PLAUTILLA



PLAUTILLA
Nome: Publia Fuvia Plautilla Augusta
Nascita: 182 d.c. Roma
Morte: 212 d.c. Lipari
Coniuge: Caracalla
Padre: Gaio Fulvio Plauziano
Madre: Hortensia


Publia Fulvia Plautilla (187-211) fu il nome di una principessa romana, moglie di Caracalla, nonché augusta dell'Impero romano dal 202 al 205.
Plautilla era la figlia di Gaio Fulvio Plauziano, il prefetto del pretorio dell'imperatore romano Settimio Severo (.193-211), e una donna che era sua sposa o viveva con lui di nome Hortensia.

Plautilla sposò il figlio dell'imperatore, Caracalla, nel mese di aprile 202, e poiché le ragazze romane di solito sposavano all'età di quindici anni, probabilmente era nata nel 187.
All'epoca il padre non aveva ancora raggiunto la posizione per la quale sarebbe diventato famoso.

In realtà, egli era ancora un ufficiale equestre di umile rango in Africa, forse anche un esiliato.
La fortuna del padre di Plautilla migliorò quando il suo amico Settimio Severo divenne imperatore (193) e venne così promosso da questi a praefectus vigilum (comandante delle guardie di Roma).

Poi, nel 196, venne promosso a prefetto del pretorio. Divenne così uno degli uomini più potenti di Roma, e le nostre fonti sono generalmente ostili su di lui.
Pensiamo però che questa ostilità fosse un tentativo di ingraziarsi Caracalla che non vide mai di buon occhio la sua sposa e tanto meno la figura di suo suocero, autore del matrimonio con Plautilla.

Cassio Dione scrive di Plauziano:

"Aveva fatto castrare un centinaio di cittadini romani di nascita nobile. ... e non solo ragazzi, ma uomini adulti, e dei quali alcuni avevano moglie. Il suo scopo era che Plautilla, sua figlia, che Caracalla poi avrebbe sposato, dovesse avere solo eunuchi come suo seguito, in generale, e in particolare i suoi maestri di musica e altre branche dell'arte."

Questa è, naturalmente, una calunnia, nessun romano poteva castrare qualcuno, neppure gli schiavi, perchè sarebbe stata giudicata un'usanza barbara. Un cittadino romano poi non poteva assolutamente essere toccato, e men che meno un nobile. Il senato romano e gli imperatori ci tenevano a che i romani facessero figli, e se qualcuno avesse danneggiato la sessualità di un romano sarebbe stato messo a morte, chiunque egli fosse.

BRACCIALE CON L'EFFIGE DI CARACALLA E PLAUTILLA


GAIO FULVIO PLAUZIANO

Originario di Leptis Magna, come Settimio Severo, Plauziano, il padre di Plautilla, era di famiglia plebea ma si era distinto nell'esercito, apprezzato pertanto da altri generali tra cui anche il futuro imperatore Settimio Severo.

Questi, dopo aver ottenuto la porpora nel 193, lo inviò subito in Oriente, a catturare i figli del suo rivale. aspirante imperatore, Pescennio Nigro, che venne sconfitto, esiliato e poi ucciso nel 196.

Dato i successi di Plauziano. l'anno seguente Severo gli assegnò la prefettura del pretorio e, tra il 197 e il 202, ottenne i "consularia ornamenta" (un consolato onorario).
Come amico dell'imperatore, Plauziano aveva una influenza notevole, da cui derivò una vasta fortuna. Ottenne lo "ius gladii", cioè il diritto di vita o di morte in casi di necessità, e il clarissimato (la classe inferiore della gerarchia senatoria)
Sembra che fece morire il suo collega Quinto Emilio Saturnino, già governatore d'Egitto dal 197 al 200,  in modo da restare per lungo tempo unico prefetto del pretorio.

Con la sua influenza presso Severo ottenne che l'erede dell'imperatore, Caracalla, sposasse nel 202 sua figlia, Fulvia Plautilla. Divenuto consuocero dell'imperatore, Plauziano venne accettato nel Senato romano e la sua famiglia raggiunse il patriziato

Nel 203 ottenne inoltre il consolato ordinario assieme al fratello dell'imperatore, Publio Settimio Geta; contemporaneamente al consolato e al pontificato, ottenne la prefettura del pretorio, e in questo ruolo accompagnò Severo nella sua campagna contro i Parti.

CARACALLA

LE NOZZE

La calunnia, posteriore ai gravi fatti che seguirono, furono tentativi di blandire Caracalla imperatore infamando chiunque fosse da lui odiato e temuto.

