TEMPIO DI CASTORE E POLLUCE



"Al tempo di Cicerone, che ne parla nella difesa del pupillo contro Verre, il tempio aveva colonne di pietra coperte di fino stucco: l'attuale fu rifatto da Augusto, e Tiberio veramente superbo. Questi nel portico vi collocarono la serie in marmo dei Fasti consolari, già nella Curia, scritti appunto fino a Tiberio; gran parte de' quali fu ritrovata nel 1547., e posta nel palazzo de' Conservatori; ai quali se ne aggiungeranno altri ritrovati quì nello scavo attuale. Per questo, e per tutti gli altri poc'anzi mentovati, e per tanti altri, che potrebbero annoverarsi, disse bene Tito Livio, che Augusto, fu o fondatore, o ristauratore di tutti i tempj." (Lanciani)

Su un alto podio si ergono le tre colonne corinzie superstiti del tempio dei Dioscuri, ovvero dei due gemelli divini Castore e Polluce.


IL MITO

La leggenda narra che, nel corso della battaglia presso il lago Regillo, nel 499 a.c., dei Romani contro i Latini alleati di Tarquinio il Superbo nel tentativo di riconquistare Roma, apparvero due misteriosi cavalieri, che guidarono i Romani alla vittoria.
Subito dopo, gli stessi cavalieri furono visti abbeverare i cavalli alla Fonte di Giuturna e annunciarono in città la vittoria, per scomparire subito dopo.

Il popolo riconobbe in essi i Dioscuri: il dittatore Aulo Postumio Albino fece voto di erigere un tempio in loro onore, che fu dedicato da suo figlio nel 484 a.c..


DESCRIZIONE

Il tempio fu restaurato da L.Cecilio Metello Dalmatico nel 117 a.c. e poi ancora da Verre. Un ultimo restauro si ebbe dopo l'incendio del 12 a.c. ad opera di Tiberio: il nuovo edificio, al quale appartengono i resti monumentali ancora visibili, fu dedicato nel 6 d.c. Il podio, di cui resta soltanto la parte in opera cementizia, è in gran parte quello del 117 a.c. con alcuni resti della fase precedente. Un gigantesco blocco marmoreo del tempio fu asportato ed utilizzato come base della statua equestre di Marco Aurelio.

La parte anteriore del podio, al quale si accedeva da due scalette laterali, era probabilmente decorata con rostri e costituiva, insieme ai Rostri Imperiali e a quelli posti sul podio del Tempio di Cesare, una delle tre tribune presenti nel Foro Romano.

Il tempio era con quattro colonne sulla fronte, allineato lungo il lato sud ovest del Circo Flaminio. Era caratterizzato da una insolita cella trasversale, simile al Tempio tiberiano della Concordia Augusta o il Tempio di Veiove. Probabilmente lo spazio disponibile per la costruzione del tempio tra il Circo Flaminio e il Tevere può aver dettato questo tipo di cella.

Solo tre fonti letterarie menzionano la struttura: Vitruvio (De arch 4.8.4:. Castoris Aedes Nel Circo Flaminio), i calendari (Fasti) (ad esempio, Amit veloce, Castori Polluci In Circo Flaminio di Degrassi), e Plutarco (Pomp. 2.8), il quale afferma che un Cecilio Metello decorava il Tempio dei Dioscuri con statue e immagini. Forse questo Cecilio Metello può essere l'evergeta (donatore) del tempio stesso.

Dal momento che il nome di questo tempio è presente nel fasti Amiternini e Antiati, entrambi scritti prima del cambiamento cesareo del calendario nel 46 a.c, l'anno dovrebbe essere preso come "terminus ante quem" (Conticello de 'Spagnolis 1984). Pertanto, Metello di Plutarco deve essere identificato con Q. Cecilio Metello Pio che ha trionfato in Spagna nel 71 a.c e costruito il tempio con bottino di guerra (ex manubiis) subito dopo (Coarelli 507).


