LEGIO VI FERRATA




La Legio VI Ferrata era composta da truppe galliche cisalpine e forse anche da truppe illiriche, e deve il suo nome (ferrata) al pesante armamento metallico dei suoi soldati. Dal 193 d.c. venne poi chiamata Legio VI Ferrata Fidelis Constans Felix.

La legione, come tutte le legioni cesariane, aveva come simbolo un toro, ma si portava appresso anche l'effigie della Lupa Capitolina con i gemelli.

Vi sono diversi elementi che riportano il nome della VI Ferrata:

- monete di M. Antonio, 41-31 a.c;
- monete di Adriano, 119-138 d.c;
- monete di Filippo l´Arabo, 244-249 d.c;
- diverse stele del II secolo d.c provenienti dalla Galilea, dalla Siria, dall´Arabia e dall´Asia Minore;
- un frammento di stele dalla Transilvania, con riferimento alla presenza della VI Ferrata nella parte finale delle guerre daciche;
- un frammento di stele che ne identifica la presenza in Africa;
- 165 tegole e coppi con il bollo della VI Ferrata da Horvat Hazon.

58 a.c. - Alcuni autori (J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas) ritengono che la VI Ferrata sia stata assegnata a Cesare nel 58 a.c., quando venne nominato proconsole dell’Illirico. La legione potrebbe, quindi, essere rimasta “a guardia” dei passi alpini, almeno fino alla campagna del 52 a.c. quando fu trasferita in Gallia.

53 a.c. - Secondo J. Carcopino (Julio César. El proceso Clasico de la concentracion del poder) essa corrisponde alla legio VI, denominata “Gemella,” utilizzata da Giulio Cesare nella conquista della Gallia degli anni 53 -50 a.c., già denominata Legio I, in quanto legione consolare, “prestata” da Pompeo Magno a Cesare, nel 53 a.c.

Un´iscrizione di Aesernia, (CIL, IX, 2468 - Isernia, nel Sannio), in effetti riporta:

TROmentina  MAXIMO  IIIIVIRo
Jure  Dicundo  IIIIVIRo  QUINQuennali  BIS
FLAMINI  AUGUSTALI
TRIBuno  MILitum  LEGionis  VI GEMELLae
PRAEFecto  FABRum  AUGURI
QUAESRTORI  Decreto  Decurionum

52 a.c. - Secondo alcuni autori (L.Keppie, The making of the roman army) la Legio VI Ferrata venne fondata da Cesare nel 52 a.c. per battersi nella campagna nelle Gallie.

52 a.c. - Sicuramente combattè nella battaglia di Alesia nella terra dei Mandubi (Gallia transalpina), tra l'esercito romano guidato da Giulio Cesare e le tribù galliche guidate da Vercingetorige, capo degli Arverni, (Cesare, De Bello Gallico, VII)

52 - 51 a.c. -  Di questa legione abbiamo la sua prima menzione nel corso dell’inverno del 52-51 a.c. quando i suoi hiberna (castra invernali) furono posti nei pressi di Matisco, sotto il comando del legato Quinto Tullio Cicerone, l'autore del "Commentariolum petitionis" (Caesar, De Bello Gallico, VII, 90).

51 a.c. -  Nel 51 a.c i legionari della VI furono impiegati nella guerra contro i Carnuti, inviati a Cenabum, la loro capitale, nella regione della bassa Loira, plausibilmente, l´attuale cittá di Orleans ( Caesare: De Bello Gallico, VII, 3; 11; Cesare, De Bello Gallico, VIII, 4).

51 a.c. -  Nello stesso anno la VI fu trasferita poi a Noviodunum. (Cesare, De Bello Gallico), un nome gallo-romano (novium - dun = nuova fortezza), con cui Giulio Cesare dal 52 a.c., denominò i vari e nuovi stanziamenti gallici sorti dopo la prima campagna gallica, per cui non sappiamo dove.

50 a.c. - L’inverno successivo la legione si trovava tra i Belgi sotto il comando di Gaio Trebonio (... - 49 a.c.) (Cesare, De Bello Gallico), che fu prima seguace e poi uno degli assassini di Cesare.

49 a.c. - Con l’inizio della guerra civile, la legione partecipò all’assedio di Marsiglia (nel 49 a.c.), come ricostruito da Gonzales (J.R.Gonzalez, Historia del las legiones romanas).

