degli Dei.
A Roma esistevano tre auguracula permanenti, nella cittadella costruita sull'Arx Capitolina, sul Palatino e sul Quirinale. Auguracula erano comunque eretti anche in altre città e negli accampamenti militari.
Arx Capitolina. o Arce Capitolina, è uno dei due piccoli picchi che formano il Campidoglio, dove vennero eretti alcuni degli edifici più importanti di Roma. Qui era l'auguraculum, il luogo dove i Auguri, gli indovini, osservavano i voli degli uccelli.


GLI AUGURI


L'augure etrusco

Gli auguri furono essenzialmente etruschi, prima ancora che romani, come dimostra la Tomba etrusca degli auguri a Tarquinia, e sembra che i romani appresero da quelli la predizione attraverso il volo degli uccelli, durante la dominazione etrusca di Roma. Un episodio curioso viene raccontato dallo storico romano Floro secondo il quale il re Tarquinio Prisco:

« [...] per avere prova (dall'augure Attio Nevio) se era possibile ciò che egli stesso aveva in mente. (L'augure] dopo aver esaminato la cosa in base ai presagi, rispose che lo era. 
«Eppure proprio ciò io avevo pensato se potevo tagliare quella roccia con il rasoio». L'augure Nevio replicò: «Tu lo puoi allora». E il re (incredibilmente) la tagliò. Da quel momento la funzione dell'augure divenne sacra per i Romani. »
(Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 5.3-5.)

L'augure etrusco vestiva come il pontefice romano (ovvero il pontefice copiò dall'etrusco) e in mano impugnava il lituo, corrispondente al pastorale della chiesa cattolica, cioè un bastone con l'impugnatura molto incurvata.

In Etruria, nel punto più alto dell’acropoli di Marzabotto, a ovest dell’altare, si trovava una struttura composta da un podio rettangolare preceduto da una rampa di almeno tre gradini: tale costruzione, di cui oggi non resta nulla sul terreno, che è stata interpretata come auguraculum, ovvero una sorta di osservatorio rituale, posto ai margini dell’area urbana e in posizione elevata, dal quale l’Augure etrusco, doveva essere in grado di osservare l’intera città e parte della campagna circostante.

AUGURACULUM DI MARZABOTTO

L'augure greco

Per Greci la pratica sembra molto antica, e lo dimostra l'Odissea, dove si narra di un'aquila che appare tre volte, volando verso destra, stringendo una colomba morta fra gli artigli; questo presagio viene interpretato come l'arrivo di Odisseo e la morte dei pretendenti di sua moglie, e dunque la fine delle loro aspirazioni al trono.

 Cita Galeno in "Hippocrat. de acutor. wictur. sect i2." un augure greco, che interrogato da quali dati e regole basava le sue osservazioni sul volo delli uccelli, rispose, su quello che osservato e detto Apelle, Ateneo, Artemidoro, Cheremone, Foca e molti esperti auguri.

Eschilo nel Prometeo attribuisce il senso della piromanzia e dell'auspicio:

"E primo stabilii quai segni sieno 
Nunzi del vero e gl'intricati modi 
Delli oracoli ignoti e tanti auguri 
Che c incontranti per via sciolsi e spiegai 
Io delli Adunchi augelli a parte a parte 
Distinzione del volo e insegnai qual fausto 
Quale infausto ci è e di quale pasto 
Pascansi e qualunque natura in essi imprima 
Odio od affetto o compagnia"


L'augure romano

Però, secondo una leggenda (naturalmente romana) questo ordine sacerdotale sarebbe stato creato da Romolo, che avrebbe scelto i primi tre sacerdoti, nominandone uno per ogni tribù di Roma. Che i romani abbiano copiato dagli etruschi sembra evidente. Quando venne fondata Roma gli etruschi erano nel pieno fulgore della loro civiltà, essendo all'inizio del periodo così detto orientalizzante.

ROMOLO E REMO
Sembra che all'epoca ci fossero due tipi di auguri:

- gli auguria privata, sulla cui base si prendevano alcune decisioni all'interno della famiglia, 
- gli auguria publica per l'ambito pubblico. 
Di quest'ultimo tipo esistevano più auguri, che costituivano un collegium, in genere consultato dal magistrato prima di ogni importante atto pubblico.