QUINTO CECILIO METELLO PIO
Politico romano inviato in Spagna come proconsole, per reprimere la rivolta di Quinto Sertorio che  aveva fondato una repubblica autonoma da Roma nella Spagna Ulteriore. Seguace di Silla, ormai dictator, che lo aveva già nominato pontifex maximus come ricompensa alla sua fedeltà. 

Qui Metello Pio rivelò doti strategiche inaspettate conducendo una guerriglia logorante contro Sertorio e salvando più volte la reputazione al giovane Gneo Pompeo Magno, affiancatosi a lui nella guerra per ordine del Senato nel 77 a.c. La guerra terminò nel 72 a.c. e Metello Pio tornato a Roma ottenne il trionfo nel 71 a.c.
Sembra che essendo molto legato al culto dei Dioscuri, avesse fatto voto ad essi di erigergli un tempio in cambio della vittoria.


LA COLLOCAZIONE

All'inizio del XX sec. gli studiosi collocarono il tempio all'incirca nella zona del Monte dei Cenci (sud-ovest del Circo Flaminio), dove le due statue di culto dei Dioscuri (ora in cima alle scale che portano ai Musei Capitolini) sono stati trovati nel XVI sec.
Purtroppo nel Rinascimento le prove per la posizione delle statue erano vaghe e contraddittorie (Conticello de 'Spagnolis 1984, 37-40; Tucci 234-35).

Un frammento di un piano di marmo preseverano scoperto in Via Anicia raffigura il Tempio di Castore e Polluce e una serie di strutture commerciali dietro di esso (scala 1: 240),  venne utilizzato in congiunzione con il piano in marmo severiano per specificare l'esatta posizione a sud-ovest del Circo Flaminio.
Conticello de 'Spagnolis 1986 lo colloca con il pronao sotto la Chiesa di S. Tommaso ai Cenci, Tucci ha spostato la struttura ancora più a est, sotto la Scuola Catalana, facendone ruotare il piano in modo da avere la facciata parallela al lato opposto del Circo Flaminio e la strada del Porticus Octaviae e Filippi.
Castagnoli invece propone un percorso per il tempio di 20-30 m a est della collocazione di Conticello de 'Spagnolis' e ad ovest del Petronia Amnis.

Recentemente, resti del pronao e parte della cella appartenenti a diverse fasi cronologiche tra repubblicana e periodi tardo-imperiale sono stati trovati in Piazza delle Cinque Scole tra Via Catalana e il Lungotevere (Ciancio Rossetto 1996. Ead 1999, 234-35) . Anche se ulteriori scavi sono necessari per identificare questo tempio con certezza, la sua peculiare cella trasversale (che è raro nell'architettura religiosa romana) favorisce una associazione con il Tempio di Castore e Polluce.


GLI USI DEL TEMPIO

Nel tempio dei Dioscuri si riunì varie volte il Senato.
Sul podio del tempio, usato come tribuna, Cesare perorò la sua legge agraria.
Il podio era inoltre utilizzato anche come tribuna presidenziale dei comizi legislativi che si svolgevano nella piazza antistante.

Nel tempio aveva sede l'ufficio dei pesi e delle misure e vi alloggiavano botteghe di banchieri, probabilmente nelle stanzette che si aprono sul podio, tra colonna e colonna.



LA FONTE A CUI SI ABBEVERARONO I CAVALLI

Ad est del tempio, e ad esso collegata, c'è Fonte di Giuturna, dedicata alla ninfa sorella del re dei Rutuli, Turno. Le sue acque salutari, raccolte in un bacino quadrato, hanno al centro un piedistallo rettangolare, su cui erano collocate le due statue dei Dioscuri, ritrovate a pezzi nel bacino ed oggi esposte nell' Antiquarium, in ricordo dell'apparizione dei gemelli presso la fonte. Sul bordo della fonte vi è il calco di una base di età traianea, con la rappresentazione dei Dioscuri, dei loro genitori Giove e Leda, e di Giuturna.



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