TACITO






Nome completo: Marcus Claudius Tacitus
Altri titoli: Gothicus maximus
Nascita: 200 circa
Morte: giugno 276
Predecessore: Aureliano
Successore: Floriano
Regno: 275-276 d.c.



L'ELEZIONE

Di Tacito si sa poco o nulla, sembra che facesse risalire la sua famiglia allo storico Publio Cornelio Tacito, e che fu eletto Console nel 273, insieme a Giulio Placidiano. Secondo la Historia Augusta racconta ricoprì diversi incarichi pubblici.

L'esercito lo acclamò imperatore alla morte di Aureliano nell'autunno del 275, mentre si trovava ad Interamna (Terni). Recatosi a Roma, ebbe l'avallo del Senato romano dopo due mesi di interregno. Secondo la tradizione aveva circa 75 anni. Fece immediatamente deificare Aureliano e condannare a morte i cospiratori coinvolti nel suo assassinio.



IL REGNO

Ebbe un gran rispetto per il Senato, infatti iscrisse sulle proprie monete la "clementia temporum" (la clemenza dei tempi), non si fece proclamare Deus et Dominus (Dio e Signore) come Aureliano e non coniò monete in onore del Sol Invictus. Questo senza dubbio gli dette il favore del Senato ma un po' meno dei militari, perchè all'epoca la maggior parte dei soldati facevano parte dei culti mitraici, al punto che sparirono dall'ordine i civili.
Questo culto misterico, che aveva cioè dei riti segreti, creava molta unione tra i soldati, ed era così importante che il modo odierno usa per salutare la stretta di mano, derivante proprio dal culto mitriaco. Infatti i Romani si salutavano prendendo con la mano il braccio dell'altro, così che le rispettiva mani non si toccassero tra loro.

Invece alcune monete di Tacito recano il digramma SC, la coniazione controllata dal Senato, mentre altre sono dedicate al Genius Senatus. Assunse invece i titoli di Auctor Verae Libertatis (Autore delle vere libertà) e di Restitutor Rei Publicae (Restauratire della Repubblica); fu rieletto Console nel 276, e forse fu rieletto a un terzo consolato.

La morte di Aureliano aveva troncato la campagna d'Oriente, per cui aveva assoldato anche popolazioni barbariche come gli Eruli e i Meotidi; queste popolazioni, non rassegnate a tornarsene a casa, si ribellarono saccheggiando il Ponto, la Galazia, la Cappadocia e la Cilicia. Tacito allora nominò il proprio fratellastro Marco Annio Floriano prefetto del pretorio e si recò assieme a lui in Oriente, dove sconfisse i ribelli e assunse il titolo di Gothicus Maximus (Gotico Massimo).



LA MORTE

Dopo la vittoria, mentre tornava a Roma, Tacito morì, nel 276. Secondo gli storici Zosimo e Zonara, gli stessi coinvolti nella morte di Aureliano, uccisero il governatore di Siria Massimino, parente di Tacito, e per paura dell'imperatore assassinarono anche lui. Tacito non fu né divinizzato né colpito da Damnatio Memoriae (Dannazione della memoria). Gli succedette Floriano.





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