SOTTO SANTA MARIA IN TRASTEVERE



LA CHIESA CON TUTTE LE COLONNE DI SPOGLIO

BASILICA DI S. MARIA IN TRASTEVERE

La basilica, secondo la tradizione, venne fondata da papa Callisto I (217-222), nel luogo in cui dal terreno sgorgò dell'olio, e compiuta da Giulio I (337-352). E' la chiesa mariana più antica della Capitale, insieme a Santa Maria Maggiore. 

L'Historia Augusta afferma che un luogo su cui fece erigere un oratorio fu rivendicato da dei tavernai (popinarii) che se ne dichiaravano i legittimi proprietari, ma l'imperatore decise che un luogo per l'adorazione di qualsiasi Dio era meglio di qualunque taverna, e che poco contava il diritto di proprietà.

Si dice che questa sia stata l'origine della basilica di Santa Maria in Trastevere. Tuttavia, secondo il Catalogo Liberiano, questa basilica fu fatta costruire da papa Giulio I. Forse papa Callisto ha fatto edificare solo la vicina chiesa di San Callisto, che inoltre contiene il pozzo in cui la leggenda dice che fu gettato il suo corpo. 

Secondo sant'Ippolito, che secondo alcuni inventò fatti malevoli per screditarlo, sarebbe stato schiavo e dissipatore del denaro del suo padrone cristiano Carpoforo che aveva creato una banca per sovvenzionare vedove ed orfani. Fuggì, venne catturato e condannato alla macina. Appena graziato provocò disordini in una sinagoga, finendo per essere condannato alle miniere in Sardegna nel 186-189 circa.

Dopo la sua liberazione, tra il 190-192, da liberto aprì un banco nella regio III di Roma, popolata da cristiani, che fallì travolta dalla crisi inflazionistica del II secolo. Fu diacono di Zefirino, che gli affidò la direzione di un cimitero sulla via Appia (detto appunto catacombe di San Callisto).

L'ESTERNO DELLA BASILICA


L'ORATORIO ABUSIVO

L'Historia Augusta afferma che un luogo su Callisto fece erigere un oratorio fu rivendicato da dei tavernai (popinarii), ma l'imperatore decise che un luogo per l'adorazione di qualsiasi Dio era meglio di qualunque taverna. Si dice che questa sia stata l'origine della basilica di Santa Maria in Trastevere, fondata su un terreno usurpato. 

Quasi tutto quello che sappiamo di papa Callisto proviene da Quinto Settimio Fiorente Tertulliano e l'autore del Philosophumena, l'antipapa Ippolito, ma non sappiamo su quali basi venne fatto santo.

L'elezione di S. Callisto provocò lo scisma di Ippolito, il primo antipapa della storia della Chiesa; prima della morte si riconciliò con il papa legittimo, Ponziano, insieme al quale subì il martirio; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa.

IL MIRACOLO: L'USCITA DELL'OLIO 38 ANNI PRIMA DELLA NASCITA DI GESU'


SANTO IPPOLITO

Fino alla pubblicazione, avvenuta nel 1851 dei Philosophumena, di Ippolito si avevano poche notizie, l'inno di Prudenzio sul martirio di Ippolito ricorda che Ippolito fu dilaniato da due cavalli selvaggi (si confondeva con il mitico Ippolito figlio di Teseo).

Ippolito nei Philosophumena accusò Callisto di lassismo morale, di aver permesso ai preti di sposarsi, e
di eresia « Callisto riconosce un solo Padre e Dio, il Creatore dell’universo; un'unica persona divisa nel nome, ma non nella sostanza. » (Hippolytus (1977, 283-284))

Quando Callisto fu eletto Papa (217), vi fu lo scisma, perchè anche Ippolito venne eletto Papa ma con minor seguito. Ippolito mantenne la posizione anche quando a Callisto succedettero Urbano I e  Ponziano; poi i capi delle due Chiese furono esiliati dall'imperatore Massimino il Trace in Sardegna dove Ippolito incontrò Ponziano e si riconciliarono, invitando i seguaci a fare altrettanto.

Vennero giustiziati intorno al 235, e le loro salme giunsero a Roma dove il corpo di Ippolito fu sepolto nel Campo Verano, sulla Via Tiburtina e, sul luogo della sua sepoltura, sarebbe stata eretta la statua ritrovata solo nel 1551 e conservata nel Museo Lateranense.
 
IL PAVIMENTO CREATO USANDO I MARMI DELLE TERME DI CARACALLA


SAN CALLISTO

Secondo il Philosophumena, Callisto era lo schiavo di un certo Carpoforo, un cristiano della famiglia imperiale che gli affidò grandi somme di denaro, creando una banca in cui orfani e vedove potevano portare i loro soldi. Callisto però perse tutto e scappò, venendo poi condannato ai lavori forzati nelle miniere in Sardegna. 

Quando Marcia, l'amante di Commodo, convocò papa Vittore I e gli chiese se c'erano cristiani in Sardegna, questi le diede un elenco, senza includere Callisto. Marcia fece allora rilasciare i prigionieri.
Comunque, non ci sono testimonianze su come lo schiavo fuggitivo, per la legge romana libero dal padrone che aveva perso tutti i diritti quando Callisto venne condannato ai lavori forzati, divenne prima arcidiacono e poi papa.


L'IMPERATORE

Si narra poi che l'imperatore Alessandro Severo, benevolo nei confronti dei cristiani, lo tenne in grande considerazione tributandogli onori divini; avrebbe conservato la sua immagine in un larario e avrebbe ordinato la costruzione di un tempio per il Dio dei cristiani, causando la sollevazione popolare dei pagani. 