Si dice spectio, l’osservazione rituale del volo degli uccelli e di altri fenomeni da cui potessero trarsi auspici, in cui il sacerdote osservatore si posizionava al centro del recinto, probabilmente coperto da una piccola capanna di frasche, o da un tabernaculum (una tettoietta con i laterali coperti da vimini o frasche) da cui osservava le porzioni di cielo da cui provenivano gli uccelli, demarcate dai cippi astronomici posizionati lungo il perimetro del tempio. Da questa osservazione il sacerdote poteva predire il futuro e sapere di quale Dio fosse la volontà.

A Roma esistevano tre auguracula permanenti, nella cittadella costruita sull'Arx Capitolina, sul Palatino e sul Quirinale. Auguracula erano comunque eretti anche in altre città e negli accampamenti militari. Era importantissimo infatti per i capitani che intendevano dare battaglia, assicurarsi la benevolenza degli Dei sulla sua decisione, pena una cocente sconfitta.

Al periodo romano risale un “templum” augurale rinvenuto a Banzi, (Toscana) databile ai primi decenni del I sec. a.c., si tratta di uno spazio sacro composto da nove ceppi presso il quale i sacerdoti interpretavano il volere divino seguendo il volo degli uccelli.


Auspicia Pullaria

Anche se soprattutto venivano interpretati i voli e i canti degli uccelli, ogni loro azione poteva essere interpretata per predire il futuro o ricevere messaggi dagli Dei. Per esempio il modo di beccare dei polli "auspicium pullarium" o "auspicium ex tripudiis" era una pratica divinatoria cui si ricorreva spesso nelle spedizioni militari. Era grande successo per il "tripudium sollistimum", quando i polli beccavano con grande appetito, se invece avevano inappetenza. il presagio per l'esito della battaglia era funesto.

Era chiamato Pullarius un ministro inferiore o inserviente che, al servizio degli auguri aveva cura dei sacri polli, con i quali si pretendeva di predire l'avvenire secondo la maniera con cui beccavano o rifiutavano il mangime.

Il pullarius li trasportava al luogo prestabilito per prendere gli auspici entro una gabbia (cavea) retta da una maniglia. Gli auspici (auspicia pullaria) si prendevano osservando se i gallinacei ingoiavano con piacere le pallottole di offa pultische loro si lanciavano.

Se nel divorarle lasciavano cadere qualche briciola l'auspicio era lieto; il rifiuto da parte dei pennuti di mangiarle era segno di triste presagio. Al seguito dei magistrati e dei capi di esercito vi era sempre il pullario pronto, quale supplente ordinario degli auguri, a prendere gli auspici. Si sceglievano per lo più fra uomini liberi e formavano una corporazione o decuria presieduta da un primo pullario.

Un aneddoto riguardante la distruzione di una casa sul Celio che interferiva con le "linee di confine degli Auguri "d (Cic., Off 3.66,... Val Max 8.2.1) indica che un auguraculum sorgeva sopra la Via Sacra, e si affacciava sul Foro Romano (Richardson 1978).

Coarelli, utilizzando Plutarco (Num. 7,2-3), in cui si afferma che l'auguraculum era visibile dal Comizio, lo identifica in maniera convincente con i resti di mura di varie epoche nell'angolo SE del giardino Aracoeli (Coarelli 1981, 181) . Queste mura erano parte di un muro di terrazzamento (Coarelli 1983, 106) e, quindi, formano una piattaforma rettangolare, che funzionava come punto di osservazione (Coarelli 1981, 181).

"Le dimensioni di questa piattaforma è confrontata favorevolmente con la piccola dimensione dei templi a Cosa e Bantia.  Platner-Ashby e Richardson speculano sull'esistenza di una capanna di paglia, ma anche se sappiamo di capanne di paglia per i sacerdoti sul Arx (Vitr., De arch. 2.1.5), la nostra fonte non specifica il luogo esatto, né si menziona gli auguri. L'auguraculum viene mostrato sulla mappa tramite i muri di sostegno del giardino Aracoeli; questi rappresentano un paesaggio topografico, non una struttura coperta.

