CASTRA PRAETORIA





"Solo per giurisdizione apparteneva probabilmente a questa regione (la V), benchè non si trova registrato nei cataloghi dei Regionarj, il Castro Pretorio, del quale ne rimane gran parte del suo recinto dietro alle terme Diocleziane, costrutto con buona opera laterizia, e che si vede ridotto a servire di mura della Città. Intorno a questo recinto vi stavano evidentemente disposti gli alloggiamenti dei Pretoriani, siccome se ne vede qualche traccia nella parte interna delle mura rimaste; e nel mezzo del lato Orientale era posto probabilmente il tempio che si trova indicato in una medaglia antica rappresentante tale Castro. Questi alloggiamenti avevano la forma di un campo romano; e due porte principali si trovano ora esistere, benchè chiuse, nei due lati che per intiero sono stati conservati. Simili porte vi saranno state, tanto nel lato rivolto alla Città, ora intieramente distrutto, che in quello verso Oriente."



IL CASTRUM

Un castrum, accampamento militare temporaneo o stabile, aveva, se stabile, tra gli edifici principali delle fortezze i Principia, ovvero quegli edifici che ne rappresentavano il centro amministrativo, di fronte agli edifici dove era alloggiato il comandante della legione legatus legionis, il Praetorium.

PRETORIANO
Le dimensioni di questi primi due edifici variavano da fortezza a fortezza, anche se normalmente presentavano misure pari a 70x100 metri circa.

Accanto a questi edifici c'erano poi quelli dei tribuni militari e gli alloggi dei legionari e dei loro centurioni. In ogni alloggio risiedeva una centuria di legionari, pari a circa 80 uomini.

Il centurione disponeva di una sua propria abitazione "in testa" alla struttura, mentre ogni contubernium (formato da 8 legionari ciascuno) era alloggiato in una stanza di 4x6 metri (dormitorio) abbinata ad una di uguale misura, dove erano invece depositate le armi.

Vi erano, infine, strutture di fondamentale importanza come il Valetudinarium (ospedale militare), gli Horrea (granai), le fabricae (fabbriche di armi) ed in alcuni casi anche le terme, un carcer (prigione) ed (esterni alle mura del campo) un anfiteatro.



CASTRA PRAETORIA

I Castra Praetoria erano la caserma dei pretoriani a Roma, situata nell'estrema parte nord-orientale della città, tra il Viminale e l'Esquilino, tra la via Nomentana e la via Tiburtina.
La caserma antica ha dato il nome al rione circostante del Castro Pretorio. Come tutti gli accampamenti militari romani rispettava fedelmente le norme dettate da Igino Gromatico (De munitionibus Castrorum).

PLASTICO DEL CASTRA PRAETORIA
Costruiti nel 23 d.c. sul collis Viminalis, tra le vie Nomentana e Tiburtina, costituiscono la prima grande costruzione romana eseguita interamente in laterizio, con un campo di m 440 x 380, cioè di quasi 17 ettari e presentava verso ovest un'area per le esercitazioni o campus.

Le mura del castra erano merlate, alte sotto Tiberio dai 3 ai 5 m, vennero danneggiate durante la guerra civile e ricostruite da Vespasiano. Quando Aureliano fornì di mura la città, nel 275, l'accampamento dei pretoriani fu inglobato nel loro percorso.
Oggi il sito ospita la sede della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.




LA STORIA

I pretoriani costituivano il principale corpo della guardia imperiale. Costituiti sotto Augusto in numero di 800 nel suo palazzo con nove coorti in tutto, tra il 29 e il 20 a.c.,  seguirono gli imperatori tanto in pace quanto in guerra, esercitando una grande influenza nella storia dell'impero, fino allo scioglimento sotto Costantino.
La caserma venne invece costruita tra il 20 e il 23 d.c. da Tiberio, come riferiscono Dione Cassio, Tacito e Svetonio, per consiglio del prefetto del pretorio Seiano, per radunarvi tutte le nove coorti.

RICOSTRUZIONE INTERNA
L’intento era di tenere unite e disciplinate le coorti pretoriane (1000 uomini ogni coorte, con uno squadrone di cavalleria ciascuno; il servizio durava 16 anni). Spesso però i pretoriani cominciarono a regolare a colpi di gladio (e in cambio di denaro) le successioni imperiali, come Nerone, Galba, Otone, Vitellio, Pertinace, Didio Giuliano. Dei ventisette imperatori legalmente riconosciuti dal Senato nei sessant’anni che vanno dalla morte di Marco Aurelio all’acclamazione di Diocleziano, ben ventidue vengono uccisi dai pretoriani. Con tutto ciò
furono un corpo speciale di grande valore e capacità, tanto da restare nella storia per la loro unicità.