49 a.c. - Nello stesso anno venne trasferita nell'Hiberia (Spagna), dove prese parte alla battaglia di Ilerda (estate del 49 a.c); 

VEXILLATIO LEG VI FERRATA


MARCO CASSIO SCEVA

48 a.c. - L'anno successivo venne inviata ad est, nell´Illirico, e impegnata a Dyrrachium ( Durazzo, Albania), nei primi mesi del 48 a.c. In questa battaglia sfortunata Cesare, che non era abituato a perdere, perse un´intera cohorte (Svetonio, Cesare, 68, 6).

Comunque la legione aveva combattuto con coraggio ed abnegazione, come riconobbe lo stesso Cesare, e vi fu qui il famoso centurione Marco Cassio Sceva che si guadagnò il plauso e il ringraziamento di Cesare ( Cesare, De Bello Civili, III, 53).

Marco Cassio Sceva era centurione della VI Legione e combatteva per Cesare contro il Triumviro Gneo Pompeo. Cesare aveva affidato ad una sola cohorte della VI la difesa di un forte, conquistato vicino a Dyrrachium (Durazzo), per proteggere le sue linee durante gli attacchi. (La I cohorte era costituita da 1000 uomini di fanteria pesante). Quest´unica cohorte sostenne l´assalto di ben 4 legioni nemiche (considerando che una legione era composta da circa 5000 uomini, sostennero l'attacco di circa 20000 soldati).

Il suo centurione, Cassio Sceva, privato di un occhio, con una coscia ed una spalla trapassate da parte a parte, lo scudo quasi reso inservibile in quanto sforacchiato da numerosi colpi, durante tutti gli attacchi, rimase saldo nella posizione assegnata, con le sue truppe, tutte piene di ferite. Un luogotenente di Cesare venne infine in suo aiuto, con 2 legioni e salvò la situazione.
Cesare elogio´ tanto valore e tenacia, donando al centurione 200.000 sesterzi, ed innalzandolo al grado di I centurione della legione.”

( Cesare, De Bello Civili, III, 53)

48 a.c. - La VI Ferrata accompagnò Cesare ad Alessandria (Egitto), tra la fine del 48 a.c. e gli inizi del 47 a.c. assieme alla XXVII Legio, come narrato da Aulo Irzio, legato al comando di Cesare, durante la guerra gallica, e dal 50 a.c. militante nell´esercito di Pompeo (Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum).

Intanto Cesare, che inseguiva Pompeo, si ritrovò coinvolto nella lotta fraterna per la successione al trono d´Egitto. La Ferrata partecipò alla sanguinosa ma vittoriosa battaglia di Farsalo (Grecia), nel 9 Agosto del 48 a.c. che segnò la sconfitta di Pompeo.

- Sperando in un alleato Tolomeo fece dono a Cesare della testa di Pompeo, come segno di amicizia, ma Cesare, che seppur nemico era apprezzatore di Pompeo non gradì il gesto. Anche per questo, oltre che per l'affascinante principessa, volle sostenere il diritto al trono di Cleopatra VII rispetto al fratello Tolomeo. La città di Alessandria venne assediata dalle truppe tolemaiche.

La VI Legio subi´diverse perdite, perdendo circa 2/3 delle sue truppe. Infine, con l´intervento delle truppe alleate di Mitridate, re di Pergamo, Cesare prevalse.

(Guerra Alessandrina, Cesare?).



VENI VIDI VICI

47 a.c. - La VI Ferrata si battè in Siria e nel Ponto, ed infine ebbe un ruolo di primo piano nella battaglia di Zela (Turchia settentrionale), contro l´esercito di Farnace II, figlio di Mitridate VI re del Ponto, che aveva occupato l'Armenia e manifestato altre mire espansionistiche, nel 2 Agosto del 47 a.c.
(Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum, 66-69)

Fu in quest'occasione che Cesare usò la famosa espressione:
“VENI, VIDI, VICI” (venni, vidi, vinsi, nell´opera di Plutarco: Caesar, 50) )
Svetonio aggiunge che venne proferita da Cesare durante il suo trionfo per la vittoria riportata (Svetonius, Divus Julius).

