GENS NUMMIA




La gens Nummia era una famiglia plebea i cui nomi però appaiono quasi esclusivamente sotto l'Impero. Ottennero benefici durante il terzo secolo, occupando spesso gli uffici più alti dello stato romano.



LE REGOLE DEI NOMI

La maggior parte della praenomina ha un nomen corrispondente per filiazione, come Lucilio, Marzio, Publio, Quinzio o Servilio, tutti cognomi patronimici, perché derivano dal nome del padre del proprietario originale. 

Le figlie erano scritte tra il nomen e qualsiasi cognomina, e abbreviate usando le abbreviazioni di praenomina, seguite da f. per filius o filia, e talvolta n. per nepos (nipote) o neptis (nipote). 
La filiazione includeva a volte il nome della madre, con gnatus e il nome della madre, invece di filius o filia, però solo per le famiglie di origine etrusca. I nomi delle donne sposate erano talvolta seguiti dal nome del marito e da uxor per "moglie". 

Anche schiavi e liberti possedevano filiazioni, in questo caso la persona a cui si fa riferimento è il proprietario dello schiavo. Le abbreviazioni: s. per servus o servae l. per libertus o liberta. I liberti delle donne a volte usavano una "C" capovolta, a significare il praenomen femminile Gaia, qui usato genericamente per significare qualsiasi donna; e ci sono alcuni esempi di "M" invertita, anche se non è chiaro se questo è stato usato genericamente, o specificamente per il praenomen femminile Marca o Marcia.



PRENOMINA E COGNOMINA DEI MUMMII

Dei praenomina dei primi Nummi, si sa solo che quasi tutti i Nummii Albini, l'unica famiglia eminente, portavano il praenomen Marcus e si distinguevano l'uno dall'altro con i loro vari altri nomi. L'unico altro praenomen che si verifica tra i Nummii che appaiono nella storia è Tito, sebbene nelle iscrizioni troviamo anche Lucio, Publio e Quinto.



RAMI E COGNOMINA

La famiglia principale dei Nummii portava il cognome Albino, (candido, biancastro), un antico e onorevole cognomen associato a lungo tempo con famiglie aristocratiche romane. Probabilmente il nome derivò dalla città di Alba e nulla ha a che fare con l'albinismo che per quanto ereditario, ha un'incidenza rarissima. I membri di questa famiglia portavano cognomi aggiuntivi, come Senecio (vecchio), Giusto (giusto, retto), Dexter (abile, capace), Tuscus (etrusco), Gallo (abitante della  Gallia), e Rusticus (contadino, rustico).




MEMBRI CONOSCIUTI

- Tito Rustico Nummio Gallo -
console suffetto nel 34 d.c.

- Nummio Sisenna -
console nel 133, durante il regno di Adriano.

- Didius Nummius Albinus -
fratello o fratellastro di Marcus Didius Severus Julianus, imperatore per nove settimane nel 193. Probabilmente fu messo a morte da Settimio Severo. Potrebbe essere stato il padre di Marco Nummio Umbrius Primus Senecio Albinus, console nel 206

Marco Nummius M. f. Umbrius Primus Senecio Albinus -
senatore, console nel 206, era stato uno dei Salii Palatini. Secondo la tradizione era figlio biologico di Nummio Albino, fratellastro dell'imperatore Didio Giuliano, probabilmente condannato a morte dopo il suo rovesciamento da Settimio Severo nel 193. A un certo punto Senecio Albino fu adottato da Marco Umbrius Primus, membro degli Umbrii Primi di Compsa (oggi Conza della Campania), che aveva strettissimi legami con Beneventum. Sposò Vibia Salvia Varia e fu padre di Marco Nummi Senecio Albino, console nel 227 d.c. e Nummia Varia. Marco Nummio Giusto potrebbe essere stato un altro figlio. 

Marco Nummio M. f. M. n. Senecio Albino -
console nel 227, era il fratellastro di Lucio Roscio Aeliano Paculo Salvio Giuliano, console nel 223. Senecio era il padre di Marco Nummo Toscio, console nel 258, e forse anche di Marco Nummius Albino, console nel 263 con Marco Laelio Fulvio Massimo Emiliano. Non sappiamo nulla della sua carriera.
Senecio Albinus era figlio di Marco Nummio Umbrio Primo Senecio Albino, console nel 206, e fratellastro di Lucio Roscio Eliano Paculo Salvio Iuliano, il console del 223. Fu il padre di Marco Nummio Tusco, console nel 258, e può essere stato anche il padre di Marco Nummio Albino, console nel 263.

