LE TRIBU' DI ROMA



ASSEMBLEE ROMANE
Le antiche tribù romane furono dei raggruppamenti sociali in cui si suddivisero i romani su base gentilizia (gens), che in epoca regia si trasformarono in suddivisioni territoriali.



LE TRIBU' ORIGINARIE

Secondo la tradizione, vennero istituite da Romolo ed erano tre:
- i Ramnes (da Romulus di origine latina), cioè le famiglie romane autoctone, guidate dai Latini e stanziate nelle zone pianeggianti;
- i Tities (o Titienses da Titus Tatius il re sabino), cioè le famiglie sabine venute al seguito di Tito Tazio;
- i Luceres (da Lucumon o Lygmon di origine etrusca), che secondo Tito Livio erano di origine incerta; secondo altri erano gli abitanti delle zone boscose nei dintorni di Roma (dal latino lucus, "bosco"), prevalentemente autoctoni; ma secondo altri, e sembra la versione più attendibile, sarebbero di origine etrusca condotti da un Lucumone ("re"), dal quale avrebbero preso il nome (oppure dal re di Ardea, Lucero). 



I COMIZI CURIATI

I romani sarebbero dunque nati dall'integrazione di tre popoli: Latini, Sabini ed Etruschi, costituiti da un centinaio di gentes originarie. A capo di ogni tribù c'era un tribunus, e ogni tribù era suddivisa in dieci curie, per cui in tutto trenta curiae. Da qui si formarono le Assemblee del popolo per curie (Comitia Populi Curiata), detti Comizi curiati che furono la prima assemblea romana.

Tito Livio aggiunge che vennero nominati auguri appartenenti alle tribù dei Ramnes, Titienses, Luceres, in modo che fossero dispari (per una maggioranza in caso di interpretazioni non univoche) e che ne avessero in egual numero ciascuna. Anche qui essendo tre si poteva decidere in maggioranza in caso di verdetti divergenti.


ETA' REGIA

Dopo Romolo che divise la popolazione della Roma quadrata nelle tre tribù, il re Servio Tullio nel VI secolo a.c. divise il popolo in cinque classi, secondo il censo (insieme di beni e redditi), ed in centurie (di un centinaio di componenti). Così vennero istituite quattro tribù urbane, di chi aveva possedimenti terrieri nella zona, il che escludeva la plebe. 

Dalle iniziali tre tribù di Romolo si passò, secondo la tradizione, ai pagi di Numa Pompilio, e alle 20 tribù di Servio Tullio. Sotto i Tarquini il territorio romano venne diviso in ventisei regiones o pagi (da pagus, villaggio). Con la fine della monarchia, sette regiones vennero abbandonate dagli Etruschi, tanto che all'inizio della nuova fase repubblicana le regiones erano diciannove, comprese le quattro urbane.


ETA' REPUBBLICANA

Dal 495 a.c. l'organizzazione tribale conta ventuno tribù, formate dalle 4 urbane serviane (Collina, Esquilina, Palatina e Suburana) e dalle 17 rustiche (Camilla, ecc.), con le due nuove tribù della Claudia e della Clustumina o Crustumina.

I maschi romani liberi e maggiori di età erano iscritti nelle circoscrizioni elettorali (tribus) per il luogo in cui possedevano la maggior estensione di proprietà terriere. I maschi nullatenenti (cioè la maggior parte dei residenti a Roma) maggiori di età, di condizione libera e di sesso maschile, erano iscritti in una delle tribù urbane.

Le tribù portano tutte nomi di casate patrizie, e indicando i territori nei quali quelle gentes avevano avuto possessi successivamente distribuiti fra i plebei, oppure i territorî confinanti coi possessi di ciascuna.   Dal 513 a.c. al 241 a.c., cioè dall'ultimo anno della I guerra punica si passa alle 35 tribù.


LE VICENDE

- Intorno al 450 a.c. alle sedici tribù venne aggiunta la XVII tribù rustica, la Clustumina, derivata da assegnazioni viritane di campi nel territorio della vinta città di Clustumerium. A partire da questo momento tutte le tribù ebbero nomi locali, e tutte derivarono da assegnazioni di fondi in territorî tolti ai nemici.
- Nel IV secolo a.c. si stabilì che indipendentemente dalla posizione del territorio, tutte le nuove conquiste venissero attribuite ed iscritte ad una tribù già esistente (vedi Tuscolo assegnata alla tribù Papiria o a Aricia assegnata a quella Orazia).

- Tito Livio narra che nel 387 a.c., le tribù furono portate da 21 a 25. 

- Secondo lo storico Giovanni Brizzi, nel 314 a.c., le tribù rustiche furono portate a 29.  