Cesare, nella narrazione di Aulo Irzio, così narra:
l´origine della nostra vittoria giace nell´amara ed intensa battaglia delle truppe, congiunte all´ala destra, dove la veterana VI Legio era stazionata..”
(Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum)

– Dopo queste campagne, la VI legione, probabilmente per le perdite subite, fu inviata in Italia, tornando infine a Roma a presidio della capitale (Aulo Irzio, Bellum Alexandrinum)



LO SCIOGLIMENTO

46 a.c. - La legione fu sciolta con tutti gli onori nel 46 a.c. ed i suoi veterani vennero poi inviati a Colonia Iulia Paterna Arelatensium Sextanorum (traducibile con “colonia Giulia veterana dei soldati della VI ad Arelate, odierna Arles, Francia), per il meritato riposo e congedo, dopo il servizio reso.



IL RITORNO

46 a.c. - Una parte della VI Legio, senza i veterani, deve aver pero´ preso parte alla guerra d´Africa, sotto il comando di Quintus Caecilius Metellus Pius Scipio Nasica, fuggito dopo la sconfitta di Farsalo in Africa assieme a Marco Catone il Giovane e buona parte dei senatori contrari a Cesare.

Mentre Pompeo fuggiva in Egitto, ucciso qui da Tolomeo, i senatori, sotto il comando di Scipione e Catone raccolsero :
- 8 legioni (circa 40.000 uomini), 
- una cavalleria sotto il comando di Tito Labieno, il valente ufficiale di Cesare, ai tempi della guerra gallica, ed i figli di Pompeo, Sesto Pompeo e Gneo Pompeio, 
- e truppe e elefanti inviati dall´alleato Juba I, sovrano della Numidia. Tutto per debellare Cesare.

Ma poco prima della battaglia di Tapso (Tunisia), svoltasi il 6 di aprile del 46 a.c. 2 delle 8 legioni disertarono in favore di Cesare, una di queste 2 era la VI Legio. Le forze di Gaio Giulio Cesare finirono per avere il sopravvento e con questa vittoria Cesare si assicurò il suo potere in Africa
(Bellum Africanum - gli avvenimenti successivi a quelli del “Bellum Alexandrinum”)

45 a.c - Partecipó, poco tempo dopo, alla campagna iberica, con la battaglia di Munda, (Spagna) nel 17 marzo del 45 a.c. (Aulo Irzio, Bellum Hispaniense).

44 a.c. - Dopo l’assassinio di Cesare Marco Emilio Lepido, governatore della Gallia Narbonese avrebbe ricostituito con i veterani presenti ad Arelate (Arles), la VI legione, che quindi entrò a far parte delle forze congiunte di Lepido e Marco Antonio contro il cesaricida Decimo Bruto.

42 a.c. - Dopo la fuga e la morte di quest’ultimo e l’accordo tra Lepido, Antonio e Cesare Ottaviano con il cosiddetto secondo triumvirato, la VI legione verosimilmente venne trasferita in Grecia e partecipò e alla vittoriosa battaglia di Filippi del 42 a.c..

41 a.c. -  Una parte dei veterani probabilmente furono inviati nella nuova colonia di Beneventum (Benevento), nel 41 a.c.

– Dopo Filippi la VI Legio venne divisa tra Ottaviano e Marco Antonio. La parte di Ottaviano divenne la Legio VI Victrix; l´altra metá “gemella” divenne la Legio VI Ferrata, sotto il comando di Marco Antonio. Infatti il nome VI appare in alcuni denarii legionari coniati da Marco antonio, per pagare le truppe.

Secondo alcuni, Marco Antonio, che dopo la spartizione dei territori romani con Ottaviano Augusto, comandava le province orientali, portò la VI Legio, ora denominata Ferrata, acquartierandola come guarnigione in Giudea. Di conseguenza avrebbe anche partecipato alle guerre partiche condotte da Marco Antonio.

31 a.c. - Dieci anni dopo, sicuramente ha partecipato alla battaglia di Azio nel 31 a.c., combattendo su entrambi i fronti. Come VI Victrix, sotto il comando di Ottaviano; e come VI Ferrata, sotto il comando di Marco Antonio.



ERA VOLGARE

9 d.c. - Dopo la sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra, e il loro suicidio, la VI Ferrata venne inviata nuovamente in Giudea dove venne stazionata tra il 9 d.c ed il 73 d.c. Mentre la VI Victrix fu acquartierata in Hiberia.

35 d.c. - La VI varcò l'Eufrate nel 35 d.c., e mosse poi contro i Giudei che avevano rifiutato di collocare l'immagine di Caligola nel Tempio di Gerusalemme. 