- Nummia M. f. M. n. Varia -
figlia di Marco Nummio Umbrius Primus Senecio Albinus, era una sacerdotessa di Venere Felice (Venus Felix, Venere prolifica e ricca). Nel 242, le fu assegnato il sacerdozio di Peltuinum, città dei Vestini in Abruzzo


- Marco Nummio Giusto -
forse figlio di Marco Nummio Umbrius Primus Senecio Albinus.
 
- Nummius Emiliano Dexter -
un senatore, che ha servito come proconsole di Asia.

- Marcus Nummius (M. f. M. n.) Ceionius Annius Albinus -
un senatore, servì come console in un anno incerto, circa 240. Era praefectus urbi nel 256, durante il regno di Valeriano, e di nuovo da 261 al 263. Fu console per la seconda volta nel 263. Probabilmente è lo stesso Albino che morì di vecchiaia sotto Aureliano.

Marco Nummius M. f. M. n. Tusco o Toscio -
console nel 258, fu probabilmente il padre di Nummio Toscio, console nel 295. Fu figlio di Marco Nummio Senecio Albino che fu console nel 227. Egli per turnazione venne eletto console priore nel 258, al posto di Mummius Bassus. Non si hanno dettagli sulla sua carriera.
Forse fu fratello di Marco Nummio Albino che fu console ordinario nel 263, e può essere stato padre di Marco Nummio Tusco, che fu console nel 295. Secondo la Historia Augusta, egli accompagnò l'imperatore Valeriano fino alla città di Bisanzio dove visitarono alcune terme pubbliche.
Nummius (M. f. M. n.) Tuscus -
senatore, poi console nel 295 e praefectus urbi dal 302 al 303. Probabilmente figlio di Marco Nummio Tusco, console del 258.

- Nummius Albinus -
conosciuto solo per una dedica un altare a Giove Diespater a Roma.

- Marco Nummio Celonio (o Ceionio) Annio Albino -
molto probabilmente figlio del Felicio Albino console del 227. È menzionato nei fasti del 263 come console per la seconda volta insieme con Massimo Destro (Klein op. cit.), ed è quel Celonio Albino cui Valeriane diresse una lettera riferita da Vopisco in vita Aureliani 9. Fu pretore urbano (C. /. /.. VI, 3146) e prefetto della città nel 256 (Klein 1. e. in nota; Borghesi, Oeuvres III p. 255).

- Marco Nummio Attidio Senecio Albino
in una epigrafe con Marco Nummio Ceionio Annio Albino che è suo figlio.
Marco Nummio Attidiano Tusco fu questore designato, e ci è noto per i frammenti epigrafici scoperti nell'area di casa Mariani e riferiti più sopra: il suo titolo spetta alla fine del III sec. Nummio Tusco fu prefetto della città nel Panno 302 o 303, e curatore delle acque e della distribuzione del frumento nei primissimi anni del sec. IV: cf. Tepigrafe inserita alla pag. 7. ( Nummio Attidiano Tusco menzionato in epigrafe dovè esercitare una qualche magistratura in Africa, essendogli stato decretato la statua in marmo da un incerto municipio Africano. Il tìtolo spetta alla fine del secolo III).

Marco Nummio Albino. Questi ebbe pure il cognome di Triturrius e fu questore candidato, pretore urbano, conte domestico del primo ordine e console ord. per la seconda volta nel 345. 

Nummio Secundo figlio del precedente, è menzionato nella stessa epìgrafe.

MURA DI PELTINUM

BULLETTINO DELLA COMMISSIONE ARCHEOLOGICA COMUNALE DI ROMA - 1872
CASA DEI NUMMII ALBINI


NUMMIA VARIA

Che nell'area occupata dalla chiesa di s. Caio, sorgesse una parte della casa urbana dei Nummii, poteva dirsi accertato fino dalla prima metà del secolo XVII; imperocché appunto nel Panno 1629, escavandosi d'ordine di Urbano Vili, per le fondamenta della chiesa stessa, fosse tornato in luce il piedistallo marmoreo della statua di M. Nummio Albino console ordinario per la seconda volta, forse nel 345. Nel cippo posseduto ora dai Barberini si legge la seguente iscrizione (C. /. L VI, 1748) :
•TRITVRRII- M • NVMMIO • ALBINO • V • C ' QVAESTORI . CANDIDATO PRAETORI • VRBANO GOMITI DOMESTICO • ORDINIS • PRIMI • ET CONSVLI • ORDINARIO - ITERVM •NVMMIVS SECVNDVS EIVS-