- Nel 312 a.c., il censore Appio Claudio Cieco, per necessità militari, iscrisse e distribuì tutti i nullatenenti tra tutte le tribù allora esistenti, senza tener conto del possesso fondiario. 

- Tuttavia questa riforma venne abolita da Quinto Fabio Massimo Rulliano, censore del 304 a.c., che per rimediare a questo provvedimento, che faceva prevalere nelle assemblee elementi infidi, tolse i nullatenenti dalle tribù rustiche riunendo i proletari in quattro tribù che chiamò "urbane". Livio (IX, 46, 14: in quattuor tribus coniecit, urbanasque eas appellavit).

- Nel 241 a.c. le tribù rustiche furono aumentate fino a 31 (35 con quelle urbane), visto che era aumentata la popolazione, ma pure l'estensione della cittadinanza e la fondazione di nuove colonie, e 31 rimasero  fino all'età imperiale.

LE TRIBU' (INGRANDIBILE)
Dopo la guerra sociale dell'88 a.c., visto che l'iscrizione alle tribù venne estesa a tutti gli italici, vennero assunti nuovi funzionari addetti alle tribù, detti "Tribuni aerarii" perché si occupavano soprattutto di pagare i legionari, cioè di dare il soldo (aes) ai "soldati". Inoltre assunsero aiutanti per il censore per compilare le liste dei cittadini, e vennero chiamati "Centuriones".

Il lavoro dei Centuriones, aumentando però sempre di più la popolazione, divenne sempre più complicato, si che nel I secolo a.c. le loro funzioni furono trasferite al nuovo istituto del municipium, anche se la tribù non fu abolita, continuando ad avere un ruolo nelle elezioni ad esempio dei concilia plebis tributa e dei comitia tributa.

Poichè per appartenere alla civitas romana era essenziale l'iscrizione in una tribù, anche gli abitanti delle provincie che per provvedimento speciale, individuale o collettivo, venivano ammessi alla cittadinanza, dovettero immediatamente essere iscritti: molte volte, nelle concessioni individuali, si lasciava la scelta al naturalizzato, ma più spesso l'iscrizione era fatta d'ufficio, secondo il criterio di riunire in una stessa tribù i provenienti di ciascuna provincia (per es., quelli provenienti dalla Gallia Narbonese nella Voltinia, gli Asiatici e Siriani nella Collina e nella Quirina).

IL VOTO DELLE TRIBU'

LE TRIBU'


TRIBU' URBANE

Istituite da Servio Tullio. Da non confondere con le gentilizie di Romolo (Ramnes, Tities e Luceres)
- Collina (comprendeva il colle Quirinale)
- Esquilina (comprendeva il colle Esquilino)
- Palatina (comprendeva il colle Palatino)
- Suburana (comprendeva il colle Celio)


TRIBU' RURALI

Anche queste 31 tribù territoriali e non gentilizie.

- Aniense 299-298 a.c. -
l'area, costituita dopo la sottomissione degli Equi, e traversata dal fiume Anio (Aniene) da cui prende il nome la tribù, nel 304 a.c., posta attorno alle località di: Affile, Ficulea, Trebula Suffenas e Trevi nel Lazio, e a località della Gallia Cisalpina: Ariminum, Cremona e Vercelli.
In contrada S. Angelo, sulla sinistra della strada Statale Sublacense, venendo verso Subiaco, si nota un arco tutto sesto su cui è collocato un piccolo sarcofago di epoca repubblicana, che reca incise le porole:
"L. Maenius Q. F. Ani sepultus = Lucius Quinti filius Aniensi (tribu) sepultus", è il sepolcro di un certo Lucio Menio che apparteneva alla Tribù Aniensi, gruppo etnico latino insediato stabilmente dai consoli nella Valle dell'Aniene, dopo che i Romani nel 299 a.c. avevano sottomesso gli Equi.


- Arniensis nel 387 a.c. -
creata nel territorio della città etrusca di Veioattorno alle città di: Cluviae, Blera, Caere, Chiusi, Forum Clodii, Histonium, Juvanum nel Sannio, Ocriculum, Teate Marrucinorum,


- Camilia almeno dal 495 a.c. -
non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.


- Claudia almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c.

- Clustumina o Crustumina 495 a.c. oppure 449 a.c. -
fu creata in seguito alla conquista di Crustumerio. Si conserva un'iscrizione del  pontifex C. Caesidius C.f. Cru. Dexter (C.I.L. XI 6033), della tribù Clustumina.


- Cornelia almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c.


- Emilia almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c.


- Fabia almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c.


- Falerna o Falerina 318 a.c. -
con centro a Capua e nell'area a destra del fiume Volturno. Questi territori dell'agro Falerno, sottratto ai Volsci, passarono a Roma e dove in seguito sorse la colonia latina di Cales.