L’imperatore Aureliano, preoccupato per le scorrerie di popolazioni germaniche entro i confini dell’impero, fece costruire le mura dell'Urbe, sfruttando il più possibile acquedotti e costruzioni già esistenti.
Il recinto dei castra venne dunque inglobato nelle mura nella seconda metà del III sec., innalzando ancor più le recinzioni, sempre in laterizio, e murando le porte.

IL CASTRO OGGI
Il muro venne ulteriormente alzato sotto Massenzio, agli inizi del IV sec. e vi furono inoltre aggiunte delle piccole torri. Ulteriori interventi si ebbero sotto Onorio e nel VI secolo ad opera dei Bizantini, restaurando soprattutto il lato sud con materiali di recupero, con grandi blocchi in tufo provenienti probabilmente dalle mura serviane.

Tra il XVI e il XVIII secolo si ebbero una serie di restauri ai resti della recinzione. Nel XVII secolo si installò all'interno una villa del "Noviziato dei Gesuiti" e nel 1862 vi ebbe sede una caserma. A partire del 1960 vi furono condotti scavi precedenti l'impianto della Biblioteca nazionale di Roma e di una stazione della metropolitana, nel corso dei quali si rinvennero diversi resti delle strutture interne.

Nei pressi fu rinvenuto nel XIX secolo un enorme deposito di anfore romane, utilizzato per riempire il fossato del vicino aggere delle mura serviane. Sulla base di queste anfore, appartenenti a varie epoche, fu possibile a Heinrich Dressel definire la tipologia di questo tipo di contenitori.
Dei castra si conserva solo parte del recinto: lato nord (v.le Bianchi), est (v.le del Policlinico) e sud (v.le dell’Università)




DESCRIZIONE

I castra avevano forma rettangolare, con angoli arrotondati e il lato sud obliquo. Se ne conservano tuttora tre lati e parte del quarto lato occidentale.
Il recinto che circondava la caserma (400 x 380 metri), interamente costruito in mattoni pieni, aveva a ridosso del lato interno una serie continua di celle in opera reticolata coperte con volta a botte, sopra le quali correva il cammino di ronda, insomma una specie di interminabile portico agibile sopra e sotto.

L'esecuzione in laterizio è particolarmente accurata, e sempre in mattoni sono eseguite le cornici a metà altezza, i pilastri e altri motivi architettonici.

Al centro dei lati  si aprivano quattro porte: sui lati minori la Porta Praetoria e l’opposta Porta Decumana; su quelli maggiori le Portae Principales Dextera et Sinistra, rispetto alla Praetoria, resti delle quali sono ancora visibili sui lati settentrionale e orientale.

All'interno gli ambienti di alloggio si susseguivano per tutta la lunghezza delle mura, mentre al centro del piazzale sorgevano due lunghe file di edifici su due piani, suddivisi da strade interne. Questi edifici comprendevano la sede del comando (praetorium), l’armeria (armamentarium), l’ospedale (valetudinarium), i magazzini (horrea), il tesoro (aerarium) le caserme dei pretoriani, le are, i sacelli e piccoli templi consacrati a diverse divinità soprattutto provinciali (Esculapio, Belino, Heros, Jambadule, Mitra), ma anche a Giove, Apollo, Mercurio, Diana, Ercole e Marte.

Per motivi economici, e soprattutto di tempo, i Castra, come altri edifici preesistenti (Pincio, Anfiteatro Castrense, vari tratti di acquedotti) furono inglobati nelle Mura Aureliane, aumentandone l’altezza di circa m 4 e abbassando il livello esterno di un m per portare l'alzato a 5 m.

Un gruppo di questi edifici venne rinvenuto alla fine del XIX sec. nei lavori di viale Castro Pretorio, e altri nella seconda metà del XX sec. durante i lavori alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che venne costruita sul sito dell'antica caserma. All'interno sono stati rinvenuti pavimenti in mosaico e opus signatum, e pareti vittate o intonacate in rosso e in giallo.

Il lato rivolto alla città, distrutto da Costantino quando abolì la guardia pretoriana, presentava un arco di marmo, del quale sono stati rinvenuti alcuni elementi. Il campo delle esercitazioni era infine posto al di fuori del muro di cinta, in un'ampia area sterrata tra la caserma e la città.

Attualmente lo spazio creato per i pretoriani romani è occupato dalle attuali caserme Castro Pretorio e Pio IX, tra cui si colloca l’edificio della Biblioteca Nazionale inaugurata nel 1975.


SCAVI

Uno scavo di notevole ampiezza è stato realizzato all'interno dei Castra Praetoria al momento della costruzione della nuova Biblioteca Nazionale (1960-71). Oltre a un tratto di una delle porte, sono stati esplorati otto edifici, di età severiana, evidentemente alloggiamenti dei pretoriani. Inoltre, una grande costruzione seminterrata, identificabile con gli horrea (granai) dell'accampamento. Altre stanze, adiacenti al muro di cinta, conservavano ancora resti di affreschi e pavimenti in mosaico su due strati sovrapposti.






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