VICARELLO (Lazio)



TERME ROMANE DI VICARELLO

Vicarello è una frazione del comune di Bracciano, posta in provincia di Roma, nel Lazio, a 7 km da Bracciano, sulla strada che porta a Trevignano Romano. Esso sorge su una collina di origine tellurica, che si affaccia sul lago. determinata dall'antico Volcano Sabatino

Il vulcano, non circoscritto a cono, ha agito all’interno di una fossa tettonica compresa fra i due sollevamenti dei Monti della Tolfa a Ovest e del Monte Soratte a Est, originando una fertile zona ricca di boschi, acque e vegetazione, il che ha favorito l'immagine di presenze divine nel luogo..

Nel 1999 l'area è stata dichiarata parco regionale, con il nome di Parco naturale regionale di Bracciano - Martignano, e nel 2009 è stata richiesta l' "Acquisizione al patrimonio pubblico con destinazione a coerente utilizzo e beneficio pubblico della Tenuta di Vicarello". Non conosciamo però l'esito della mozione.

Nel vasto parco dove si trovano le attuali strutture delle terme, si conservano ancora i resti di ville e di terme romane di età imperiale, venuti alla luce nell'800, assieme a oggetti vari di grandissimo interesse come i bellissimi bicchieri d'argento che si trovano oggi nel Museo Nazionale Romano

Vicarello infatti in epoca romana faceva parte di una tenuta di 1.015 ha che apparteneva all'imperatore Marco Aurelio ed era detta Vicus Aurelius. Il suo nome deriva appunto dal termine Vicus, diminutivo Vicarello.

Il luogo comunque possedeva già delle terme con acque salutari usate in epoca etrusca, corredate di santuari dedicati agli Dei della guarigione cui si affidavano i malati delle zone limitrofe.



LE TERME

L'esistenza delle acque termali di Vicarello erano note e frequentate fino dall'antichità come testimoniato da monete etrusche e greche del VII secolo a.c. rinvenute nel 1852.
Dalla sorgente che sgorga a 500 m a monte del Borgo, l'acqua esce ad una temperatura di circa 56°, un'acqua bicarbonato-solfato-alcalino-terrosa adatta si fanghi e non solo, per la cura di reumatismi, artrosi, pulizia della pelle, disinfettante di infezioni batteriche, fungine ecc.

TERME DI VICARELLO (1930)
Questa è dovuto all'attività magmatica del Vulcano Sabatino che si è esteso per un'area di 1600 km2 e poi spento trasformandosi in lago circa 40.000 anni fa. In epoca romana la località, nota con il nome di Aquae Apollinares, conobbe un notevole sviluppo con la costruzione delle terme, strade ed edifici pubblici.

I Romani veneravano in questo sito il Dio Apollo, padre tra l'altro del Dio Esculapio che curava le malattie e che probabilmente era anch'esso venerato in loco. 

Comunque fu Apollo che diede il nome alle terme, ritenuto anch'esso con capacità di guarigione insieme a quelle solari di riscaldare le acque curative. Tutto ciò però non è chiaro, perchè Apollo era spesso potatore di malattie endemiche che spargeva con le sue magiche frecce quando gli era stato fatto qualche grave offesa od omissione.

Vero è che chi porta malattie in genere può anche toglierle, ma soprattutto vennero sostituite le antiche Dee guaritrici con Dei maschi aventi qualità analoghe. Ricordiamo che le acque sulfuree sotterranee in tutta l'area centrale italica erano dedicate alla Dea Mefite, Dea della guarigione e per contrappasso della morte. Forse in tal senso Apollo era il Dio che poteva meglio sostituire la divinità italica, in quanto sole benefico o malefico apportatore di fuoco bruciante vulcanico.

Le terme erano frequentate soprattutto dai soldati romani, di ritorno dalle spedizioni e dalle battaglie, nonché dai gladiatori, che qui venivano a riposarsi e a curare le ferite provocate durante i combattimenti. Ma anche i nobili non disdegnavano tali cure e soprattutto le donne per la disinfezione dell'apparato genitale.

TERME ROMANE DI VICARELLO
Dopo la caduta dell'Impero Romano le terme subirono parziali distruzioni, ad opera dei Saraceni prima e dei Longobardi poi. Nel 1692 le terme passarono al Collegio Romano Ungarico, che nel 1737 costruì lo stabilimento termale di Bagni di Vicarello.
 
