BRIGANTI - CARTIMANDUA



CARTIMANDUA SI ALLEA CON CAESIUS NASICA GENERALE DELLA IX LEGIO
Cartimandua, o Cartismandua (... – ...), regnò dal 43 circa al 69 sulla tribù britannica dei briganti (Inghilterra settentrionale) durante la dominazione romana sull'isola.



I BRIGANTI

I Briganti erano una tribù celtica della Britannia romana (Inghilterra), che abitava tra i fiumi Tyne e Humber e pure in Irlanda.

Potrebbero avere origini comuni con tribù di Briganti delle Alpi ed altri possibili stazionamenti vicini alle Alpi stesse (es. Bregenz).

I Briganti controllavano l'Inghilterra settentrionale, i cui insediamenti principali erano Catterick, Aldborough, Ilkle e York. È probabile che i Briganti fossero una confederazione di piccole tribù, tra cui c'erano i Carvezi e i Parisi.

La presenza dei briganti è stata attestata anche nell'Irlanda, oltre che in Britannia, nell'opera di Claudio Tolomeo Geografia del II sec. dc. Tolomeo fa menzione di nove città appartenenti ai Briganti britannici. Il loro nome derivava dalla Dea celtica che adoravano: Briganzia o Brigid.



BRIGID - BRIGANTIA 

"Brigantiae s(acrum) Amandus 
arc(h)itectus ex imperio imp(eratum) (fecit)" (RIB 02091).

BRIGANTIA
Nella mitologia celtica Brigid era figlia del Dio Dagda. Moglie di Bres, re d'Irlanda e madre di Creidhne, Luchtaine e Goibhniu, i forgiatori di armi.
Era protettrice dei poeti, dei guaritori, dei druidi, dei guerrieri e degli artigiani, di cui in particolare dei fabbri. La figura della Dama del Lago nel ciclo di Re Artù dovrebbe essere ispirata a Brigid.

Con la cristianizzazione dei celti, Brigid divenne Santa Brigida e considerata la nutrice di Gesù, figlia del druido Dougal e venne spesso accomunata alla Madonna, dato che anch'ella era vergine e madre. 

Il primo febbraio, oggi dedicato a Santa Brigida, era originariamente la festa di Imbolc. Aveva come epiteti Belisama "colei che brilla molto", Sulis "la solare", Brigantia "l'altissima" e Bricta "brillante". Era Dea della vita e della morte, soprattutto come assistente alle nascite e Dea Guerriera nelle battaglie.

Fu venerata in seguito anche a Roma, diffusa dai legionari, con l'epiteto di Epona, protettrice dei cavalli. I Romani la assimilarono a Vittoria ed a Minerva, per la sua caratterizzazione come Dea della guerra. Nell'iconografia romana si è identificata a tal punto con Minerva che esiste a Birrens, in Scozia, una sua statua con tanto di Egida e globo della vittoria.



ALLEATI DI ROMA

Durante la prima fase dell'invasione romana (43 d.c.) i Briganti riuscirono a mantenere la propria indipendenza, decidendo solo in seguito di allearsi con Roma.

PUBLIO OSTORIO
Il primo attacco contro il Galles fu sferrato da Publio Ostorio Scapula, capo della Guardia Pretoriana istituita da Augusto, attorno al 48 d.c., proprio contro i Deceangli, che sembra si siano arresi dopo una tiepida resistenza, mentre le altre tribù gallesi dei Siluri e degli Ordovici si opposero combattendo strenuamente i Romani.

Alcuni dei briganti si ribellarono, ma furono uccisi, mentre gli altri furono perdonati. Nel 51, Scapula sconfisse Carataco nella battaglia di Caer Caradoc (nel territorio degli ordovici), catturandone la figlia e la moglie e ricevendo la resa dei suoi fratelli.

Tacito, in un discorso messo in bocca al leader dei Caledoni, Calgaco, parla dei Briganti che, "guidati da una donna", stavano quasi per sconfiggere i romani. È forse un riferimento alla regina Boudicea degli Iceni, erroneamente collocata tra i Briganti.

