VALENTINIANO III





Nome completo: Flavius Placidus Valentinianus
Nascita: 2 luglio 419
Morte: Roma, 16 marzo 455
Predecessore: Giovanni Primicerio (usurpatore), Onorio (legittimo)
Successore: Petronio Massimo
Consorte: Licinia Eudossia
Figli: Eudocia Placidia
Dinastia: teodosiana
Padre: Costanzo III
Madre: Galla Placidia
Regno: 425-455 d.c.


LE ORIGINI

Flavio Placido Valentiniano, Valentiniano III, nacque a Roma nel 419, da Costanzo III, patricius e generale romano poi salito al trono, quando Valentiniano aveva due anni, e morto dopo pochi mesi di regno, e la bella e intrigante Galla Placidia, che molto si battè per il trono del figlio.
Galla era infatti sorella dell'imperatore Onorio, figlia dell'imperatore Teodosio I e nipote dell'imperatore Valentiniano I. Placido Valentiniano era il secondo figlio della coppia, avendo come sorella maggiore Giusta Grata Onoria.
Raccoglieva pertanto due dinastie regali, la dinastia teodosiana e a quella valentiniana, il che l'aiuterà non poco nel favore popolare.

Lo zio Onorio, non avendo figli, aveva associato al trono Costanzo III. Dietro insistenza della sorella Placidia, però rafforzò la posizione di possibile successore di Valentiniano nominandolo, tra il 421 e il 423, nobilissimus puer, titolo che non fu riconosciuto però dalla corte orientale. Infine Placidia, entrata in dissidio con Onorio, insieme ai figli si trasferì a Costantinopoli presso il nipote Teodosio II (422/423), quando Velentiniano aveva dunque solo tre anni.
Quando nel 423 Onorio morì, Teodosio II ritardò la scelta del successore e uno dei patricii di Onorio, Castino, ottenne dal Senato romano la proclamazione del primicerius notariorum Giovanni. Questi cercò il riconoscimento dell'impero d'Oriente, ma Teodosio, dietro pressione della zia Galla Placidia, decise di porre Valentiniano sul trono d'Occidente.



GALLA PLACIDIA

Nel 390 Placidia (nata nel 387) aveva ricevuto il titolo di nobilissima, che le dava una dignità pari ai fratelli, e proprietà che la resero indipendente. Nel 394, morta la madre, Teodosio lasciò a Costantinopoli Arcadio, mentre si fece seguire da Onorio e Galla Placidia, affidati alla cugina Serena, che dette a Galla una educazione classica insegnandole anche a tessere e ricamare, ma la natura di Galla era diversa.

Nel 395 morì Teodosio, l'Impero romano fu diviso in una parte orientale, sotto Arcadio, ed una occidentale, governata da Onorio; Serena dette ad Onorio in sposa la figlia Maria, ma probabilmente il matrimonio non fu consumato a causa dell'impotenza di Onorio e allora Serena organizzò il fidanzamento di Galla Placidia con suo figlio Eucherio, che all'epoca avevano otto e undici anni, ma il matrimonio non fu mai celebrato.

Nel 408 i Visigoti con a capo Alarico assediarono Roma e Serena fu processata dal Senato romano con l'accusa di aver chiamato i Visigoti a Roma. Al processo partecipò Galla Placidia, che favorì la sua condanna schierandosi dalla parte di Onorio.

Quando i Visigoti di Alarico lasciarono Roma, dopo averla saccheggiata, portarono come ostaggio Galla Placidia, con anni di prigionia per la diciottenne principessa. Alla morte di Alarico il suo successore, Ataulfo, condusse i Visigoti e Galla Placidia in Gallia, dove, nel 412, catturò e consegnò ai Romani l'usurpatore Giovino. Ataulfo sperava di essersi guadagnato il riconoscimento della corte ravennate, ma Onorio gli richiese Galla Placidia, di cui però Araulfo era da tempo invaghito.

Ataulfo quarantenne, nel 414, sposò la ventiduenne Galla Placidia rendendola regina dei Visigoti. La sposò secondo la cerimonia romana e fece sfilare cinquanta giovani con vassoi recanti parte del bottino del sacco di Roma, restituendolo alla sposa romana. Per quanto dettato da ragioni politiche si sa che Ataulfo si fosse invaghito da tempo della bella Galla e che avesse premuto per averla in ostaggio per questa ragione.