Nel 1852 alcune parti del vecchio stabilimento vennero demolite per un ampliamento scoprendo una stipe votiva contenente fra l'altro quattro calici d'argento incisi noti come i Bicchieri di Vicarello.

Nel 1930 la gestione della casa termale venne affidata dal Collegio alle suore tedesche della congregazione di Nostra Signora di Muhlhausen, che la gestirono fino al 1970.

Nel 1962 furono effettuati lavori di ammodernamento in occasione del Concilio Vaticano II onde ospitare i padri consiliari nelle terme, ma guarda caso non venne portato alla luce alcun reperto.
Dopo la vendita della tenuta di Vicarello alla Società Agricola Vicarello (1983) le terme sono state chiuse e sono tuttora abbandonate. Nel 1989 la suddetta Società Agricola, in difficoltà finanziarie, venne incorporata dalla Vicarello Spa, società italiana, ma posseduta quasi interamente da una consociata del gruppo londinese di gestione patrimoniale Schroders. E' così che l'Italia svende il proprio patrimonio paesaggistico e archeologico agli stranieri.



TOURING CLUB ITALIANO 1936
TERME APOLLINARI - 1935

"…così veniva descritta la località di Vicarello nella Guida partica ai luoghi di soggiorno e di cura d’Italia. Parte III. Le stazioni Termali. TOURING CLUB ITALIANO 1936

Frazione del comune di Bracciano, prov. di Roma, a 8 km. dal capoluogo: alt. m. 206; posta e telcgr. a Trevignano Romano (km. 4); telef, a Bracciano; medici, farmacia e ospedale a Bracciano; stazione a Bracciano, linea F. S. Roma-Viterbo (da Roma km, 52); carrozzabile da Bracciano servita dall’autocorriera Bracciano- Vicarello- Trevignano Romano.
Le Terme Apollinari sono vicine al Lago di Bracciano, in posizione elevata ed aperta, isolate nella campagna, circondate da folta vegetazione. Ambiente tranquillo e riposante.
ACQUE E CURE. – Si ritiene che le virtù curativo delle Acque Apollinari fossero conosciute nell’età etrusca e romana, a giudicare dalle lapidi, dalle monete e dai vasi ivi rinvenuti. La sorgente scaturisce da una fenditura di rocce vulcaniche, donde è convogliata allo stabilimento con apposita conduttura. L’acqua è quasi limpida, giallognola, inodora, di sapore lievemente acidulo; alla scaturigine ha la temperatura di 48°-50°. Ha un residuo base di gr. 1.47 per litro; contiene una notevole quantità di anidride carbonica (c. c. 193 per litro) e ha proprietà radioattive: nel suo contenuto predominano i solfati alcalino-terrosi, onde va considerata un’ acqua bicarbonato-solfato-alcalina-terrosa carbonica. 



Con l’acqua minerale vengono preparati dei fanghi costituiti da materia argillosa finissima che è tenuta per lungo tempo in contatto con essa in appositi bacini, assumendone i principi salini e la radioattività mescolata al sedimento dell’acqua termale stessa. Le cure che si praticano alle Terme Apollinari sono i bagni, le fangature, i bagni di vapore.
I bagni si fanno in vasca, alla temperatura di 38° e durano in media 15 minuti. I fanghi sono parziali o generali, alla temperatura di 45°-50°, completati da un bagno minerale, cui segue un periodo di reazione.
l bagni a vapore (stufe) sono fatti in ambienti saturati dal vapore che si sprigiona dalle acque minerali unita mente a emanazioni radioattive.
INDICAZIONI TERAPEUTICHE: forme reumatiche è artritiche nelle loro manifestazioni osteoarticolari, muscolari e nervose (sciatica): postumi di lesioni traumatiche: malattie del ricambio, gotta, obesità, diabete.
CONTROINDICAZIONI: artcriosclerosi grave, forme cardiache scompensute, processi acuti, affezioni tubercolari.
STABILIMENTO. È un grande edificio rimodernato di recente, situato tra giardini nel mezzo di un parco, in vista del lago di Bracciano. Contiene 11 camerini per bagno, 10 camerini per fanghi, una stufa per i bagni a vapore, un reparto per cure fisiche (docce e massaggi). Durante la stagione, e cioè da giugno a settembre, v’è un medico residente. Per l’ammissione alle cure è obbligatoria la visita medica (tassa L. 30, che comprende anche l’assistenza sanitaria durante il periodo di cura).
Prezzo del bagno L. 7, del fango L. 15, del bagno di vapore L. 15. Lo stabilimento è aperto tutto l’anno.
Albergo Terme Apollinari, cam. 66, letti 85, termosifone, ascens., autorim., autobus alla stazione di Bracciano, pens. in 1a classe L. 25, in 2a classe L. 18; si trova nell’edificio dello stabilimento e dispone, inoltre, di tre appartamenti da affittare.
INFORMAZIONI: Direzione delle Terme Apollinari, Vicarello (Roma) e Suore di Nostra Signora, Via Como, 41, Roma, che hanno la gestione delle Terme."


