FORTEZZA ANTONIA ( Israele )



PLASTICO DELLA FORTEZZA
La fortezza Antonia, o torre Antonia, era un edificio che sorgeva presso il lato settentrionale del tempio di Gerusalemme, sede della guarnigione romana che controllava la città. Il procuratore romano della Giudea vi risiedeva quando si trovava a Gerusalemme: ordinariamente risiedeva a Cesarea marittima.

Il luogo scelto per la fondazione del Tempio di Gerusalemme, divenne evidente che era stato posto nella parte più vulnerabile della città, sovrastato dalla vicina altura di Bezetha.

Si era dovuto pertanto realizzarvi delle fortificazioni nel caso di invasioni. Per questo motivo, insieme al Tempio, venne eretta anche una torre di difesa.

Di questa fortezza ci parla Giuseppe Flavio, datandola però antecedentemente al 67 a.c., prima della morte di Alessandra Salomè.

Si racconta infatti che questa fortezza si trovava all'estremità settentrionale del tempio di Gerusalemme. Anticamente si chiamava Baris, ma poi cambiò il nome sotto il dominio di Marco Antonio.

IN PRIMO PIANO IL TEMPIO DI GERUSALEMME, DIETRO LA FORTEZZA ANTONIA
Salomè Alessandra, ovvero Alexandra Salomè (139 – 67 a.c.), fu una regina ebraica, moglie di Aristobulo I e poi del di lui fratello Alessandro Ianneo, della dinastia degli Asmonei.

Qui furono rinchiusi la moglie ed i figli di Aristobulo, figlio di Alessandra che aveva tentato di prendere il potere contro il fratello maggiore Ircano, a cui spettava il trono. Ma prima che potesse punire Aristobulo, Alessandra morì dopo aver regnato nove anni. La fortezza fu ampliata e potenziata dal re Erode il Grande e sorgeva lungo il lato settentrionale della spianata del Tempio.

Prima di Erode la fortezza proteggeva principalmente dalle incursioni da nord, ma poi servì soprattutto per sorvegliare gli ebrei e le attività nell’area del tempio, a cui si accedeva direttamente dalla fortezza.

Qui, nel cortile detto litostroto (lastricato), Gesù Cristo venne processato e condannato a morte dal prefetto Ponzio Pilato. Nelle successive vicende storiche la fortezza fu distrutta e oggi non ne rimangono che pochi resti.

ENTRATA DELLA FORTEZZA (PLASTICO)

Secondo alcuni la fortezza accoglieva il pretorio, di cui si parla nella Passione di Gesù, infatti il procuratore stava nel pretorio. Secondo i Vangeli, Gesù, dopo il processo presso Caifa, fu condotto nel pretorio dove era Pilato. Secondo un’altra tesi, oggi più accreditata, il luogo storicamente più attendibile non è la torre Antonia ma il palazzo di Erode (dove risiedeva Pilato); è una ipotesi di Abel e Benoit (1952), oggi sempre più seguita, ma non dai francescani della Flagellazione, com'è ovvio che sia.

Che si tratti del palazzo di Erode lo sostiene anche Shimon Gibson, professore di archeologia all'università di Charlotte in Nord Carolina, secondo il quale il Vangelo di Giovanni descrive un luogo vicino ad una delle porte di Gerusalemme con un pavimento irregolare di pietra. Dettagli che più corrispondono al palazzo di Erode, non lontano dalla porta di Giaffa.

La Fortezza Antonia serviva come caserma, ed era sede di una guarnigione romana; per alcuni il muro del pianto su cui piangono gli israeliti sarebbe nient'altro uno dei muri della fortezza che accolse la X Legione. E' possibile ma non è dimostrato sufficientemente. Secondo Giuseppe Flavio comprendeva appartamenti, bagni, alloggi per le truppe e cortili. (ILLUSTRAZIONE, vol. 2, p. 535). Era di forma rettangolare ed era posta a nord-ovest del tempio di Gerusalemme. 