Ora ci sono valide ragioni epigrafiche e topografiche per riposizionare l'auguraculum dalla sua posizione accettata nel giardino Aracoeli a una piattaforma quadrata posta giusto sul bordo dell'Arx, della chiesa di S. Maria in Aracoeli, in prossimità del punto più alto della collina. La nuova posizione viene proposta dalla P.L. Tucci ( "Dove alta Moneta conduce i suoi passi sublime" - Il 'Tabularium' e il Tempio di Giunone Moneta - JRA 18 (2005) 6-33, esp. 15)."

RESTI DELL'AUGURACULUM AL CAMPIDOGLIO


Auspicia familiaris

Nei tempi più antichi il capo di famiglia, da solo o con l'assistenza di un augure, prendeva gli auspici prima di iniziare qualunque azione importante; ma questa usanza, del tutto patrizia, cadde presto in disuso. Prosperavano invece gli auspici pubblici, per cui ogni azione pubblica importante, in patria o al campo, necessitava prima degli auspici richiesti (auspicia impetrativa), vale a dire la certezza della disposizione favorevole di Giove o di altri Dei, a garanzia della felice riuscita.
L'Auguraculum, nella fase medio repubblicana poteva anche trovarsi all’interno di una proprietà privata: infatti, il luogo dove il presidente dei comitia poneva il suo tabernaculum per prendere gli auspicia, da identificarsi probabilmente con l’auguraculum del collis Latiaris, nel II sec. a.c. era incluso nella villa Scipionis, che Cicerone chiamava horti Scipionis. Tuttavia per contestualizzare l’auguraculum, occorrerebbe riuscire a posizionare in modo corretto la villa Scipionis e il collis Latiaris.



CICERONE

"Ci sono molte forme di autorità religiosa nello Stato, ma l'autorità più alta e suprema è quella di augurio ufficiale. Per quale potere, legalmente considerata, è superiore alla capacità di sciogliere assemblee e consigli nominati dalle più alte autorità in possesso dei loro pieni poteri, o di rescindere le decisioni di tali organismi? 
AUGUSTO NELL'AUSPICIA PULLARIA

Che autorità ha più peso che il potere del augure di respingere qualsiasi impresa, semplicemente dicendo "posticipato ad un altro giorno"? 
Quale potere è maggiore di decidere quando i consoli devono dimettersi dal loro ufficio? 
Quale potere è più sacra di quella di concessione o diniego del diritto di riunione per il popolo e la plebe? Infatti, senza l'autorità di un augure, nessun atto da un magistrato sia a casa o in campo ha validità per tutti"

"I nostri libri sacri ci dicono che presagi sono state eseguite in questa posizione sin dai primi giorni di Roma - da poco dopo Tito Tazio e i Sabini fatto la parte Arx della città. Potete leggere la storia di uno dei primi importanti auguri eseguiti qui nella storia scritta da Tito Livio. 

Si registra come Numa Pompilio fu fatto re, dopo aver ricevuto auspici favorevoli. Auspici, come sono sicuro che lei sa, sono ciò che noi chiamiamo i segni osservati inviati da Giove per trasmettere un messaggio, che viene interpretato da presagio.

Dopo la morte di Romolo, il Senato ha scelto Numa Pompilio di diventare re a causa della sua reputazione di saggezza e di pietà. E Livio dice che Numa ha mostrato il suo rispetto per gli dei, seguendo il precedente di Romolo, chiedendo che un augurio essere condotta prima che lui avrebbe accettato il titolo di re.