Autrice: Elena Felluca


NINFEO DI APOLLO
"Emerge per la sua importanza e il suo migliore stato di conservazione un gruppo di ambienti consecutivi coassiali, aventi caratteristiche che portano a definirlo senz’altro ninfeo. Il suo ingresso doveva aprirsi di fronte alla Sorgente, verso la quale si volgono gli avanzi di una galleria non ancora scavata, che piega ad angolo ottuso per raccordare il diverso orientamento. 
Il ninfeo sembra iniziarsi con un largo atrio dal quale, attraverso due porte nella parete di fondo, si passava in ambienti che si fronteggiavano attraverso lo spazio intermedio che costituiva il vestibolo del salone centrale. Coperto da una volta a padiglione questo presentava ai lati due nicchioni fiancheggiati da porte, e di fronte un grande e profondo arco con un finestrone attraverso il quale appariva uno scivolo d’acqua rimbalzante su riseghe marmoree. 
Alla sommità di esso quasi certamente si drizzava la statua di Apollo che è stata trovata nello stesso vano. Questa sofisticata prospettiva si sviluppava in un complesso nel quale giocavano non soltanto le luci e le ombre, ma anche il colore – in prevalenza verde e rosso – di preziosi rivestimenti finemente disegnati, con la tecnica dell’opus sectile marmoreo nel pavimento e nelle pareti, e con quella del mosaico – di pasta vitrea blu e oro – nella volta."
 (Colini, A.M. 1979, Vicarello. La sorgente termale nel tempo, L’Erma di Bretschneider, Roma).
BICCHIERI DI VICARELLO

I BICCHIERI DI VICARELLO

Datati al I sec. d.c., i bicchieri sono contenitori cilindrici a forma di pietre miliari e portano inciso all'esterno l'Itinerarium gaditanum, cioè l'itinerario da Gades a Roma con le varie locande (mansiones) e le distanze. Sono alti da 95 a 115 mm e somigliano a pietre miliari con incise su quattro colonne le 104 stazioni fra Gades e Roma per 1840 miglia (2.723,2 km).

Questi vennero scoperti nel 1852, durante la demolizione del vecchio stabilimento termale, dentro una fenditura nella roccia da cui escono le acque, unitamente a 5.000 monete in bronzo di origine greca, etrusca e romana, 3 vasi d'oro, 25 d'argento e 6 di bronzo, di cui 12 incisi e vari oggetti metallici fra cui piatti, pentole, posate, vasetti e statuine pagane in bronzo.

Evidentemente il tesoro fu nascosto in età tarda per timore che i barbari o i cristiani potessero impadronirsene.

I bicchieri con inciso l'itinerario gatidano, hanno fatto postulare che fossero i doni dei malati guariti dalle Aquae Apollinares, insomma "per grazia ricevuta"Ma poichè il percorso non passa per Vicarello, ma giunge a Roma per la via Flaminia, passando per Narnia e Ocriculum, altri pensano fossero offerti ad Apollo, come ringraziamento per il viaggio dei mercanti gaditani verso Roma. 

Ma non regge perché i mercanti avevano percorso un itinerario di oltre 2.500 km, invece di giungere a Roma via mare, con una via più breve ed economica.Secondo altri i bicchieri furono donati da viaggiatori hispanici ad un nobile senatore romano, Lucio Iunio Cesennio Peto (parente dell'imperatore Domiziano che aveva una villa nel borgo di Vicarello), e che a sua volta aveva dedicato i quattro bicchieri al santuario delle divinità salutari del luogo.

