SEGNI (Nemici di Roma)



I SEGNI

I Segni erano un'antica tribù che abitava nelle Ardenne, un altopiano della Francia nord-orientale, ma pure le Ardenne lussemburghesi e belghe, e nella regione dell'Eifel, un altopiano della Germania occidentale, durante l'età del ferro. Sembra che il loro territorio fosse situato tra quello dei Treveri e degli Eburone, non lontano dai Condrusi della regione pedemontana del Condroz a nord-ovest delle Ardenne.

L'etimologia del nome Segni rimane poco chiara. Per alcuni deriverebbe dal celtico con il significato di 'vittoria, forza', per altri dall'antico irlandese e significherebbe 'rete, o legame', per altri sarebbe una derivazione germanica e indicherebbe una zona arida. Giulio Cesare li elencò tra i tra i Germani Cisrhenani, "che sono della nazione e del numero dei Germani" (ex gente et numero Germanorum).

Nell'inverno del 54-53 a.c., i Segni assicurarono a Cesare, tramite un'ambasciata, che non avrebbero fatto causa comune con gli altri Germani Cisrhenani (i Germani sulla riva sinistra del fiume Reno), ma non dissero la verità e Cesare, che aveva spie ovunque, venne a sapere che i Nervi, gli Aduatuci e i Menapii presero le armi contro Roma e furono raggiunti da "tutti" i Germani Cisrhenani. 

Così Cesare prese le armi e li sconfisse, allora i Segni e i Condrusi gli inviarono ambasciatori per chiedergli di non trattarli come suoi nemici, poiché non avevano dato alcun aiuto al re eburoniano Ambiorige:

"I Segni e i Condrusi, che sono della nazione e numero dei Germani e hanno dimora tra gli Eburoni e i Treveri, mandarono ambasciatori a Cesare per pregarlo di non annoverarli tra i suoi nemici, né di considerare che vi fosse causa comune tra tutti i tedeschi della sponda romana del Reno. Dichiararono di non aver avuto idea della guerra, di non aver inviato ausiliari per Ambiorix. Cesare indagò sulla questione esaminando i prigionieri e ordinò che se qualcuno degli Eburoni avesse dovuto riparare da loro durante la fuga, sarebbero stati riportati a lui; ha detto che se lo avessero fatto non avrebbe fatto violenza ai loro territori."

(Cesare 1917, Commentarii de Bello Gallico)

GIULIO CESARE

I Segni non sono elencati da Cesare tra le tribù che presero parte alla coalizione belga contro Roma nel 57 a.c. Piuttosto che una svista, è più probabile che non abbiano partecipato a questa alleanza come avvenne nel 54-53; probabilmente la lezione gli era servita.

Nel XIX secolo, a volte si sosteneva dagli studiosi che il nome dei Segni fosse stato conservato in una città più moderna presumibilmente chiamata "Sinei o Signei", situata sul fiume Mosa nella provincia belga di Namur. 

Nella stessa zona c'è pure un luogo chiamato Ciney, ma la prima forma conosciuta del nome è de Ceunaco, registrata nel 1006 d.c.. Ma i collegamenti tra l'etnonimo Segni ei toponimi Ciney, Sègne e Sugny sono stati rifiutati dagli studiosi contemporanei per motivi linguistici.

Altri studiosi hanno affermato che i Segni sarebbero in seguito apparsi come "Sunuci" in documenti romani successivi, come la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Plinio li descrisse infatti tra i Tungri e i Frisiavoni. Tacito menzionò anche i Sunuci, come popolo di questa regione durante la rivolta batava. Probabilmente questi vissero tra i Tungri e gli Ubii in epoca imperiale romana.

Si pensa che i Sunuci abbiano vissuto in quella che oggi è l'area della Germania dove tocca il Belgio orientale e i Paesi Bassi meridionali. Una proposta di ubicazione collocherebbe i Sunuci a Kornelimünster nella regione dell'odierna Aquisgrana, della Renania Settentrionale-Vestfalia.

I primi insediamenti nel territorio di Segni, l'antico comune latino del Lazio, all'epoca chiamato Signia, risalgono anch'essi all'età del bronzo, ma invece non sembrano avere a che fare con il popolo dei Segni summenzionato, ma piuttosto con il popolo dei Pelasgi che eressero nella città le potenti mura poligonali, dette anche ciclopiche.


BIBLIO

- Cesare - De bello gallico -
- Strabone - Geografia -
- Zimmer, Stefan - Dobesch, Gerhard - "Segni" - In Hoops, Johannes (ed.) - Reallexikon der Germanischen Altertumskunde - Walter de Gruyter - 2005 -
- J. L. Brunaux - Sacrifices humains chez les Gaulois - Realites du sacrifice, realites archeologiques - Paris - 2005 -
- Y.A. Dauge - Le Barbare. Recherches sur la conception romaine de la barbarie et de la civilisation -Collection Latomus - Bruxelles - 1981 - 
- B. Luiselli - Storia culturale dei rapporti tra mondo romano e mondo germanico - Roma - 1992 -
- B. Luiselli - Il mito dell’origine troiana dei Galli, dei Franchi e degli Scandinavi - in Romanobarbarica - 1978 -


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