CULTO DI ORBONA





Dea romana alla quale era attribuita la morte dei bambini, per cui era invocata dai genitori perché tenesse lontane le malttie dai loro figli. Ciononostante proteggeva sia gli orfani che i genitori che avessero perduto i loro figli.

Inoltre veniva pregata anche dai coniugi che non riuscivano ad avere figli e soprattutto garantiva nuovi figli a chi ne avesse perduto uno. Tutto ciò la qualifica come Dea della vita e della morte.

Veniva celebrata a Roma nelle calende di dicembre e a lei si offrivano libagioni di latte o colombe, il cui riferimento va probabilmente al neonato atteso (libagioni di latte si offrivano pure alla dea Rumina che assisteva le donne che allattano), e le colombe erano uno degli antichi simboli della Grande Madre.

Secondo Valerio Massimo, Cicerone e Plinio l'ara della Dea Orbona a Roma era posta vicino al tempio dei Lari, e accanto al sacello della Dea Februa, vicino all'accesso della via Sacra al Palatino, presso l'arco di Tito che vi fu costruito in seguito.

Il nome deriva sicuramente dal verbo orbare, togliere qualcosa che appartiene a qualcuno, secondo altri alla parola orbs = cerchio, con allusione alla luna.


ATTRIBUTI

Sembra avesse come attributo un falcetto o uno spicchio di luna, raramente un coltello. Falcetto e coltello avevano a che fare col taglio della vita, come Dea Luna era preposta a vita e morte, come le fasi lunari.




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