Il matrimonio non fu riconosciuto da Onorio, che nutriva anche una certa propensione per Galla. Costanzo si recò con un esercito in Gallia per affrontare i Visigoti; Ataulfo e Galla fuggirono in Spagna nel 415 ma Ataulfo venne assassinato.

Galla non fu mai indifferente ai potenti, che la amarono o la odiarono molto: il successore di Ataulfo, Sigerico, la umiliò facendola marciare a piedi per venti chilometri davanti al suo cavallo, ma fu ucciso sette giorni dopo essere salito al trono; gli successe Vallia, che restituì la dignità regale a Galla, accettò di combattere per i Romani e rimandò Galla a Roma, dopo una prigionia di sei anni. Qui Galla celebrò il trionfo di Onorio, che se la riportò a Ravenna. Anche in pubblico Onorio mostrò attenzioni poco fraterne verso la sorellastra che non esitò a manifestare apertamente la sua irritazione.

Galla Placidia fu poi promessa in moglie suo malgrado a Flavio Costanzo, generale fedelissimo ma parecchio bruttino di Onorio. Ebbe da lui due figli: Giusta Grata Onoria nel 418 e Placido Valentiniano nel 419, il futuro Valentiniano III, che ricevette in tenera età dallo zio Onorio il titolo di nobilissimus, con conseguente prelazione alla successione imperiale.

La posizione di Galla nella corte imperiale era altissima, madre del futuro erede e regina dei Visigoti, per cui aveva sempre al suo fianco la fedele guardia visigota. Esercitò una profonda influenza su Costanzo, indirizzandolo verso il suo intransigente cristianesimo.
Infatti nel 419 fu coinvolta nella controversia per il soglio vescovile di Roma, tra Bonifacio ed Eulalio. Per compiacere Galla, Onorio esiliò Bonifacio, organizzando però due sinodi. Galla si prodigò affinché i vescovi africani si recassero al sinodo, ma alla fine fu Bonifacio a prevalere.

Nel 421 Costanzo salì al trono come coimperatore di Onorio, e Galla Placidia ricevette il titolo di augusta, che la poneva allo stesso livello dell'augusta d'Oriente, Pulcheria. La nomina fu comunicata a Costantinopoli, da cui non giunse però riconoscimento, intanto Costanzo morì.

Nei conflitti tra i generali Castino e Bonifacio, Galla sosteneva Bonifacio e i Visigoti, ed era da essi sostenuta, mentre Onorio parteggiava per Castino. I collaboratori di Onorio lo convinsero che Galla tramava per deporlo, e l'imperatore la esiliò dall'Italia. Nel 423, Galla e i suoi figli si imbarcarono per Costantinopoli, dove regnava il nipote Teodosio II, figlio di Arcadio, sotto la reggenza della sorella Pulcheria, e andarono a vivere in uno dei due palazzi di Galla. La regina dei Visigoti aveva allora 36 anni, ed era ancora bellissima.

Nell'agosto del 423, alla morte senza eredi di Onorio, il Senato romano scelse come successore Giovanni Primicerio, ma la corte di Costantinopoli non lo riconobbe. I Visigoti riconobbero legittimi successori di Onorio la loro regina Galla Placidia e Valentiniano III. La corte d'Oriente, dovette riconoscere suo malgrado che Galla aveva molti sostenitori in Occidente e che il figlio era un imperatore dinastico, e che Teodosio II aveva solo due figlie. L'imperatore d'Oriente decise allora di porre il cugino sul trono d'Occidente e organizzò una spedizione per rovesciare Giovanni.

Galla e Valentiniano si videro riconosciuti i loro titoli, e nel 424 Valentiniano fu nominato cesare d'Occidente all'inizio della spedizione in Italia. L'esercito romano d'Oriente al comando del generale Aspare, catturò Aquileia, dove si insediarono Galla e Valentino Aspare, poi catturò Ravenna, inviò Giovanni da Galla, la quale gli fece tagliare la mano destra, legare ad un asino e girare per le strade di Ravenna al pubblico ludibrio, facendolo infine decapitare nel circo. La cristiana Galla era crudele come una barbara.

