AQUA DRUSIA



ARCO DI DRUSO
"Drusia inventa perductaque est a Druso".

Menzionata solo da Polemius Silvius, un funzionario presso il palatium imperiale del V sec.. Il Polemius riferisce di un canale sotterraneo originale che passava proprio sotto la Porta Maggiore. Questo canale venne rinvenuto nel XV sec. e purtroppo di seguito venne distrutto colmandolo di demolizioni edili e altro, facendone invece una specie di discarica; l'intradosso (cioè la parte inferiore dell'acquedotto), era a 46.15 m slm, (BC 1912, 228-232; NS 1913, 7, 441). 

Esso era situato a meno di due miglia dalla città, e una parte di esso è stato trasformato nello Specus Ottaviano della Anio Vetus che passava, si pensa, sopra l'Arcus Drusi, e che raggiungeva il distretto della Via Nova vicino agli Horti Asiniani (Frontino, I.21) . 

Gli Horti Asiniani, a detta di Frontino, si trovavano alla fine dello specus Octavianus (Frontino de aq. 21), il ramo dell'Anio Vetus costruito da Augusto.
Poiché questo specus è stata tracciato solo per la porta Latina, e la regione della Via Nova di Frontino, che ha scritto ai tempi di Traiano, non si può fare riferimento alla via Nova costruita da Caracalla davanti alle sue terme, così l'esatta posizione dei giardini è incerta come quella della via Nova (cfr RE VII 833,.. VIII 2483, lA 265, DS III 279;. HJ 189). Né il monumento ad Asinius Pollonio può essere identificato con questi giardini

Il canale si crede sia stato identificato in vari punti; ma il sito della Via Nova è ancora abbastanza incerto. Lanciani ritiene che attraversasse la via Appia dal reale (non il cosiddetto) Arco di Druso, vicino al vicus Drusianus. Secondo Mommsen potrebbe essere identificato con l'Aqua Damnata, un condotto di acque minerali che Galeno sostiene abbia proprietà terapeutiche. (RE IV.2059). 

L'Aqua Damnata può a sua volta essere identificata con l'Acqua DOTRACIANA (Pol Silv ); da non confondere però con l'Aqua Crabra (Frontino) che fra l'altro non portava a Roma.

La Notitia XIV Regionum Urbis Romae menziona l'Aqua Damnata come uno dei 19 acquedotti di Roma. Peraltro sconosciuta è suggerita da Jordan come menzionata erroneamente da Polemius Silvius al posto dell'Acqua Dotraciana, secondo altri è identificata con l'acqua Drusia o con l'acqua Crabra.

Sul suo trattato hippogratico, ormai perduto nel testo greco, tradotto in arabo ma perduto pure in questo testo, però tradotto e conservato solo in un medievale testo ebraico, il medico Gallieno afferma che nel suolo italico vicino Roma, esiste un'acqua detta "damnata" che il popolo afferma sia curativa per il colon e lo stomaco. 

Però se bevuta in continuazione procura molti danni al fisico, il che spiegherebbe l'origine del nome.
Trattasi sicuramente di una delle tante acque ferrose del nord Lazio che contengono una piccola percentuale di zolfo, che in piccole dosi disinfettano stomaco e intestino ma in dosi alte attaccano le pareti dello stomaco procurando la gastrite e altro.



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