54 d.c. - Dal 54 al 68 d.c la VI Ferrata servi´sotto Gneo Domizio Corbulo ad Artaxata e Tigranocerta contro i Parti. 

66 d.c. -  la VI Ferrata tornó in Giudea, prima di essere reimpiegata contro i Parti, e combatté nelle guerre giudaiche, ma venne sconfitta assieme alla XII Fulminata.  Da qui in poi non pare abbia preso piu´parte direttamente alla guerra giudaica, in quanto non nominata tra le legioni attive sotto Vespasiano.

67 d.c. nel 67 fu accorpata all'esercito con cui Cestio Gallo mosse contro i Giudei insieme alla Legio XII Fulminata. Poi agli ordini di Licinio Muciano (governatore della Siria), intraprese la marcia verso l'Italia ma fu dirottata in Mesia (Serbia), perché subì pesanti attacchi da parte dei Daci che erano in numero notevolmente maggiore.

69 d.c.Una vexillatio della VI venne in Italia, probabilmente sotto il comando di Muciano, alleato di Vespasiano, dopo che questi avevano sconfitto il pretendente alla carica imperiale Vitellio, nel 69 d.c. La VI Ferrata pare abbia contribuito valentemente alla vittoria di Muciano e Vespasiano. ( Tacito Historiae). Nello stesso anno, Vespasiano diviene imperatore.

ANTIOCO IV
72 d.c. - La VI venne inviata nuovamente in oriente nel 72, dove fu protagonista dell'invasione del regno di Commagene (Turchia sud-orientale):, che divenne parte della provincia di Siria dopo la deposizione del re Antioco IV di Commagene.

Venne quindi stanziata a Samosata (parte sudorientale della Turchia, sulle sponde del fiume Eufrate, odierna Samsat).

105 d.c. - Sotto Traiano la Ferrata combatté contro i Parti  e conquistò la nuova provincia d'Arabia, posta tra il fiume Giordano ed il Mar Morto, una zona desertica e  base dei commerci con Persia, India, Petra e Bosra.

106 d.c. - Una vexillatio della VI Legio (reparto scelto di una legione) partecipo´alla parte finale della guerra dacica, nella battaglia di Sarmisegetusa. Probabilmente al comando di Aulo Cornelio Palma Frontoniano: la presenza é attestata da un´iscrizione latina (R.P. Longden, Notes on the Parthian Campaigns of Trajan, The Journal of Roman Studies).

114 a.c. - Sempre sotto Traiano, la VI Ferrata partecipa alla campagna in Armenia per ripristinare sul trono d'Armenia un re che non fosse un fantoccio nelle mani del re dei Parti.
Comunque deposto il re e ne fece una nuova provincia.

115 - 116 d.c. -  Traiano probabilmente impegnò la VI Ferrata, assieme ad altri contingenti, tentando inutilmente di prendere La Mesopotamia e Babilonia. 
Adriano, suo successore, rinuncerà a quei territori, riportando il confine al fiume Eufrate.

115 - 117 d.c. - La Ferrata partecipò sicuramente alla II guerra giudaica,  sotto il comando di Lusio Quieto (70 - 118), un principe della Mauritania alleato di Roma.

118 a.c. - Prima del 119 d.c la VI Ferrata venne stazionata in Arabia.

131 d.c.  Sotto Adriano, date le tensioni con i Giudei, la VI Ferrata divenne permanentemente stabile in Oriente e venne stanziata a Caesarea Maritima. Dello stesso periodo, ma da Tiberiade, proviene una stele funeraria appartenente ad un centurione della VI Ferrata.

132-136 d.c - Per sedare la rivolta di Bar Kkhba sembra sia intervenuta la VI Ferrata.

ARMENIA ROMANA
135 d.c. - Adriano (76 - 138) inviò la VI in Palestina per combattere la III guerra giudaica, che terminò nel 135, con la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte della Legione VI Ferrata. 
Infatti abbiamo traccia della sua presenza nella costruzione di un acquedotto a Caesarea Maritima da un´iscrizione ( GLI 74, n. 29; 77, n. 54) e da un forte che fu probabilmente costruito a Beth Yerath (Maisler et all,)

Finita la guerra giudaica, la VI Ferrata viene stazionata a Caparcotna, in Galilea. Il sito venne rinominato “Legio” odierna Lajjun, un accampamento legionario fortificato molto vasto che ospitò circa 1.000 soldati. Era situata sulla strada principale che attraversa la Galilea, con funzioni di controllo e di contenimento, in caso di sommosse e/o rivolte. Vi era un acquedotto, da cui proviene un´iscrizione riferita alla VI Ferrata; ed un anfiteatro, probabilmente costruito dagli stessi soldati per intrattenimento.