"I Romani intanto stavano assediati nelle loro torri. Il popolo domandava con istanza che non fossero stretti d'assedio ma i faziosi continuarono l'assedio ancora con maggior calore, di modo che i Romani si videro costretti a domandare che lor fosse solo lasciata salva la vita ed abbandonerebbono l'armi e tutto il rimanente. 

Fu accettata la proposizione ma dacchè ebbero deposte l'armi Eleazaro capo de malcontenti li fece uccider tutti benchè fosse in giorno di sabato e non riserbò che Metilio lor comandante che promise di farsi Ebreo. Dopo quest'azione le persone sensate ben compresero non esservi più modo di sperare la pace e conchiusero che i Romani non lascierebbono di vendicarsi contro tutta la nazione degli Ebrei di una tanta crudeltà e perfidia".

IL TEMPIO DI GERUSALEMME CON LA FORTEZZA DI ANTONIA EVIDENZIATA IN ROSSO

Residenti della fortezza, di cui conosciamo alcuni nomi, furono:
- legionario Alessandro, 
- Longino, 
- Procolo, medico dell'Antonia; 
- Quintilliano, il graduato di Cesarea Marittima; 
- Quinto Felice, legionario; 
altri legionari incontrati: 
- Basso, 
- Licinio, 
- Marco Grato, 
- Vitale.

RESTI DELLA FORTEZZA

DESCRIZIONE

La fortezza è situata su una roccia alta 27m. che domina i dintorni. Questo palazzo rettangolare di 160m x 135, conteneva appartamenti, corsi, alloggi militari, bagni. Le sue mura si ergevano a 21m sulla roccia di Bézatha su cui era costruito. Agli angoli spiccavano le torri, tre delle quali erano alte 27m, mentre la IV dominava il tempio di 35m. Un canale profondo, a volte rivestito di pietre levigate, separava la cittadella dalla collina di Bezetha. 

Delle porte per le guardie e una scala collegavano l'Antonia ai portici nord e ovest del Tempio. Alla sua porta orientale, un passaggio sotterraneo, sul quale Erode elevò una torre, sboccava all'interno del tempio.

Per quanto riguarda le fonti storiche, Giuseppe Flavio (Guerra 5. 238-246) scrisse che "La torre di Antonia giaceva in un angolo dove si incontravano due portici, quello occidentale e quello settentrionale, della prima corte del Tempio; è stato costruito su una roccia alta cinquanta cubiti e su tutti i lati precipitosa ".

PARETE MERIDIONALE DELLA FORTEZZA ANTONIA

Una legione romana sorvegliava i portici del tempio, soprattutto in occasione delle feste giudaiche, per impedire le violenze del popolo. I romani vi risiedevano almeno saltuariamente. La fortezza comportava anche un giardino poichè Giuda e Simone zelote vi ebbero un incontro con i romani e Claudia Procula, forse fu in uno dei suoi cortili che Ponzio Pilato incontrerà e condannerà Gesù.

La torre o fortezza Antonia fu completamente distrutta insieme al tempio e alla città dal generale romano Tito (13-81) nel 70 d.c.:
"Subito fu disposto l'ariete e cominciosi nel giorno seguente a battere le mura della fortezza Antonia Ma vedendo che l ariete non vi faceva alcun effetto ebbero ricorso alla zappa smossero quattro pietre delle fondamenta e come quello era il luogo stesso sotto di cui Giovanni aveva scavato per andare a demolire i due primi terrapieni la notte cadette la fortezza in rovina. Gli Ebrei avevano fatto per di dietro un altro muro ed i Romani respinti da tanti lavori non poterono risolversi di dar l'assalto benchè Tito ve gli esortasse con ogni sua forza.  Non vi furono che dodici soldati i quali si offerirono di andarvi e salirono per la breccia nel mezzo ad una grandine di dardi e di frecce ch'erano tirati contro di essi. La loro intrepidezza spaventò di maniera gli Ebrei che credendo fossero seguiti da molti altri abbandonarono la breccia e si ritirarono nella città."

(Agostino Calmet - Storia del Nuovo e Antico Testamento)



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