Scavi effettuati nella zona delle terme tra il 1974 ed il 1977 dal professor A. M. Colini hanno portato alla luce interessanti resti archeologici. Fra questi un Ninfeo dedicato ad Apollo cui era consacrato il sito, una Villa datata I secolo d.c. ed attribuita all'imperatore Domiziano, ed una grande statua di

marmo detta l'Apollo di Vicarello.

CASINO VALADIER COSTRUITO SULLA VILLA ROMANA

LA VILLA ROMANA

Il Casino è solitamente considerato facente parte del borgo, anche se fu edificato nel 1500, quindi antecedente all'attuale borgo. La costruzione del '500 fu edificata sui ruderi di una villa romana che, secondo delle ricerche effettuate dal prof. Antonio Maria Colini nel 1974, era collegata da una strada in basolato alla Via Clodia che scorreva lungo la riva occidentale del Lacus Sabatinus.


Acquedotto Traiano

A poche centinaia di metri dal Borgo sono visibili i resti dell'acquedotto Traiano, fatto costruire nel 109 d.c. da Traiano per alimentare la Regio XIV Transtiberim, odierno Trastevere.

"Quest'acquedotto pertanto è a giusto titolo considerato dagli intelligenti dell'arte forse il più perfetto di quanti altri sono stati costrutti sotto la romana potenza e posteriormente ancora, si per l'esatta livellazione e magnificenza, quanto per l'acqua abbondante tutta di sorgenti limpidissime, allacciata con immensa spesa nelle macchie di Manziana, Bracciano, Vicarello e Bassano, richiamate per mezzo di altrettanti piccoli bracci nella forma, il lavoro de' quali non può certo valutarsi per quello che essi meritano, se non dai medesimi ingegneri della Presidenza della acque, e da chi si è preso il piacere di perlustrarli nel loro immenso giro, come feci io stesso, con l'aiuto di persona pratica e bel istruita di que' luoghi difficili e cotanto impraticabili"
(Paolo Bossi)

Però:


Caput Acquae

"Nel Gennaio 2010 è stato scoperto il Caput Acquae dell’acquedotto inaugurato nel 109 d.c dall’imperatore Traiano, il penultimo degli acquedotti che rifornivano Roma.


Esso era lungo 57 km, il percorso era per la maggior parte sotterraneo, e (con una pendenza media di circa 2.5 m per km) ogni giorno portava nella capitale 118,200 m³ di acqua, che equivale a 118200 L.

La scoperta è avvenuta tra i comuni di Bracciano e Manziana, portando alla luce la prima sorgente dell’acquedotto ed un Ninfeo (un tempio dedicato alle ninfe, o al dio della sorgente).

La scoperta è molto importante perché illustra come i romani, incanalando l’acqua in due laghetti e utilizzando pozzi, cunicoli convergenti e strutture alte più di 8 metri siano riusciti a creare la base per poi far partire l’acquedotto che avrebbe abbeverato la zona urbana di Trastevere.

L’unico problema odierno è accedervi, anche se, una volta dentro, tutti i canali, essendo prosciugati, sono percorribili.

In passato sia gli Ostrogoti (537 d.c), che i Longobardi (752 d.c), danneggiarono l’acquedotto che fu restaurato nel 700-800, per opera dei due papi: Adriano I e Gregorio V .
Nel 1600 fu interamente ricostruito, diventando quello che oggi è l’acquedotto “Acqua Paola”.
Oggi questa scoperta non potrà essere ammirata, perché nel sito archeologico non si possono effettuare visite turistiche."

Sarebbe apparso strano il contrario, visto che in Italia i beni archeologici sono pressocchè ignorati dagli investimenti governativi.


Casa di Ledo

"Il Casale di Ledo a Vicarello, Bracciano. Linee guida per il restauro di un'architettura 'povera' sorta su un'antica rovina".Nella tenuta di Vicarello venne impiantato un uliveto nel 1700 nella zona ove sorgeva l'antico borgo, circa 11.000 piante su 100 ha di terreno. All'interno dell'oliveto si trova un edificio di origine romane detto Casa di Ledo che è stato restaurato nel 2005 per essere adibito a centro visite e museo del parco di Bracciano.



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