 Vi sono testimonianze della VI Legio a: Acco, Bosra, Beth Govrin, Caesarea Maritima, Gaba, Gabara, Horvat Hazon, Kefar Hananya, Kefar Kanna, Kefar Ótnay (Legio), Khirbet el Khazna, Sebaste, Tel-Shalem, Tyre. Le principali province furono nei territori di Asia Minore, Siria, Arabia. Non risulta invece che la VI Ferrata sia mai stata impegnata o stazionata nella Galilea superiore.

138 d.c - La VI Ferrata, a seguito della rivolta di Bar Kokhba, viene stazionata in Palestina, ma per un breve periodo inviata in Africa durante l´impero di Antonino Pio.

150 d.c - La legione é di nuovo stanziata in Giudea.

193 d.c. - la legione si dimostrò molto favorevole a Settimio Severo (146 - 211) contro Pescennio Nigro 140 - 194) e per tale motivo fu chiamata Fidelis Constans (leale e costante).

215 d.c. - La VI Ferrata Fidelis Constans é stazionata ancora in Palestina, come dimostrato da un´iscrizione epigrafica con riportato VI Ferrata.

244 d.c. - Da alcune monete dell´imperatore Filippo l´Arabo, si sa che é ancora presente in Palestina.

260 a.c. - Si presume la scomparsa della VI durante la sconfitta e cattura dell´imperatore Valeriano ad opera del sovrano dei Sasanidi, Shapur. Infatti si sa di soldati romani in prigionia comandati di costruire un ponte nel sito dell´odierna Shustar e la citta´di Bishapur.

303 - 304 d.c. - Fine III sec. d.c. - la legione è scomparsa, se ne è ipotizzato lo scioglimento o la distruzione in combattimento, anche se studi recenti la riscontrano ancora nel 303/304, presso la fortezza legionaria di Udruh, non lontano da Petra



STELE E FRAMMENTI EPIGRAFICI DELLA VI FERRATA

AE 1985, 825
PROVINZ. DACIA         ORT: SARMIZEGETUSA
VEX(illatio) / LEG(ionis) VI / FERR(atae)

CIL 3, 6814
PROVINZ:  GALATIA   ORT: YALVAC   ANTIOCHIA PISIDIAE
APRONIANO  XVIR(o) STIL(ibus) IUDIC(andis)    TRIB(uno)  L(ati)C(lavio)  LEG(ionis) VI FERR(atae)   CAPARC(otnae)  QUAESTORI   CAN(didato)  LEG(ato)  ASIAE   TRIB(uno) CAND(idato)   DESIGNATO   VIC(us)  PATRICIUS

DEDICATIO AD ISIDE DA UN UFFICIALE DELLA VI FERRATA
CIL 3, 6815
PROVINZ:  GALATIA    ORT: YALVAC   ANTIOCHIA  PISIDIAE
C(aio)  NOVIO  C(ai)  NOVI  PRISCI CO(n)S(ulis)  ET  FLAVONIAE  MENODORAE  F(ilio)  SER(gia) RUSTICO  VENULEIO  APRON[iano]   XVIR(o)  STIL(ibus) IUDIC(andis)   TRIB(uno) L(ati)C(lavio)  LEG(ionis)  VI FERRATAE  CAPARC(otnae) QUAEST(ori)   CAND(idato) LEG(ato)  ASIAE   TRIB(uno) CAND(idato)   DESIGNATO   VIC(us) PATRICIUS

CIL 3, 6816
PROVINZ: GALATIA    ORT: YALVAC   ANTIOCHIA  PISIDIAE
C(aio) NOVIO C(ai) NOVI  PRISCI CO(n)S(ulis)  ET  FLAVONIAE MENODORAE  FIL(io) SER(gia) RUSTICO  VENUL(eio) APRONIANO  XVIR(o)  STLITIB(us) IUDICANDIS  TRIB(uno) LATIC(avio)  LEG(ionis) VI FER(ratae)  CAPAR(cotnae)


