ORIGINI DELLA PASQUA - PASSIO QUIRINI





PASQUA CRISTIANA - PASCHA LATINA - PESAH EBRAICA - PASCA GRECA

La Pasqua cristiana cade la prima domenica seguente il primo plenilunio di primavera, cioè che segue l'equinozio di primavera.

PASQUA CRISTIANA
Per il cristianesimo Gesù fu crocifisso alla vigilia della Pasqua ebraica, e fu nel corso di una celebrazione pasquale che, secondo i Vangeli, istituì il sacramento dell'eucarestia. In realtà la distribuzione non del pane e del vino ma delle focacce e del vino è il rito dell'antichissimo Pasto Sacro, antecedente agli stessi ebrei. Allora il lievito non era stato ancora scoperto per cui le focacce erano praticamente pane azzimo.

Per non ammettere la copiatura gli ebrei sostennero di non aver messo il lievito perchè scappando nella notte dall'Egitto non ce n'era stato il tempo. Ma chi è pratico della campagna sa che quando si fa o si faceva il pane, durava per quindici giorni o addirittura per un mese. Che nessuno avesse da parte una focaccia lievitata è difficile da credere. Come se in un territorio tutti avessero fatto il pane nello stesso giorno e proprio in quel giorno fosse terminato.

I cristiani per giunta lo copiarono dagli ebrei e per non usare il lievito s'inventarono l'ostia, solo acqua e farina anch'essa, ma nessuno poteva accusarli di aver copiato il pane azzimo. Gesù invece che tanti problemi non se li faceva, distribuì pane normale e vino, di pane azzimo o di assenza di lievito non se ne parla, tanto è vero che gli ortodossi continuano a distribuire pane e vino. Nel cattolicesimo invece il prete beve il vino durante la messa e nell'Eucarestia distribuisce ostie.

Eppure nei Vangeli:
- Gesù prese del pane, lo benedisse, lo spezzò in dodici parti e ne diede un pezzo a ciascuno dei suoi discepoli. «Mangiate questo pane» disse «in memoria di me. Poiché questo è il mio corpo.» Poi prese un bicchiere di vino e lo passò a turno a ciascuno di loro. «Bevete questo vino» disse «poichè questo è il mio sangue, che io verserò perché siano perdonati i peccati di tutti.» -
Nei primissimi tempi del cristianesimo, i cristiani di origine ebraica celebravano la Resurrezione di Cristo subito dopo la Pasqua ebraica, mentre i cristiani di origine pagana celebravano la Pasqua ogni domenica. Infine si misero d'accordo, cioè fecero cadere la pasqua di domenica, nella prima luna piena dopo l'equinozio di primavera. Così fu stabilito nel 325 con il concilio di Nicea e nel 525 si stabilì che la data doveva trovarsi fra il 22 marzo e il 25 aprile (dato che il 21 marzo era l'equinozio di primavera).

Ora noi sappiamo che la Pasqua ebraica si chiamava e si chiama tutt'ora Pesah, mentre la Pasqua cristiana si chiamava Pascha, forse dal greco ΠΑΣΧΑ, che si legge Pasca. Ora da Pascha a Pasqua il passo è breve, ma da Pesah, con l'accento sulla a, a Pascha, che in latino si leggeva con la c dura, quindi Pasca, lascia perplessi.  E soprattutto, perchè con la Q? Se l'avessero scritta con la C si sarebbe pronunciata nello stesso modo. E in spagnolo inoltre si scrive Pascua.

 Vediamo. La Pasqua ebraica fu alle origini una festa agricola, in cui si offrivano le primizie della mietitura dell'orzo, attraverso la cottura del pane azzimo. Mosé invece la fece coincidere con la fuga del popolo ebraico dall'Egitto e ordinò ad ogni famiglia, prima di abbandonare l'Egitto, di immolare un agnello di un anno di età, e di bagnare col suo sangue gli stipiti e il frontone delle porte delle case.

I membri delle famiglie consumarono il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronti per la partenza, che avvenne nella notte, dopo che l'angelo di Dio passò per uccidere tutti i primogeniti egiziani, risparmiando i primogeniti ebrei le cui abitazioni erano segnate col sangue. Nel corso dei secoli, il rituale della Pasqua rimase sostanzialmente uguale e la festa è tuttora celebrata dagli Ebrei per sette giorni.

A parte il povero agnellino (e i poveri bambini egiziani) ma a che risalgono il pane azzimo ebraico e l'ostia cristiana? Sicuramente all'epoca in cui non si conosceva il lievito e si facevano focacce con farina impastata con l'acqua che veniva offerta ai fedeli come corpo della Madre Terra, accompagnata dal vino che veniva offerto ai fedeli come sangue della Madre. Poichè era la terra la loro nutrice tutto ciò che veniva dalla terra era parte del corpo della madre, per cui sacro. Il pasto sacro nacque così. Sembra che i Fratelli Arvali seguaci di un culto esoterico alla romana Bona Dea, lo eseguissero in questo modo, con focacce e vino dicendo costituissero il corpo e il sangue della Dea.

