CULTO DI ABEONA ADEONA




Abeona e Adeona erano Dee degli antichi culti romani, comprese nel gruppo degli Dei Indigetes. Questi Dei avevano funzioni molto specifiche e in genere riguardanti gli aspetti della vita quotidiana.

Spesso alcune di queste divinità protettrici venivano inserite, almeno occasionalmente, cioè quando occorreva richiederne la protezione, nel tempietto dei Lari o Larario, dove si eseguivano offerte incruente.

All'inizio si trattò di un'unica Dea, prima italica e poi romana, preposta al divenire del mondo e della vita, "colei che va da", Abeona (abeo = vado), quindi la nascita della vita vegetale e animale, essere umano compreso.

"Colei che torna", Adeona (adeo = torno), quindi Dea della crescita e della morte, vegetale e animale, uomo compreso.

Trattavasi dunque della Dea Natura, la Grande Madre, la Terra che dà vita e morte. Ma il concetto della morte era troppo esplicito e l'essere umano l'allontanò da sè, senza pensare che era il senso dell'avvicendamento vita-morte.

JUNO ABEONA
La Dea rimase nel pantheon ma si divise in due Dee, con pertinenze meno impegnative, così Abeona divenne prottetrice delle partenze, dei figli che muovono i primi passi, o che lasciano per la prima volta la casa dei genitori, o i commercianti viaggiatori.

Per contro Adeona, protettrice del ritorno, in particolare di quello dei figli verso casa dei genitori, poi dei viaggiatori, dei reduci dalla guerra.

Queste prerogative furono poi assorbite da altre divinità mentre alle due Dee restò esclusivamente il rapporto tra figli e genitori, i bambini che imparano a camminare, dei figli che si allontanano dalla casa dei genitori, per l'inizio della scuola, o perchè si sposano, oppure quando fanno ritorno a casa.

Sembra che a queste Dee minori si offrissero focacce di farro e latte se si trattava di bimbi, e focacce e vino se si trattava di giovani o adulti.

Erano insomma Dee protettive cui potevano rivolgersi genitori o parenti affinchè proteggessero bambini e ragazzi.

Queste Dee divennero poi aspetti di Giunone, la protettrice familiare, anche se stranamente Giunone ebbe un solo figlio, cioè Marte, e non lo ebbe neppure da Giove.

La protezione dei viaggiatori passò successivamente a Mercurio, appunto Dio dei commercianti e pertanto anche viaggiatori, nonchè protettore dei ladri, forse a significare che proteggeva commercianti onesti e disonesti, non faceva distinzioni.




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