CIL 10, 532
– PROVINZ: LATIUM ET CAMPANIA   REGIO I ORT: SALERNUM
TI(berius) CLAUDIUS CLAUDI FILEMO   TIBERIO CLAUDIO HELLANICO  ORTO  FORUM ClAUDI  MIL(iti)  C(o)HO(rtis)  X  PR(aetoriae)  (centuria)  ASPRI TRA(n)SLATO  EX  LEG(ione) VI  FERR(ata)  FIDELI  CO(n)STANTI  T(itus)  T(iti)  F(ilius)  FLAVIUS   AGRIPPIN(a) CAPITOLIA   HERES  PIUS  BENEMERENTI


AE 1911, 107:
– PRONINZ: NUMIDIA ORT: DJEMILA   CUICUL
TI(beriae)  CL(audiae)  SUBATIANAE  AQUILINAE  ET  TI(beriae)  CL(audiae)  DIGNAE SUBATIAE  SATURNINAE  CC(larissimis)  PP(uellis)  FILIABUS  TI(beri)  CL(audi)  SUBATIANI  PROCULI  LEG(ati)  AUG(ustorum)  PR(o) PR(aetore)  PROV(inciae)   
SLEND(idissimiae)  NUMID(iae)  C(larissimi)  V(iri)  CO(n)S(ulis)  DESIG(nati)  LEG(ati) LEG(ionis)  VI  FERRATAE   FIDELIS  CONSTANTIS  CURATORIS   ATHENENSIUM  ET PATRENSIUM   PRAETORIS  URBANI  CANDIDATI  TRIBUNI  CANDIDATI  Q(uaestoris) URBANI  SUBPRAEFECTI  CLASSIS  PRAETORIAE  MISENATUM  PRAEFECTI  ALAE  CONSTANTIUM  TRIBUNI  COH(ortis)  VI  CIVIUM  ROMANOTUM  PRAEF(ecti)  COHORTIS  III  ALPINORUM   RES  PUBLICA  CUICULITANORUM  HOMINIS  BONI PAESIDIS  CLEMENTISSIMI  OB  INSIGNEM  EUS  IN  PATRIAM  SUAM  PRAESTANTIAM /
D(ecreto)  D(ecurionum)  P(ecunia)  P(ublica)

Inscrizione VI Ferrata da Caparcotna
211 CE–217 CE
ISIDI VERE V…ERE
PRO SALUTE ET INCOLUMITADE 
DOMINI NOSTRI IMP(eratoris)  CAES(aris)  M(arci)
AUR(eli)  ANTONINI  AUG(usti)
  PRAESENTISSIMUM  DEUM  MAG(num)  SERAPIDEM LEG(ionis) VI  FERRAT(ae)  F(idelis)  C(onstantis) ANTONINIANAE  
IULIUS  ISIDORIANUS P(rimus)  P(ilus)
A Iside, la vera …
Giulio Isidoriano, I centurione Primipilo della VI Legio Ferrata, fedele e affidabile Antoniniana, alla salute e prosperitá del nostro imperatore Caracalla, con il grande Dio Serapide

AE 1950, 044
PROVINZ: AFRICA  PROCONSULARIS  ORT:  MAKTAR
C(aio)  BRUTTIO  L(uci)  F(ilio)  POMP(tina)  PRAESENTI  L(ucio)  FULVIO  RUSTICO 
CO(n)S(uli)  PROCO(n)S(uli)  PROV(inciae)  AFRICAE 
XVVIR(o)  SACR(is)  FACIUNDIS 
CURATORI  AEDIUM  SACRAR(um)  ET  OPERUM  LOCORUMQUE 
PUBLICORUM  LEG(ato)  PROPR(aetore) 
IMP(eratoris)  CAES(aris)  TRAIANI  HADRIANI  AUG(usti) 
PROVINCIAE  CAPPADOCIAE  ITEM  LEG(ato)  PROPR(aetore)  IMP(eratoris)  CAESARIS TRAIANI  HADRIANI  
AUG(usti)  PROVINCIAE  MOESIAE  INFERIORIS  LEG(ato)  PROPR(aetore)  IMP(eratoris) CAESAR(is)  DIVI  TRAIANI  AUG(usti)  PROVINCIAE  CILIC(iae)  CUR(atori) 
VIAE  LATINAE  LEG(ato)  LEG(ionis)  VI  FERRATAE  DONIS  MILITARIBUS  DONATO  AB IMP(eratore)  TRAIANO  AUG(usto)  OB  BELLUM  PARTHICUM  PRAET(ori)  AEDIL(i) PLE(bis)  QUAESTOR(i)  PROVINCIAE  HISPANIAE  BAET(icae)  ULTERIORIS  TRIB(uno) LATIC(lavio)  LEG(ionis)  I  MINERVAE  DONIS   
MILITARIBUS  DONAT(o)  AB  IMP(eratore)  AUG(usto)  OB  BELLUM  MARCOMANN(icum) TRIUNVIRO  CAPITALI  PATRONO  D(ecreto)  D(ecurionum)