ATTIS RISORTO


LE ORIGINI - L'EQUINOZIO DI PRIMAVERA


ATTIS
ANNA PERENNA

L'equinozio di Primavera era chiamato anche Festa degli Alberi, e Anna Perenna, antichissima divinità romana, veniva festeggiata nel bosco sacro a lei dedicato alle idi di marzo.


ATTIDEIA

Culto nella Roma antica in epoca imperiale di Attis, figlio della Dea Cibele, vergine e senza marito, in cui il figlio-vegetazione con morte e resurrezione simboleggiava il ciclo vegetativo della primavera. Veniva festeggiato nel periodo tra il 15 e il 28 marzo, che celebravano la morte e la rinascita del Dio. Tra queste vi erano il Sanguem e l’Hilaria.

Le feste iniziavano il 15 marzo, intorno all’equinozio, luna piena, con la penitenza.
Il 22 cadevano i Tristia, in cui si commemorava la passione e la morte di Attis.
il 24 era Sanguem (i sacerdoti si ferivano fino ad arrivare all’evirazione)
Il 25 gli Hilaria: Attis risorgeva, il sole aveva attraversato l’equatore celeste.
Il 28 iniziavano i giochi al circo, i Ludi Megalenses, giochi pubblici che seguivano l'aspersione pubblica rituale, fatta con acqua consacrata, della statua della Grande Madre Cibele.


MITRA
MITRAISMO

Una immagine bronzea di Mitra, che emerge da un anello zodiacale a forma di uovo, trovata in un mitreo del Vallo di Adriano, fa di Mitra un Dio-creatore come l'orfico Phanes che emerse dall’uovo cosmico dando vita all’universo. Un bassorilievo al Museo Estense di Modena, mostra Phanes che esce da un uovo, circondato dai dodici segni dello zodiaco.

Mitra è anche descritto a volte come un uomo nato, o rinato, da una pietra, petra genitrix, ovvero l'onphalos, l'ombelico del mondo intorno a cui è attorcigliato il serpente Ouroboros.

Egli nacque nel solstizio d'inverno e, ormai adulto, morì per risorgere all'equinozio di primavera.



PASSIO QUIRINI - PASQUI

Lo studioso Arnolfo Lentini sostenne che la Passio Quirini venne ridotta in PasQui da cui sarebbe derivato il termine Pasqua. Effettivamente si spiegherebbe la q immessa e forse la nascita della Passio Christi, visto che la Chiesa ha rinnovato moltissimi termini antichi e pagani, tanto più che il termine pagano indicava un movimento più interiore che fisico.


QUIRINO

Divinità sabina in seguito associata a Marte, ma pure Romolo gli venne associato divenendo Romolo Quirino, e pure la statua di Giulio Cesare nella sua divinizzazione venne posta nel tempio di Quirino sul colle Quirinale. Caso volle che l'associazione col Dio non li salvò da morte violenta.

QUIRINO
Ambedue furono uccisi. Però in molti miti i re o gli Dei vengono fatti a pezzi, basti pensare a Osiride fatto a pezzi e seminato nelle diverse città, o il Dio Iacco fatto a pezzi o Orfeo fatto a pezzi, per non parlare del Cristo, tutti uccisi, resuscitati o assunti in cielo, spesso simboli della vegetazione annuale.

Sembra che anche Quirino subisse la stessa sorte (A. Lentini - La prima Roma - ed. L'anello - Mi 32), ucciso, fatto a pezzi, tumulato e risorto. Evidente simbolo dell'energia creatrice che si frammenta nella materia e che l'uomo può riunificare per raggiungere una consapevolezza superiore.


PASSIO CHRISTI - PASSIO SANCTI

Con il termine "passio" si intende una rievocazione storica della vita, o anche solo delle circostanze della morte, di un martire che viene letta, durante la liturgia, al posto di una delle letture nel giorno della festa del santo stesso. Il testo ha lo scopo di tenere viva nei fedeli la memoria del santo e dell'atto eroico che lo ha condotto al martirio affinchè essi ne traggano insegnamento ed esempio.

I testi delle 'passio' cristiane non sono codificati ed immutabili (come lo sono invece le Sacre Scritture) e risentono del clima culturale e della sensibilità dell'epoca in cui vengono scritti. Per questo, nei secoli, vengono riscritti, corretti, ampliati o ridotti. Ma la più antica notizia della Passio sembra debba risalire a Quirino, accorpata poi con la Passio Romolo Quirino, e quindi traslata a Cristo e ai Santi.