Nello stesso anno Carataco riuscì a fuggire ancora una volta, rifugiandosi presso i briganti .e cercando di allearsi con la regina Cartimandua, ma questa, fedele alleata di Roma, lo fece gettare in catene e lo consegnò ai romani. Carataco fu mandato come trofeo di guerra a Roma, dove fu graziato dall'imperatore e dove trascorse il resto dei suoi giorni. (Tacito Abbali)

Nel 47 d.c., il governatore della provincia della Britannia, Publio Ostorio Scapula, fu costretto ad abbandonare la sua campagna militare contro i Deceangli del Galles settentrionale a causa della antipatia che s'era sviluppata tra i Briganti nei suoi confronti.



CARTIMANDUA

Cartimandua era già regina quando l'imperatore Claudio cominciò a pianificare l'invasione della Britannia nel 43 e quando Publio Ostorio Scapula represse la ribellione di una fazione dei briganti nel 48. 
CARTIMANDUA

Alcune tribù galliche infatti prevedevano che il trono potesse essere ereditato dalle donne, tanto è vero che a proibire loro l'eredità del trono in terra gallica venne redatta la Lex Salica da Clodoveo I re dei franchi (481-511), legge che non vige oggi ad esempio in Inghilterra.

Di Cartimandua si disse fosse molto bella e coraggiosa, ma anche piuttosto dispotica e capricciosa. 
Ella era sposata con un certo Venuzio, equivalente del principe consorte, ed insieme al consorte, che era forse un carvezio, Cartimandua strinse un'alleanza con i romani. Nominalmente erano indipendenti, Tacito dice che erano leali ai romani e protetti dalle legioni.
In seguito la regina però divorziò da suo marito e sposò il cavaliere Vellocazio, che secondo alcuni era invece lo scudiero dell'ex-marito, il quale divenne a sua volta principe consorte. 
L'ex consorte non gradì nè il divorzio nè l'allontanamento dal trono e sebbene Cartimandua tenesse come ostaggi il fratello e i familiari di Venuzio, quest'ultimo scatenò la guerra contro di lei e i romani.

Stabilì un'alleanza con altri popoli e, durante il governatorato di Aulo Didio Gallo (52 - 57), successore di Ostorio nel governo della Britannia, preparò l'invasione del regno dell'ex moglie. Le truppe romane furono mandate a difendere contro Venuzio, che fu sconfitto dopo una feroce battaglia (Tacito).



NEMICI DI ROMA

Nel 69 Venuzio si ribellò di nuovo, approfittando della difficile situazione che l'Impero romano stava attraversando a causa del cosiddetto "Anno dei quattro imperatori".
I Romani mandarono delle coorti di ausiliari a difendere la loro alleata, ma solo il successivo intervento della VIIII Hispana, comandata da Cesio Nasica, pose fine alla ribellione. Approfittando del caos seguito alla morte di Nerone (69), Venuzio preparò una nuova invasione. 

CARACTACUS
I romani stavolta non riuscirono a inviare alla regina truppe sufficienti per opporsi ai nemici e Cartimandua fu costretta a fuggire, protetta dai soldati romani. Venuzio salì sul trono. Da questo momento la regina scomparve dalle fonti.Naturalmente a causa proprio di questa oscura mancanza di notizie si costruirono su di lei varie leggende.

Qualcuno disse che la regina aveva raggiunto la sua Dea ed abitava in fondo al lago (o al mare) pronta ad accorrere ai cavalieri eroici e generosi. Ella, coi potevi magici acquisiti, poteva guarire magicamente le loro ferite o ispirare imprese eroiche.
Si dice pure che sulla figura di Cartimandua venne costruita la leggenda della regina Ginevra nella saga di Re Artù. Per altri lei era invece la Dama del Lago, quella che consegna ai valorosi la spada che non può essere sconfitta.

Dopo la salita al potere dell'imperatore Vespasiano, Quinto Petillio Ceriale fu nominato nuovo governatore della Britannia: ebbe così inizio una nuova campagna di conquista contro i Briganti, che sembra essere durata molti decenni. Gneo Giulio Agricola (governatore dal 78 all'84) fu infatti molto impegnato in operazioni militari nel territorio di questo popolo.

Ancora oggi di questo popolo si conserva un termine che indica dei fuorilegge dediti al furto e alla rapina, nonchè a togliere la vita pur di impossessarsi dei beni degli altri. Il brigantaggio fu una grande piaga anche al tempo dei Romani, soprattutto quello marittimo, anche se alla fine riuscirono a sgominarlo.




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