LUCIO ARTORIO CASTO - RE ARTU'

Tutto ciò che sappiamo su di Lucio Artorio Casto proviene da un´epigrafe ritrovata a Podstrana, sulla costa della Dalmazia, in Croazia, composta di 2 frammenti poco leggibili. Sembra si tratti di parte della stele proveniente dal sarcofago di Lucio Artorio Casto, come riportato sui frammenti.

Una seconda iscrizione più breve incisa su una targa commemorativa nella stessa località, riporta pochi dati simili a quelli del sarcofago.
Una terza iscrizione (di dubbia autenticità), reca il solo nome di Lucio Artorio Casto, fu ritrovata a Roma, ed ora é conservata al museo del Louvre.

Si suppone che Casto, membro della gens Artoria, probabilmente originario della Campania, o delle zone limitrofe, sia vissuto nel II d.c.



GENS ARTORIA

I suoi membri vissero tra il III sec. a.c. fino al V-VI sec. d.c. quando ormai l’impero d’Occidente era perduto. Sull’origine di questa gens alcuni farebbero derivare il nome dall’etrusco Arnthur, altri hanno cercato una derivazione latina, traducendo il nome come "contadino" (il cui equivalente era però Arator, non Artor). Per altri ancora il  nome della gens Artoria é di origine messapica, dunque probabilmente illirica. Non possiamo escludere però la derivazione da Artois, nome gallico dell'orso.



IL SARCOFAGO

Secondo il lungo testo dell’iscrizione del sarcofago, Artorio Casto era stato un centurione della III Legione Gallica, poi passato alla VI Ferrata, poi alla II Audiutrix, successivamente alla V Macedonica, di cui divenne il primo pilo. Fu Incaricato poi come preposto della flotta di Miseno (Napoli), e divenne infine prefetto della VI Victrix.

In questa legione ebbe modo di assurgere ai gradi piu´elevati come alto ufficiale, fino a essere nominato “dux legionum Britaniciniarum," (in Britannia) titolo dato a chi si distingueva per aver compiuto eccezionali imprese.

Risulta infatti, nel 185 d.c., una spedizione in Bretagna, Armorica e Normandia, al cui comando era Ulpio Marcello, come riportato da Cassio Dione.

Si ritiró dall´esercito divenendo procurator centenarius (governatore di una provincia che rendeva 100.000 sesterzi annui) della Liburnia (parte settentrionale della Dalmazia), dove, con molta probabilitá, termino´la sua vita, facendosi seppellire a Salonae Palatium (Salona, Dalmazia).

Se Casto partecipò alla vittoriosa campagna guidata da Ulpio Marcello (forse un suo parente, dato che la gens Ulpia era imparentata con la gens Artoria) contro i Caledoni, e a difesa del Vallo Adriano, era possibilmente stazionato assieme ad un contingente di cavalieri Sarmati.

In effetti, la V Macedonica era schierata sul fronte danubiano, contro Daci e Sarmati al tempo di Marco Aurelio e Commodo. Dunque, un contatto con reparti della cavalleria sarmata, passati al soldo delle legioni, é plausibile. La VI Victrix, poi, era, in effetti, stanziata in Britannia, come zona operativa.

ARTORIUS INTERPRETATO DA CLIVE OWEN

IL MITO

Re Artù è un leggendario condottiero britannico che, secondo alcune storie medievali, difese la Gran Bretagna dagli invasori sassoni, popolo germanico piuttosto feroce, tra la fine del V sec. e l'inizio del VI. Lo sfondo storico delle vicende relative ad Artù è descritto in varie fonti, tra cui:
- gli Annales Cambriae (annali del Galles, dal 447 al 954), 
- la Historia Brittonum (Storia dei Brittonici, un testo sulla storia dell'Inghilterra del IX sec. che narra le vicende dell'Inghilterra dopo la partenza delle legioni romane fino alle invasioni sassoni).
- gli scritti di Gildas di Rhuys, un abate (494 - 570) che descrisse la disastrosa situazione della Britannia a seguito del ritiro delle legioni romane.