La statua doveva adornare, secondo il costume del tempo, il vestibolo, il peristilio della casa dei Nummii, né poteva supporsi che il piedistallo, per la stessa sua mole, fosse tornato alla luce in luogo lontano da quello che originariamente occupava. Altre scoperte venivano a confermare indubbiamente, in questi ultimi anni, l'ubicazione della domus urbana dei Nummii. Nel 1877 costruendosi la casa Mariani sull'angolo della via Venti Settembre con la piazza di s. Bernardo, a brevissima distanza cioè dalla ricordata chiesa di s. Caio, si rinvenne una iscrizione frammentata edita dal eh. Lanciani (Bull. arch. com. 1877 p. 168 n. 145) e che qui riproduco: 

M  NVMmio ATTIDIano TVSCO QUAEstori DESlGnato lAWNlCipes AFrica s Il M. 

- Nummio Attidiano Tusco menzionato in questa epigrafe dovè esercitare una qualche magistratura in Africa, essendogli stato decretato il riferito marmo da un incerto municipio Africano. Il tìtolo spetta alla fine del secolo III.

- Ad altro Nummio cognominato pure Tusco, od anche ad una donna della gente Nummia, possono forse ascriversi i due frammenti epigrafici che seguono, e che sembrano avere appartenuto ad una sola iscrizione. Tornarono in luce nel 1883 entro Parea del Ministero della guerra dal lato rivolto verso la chiesa di s. Caio (cf. Notizie degli scavi, 1883 p. 243) : 
NVA ENT T VS^ MARC»^

I caratteri dell'epigrafe, di buona forma, convengono alla prima metà del III secolo. Finalmente nel febbraio 1884 escavandosi per le fondazioni della casa Scafati sul prolungamento della Via Firenze e sempre nelle adiacenze della più volte ricordata chiesa di s. Gaio, addossata ad un pilastro laterizio appariva la parte inferiore di una lastra opistografa con la menzione di un altro Nummìo Tusco (cf. Notizie degli scavi, 1884 p. 103). Per buona ventura continuandosi gli sterri nello stesso luogo, dopo circa dieci mesi dalla riferita scoperta, si rinveniva la parte superiore della stessa epigrafe. Distinguendo con la lettera a il frammento primo tornato in luce e con b il secondo, credo utile riprodurre l'iscrizione di una sola faccia, siccome quella che al nostro argomento strettamente si riferisce :

PACE AC-BELLO et fortissimis DOMINIS NOSTRIS m - KWW - Val - Maximiano PIO Felici AVGVSTO SEMPEr in vieto et Flavio Valerio constanti t o nob • caesari PIETATE EORVM ET CLEmenfta A V C f O HONORE JCO NVMMIVS TVSCVS • V • C • PRefectus-urbi CVRATOR ACÌVARVM ETJ m i n i e r a e NVMINI EORVM SEMper devotus  

La frase NVMINI EORVM chiaramente accenna ad una delle diarchie di cui frequentissimi esempi ci offrono la fine del III ed il principio del IV sec., ma la menzione di Flavio Valerio Costanzo e le sigle M - AV che sole avanzano dei prenomi dell'Augusto, e che indubbiamente rivelano M. Aurelio Valerio Massimiano, fanno riferire l'epigrafe nostra agli anni dal 293 al 305 nei quali Costanzo ebbe il titolo di Cesare.

Il nostro Nummio Tusco però che fu prefetto di Roma nell'anno 302 - 303 determina con maggior precisione l'epoca del monumento. Questi come curatore delle acque e della distribuzione del frumento, può trovar luogo nella lista dei curatori delle acque data dal Lanciani nella sua Silloge epigrafica aquaria p. 318, fra Q. Flavio Posturaio Tiziano cos. ord. per la seconda volta  nel 301, prefetto di Roma 305, e Massimiliano ricordato come consularis aquarum all'epoca constantiniana. 

Per le scoperte avvenute nelle epoche e nei luoghi ricordati, resta accertato che la casa dei Nummii sorgeva sull'area occupata dalla casa Mariani, dalla chiesa di s. Caio e per circa una terza parte dal nuovo palazzo del Ministero: e che quivi si distendessero il peristilio e i giardini della casa potrebbe argomentarsi dal trovamento di alcune stanze con le volte istoriate, e di tre grandi vasi marmorei scanalati a spira, che solo a decorazione di ricchi viridiarum possono essere ascritti.