In latino il termine passio voleva dire turbamento dell’animo, perlopiù legato a una vicenda interiore, infatti la parola passus (passo) ha la stessa radice di passio.  Il significato di sofferenza e patimento è nato traducendo il greco dei Vangeli, nei quali con pathos si indicava appunto il martirio di Gesù. Il termine passio passò poi al martirologio cristiano


LE QUIRINALIE

BASSORILIEVO DEL TEMPIO DI QUIRINO
(latino Quirinalía), erano una festa dell'antica religione romana che cadeva il 17 febbraio ed era dedicata al Dio Quirino. Essa sottraeva in questo periodo alla giurisdizione curiale, poichè nel giorno del Dio Quirino era concesso di celebrare il rito della prima torrefazione del farro a coloro che non lo avevano fatto in precedenza nel giorno prescritto dalla propria curia.

Così quelli che non avevano obbedito all'ordine curiale (qualificabili come stulti, stolti, rispetto all'ordine) rimediavano rifugiandosi nel Dio Quirino, la cui festa era pertanto detta anche “festa degli stolti” (stultorum feriae). Il rito primiziale del farro, spostato dalla festa curiale alla festa quirinale, segna così la fine di un ciclo (cosmico o calendariale), quello del vecchio farro, e l'inizio del ciclo del nuovo farro.

In questo mito riecheggia il Dio Quirino infante, figlio-vegetazione della Grande Madre, che muore e resuscita in primavera, traversando la Passio Quirini.

Della sua morte, nonostante fosse un Dio, ci riferisce anche Livio, poichè sul colle quirinale c'era appunto la tomba di Quirino, che il console Lucio Papirio Cursore trasformò in un tempio per il suo trionfo dopo la terza guerra sannitica. 
Del tempio arcaico resta un rilievo al Museo delle Terme, raffigurato come un edificio tuscanico, con frontone decorato con la scena di Romolo e Remo che traggono gli auspici per la fondazione di Roma. Nel 16 a.c. venne restaurato da Augusto, che lo trasformò in un tempio dorico periptero ottastilo, con doppio ordine di colonne sui lati, e circondato da un grande portico, come ci informa Vitruvio.

Sembra insomma che anticamente all'equinozio di primavera si celebrasse il Pasto Sacro, il Convivio insomma, in cui ci si nutriva delle focacce e del vino, celebrando la morte e rinascita del Dio Quirino, sicuramente figlio di una Grande Madre Natura, insomma la PASSIO QUIRINI.



SAN QUIRINO

Come sempre nella tradizione antica spesso i nomi di Dei od eroi divennero santi. I San Quirini non mancarono, forse proprio a rimpiazzare il Dio Quirino, mortale sebbene divino.


Quirino (o Cirino) di Tegernsee

Santo e pure martire che, secondo la Passio dei ss. Mario e Marta, di dubbia storicità, sarebbe stato decapitato a Roma, al tempo dell'imperatore Claudio il Gotico (268-270). Il corpo, gettato nel Tevere e approdato presso l'Isola Tiberina, venne raccolto dai persiani Mario e Marta che già avevano conosciuto Quirino in un carcere di Trastevere (però a Roma è esistito solo il carcere Mamertino), e in seguito sarebbe stato deposto nelle catacombe di Ponziano. 

La più antica attestazione del culto del martire si ha nel Martirologio di Beda del sec VIII. Nel 746 le presunte reliquie del martire Quirino, protagonista della Passio Quirini, furono da Roma traslate a Tegernsee in Baviera, ove costituirono un centro di culto e l'origine della famosa abbazia. A seguito di questi eventi furono composti gli Atti di Quirino, che comprendono anche una raccolta dei miracoli attribuiti al martire.


San Quirino di Siscia (Siszeck) in Croazia

santo e martire, citato nel 309 da s. Eusebio di Cesarea nella sua “Cronaca”; una ‘Passio’ molto antica dove si narra che s. Quirino durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano (243-313), fu arrestato nel 309 per ordine del preside Massimo, dopo aver tentato inutilmente la fuga.
Sottoposto ad interrogatorio fu sollecitato ad offrire sacrifici agli Dei, ma il vescovo Quirino, nonostante prima volesse fuggire, si rifiutò decisamente, perciò fu flagellato e rinchiuso in un carcere dove convertì il custode Marcello.
Dopo tre giorni, anzichè essere condannato, fu inviato non si sa perchè al governatore della Pannonia, Amanzio, il quale doveva tenerci veramente tanto a convertirlo perchè lo sottopose a un secondo viaggio, di cui nuovamente si ignora il motivo, stavolta a Savaria e dopo aver cercato inutilmente di fargli cambiare idea, lo condannò ad essere gettato nel fiume Sava con una pietra al collo. I cristiani di Savaria ne raccolsero il corpo e lo seppellirono presso la porta “Scarabateus”.
Tra la fine del IV sec. e l’inizio del V, il corpo (evidentemente miracolosamente intatto visto che erano trascorsi secoli) di s. Quirino vescovo fu trasferito a Roma e deposto in un mausoleo denominato ‘Platonia’, dietro l’abside della Basilica di S. Sebastiano sulla via Appia, dove fu molto venerato, come attestano gli ‘Itinerari’ del VII sec. Altri riferiscono che reliquie del santo furono poi trasferite a Milano, Aquileia e nella Basilica di S. Maria in Trastevere in Roma. 