Nelle citazioni più antiche che lo riguardano e nei testi in gallese non viene mai definito re, ma dux bellorum ("signore delle guerre"). Antichi testi altomedievali in gallese lo chiamano ameraudur ("imperatore"), prendendo il termine dal latino, che potrebbe anche significare "signore della guerra". Il nome di Artù si ritrova anche nelle più antiche fonti poetiche come il poema Y Gododdin, un regno sorto agli inizi del V sec. nella Britannia nord-orientale dopo l'abbandono dei Romani.

Secondo alcuni studiosi questa interpretazione porterebbe all’identificazione del personaggio con il “Re Artù” storico: vissuto attorno al V-VI d.c, e che documenti, quali la Historia Brittonum di Jeoffrey di Monmouth (IX d.c), riferiscono di origine romana e riportano come vittorioso sulle invasioni dei sassoni.

L'identificazione di Casto con Artù fu avanzata per la prima volta da Kemp Malone nel 1924. Sebbene infatti Casto non visse al tempo delle invasioni sassoni in Britannia (V sec.), si potrebbe pensare che il ricordo delle gesta di Casto, tramandate nelle tradizioni locali, andarono crescendo col tempo fino a formare le prime tradizioni arturiane. La prima apparizione del personaggio "Arthur", qualificato "dux" così come Artorius nell'epigrafe, nella Historia Brittonum del IX sec., secondo lo storico Leslie Alcock era tratta da un poema gallese, originariamente privo di un riferimento cronologico preciso, come pure di una indicazione degli avversari contro cui combatté le sue dodici vittoriose battaglie.

Di certo il centurione Casto ebbe una strepitosa carriera, e legó il suo nome indissolubilmente alla VI Ferrata.



STELE DI LUCIUS ARTORIUS CASTUS

1) CIL 3, 1919 - PROVINZ:  DALMATIA     ORT: STOBREC  EPETIUM

D(is) M(anibus)  L(ucius)  ARTORIUS  CASTUS  (centurio) LEG(ionis)   III  GALLICAE  ITEM (centurio) LEG(ionis)  VI FERRATAE  ITEM  (centurio)  LEG(ionis)  II ADIUTR(icis)  ITEM (centurio)  LEG(ionis) V  MAC(edonicae)  ITEM  P(rimus)  P(ilus)  EIUSDEM  PRAEPOSITO CLASSIS  MISENATIUM  PRAEFE(ctus)  LEG(ionis) VI VICTRICIS  DU  LEGG(ionum)  TRIUM  BRITAN(n)IC(i)  (mi)LIARUM  ADVERSUS  ARMENIOS  PROC(urator)  CENTENARI PROVINCIAE  LIBURNIAE  IURE  GLADI(i)  VIVUS  IPSE  SIBI  ET  SUIS 3 EX  TESTAMENTO

2) CIL 03, 12791 - PROVINZ: DALMATIA   ORT: PODSTRANA

L(ucius) ARTORIUS / CASTUS  P(rimus)  P(ilus)   LEG(ionis) V MAC(edonicae)  PRAEFECT[t]US  LEG(ionis)  VI  VICTRIC(is)



LA FIGURA STORICA

E' ancora acceso il dibattito sulla questione se Re Artù fosse o meno una reale figura storica. 
Tale dibattito iniziò dal Rinascimento quando la dimensione storica di Artù fu strenuamente difesa, in special modo dalla dinastia dei Tudor, che legarono la loro discendenza a quella di Artù.

Gli studiosi moderni sostengono che ci furono persone realmente esistite mescolate ad alcune leggende, secondo cui Artù dovrebbe aver acquistato la fama di cavaliere combattendo contro gli invasori germanici nel tardo V secolo e nei primi anni del VI secolo. Fin quando non si troveranno delle prove storiche concrete il dibattito resterà incerto.

Comunque, non possiamo dimenticare l’influenza che Re Artù ha avuto sulla letteratura, l’arte, la musica e la società dal medioevo fino ai giorni nostri, visto le diverse saghe mitiche, con un fondo misterico di evoluzione spirituale.



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