LEGIO VIII GALLICA VETERANA MUTINENSIS




- La legio VIII Gallica Veterana Mutinensis, di epoca tardo repubblicana, avrebbe origine antecedente alla conquista della Gallia di Gaio Giulio Cesare, e cioè dal 91 a.c. all'88 a.c. nella Gallia Cisalpina.
Sappiamo di una legione VIII che prese parte alla guerra sociale negli anni 90-89 a.c., ma non si è certi sia la stessa utilizzata da Cesare nel 58 a.c..

- Sicuramente però una legio VIII nella Gallia Transalpina nel 67-65 a.c., guidata dal governatore Caio Calpurnio Pisone, uomo intrigante e crudele, combattè per reprimere la rivolta dei Galli Allobrogi (odierna Savoia). Il che fa pensare fosse una prosecuzione dell'altra.

- Nel 62 a.c. partecipò, insieme alla legio VII (legio VII Macedonica Paterna) e alla IX (legio VIIII o IX Triumphalis Macedonica) a sedare la cospirazione di Catilina nel Piceno.



GIULIO CESARE

58 a.c. - all'inizio del proconsolato di Gaio Giulio Cesare la VIII era acquartierata, insieme alle legioni VII e IX, nella Gallia Cisalpina, in zona Aquileia.

Prese parte alla successiva conquista della Gallia di Cesare degli anni 58 -50 a.c., partecipando ad una lunga serie di battaglie e campagne militari, come:

58 a.c. - a Genava (Ginevra) nella fase finale della battaglia, vittoria solo parziale contro gli Elvezi.

58 a.c. - sull'Arar, vittoria romana sugli Elvezi mentre traversavano il fiume.

58 a.c. - a Bibracte Cesare vince gli Elvezi che avevano un esercito superiore al suo.

58 a.c. - in Alsazia vinse l'esercito germanico di Ariovisto che era molto superiore al suo.

57 a.c. - sul fiume Axona e sul Sabis contro le popolazioni dei Belgi che alla fine si arresero.

52 a.c. - Battaglia di Avaricum, tra l'esercito di Cesare e l'esercito gallico dei Biturigi. Vinsero i romani, e massacrarono l'intera popolazione dell'oppidum gallico.

« Cesare lasciate nel campo due legioni che aveva da poco arruolate, affinché, se in qualche parte dello schieramento vi fosse stato bisogno, potessero essere impiegate come riserva, schierò in ordine davanti al campo le altre sei legioni. Anche i nemici schierarono ugualmente le proprie truppe. 
Tra i due eserciti c'era una grande palude. I nemici attendevano che i nostri la attraversassero, mentre i nostri erano pronti ad attaccare il nemico in difficoltà, qualora avesse iniziato ad attraversarla. Nel frattempo tra le due schiere si svolgeva uno scontro di cavalleria. Dato che nessuno dei due eserciti si decideva ad attraversarla, dopo l'esito favorevole per i nostri dello scontro di cavalleria, Cesare riportò i suoi nell'accampamento. 
Allora i nemici si diressero verso l'Aisne che scorreva dietro al nostro campo. Trovati lì dei guadi, cercarono di far passare oltre il fiume parte delle truppe per provare ad espugnare il forte comandato dal luogotenente Quinto Titurio ed interrompere il ponte. Se ciò non gli fosse riuscito, volevano devastare i campi dei Remi che ci erano di grande utilità per la condotta della guerra e impedire così i nostri i rifornimenti. 
Informato da Titurio, Cesare fece passare il ponte a tutta la cavalleria e ai Numidi armati alla leggera, ai frombolieri e agli arcieri e si diresse verso i nemici. I nostri, assaliti i nemici in difficoltà nel fiume, ne uccisero gran parte. Con una grande quantità di proiettili respinsero gli altri che con grande audacia cercavano di passare sui corpi dei morti. 
I primi che erano riusciti a passare, circondati dalla cavalleria, furono uccisi. I nemici, avendo capito che non c'era possibilità né di espugnare la città né di passare il fiume, e vedendo che i nostri non avanzavano in luogo sfavorevole per combattere, mentre cominciarono a mancare loro le vettovaglie, convocata l'assemblea, stabilirono che fosse bene che ognuno tornasse in patria e che tutti da ogni parte giungessero a difendere quelle popolazioni, i cui paesi per primi fossero invasi dall'esercito romano, che combattessero piuttosto nel proprio paese che in quello altrui e che usufruissero delle vettovaglie patrie. 
Decisero ciò anche perché erano venuti a sapere che Diviziaco e gli Edui si avvicinavano al Paese dei Bellovaci. Non avevano potuto convincere questi ad attendere più a lungo e a non portare aiuto ai loro concittadini »
(Cesare, De bello Gallico, II 8, 5-10.) -

52 a.c. - a Gergovia, tra Vercingetorie e Cesare, dove Cesare fu sconfitto.

52 a.c. - ad Alesia Cesare ottenne la sottomissione definitiva dei galli che aveva vinto sebbene avessero un esercito tre volte più numeroso del suo.