San Quirino di Neuss

Anche lui santo e martire, era un tribuno romano al quale furono affidati i martiri Alessandro, Evenzio e Teodulo, arrestati per ordine dell'imperatore Traiano, ma si convertì dopo aver visto i miracoli da loro operati e fu battezzato insieme con la figlia Balbina, in seguito subì egli stesso il martirio, venendo decapitato un 30 marzo di un anno dell'inizio del III secolo; il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Pretestato sulla via Appia. Un'epigrafe funeraria del sec. V ritrovata nel cimitero, riporta il suo nome. Secondo un documento redatto a Colonia nel 1485, il suo corpo sarebbe stato donato nel 1050 dal papa Leone IX ad una badessa di nome Gepa, la quale le trasferì a Neuss sul Reno in Germania. Anche qui dovrebbe trattarsi di un corpo miracolosamente intatto, perchè ancora oggi le reliquie si venerano nella cattedrale di San Quirino (1206) di Neuss. Da qui il culto si diffuse in tutta la Germania specie a Colonia, in Belgio e pure in Italia. Festeggiato il 30 marzo.


San Quirino di Tivoli

L’autorevole ‘Bibliotheca Sanctorum’ riporta per questo santo solo alcuni appunti: il suo corpo era custodito nella basilica di s. Lorenzo a Tivoli, ma di lui non si sa praticamente niente di certo e che il suo nome è stato inserito nel Martirologio Romano da Cesare Baronio. Festeggiato il 4 giugno.



San Quirino Gallico

Per ultimo c'è un altro San Quirino, vescovo di Rouen, Pienzia e Scubicolo, morto nel III sec. martire in Gallia con i santi Nicasio,  celebrato l'11 ottobre



I SIMBOLI DELLA PASQUA


L'UOVO

Linneo disse "Omne vivum ex ovo", sostenendo il pensiero degli antichi Romani, poi venne sconfessato ma oggi si riconosce pienamente valido. L'uovo fin dai tempi più antichi simboleggiò l'origine della vita, quello di Heliopolis poggiava sulla terra ed era sormontato da una luna, cioè era nutrito da due energie femminili: la madre natura terrestre e la madre natura celeste.

L'UOVO SACRO DI HELIOPOLIS E TYPHON
L'uovo sacro degli Ofiti era avvolto dalle spire del serpente che, contrariamente a ciò che si crede era simbolo in tutta l'antichità del potere della Grande Madre, il potere che non separa dagli altri, che non si eleva, ma che striscia e aderisce alla terra: la magia dell'istinto. Serpente, magia e istinto diventeranno poi diabolici per il cristianesimo che si occupò soprattutto delle leggi del Padre.

In Spagna c'è l'usanza di un dolce detto la Mona de Pascua, regalata il giorno di Pasqua dal padrino e dalla madrina al loro figlioccio. Il dolce somiglia ad una ciambella gigante e, nella ricetta originale conteneva tante uova sode secondo l’età del bambino. Anche i cattolici in molte parti d'Italia mangiano uova sode nella colazione del mattino, e certamente uova di cioccolata in molte parti del mondo, mentre gli ebrei si scambiano uova sode per la cerimonia funebre di una persona cara, come segno di vita dopo la morte, quindi di rinascita.


IL CONIGLIO

Il coniglio è un altro simbolo della Pasqua, in realtà agli inizi era la lepre, ma divenne coniglio per la più facile reperibilità. La Pasqua, ovvero l'equinozio di primavera era una festa pagana per la rinascita della vegetazione, quindi la prosperità dei campi dopo la desolazione dell'inverno. La lepre era appunto un simbolo di fecondità legato a Venere, poichè il coniglio è altrettanto fecondo, e poichè il coniglio in fondo è una lepre domestica, venne scelto quest'ultimo per essere sacrificato sulla mensa della festa.




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4 comment:

Anonimo ha detto...

interessantissimo, non l'avevo letto prima d'ora, siete grandi!!!

Domenico Costa on 23 luglio 2013 14:27 ha detto...

Che sito meraviglioso.. complimenti :)

Giovanni Luigi Manco on 22 aprile 2014 16:20 ha detto...

la nostra vera pasqua

luigi pellini on 26 marzo 2016 10:50 ha detto...

Bello, sintetico e preciso. Potrei pubblicarlo nel mio blog?

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