PUBLIO TULLIO VARRONE - P. TULLIUS VARRO





Nome: Publius Tullius Varro
Nascita: II secolo
Morte: II secolo
Professione: Politico e generale



Publio Tullio Varrone, generale e senatore durante il regno di Adriano (76 - 138), era nativo di Tarquinia in Etruria, e fu un importante membro della gens tarquiniese dei Varroni, diretto discendente di un personaggio che fu questore di Creta e Cirenaria nonché proconsole della Macedonia sotto Domiziano (81-96 d.c.).

Lo storico britannico Anthony Birley ha scritto su Publio Varrone che: 
"ha avuto ottimi collegamenti in alti luoghi per il suo fratello maggiore che era stato adottato, sembrerebbe, dall'influente spagnolo Dasumius, prendendo i nomi P. Dasumius rusticus "
indicando che il suo fratello era console ordinario nel 119 come il collega dell'imperatore Adriano. 

Tuttavia, sembra che la convinzione di Birley sia basata su un fraintendimento per un'iscrizione conosciuta come la volontà di Dasumius, che aveva portato gli esperti a concludere che Tullio Varrone era l'amico del suo testatore, di cui avrebbe adottato il figlio Lucius Dasumius Tullius Tusco. Una volta però chiarito che il testatore di questa iscrizione non era "Dasumius", questa ricostruzione decade.

Publio Tullio fu titolare di almeno tre appezzamenti terrieri: il fondo Antoniano Maggiore, quello Antoniano Minore e quello Petroniano, sempre che non ne avesse altri. Ma li vendette a Valerio Vegeto, un ricco aristocratico che in una epigrafe annuncia di aver fatto edificare per se stesso e a sue spese nientemeno che un acquedotto, l'Aqua Vegetiana:

MUMMIO NIGRO VALERIO VEGETO, DI RANGO CONSOLARE, HA CONDOTTO LA SUA ACQUA VEGEZIANA DALLA FONTE, CHE NASCE NEL FONDO ANTONIANO MAGGIORE  DI PUBLIO TULLIO VARRONE, AVENDOLA ACQUISTATA IN PIENA LIBERTÀ INSIEME  CON IL LUOGO DA CUI SCATURISCE, PER 5950 PASSI VERSO LA SUA VILLA CALVISIANA, CHE SI TROVA PRESSO LE SUE ACQUE PASSERIANE,... DOPO AVER ACQUISTATO E AFFRANCATO I LUOGHI E I PERCORSI DI QUELL’ACQUA DAI POSSESSORI DI CIASCUN FONDO ... ATTRAVERSO I  FONDI ANTONIANO MAGGIORE E ANTONIANO MINORE DI PUBLIO TULLIO VARRONE... IL FONDO PETRONIANO DI  PUBLIO TULLIO VARRONE...  AVENDONE OTTENUTO IL PERMESSO IN BASE AD UN DECRETO SENATORIALE.

Ma ecco che ritroviamo il personaggio in:

- Giornale Arcadico Di Scienze, Lettere Ed Arti, Volume 349 - Roma - 1848 -
dove è riportata la seguente epigrafe:

MAIORE P. TVLLI VARRONIS CVM EO LOCO

"Scriveva io prima P Iulii Varronis ora trovo che veramente qui si parla del P Tullio Varrone di famiglia oggi notissima per iscrizioni anche relative ad Etruria e a quel che si può indovinare assai ricca. 

Infatti nei genitivi l'epigrafe mostra mai non raddoppia la i finale e già un Publio Tullio Varrone figliuol di Varrone ci fu indicato da un sasso delle terme Tarquiniensi ed è detto Console, Augure, Proconsole della provincia d'Affrica, legato d Augusto Propretore della Mesia superiore, Pretore dell'Etruria, Quinquennale di Tarquinia, etc etc. 

Un secondo sasso ivi ci fa conoscere il figlio. Un terzo sasso in Grutero 1, o ediz. CCCCLXXVI (476), un altro P. Tullio Varrone ci mette sott'occhio figliuolo a padre non meno onorato di cospicue cariche etc. Mi suggerisce infine la memoria d'aver già veduto in Viterbo quando giovane vi dimorava un quarto gran marmo nell'episcopio il quale al nostro medesimo Publio dovette riferirsi quantunque di fresco io ne abbia inutilmente fatto ricerca. 

Per fermo eran gente costoro i quali nel territorio nostro molte terre avevano e da essi forse trasse non meno la denominazione il Casale Veronianum (il Varronianum) che il n 202 del Regestum Farfense in un contratto di vendita dell'anno 802 poné nel territorio della vicina Toscanella".