« Riconosciuto Cesare per il colore del suo mantello, che portava come un'insegna durante i combattimenti... i Romani, lasciati i pilum, combattono con la spada. Velocemente appare alle spalle dei Galli la cavalleria romana, mentre altre coorti si avvicinano. I Galli volgono in fuga. La cavalleria romana rincorre i fuggitivi e ne fa grande strage. Viene ucciso Sedullo, comandante dei Lemovici; l'arverno Vercassivellauno viene catturato durante la fuga; vengono portate a Cesare settantaquattro insegne militari. Di così grande moltitudine pochi riuscirono a raggiungere il campo e salvarsi... Dalla città, avendo visto la strage e la fuga dei compagni e disperando della salvezza, ritirano l'esercito in Alesia. Giunta questa notizia, i Galli del campo esterno si danno alla fuga... Se i legionari non fossero stati sfiniti... tutte le truppe nemiche avrebbero potuto essere distrutte. Verso mezzanotte la cavalleria, mandata all'inseguimento, raggiunge la retroguardia nemica. Un grande numero di Galli viene preso ed ucciso, gli altri si disperdono in fuga verso i loro villaggi. »
(Cesare, De bello Gallico, VII, 88.)

52-51 a.c. - Durante l'inverno l'VIII gallica era al servizio del legato Gaio Fabio (legato sotto Cesare dal 54 al 49 a.c.), insieme alla VIIII del legato Lucio Minucio Basilo (futuro complice dell'assassinio di Cesare) , presso i Remi (della Gallia Belgica meridionale), per proteggerli dai vicini Bellovaci (della Gallia Belgica nord-orientale conquistata da Gaio Giulio Cesare nel 57 a.c.) ancora in rivolta..


49 - 45 a.c. La Guerra Civile

All'inizio della guerra civile, la legione si trovava presso  Matisco (Macon) nella Gallia Comata, secondo altri ad Aquae Sextiae nella Gallia Narbonense.

49 a.c. - Prese parte prima all'assedio di Marsiglia,  organizzato da Cesare e condotto da Gaio Trebonio e da Decimo Bruto, che si concluse con la vittoria dei romani.

49 a.c. - Prese parte alla campagna in Hispania

"Cesare 
(il cui esercito ha una pericolosa scarsità di viveri), non potendo più aspettare, fece costruire dai suoi soldati delle navi, sulla base di quanto aveva appreso durante le sue spedizioni in Britannia. La chiglia e l'ossatura erano in legno leggero. Il resto dello scafo era di vimini, rivestito di cuoio.
Portata a termine la loro costruzione, le fece trasportare di notte su dei carri uniti insieme, per 22 miglia romane (oltre 30 km) oltre il suo accampamento. Grazie poi a queste navi fece passare dei soldati sull'altra riva, dove andò ad occupare un vicino colle fortificandolo, prima che gli afraniani se ne accorgessero.
Vi trasferì quindi una legione sull'altra riva e iniziò la costruzione di un ponte da entrambe le parti, portandolo a termine in due soli giorni. Concluse queste operazioni, condusse al campo base il convoglio in totale sicurezza, oltre a tutti coloro che in precedenza si erano recati alla ricerca di frumento, e riattivò così la via degli approvvigionamenti.
Questo stesso giorno, Cesare ordinò alla sua cavalleria di assalire all'improvviso i foraggiatori nemici, che a loro insaputa erano sparsi ovunque e raccoglievano rifornimenti senza alcun timore. Il bottino raccolto fu notevole. Numerosi furono i capi di bestiame da soma catturati. Negli scontri i cesariani riuscirono a distruggere un'intera coorte di caetrati. Alla fine senza perdite fecero ritorno all'accampamento del loro comandante"
(Cesare - De Bello Civili)

48 a.c. - L'VIII venne trasferita in Macedonia dove combatté a Dyrrhachium dove l'esercito di Cesare subì una rara sconfitta.

48 a.c. - Combattè nella decisiva battaglia di Farsalo, nella quale Cesare sconfisse Pompeo con un esercito che era meno della metà di quello del suo nemico..

46 a.c. - La legione gallica prese poi parte alla battaglia di Tapso in Africa, dove due legioni dei conservatori disertarono in favore di Cesare che vinse ancora una volta.
. Subito dopo la legione venne sciolta ed i suoi veterani vennero inviati alle terre a loro donate, come liquidazione della carriera militare, in Campania a Casilinum ( Santa Maria Capua Vetere).
Cesare l'aveva guidata dal 58 a.c. al 46 a.c..

44 a.c. - Cesare è stato assassinato. I veterani dell'VIII gallica, mal adattandosi alla vita civile, chiesero ad Antonio di ricostituire la legione VIII.



CESARE AUGUSTO

43 a.c. - L'VIII gallica di Cesare viene ricostituita da Augusto che la rinomina VIII Augusta, e che combattè nella battaglia di Mutina (battaglia di Modena), ricevendo da Ottaviano una ricompensa di 20.000 sesterzi per la strepitosa vittoria. La legione diventa così l'VIII Augusta Mutina.

42 a.c. - L'VIII rimase con i triumviri durante la battaglia di Filippi contro gli assassini di Cesare.

41 a.c. -  La Legio Augusta prese le parti di Ottaviano durante l'assedio di Perugia contro Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio.,

31 a.c. - Restò con Augusto fino alla battaglia di Azio. Questa legione non sembra sia, pertanto, da identificare con la omonima VIII di Marco Antonio, reclutata in Oriente, probabilmente durante il suo soggiorno a fianco della regina d'Egitto, Cleopatra VII e che combatté sul fronte opposto.

Onori di battaglia:
- Veterana (dai veterani di Cesare),
- Gallica (dopo la conquista della Gallia),
- Mutinensis (dopo la vittoriosa battaglia di Mutina).

Come insegna ebbe il toro (emblema di Cesare)


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