A brevissima distanza da questo punto si rinvennero pure un simulacro di Venere di dimensioni maggiori del vero ed una statua muliebre acefala pure maggiore del vero, vestita di tunica e di palla, scolpita con isquisito artifìcio: cf. Notizie degli scavi 1883 p. 339, e 1884 p. 103, 154. Accertata l'ubicazione del palazzo dei Nummii, credo utile il ricordare vari individui della stessa gente già noti per altre fonti epigrafiche e storiche. 

Maeco Nummio Umbrio Primo M. f, 

Senecio Albinus nato forse nel 173.

Salio Palatino 191, pontefice 199 (Borghesi Oeuvres IV, 510), console nel 206 insieme con L. Fulvio Emiliano (Klein fasti; C. /. L V, 4347), 

- Vibia L f. Salvia Varia moglie di Marco Nummio Umbrio Primo, dedicò insieme ai figli 
CVM • NVMMIIS • ALBINO • ET VARIA ET L • ROSCIo • aELIAN • PACVLO • SALVIO • IVLIANO • FILIIS

Era già compiuta la composizione tipografìca di questo articolo quando nel Bullettino dell'Instituto di C. A. 1885 p. 68 è stata dichiarata la nostra epigrafe dal chiarissimo Henzen. L'illustre epigrafista ascrive a due persone distinte la dedica dell'iscrizione, cioè a

Nummio Tusco prefetto della città e ad un altro che esercitò la cura aquarum et minierae, e di cui il nome si sarebbe dovuto leggere nel v. 7 dopo quello di Tusco. 

- Marco Nummio Euhodo fu liberto di M. Nummio Umbrie Primo e come 
NVTRITOR • ET • PROCVRATOR 
dedicò a lui la base bresciana {C. /. L V, 4347, cf. pure nel voi. stesso il n. 4142).

Marco Nummio Senecio Publio Felìcio Albino, figlio di Umbrio Primo e di Salvia Varia, menzionato nel titolo bresciano. Fu console nel 227 con M. Lelio Massimo (Klein fasti). Al consolato di questo Nummio spettano la dedicazione di una base prenestina (Borghesi 1. e. in nota) tre graffiti nell'escubitorio della coorte VII de' Vigili {C, /. L VI, 3005, 3019 e 3051) e la dedicazione di un'epigrafe marmorea scoperta all'Esquilino (Bull. arch. com. 1875 p. 87), 

Nummia Varia, sorella del precedente e notata pure nella stessa iscrizione bresciana, è la 
NVMMIA • VARIA • C • F • SACERDOS • VENERFS • FELICIS eletta patrona de' Peltuinati nel 242 (Borghesi VI, 157; C. /. L IX. 3429). Alla stessa donna si riferisce l'epigrafe canusina:  
• S NVMMIA • VARI A-CF.NVMMI AE • AVRHE • LIB • BENE • MERENTI • 
Narrando delle scoperte avvenute nell'area della casa dei Nummii ricordai un simulacro di Venere ed una statua di donna. Se mi fosse concesso lasciar libero il freno alla fantasia, vorrei arrischiare un'ipotesi intorno a tali statue. Vedemmo più sopra come Nummia Varia figlia di Ombrio Primo e sorella di Felicio Senecione Albino, patrona de' Peltuinati nel 242, fosse pure insignita della dignità di Sacerdotessa di Venere felice. Di questa donna chiarissima dovè senza dubbio eternare il ricordo la sua famiglia. Non potrebbe dunque ammettersi che la statua muliebre da noi scoperta, confermandolo inoltre lo stile della scultura, avesse ritratto le sembianze di Nummia Varia? Il sacerdozio di Venere esercitato dalla stessa donna vale a spiegarci la presenza del simulacro della Dea degli amori nel peristilio della casa dei Nummii.

Nummio lusto figlio forse della precedente, fu pure patrono de' Peltuinati. A lui 
OB • EXIMIAM ADFECTIONEM- SPLENDIDISSIMVS ORDO [DECVRIONyM PELTVINATVM] BISELLIVM DECREVIT • CVBITVMQVE • CONCESSIT- (C. A L IX, 3436).

- Nummia Aurha liberta è nota per l'iscrizione canusina di Nummia Varia riferita più sopra. Una serva di un Nummio Albino è nota per la memoria sepolcrale che le dedicò il marito Crescente, esiste ora nel museo di Aquila, cf. Marini Atti Arv. 181. 



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