La carriera di Publio Tullio Varrone ci è nota nel dettaglio grazie ad una lapide ritrovata a Tarquinia e a lui dedicata da un certo Publio Tullio Callisto, probabilmente un liberto. Il suo cursus honorum è strabiliante, Publio Varrone ebbe le cariche più disparate, tanto civili che militari, ed eccelse in entrambe, tanto che fu apprezzato da ogni imperatore con cui entrò in contatto. 

La particolarità di questo personaggio è che fu molto intelligente, molto capace di apprendere qualsiasi nuovo campo, e anche capace di farsi obbedire e rispettare, ma pure di buon carattere perchè del suo lavoro rimasero soddisfatti capi e subalterni.

Ed ecco come  ebbe inizio il suo lavoro:



LA CARRIERA

1) - Publio Varrone, ancora adolescente, è stato membro del tresviri monetalis, considerato dagli studiosi moderni la più favorita delle magistrature che componevano il vigintiviri. Nella Repubblica, il Vigintisexvirate serviva da trampolino di lancio per i figli di senatori per iniziare la carriera pubblica nel cursus honorum. Lo stesso Giulio Cesare aveva servito come "curatore viarum".

Nel 13 d.c., tuttavia, il Senato approvò una consultum (senatoconsulto) per limitare la Vigintivirate agli Equestrians (cavalieri). Poi Augusto abolì la "duoviri viis purgandis Urbem" aggiuntivi e le quattro "praefecti Capuam Cuma", cambiando così la vigintisexviri nella vigintiviri (da 26 a 20 uomini).

La funzione di questa magistratura fu dapprima esercitata avanti la questura; con Augusto divenne una delle cariche del vigintivirato, all'inizio della carriera senatoria, quindi da esercitarsi prima della questura. La carica di tresvir monetalis è considerata dagli studiosi moderni la più favorita delle magistrature che componevano il vigintiviri. 

Di solito era coperta da patrizi o giovani uomini favoriti dall'Imperatore, ma pure i plebei che ottennero l'ufficio di solito ebbero una carriera di successo. I triumviri monetales erano eletti per due anni. Presupponendo sia stato eletto a 17 anni, Publio dovrebbe aver terminato la carica a 19 anni.

2) -  Publio Varrone viene quindi nominato quinquennale nella città d’origine, i quinquennali erano solo due ma privi di imperium. Venivano eletti direttamente dai comizi centuriati. All'inizio la durata in carica era di cinque anni. Ammesso dunque che fosse stato nominato a 19 anni, ne sarebbe uscito ancora giovanissimo, a 24 anni.

3) - Se le date ipotizzate sono pressoché giuste, Publio divenne pretore ed ottenne l'Etruria come regione da controllare a 25 anni. Il pretore era un magistrato dotato di imperium (dare ordini che non potevano essere rifiutati) e iurisdictio (potere di impostare una controversia in termini giuridici), per cui poteva consentire ad un cittadino romano che chiedeva tutela, con una lex (legge) che la prevedesse, di portare la situazione dinanzi al magistrato, insomma poteva concedere o meno i processi. Tutto ciò però solo relativo alla regione dell'Etruria, e inoltre la carica durava solo un anno.

4) - Pertanto a 26 anni circa venne poi nominato decenviro, nel collegio di 10 membri, distinti secondo le loro particolari funzioni: 
  • - decemviri stilitibus iudicandis, giudici; 
  • - decemviri agris dandis adsignandis e coloniae deducendae, per assegnare le terre pubbliche ai privati, 
  • - decemviri sacris faciundis, custodi degli oracoli sibillini; 
  • - decemviri legibus scribundis et rei publicae constituendae, magistratura straordinaria per preparare le 10 tavole di leggi;
sembra che Publius appartenesse alla "judicandis stlitibus decemvir", un'antica corte civile che si occupava principalmente di cause riguardanti la condizione degli individui. Con la legge imperiale, il decemvirato ebbe giurisdizione nei casi capitali. Di solito queste cariche duravano un anno. Siamo così a 27 anni.

5) - Qui, all'età di circa 27, forse 28 anni, vi fu una svolta decisiva, perchè Varrone passò dalla sede civile a quella militare. Si sa che Traiano (98-117) fu un profondo conoscitore di uomini e di soldati. Evidentemente notò la stoffa particolare dell'uomo e lo chiamò a coprire la carica di tribuno militare ed esattamente laticlavius tribunus della Legio XVI Flavia Firma, in Medioriente, che era di stanza presso Satala al momento.