- Horatia almeno dal 495 a.c. -
antichissima famiglia patrizia romana, di origine autoctona. Va certamente ricompresa tra le cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio.


TITULUS SEPOLCRALE DI C. ARRIUS  DELLA TRIBU' PUPINIA
- Lemonia VI o inizi del V secolo a.c. -
denominata dal pagus Lemonius, non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.


- Maecia 332 a.c. -
creata nella pianura Pontina, dal territorio sottratto ai Volsci, comprendente anche città come Lanuvio, Napoli, Hatria e Libarna.


- Menenia almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c.


- Papiria almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c..


- Oufentina o Ufentina 318 a.c. -
creata lungo la via Appia tra Terracina e Priverno, dal territorio sottratto ai Volsci. Si conserva un'iscrizione Oufentina per il quattuorviro C. Planius C.f. Of. Priscus (Ann. épigr. 1959, 94).


- Popillia o Poblilia 357 a.c. -
creata con i territori sottratti ai Volsci.


- Pollia almeno dal 495 a.c. -
non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.. P. Plotius L.f. Cam. veterano della II legione Augusta fu sepolto a Fanum Fortunae (della tribù Pollia) in un bel monumento ‘a tamburo’ di prima età imperiale (C.I.L. XI 6223) con la liberta Urbana.


- Pomptina 358-357 a.c. -
creata nella pianura Pontina, con i territori dei Volsci e comprendente le città di Norba, Circeii, Ulubrae e Bovillae.


- Pupinia almeno dal 495 a.c. -
non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.; sembra però che durante l'incursione di Annibale verso Roma, il condottiero cartaginese da Gabii passò per la regione Pupinia e pose il campo ad 8 miglia da Roma.


- Quirina 241 a.c. -
creata sul territorio dei Pretuziani e nel Piceno, lungo la via Salaria con centro principale in Rieti.


TRIBU' QUIRINA
- Romilia almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c.


- Sabatina 387 a.c. -
creata attorno a Veio fino ai monti Cimini, estesa più tardi alla città di Mantua (Mantova).


- Scaptia 332 a.c. -
creata nella pianura Pontina, dal territorio sottratto ai Volsci, comprendente la città di Velletri.


- Sergia almeno dal 495 a.c. -
vi furono inserite le popolazioni ribelli dei Marsi e dei peligni, sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c..


- Stellatina 387 a.c. -
fu creata nel territorio della città etrusca di Veiosulla destra del Tevere nella zona di Capena, estesa più tardi alla città di Forum Livii (oggi Forlì), patria di Cornelio Gallo, ed alle circostanti Mevaniola (Galeata) e Forum Popilii (Forlimpopoli).


ISCRIZIONE DI G. OCTACILIO OPPIANO ALLA TRIBU' VOLTINIA
- Teretina 299 a.c. -
creata lungo la via Appia, a nord del Volturno, sul territorio preso ai Sabini intorno all'odierna Frosinone.


- Tromentina 387 a.c. -
creata nel territorio della città etrusca di Veio, a nord della tribù Fabia.


- Valeria o Galeria -
almeno dal 495 a.c. non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.


- Velina 241 a.c. -
fu creata sul territorio dei Pretuziani e nel Piceno, con centro nelle colonie di Interamna e Castrum novum, lungo la costa adriatica a nord del fiume Aterno, e dall'89 a.c. con Aquileia.


- Voltina o Voltinia almeno dal 495 a.c. -
non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.


- Veturia o Voturia  costituita almeno dal 495 a.c. -
sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c. Ne faceva parte la città di Bergamo.



BIBLIO

AAVV (Famiano Nardini, Antonio Nibby, Ottavio Falconieri, Flaminio Vacca), Roma antica, Roma, 1818.
V. Costanzi, Le tribù genetiche nel mondo classico, in Annali Univ. toscane, n. s., V (1920).
Diodoro Siculo, Bibliotheca historica.
Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane. 
Domenico Magnino in Appiano, La storia romana, libri XIII-XVII: Le guerre civili, Torino, Utet, 2001.
Emilio Gabba, Appiano e la storia delle guerre civili, Firenze, La nuova Italia, 1956.
Ilenia Achilli, Il proemio libro 20 della «Biblioteca storica» di Diodoro Siculo, Lanciano, Carabba, 2012.
P. Fraccaro, L'organizzazione politica dell'Italia romana, in Atti Congr. intern. dir. rom., I, Pavia 1934.
Plutarco, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010
Storia romana, 9 voll., Milano, BUR, 1995-2018.



0 comment:

Posta un commento

 

Copyright 2009 All Rights Reserved RomanoImpero - Info - Privacy e Cookies