Ecco come Livio descrive l'evento :

RAFFIGURAZIONE DEL LITUO SU
UNA MONETA ROMANA
"Numa fu solennemente condotto da un augure, che fu poi onorato di essere eletto funzionario di Stato per la vita, alla Cittadella, e prese posto su una pietra esposta a sud. L' augure sedette alla sua sinistra , con il capo coperto, tenendo nella mano destra un bastone ricurvo, senza nodi, che si chiama un lituo .
Dopo aver esaminato la prospettiva sulla città e la campagna circostante, egli offrì preghiere e dispose le regioni celesti su una linea immaginaria da est a ovest, definendo il sud come "la mano destra ", il nord come "la mano sinistra . " Egli ha poi fissato su un oggetto, per quanto lo poteva vedere, come un punto di riferimento, e quindi trasferendo il lituo nella mano sinistra, egli mise la sua destra sopra la testa di Numa e proferì questa preghiera :

"Padre Giove , se è la volontà del cielo che questo Numa Pompilio, la cui testa ritengo, dovrebbe essere il re di Roma, tu attestalo per noi da segni sicuri all'interno di quei confini che ho tracciato. Poi descrisse nella consueta formula del presagio che desiderava venisse inviato. I presagi vennero inviati, e Numa essendo da loro manifestato dover essere re, scesero dal Templum"

È possibile discernere il metodo di base di augurio da questa storia, che posso riferire a voi, perché è di dominio pubblico. Noi di buon auspicio usiamo un lituo per sorvegliare la zona in cui si osserva auspici e tutti sanno che cerchiamo segni su entrambi la mano " sinistra " o " destra " . Tuttavia queste sono solo una parte della nostra attenta lettura dei segni. Non posso dire di più. La conoscenza segreta di divinazione può essere rivelata solo ai membri del Collegio di Auguri. -

AUGURACULUM SULL'ARX  DIETRO L'ARA COELI

OGGI

Situati sull'Arx, nel giardino posto ai piedi di S. Maria in Aracoeli,  dove l'Ara Coeli era quella di Giunone Moneta, attribuita poi alla Madonna, sono visibili i resti di un recinto quadrilatero in blocchi di cappellaccio molto probabilmente da ricondurre all'Auguraculum, un antico recinto sacro, orientato secondo i punti cardinali, dal quale gli Auguri prendevano gli auspici (soprattutto al momento delle assemblee che venivano svolte nel Comitium) tramite l'osservazione del cielo.

Il recinto era posizionato di fronte all'ingresso di Sisto IV del palazzo Senatorio. e da questo spazio ritualmente tracciato, rivolto verso il Foro, gli auguri osservavano il volo degli uccelli per interpretare la volontà degli Dei.
Tito Livio riferisce che a Roma nessuna decisione in guerra e in pace veniva presa senza avere prima consultato gli àuguri.

" Ma senza ragione, io credo, questo colle Latiaris dai più chiari topografi si pone in quella parte del Quirinale ove ora è Magnanapoli, e senza fondamento si suppone che P auguraculum sia distinto dal ben noto auguraculum, posto sulla rocca Capitolina, presso il tempio di Giunone Moneta, (Varr. d. I. L. V. 47; Cic. de off'. Ili, 16, 66; Paul, ep. Fest. p. 16 M, s. v. Arcani; p. 18 M,). 
Il "vicus Instelanus" parrebbe ben essere il vicus Insteius, Liv. XXIV, 10, 8, nel quale, nel 214 a.c., sarebbe sgorgata tant'acqua; ma non vedo perchè si debba cercarlo presso Magnanapoli, anziché in una delle vie adiacenti alla rocca soprastante a quel punto della Città che da alcuni topografi, come Huelsen, fu identificata con la Fontinalis, ossia in una regione, come mostra anche il 14 Tullianum, in cui non mancavano polle d'acqua. 
Sebbene si sia scarsamente informati intorno al modo od al tempo in cui le adiacenze del tempio di Giove Capitolino e di Giunone Moneta divennero loca pubblica, (Oros. Ili, 18, 27) in ciò non trovo un impedimento che ci trattenga dal collocare presso il ben noto " auguraculum „ il  vicus Instelanus D'altro conto il nome  Collis Latiaris, se non m'inganno, fa pensare al vero e proprio colle Capitolino messo in rapporto con il colle di Giove Laziare. "

(Storia d'italia - Storia di Roma - Parte II - Ettore Pais Carlo Clausen - Torino 1899)



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