Egli serviva sotto il legionis Legatus, comandante della legione, e sopra gli altri cinque angusticlavii tribuni. Oltre al legato, il comando della legione comprendeva sei tribuni e un praefectus castrorum, che insieme al centurione primipilo costituivano una sorta di “consiglio di comando”. I tribuni però provenivano dalla vita civile.

PRETORE ROMANO
6) - poi fu quindi questore urbano la carica attribuiva automaticamente lo status di senatore ed era una vera magistratura con giurisdizione in materia penale, in particolare l’inquisizione per i crimini contro la persona (quaestores parricidii) e la gestione del tesoro pubblico (aerarium populi romani) quindi la custodia del tempio di Saturno con le chiavi del tesoro.
A partire dall'epoca di Augusto l'età per accedere a questa magistratura era ridotta a 25 anni. Il tesoro (aerarium) non fu più amministrato dai questori urbani, ma da pretori anziani o ancora in carica.

7) - poi venne eletto edile ceriale carica creata nel 44 a.c. da Cesare che nominò altri due edili plebei, detti "edili ceriali" (aediles ceriales), specificamente addetti a sorveglianti dell'Annona ( i magazzini pubblici per il frumento e che poi designò il nome dei magazzini) e responsabili anche dell'approvvigionamento del grano per la città di Roma.con la sovraintendenza e del suo andamento nel mercato;

8) - Venne quindi nominato pretore, un magistrato dotato di imperium (dare ordini che non potevano essere rifiutati) e iurisdictio (potere di impostare una controversia in termini giuridici), per cui poteva consentire ad un cittadino romano che chiedeva tutela, con una lex (legge) che la prevedesse, di portare la situazione dinanzi al magistrato. Stavolta però l'incarico era a Roma.

9) - tribuno militare in Legio IV Flavia Felix con sede a Singidunum (oggi Belgrado - Serbia)

10) - con l’avvento di Adriano, fu legato (comandante di legione) della Legio XII Fulminatae che era di stanza nella provincia di confine di Cappadocia;

11) - e poi legato, cioè ancora come comandante di legione, della Legio VI Victricis durante il suo trasferimento dal Vetera (romana castrum o campo Vetera) in Germania Inferiore a York nella Britannia romana nel 122 d.c.

12) - nell’aprile 127 divenne finalmente console;

13) - dopo venne la carica di proconsole ed ottenne per sorteggio la Hispania Betica, infatti doveva tenere un comando militare o un'amministrazione provinciale di diritto, per essere stato console l'anno precedente; carica che ha ricoperto per un anno.
L'archeologo E. Birley ipotizza però che potrebbe essere stato, mentre era proconsole che venne a conoscenza degli ordini di Adriano, che gli assegnòo il lavoro "delicato" di sradicamento della Legio VI Victrix dalla sua casa stanziale, spostandola in Gran Bretagna.

14) - quindi fu prefetto del Tesoro di Saturno (praefectus Aerarium Saturni), cioè dell'erario pubblico;

15) - Venne nominato console suffetto nel 127 con Junius Peto come collega.

16) - venne poi nominato, "curatore operum publicorum" in qualità di "curatore degli argini del Tevere e delle cloache urbiche".

17) - L'iscrizione da Tarquinia attesta, inoltre, che è stato membro dei sodales Hadrianales e sodales Antoniniani, Sacerdoti addetti al culto imperiale dell'imperatore morto e divinizzato.

18) - Venne poi cooptato per il collegio degli Auguri, quindi nella prestigiosa carica sacrale di augure;

19) - nell'anno 135 divenne legato imperiale nella Mesia Superiore;

20) - sotto Antonino Pio venne nominato questore dall'imperatore. 

21) - concluse poi la sua attività politica come legatusproconsole d’Africa sotto Antonino Pio (142-143).
Non sappiamo quale fu la sua fine, se morì in Africa o tornò in patria, sappiamo che non coprì altre cariche dopo il suo ventunesimo compito assolto brillantemente.


BIBLIO

- A. Bouché-Leclercq - Manuel des institutions romaines - Paris - 1886 -
- Renato Del Ponte - La religione dei Romani - Milano - Rusconi - 1992 -
- Svetonio - Vite dei Cesari - ed. BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) - Milano - 1982 -
- Stephen Dando-Collins -  Legions of Rome: The Definitive History of Every Imperial Roman Legion - Quercus - London - 2010 -
- Eugenio La Rocca - Hispania romana. Da terra di conquista a provincia dell'impero - Mondadori Electa - Milano 1997 -
- Anthony Birley - The Fasti of Roman Britain - Oxford: - Clarendon Press - 1981 -


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