Plauziano aveva fatto molto per l'educazione di sua figlia, facendola studiare filosofia e greco, facendole insegnare la musica, la poesia e la pittura. Egli sapeva che il matrimonio di sua figlia con il principe ereditario non solo gli avrebbe giovato alla carriera, ma avrebbe anche messo pace tra l'imperatore e la sua famiglia.

PLAUTILLA
Il matrimonio, stabilito dai genitori dei giovani, era stato programmato per l'aprile 203, quando l'imperatore avrebbe festeggiare il suo decennalia, cioè il decimo anniversario della sua salita al potere.

Per evitare che Caracalla potesse sposare una fanciulla aldisotto del suo rango, Plauziano, che era un semplice cavaliere equestre, doveva prima ricevere un consolato, che infatti ottenne nel gennaio 203. Il matrimonio ebbe luogo, fastoso e ricco come pochi, con rito romano e rito barbaro, ma fu un matrimonio infelice.

L'Augusta fu immediatamente immortalata nelle monete che la raffigurano con tratti di bambina, con la tipica pettinatura associata a Diana, pettinatura popolare tra le giovani donne romane. In seguito i suoi tratti facciali divennero più adulti, ed introdusse, nelle monete coniate in suo nome, un nuovo tipo di pettinatura rimasto di moda fino al V sec. Gli ultimi ritratti la raffigurano con la pettinatura usata dalla suocera Giulia Domna.

Già il volto della fanciulla fa capire quanto divenne dura e infelice, con una vera trasformazione della sua immagine in pochissimi anni.

Infatti Caracalla non la amò mai, neppure quando, appena quattordicenne, la sposò quindicenne, rifiutando di mangiare con lei e di giacere nel suo letto. 

All'epoca però i figli erano possesso dei padri e pertanto questi non si preoccupavano della felicità o infelicità dei figli, disponendone come più gli conveniva.

Cassio Dione riferì pure che Caracalla si fosse lamentato per la dissipatezza della moglie, che spendeva in abiti, gioielli e avvenimenti alla reggia.

Plautilla in effetti cercò di superare il suo dolore circondandosi di gente colta ed erudita, gente però che non fu mai apprezzata da Caracalla che era uomo piuttosto violento e di rozzi costumi. Invitò a palazzo uomini di cultura e poeti, principi stranieri e patrizi romani, sfoggiando abiti e gioielli, nonchè la sua raffinata erudizione.

Il motivo per il quale Plautilla ricevette grande attenzione iconografica sia nelle monete che nella statuaria fu a causa dell'influenza del padre, onorato attraverso la figlia, e per il suo ruolo di madre dei futuri eredi della dinastia dei Severi.

TESTA DI PLAUTILLA CON COLORI ORIGINALI
Caracalla però odiava Plauziano tanto quanto invece egli era caro a suo padre che ne fece uno strettissimo suo collaboratore. Al figlio di Settimio non restò che corrompere la guardia imperiale per inscenare un tradimento di Plauziano nei riguardi di Severo.

Infatti nel gennaio del 205 il ricco e potente Plautianus venne accusato dai pretoriani di complotto contro l'imperatore Severo e ucciso dalle stesse guardie dell'imperatore.

In suo onore vennero erette molte statue, ma a causa del suo vasto potere, venne percepito come un pericolo da parte di Caracalla e della sua influente madre Giulia Domna. Del resto Caracalla percercepì molte persone come pericolose, tra cui suo fratello minore Geta che fece uccidere.

Così Caracalla accusò Plauziano di aver organizzato un tentativo di assassinio di Severo, e ne ordinò l'esecuzione, avvenuta il 22 febbraio 205.

Dopo la sua morte, Plauziano venne colpito da "Damnatio memoriae": le sue statue vennero distrutte, il suo nome cancellato dalle iscrizioni, le sue raffigurazioni scalpellate dai monumenti pubblici.

I suoi due figli, Gaio Fulvio Plauto Ortensiano e sua sorella Flavia Plautilla vennero esiliati a Lipari nelle isole Eolie ed uccisi nel 211, subito dopo l'ascensione al trono di Caracalla.
Non solo Caracalla la fece uccidere ma la condannò alla damnatio memoriae, per cui i suoi ritratti vennero sfigurati, con interventi molto precisi, in genere sfigurandole il naso, come si usava in tali casi.

Ogni riferimento a Plautilla venne rimosso dall'Arco degli Argentari a Roma, da un pannello in cui era raffigurata col padre e dalla quarta riga dell'iscrizione.

Alcuni dei suoi ritratti furono rimossi ed immagazzinati con cura per un riutilizzo successivo, se è vero che esistono ritratti dell'epoca tetrarchico-costantiniana rimodellati a partire da quelli di Plautilla.






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