A Roma c'erano molti templi e un'infinità di edicole per divinità straniere che non davano fastidio ai pagani in quanto politeisti. Viceversa ai cristiani stavano in odio tutti gli altri Dei che non dovevano esistere in quanto loro erano monoteisti.

La realtà è che Alessandro Severo era davvero di indole pacifica ma dette onori divini solo a sua moglie e agli Dei, non certo a Callisto, è vero che propose di elevare un tempio ai cristiani per pacificarli, ma gli risposero che invece di pacificarsi avrebbero aumentato l'odio contro gli altri Dei.

STATUA DI S. IPPOLITO


LA MORTE DI CALLISTO

Si riporta poi che in assenza dell'imperatore, Callisto venne catturato, percosso con verghe, defenestrato con un sasso legato al collo, e quindi annegato in un pozzo.  Un delitto così orrendo non è per religione ma per forti interessi economici, evidentemente Callisto davvero aveva truffato i soldi alla gente o almeno li aveva perduti in modo avventato. 

Callisto fu sepolto nella catacomba di Calepodio sulla via Aurelia. Nel 790 papa Adriano I fece traslare le sue reliquie nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Papa Gregorio IV (827-843) ritrovò il suo corpo sotto l'ingresso della basilica e lo fece deporre sotto l'altare maggiore.



PORTALE D'INGRESSO
CHIESA DI S. CALLISTO

Il pozzo in cui la leggenda dice che fu gettato il corpo del papa è conservato nella Chiesa di San Callisto, evidentemente fatta edificare dal santo, mentre la pietra che gli fu legata al collo nella vicina Basilica Maggiore di S. Maria in Trastevere, rimane insieme ad altri strumenti di tortura e non fu fatta edificare da Callisto.



CHIESA DI S. MARIA IN TRASTEVERE

La struttura architettonica attuale risale alla ricostruzione effettuata nel 1138-1148, con materiale in parte di spoglio proveniente dalle Terme di Caracalla, e voluta da papa Innocenzo II (1130-1143).

La chiesa è a tre navate separate da colonne di granito egizio architravate, in parte ioniche e in parte corinzie. 

Il pavimento è cosmatesco ricavato da quello in opus sectile delle Terme di Caracalla,

Nell'anno 38 a.c. a Roma, nei pressi di una "taberna meritoria", una sorta di foresteria per militari veterani, scaturì dal pavimento una polla d'olio (petrolio?) che defluì, per un giorno intero, fino al corso del fiume Tevere. Lo strano fenomeno fu considerato premonitore di un evento prodigioso e interpretato dagli ebrei come segno dell'imminente venuta del Messia. Ma gli ebrei il messia se lo aspettavano a Gerusalemme e non a Roma! Per giunta i cristiani odiavano gli ebrei che per loro erano pagani non convertiti per cui non ne avrebbero seguito la storia.

Questa credenza fu ripresa non dal popolo ma dalla chiesa cristiana che nell'olio vide un chiaro riferimento al Cristo, l'Unto del Signore, e al posto della taverna si costruì, dapprima, una domus eccelsiae, un'abitazione privata in parte destinata al culto e poi una vera chiesa. 

Qualcuno ha obiettato che la "fons olei" potrebbe semplicemente essere una corruzione dell'espressione "fons olidus", cioè fonte inquinata, anche perchè sotto Roma il petrolio non c'è mai stato, a meno che non si intendesse l'olio di oliva il che sarebbe più grave. Comunque il punto in cui sgorgò l'olio, identificato con la scritta "fons olei", si può, ancora oggi, vedere tuttavia sopra un gradino dell’attuale presbiterio.

RICOSTRUZIONE TERME DI CARACALLA


LO SPOGLIO DELLE TERME DI CARACALLA

Intanto Innocenzo II, nel XII secolo, ricostruì l’intero edificio, utilizzando soprattutto marmo e travertino provenienti dalle Terme di Caracalla. L’impianto basilicale interno ha tre navate, con un pavimento cosmatesco in marmi policromi antichi, provenienti dalle antiche cave di porfido rosso e serpentino verde, oltre ad antica pasta vitrea.

Ma anche le colonne di Santa Maria in Trastevere furono prelevate dalle vicine Terme di Caracalla e furono inglobate nella chiesa durante la sua costruzione nel IV secolo d.c.. I classici capitelli corinzi sormontano alcune delle colonne, mentre su altre si innalzano i capitelli ionici. per equilibrarne l'altezza furono inoltre adoperate varie basi romane, di diversa altezza e fattura. 

Alcune colonne mostrano ancora i volti delle divinità egizie, mentre altre mostrano la brutale rimozione di Papa Pio IX dell'iconografia pagana. Le colonne sono poste solo per necessità strutturali e senza cura del gusto estetico, che d'altronde con il medioevo decadde miseramente. 

Fu solo nel secolo successivo che furono messe in atto strutture ufficiali per assicurare la protezione dei siti antichi da spoliazioni inutilmente rapaci, ma ci vorrà l'Umanesimo del 1400 per riesumare gli splendidi reperti dell'arte romana, e il Rinascimento per ispirarsi ad essa e far risorgere la cultura e l'arte affossate dal cristianesimo in tutto il medioevo come demoniache in quanto pagane.


BIBLIO

- Paola Radicciotti - Le pergamene di Santa Maria in Trastevere. Storia del fondo ed edizione delle pergamene anteriori al 1200 - in Mélanges de l’École française de Rome – Moyen Âge - Scuola Francese di Roma - 2010 -
- S. Hippolyti episcopi et mart. opera - 2 vols. - a cura di Fabricius - Hamburg - 1716-18 -
- Philosophumena - a cura di Miller - Oxford - 1851 -
- Studia ephemeridis «Augustinianum» - Ricerche su Ippolito - Roma - 1977 -

 


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