Tre giorni dopo la morte di Giovanni, il suo generale Flavio Ezio arrivò con un grosso contingente di 60.000 Unni. Alla fine Galla Placidia ed Ezio giunsero a un accordo: gli Unni avrebbero ricevuto la propria paga e sarebbero tornati ai propri territori, ed Ezio avrebbe ricevuto il titolo di magister militum per Gallias (comandante dell'esercito delle Gallie). Nel 425, a Roma, Valentiniano fu proclamato augusto da Elione, all'età di sei anni.



VALENTINIANO IMPERATORE: LA REGGENZA

Galla rimase ad Aquileia per diversi mesi, dove abrogò le leggi che estendevano ai pagani alcuni diritti riservati dei cristiani. Nello stesso anno fece un ingresso trionfale a Roma con Onoria e Valentiniano. Qui il giovanissimo Valentiniano, a 6 anni, salì al trono, divenendo augusto d'Occidente, ma il potere effettivo andò Galla Placidia, in qualità di tutrice del figlio e prima fra tutte le auguste, accanita sostenitrice della la Chiesa cattolica e grande nemica dei pagani.

La tutela di Galla durò legalmente dodici anni (425-437), ma durò anche in seguito. Per i buoni rapporti tra le due corti si fidanzarono Valentiniano e Licinia Eudossia, figlia di Teodosio.

Durante il suo governo, Galla si trovò a dover gestire diverse figure forti, tra cui Felice, marito di Pandusia, sostenitrice di Galla, e quindi probabilmente anche lui sostenitore dell'augusta sin dai tempi del matrimonio con Costanzo III. Galla lo nominò magister utriusque militae e Felice divenne così influente che si diceva apertamente che ogni decisione era presa con il suo consenso.
Altro potente fu Ezio, un sostenitore di Giovanni, ma con ottimi rapporti con gli Unni e grandi ricchezze, per cui riuscì a contrattare con Felice, ottenendo il comando militare delle truppe sulla frontiera pannonica.

Galla, pur ostile ad Ezio, dovette accettarlo. Mentre Ezio contrastava con successo i Visigoti e i Franchi in Gallia, aumentava a corte l'influenza di Felice, che nominato da Galla console e poi patricius. Finchè nel 430 Ezio fece arrestare e uccidere il suo rivale.

Ma c'era un altro sostenitore di Galla, Bonifacio, che esigeva riconoscimenti. Galla lo nominò comes domesticorum, ma questi, tornato in Africa, si fece ariano perdendo il favore di Galla che lo proclamò nemico dello stato.
Felice gli organizzò contro due spedizioni, per cui Bonifacio chiamò in aiuto i Vandali di Genserico, che fomentarono la rivolta delle popolazioni indigene. La provincia d'Africa non era più romana.

Sempre nel 430 Felice morì, e in Africai Vandali di Genserico sconfissero l'esercito di Bonifacio. Galla decise allora di richiamare a Ravenna Bonifacio e di conferire il comando delle operazioni ad Aspare. Poi tolse ad Ezio il titolo di magister utriusque militiae per darlo a Bonifacio, che elevò anche al rango di patricius per metterlo al di sopra di Ezio, che sarebbe stato console per il 432.
Bonifacio, forte del sostegno dell'augusta, iniziò la guerra civile con Ezio sconfiggendolo nella battaglia di Ravenna (432). Ezio fuggì tra gli Unni ma Bonifacio morì per le ferite riportate in battaglia. Galla fu costretta a restituire ad Ezio la carica di magister utriusque militiae e il patriziato. Ezio concluse finalmente la pace coi Vandali.



VALENTINIANO: L'IMPERO

Nel 437 Valentiniano compì diciotto anni e con la sua maggiore età terminò la reggenza di Galla, che però continuò ad esercitare una enorme influenza a corte.
L'imperatore sposò Licinia Eudossia, figlia di suo cugino Teodosio II, e ne ebbe due femmine: Eudocia e Placidia.
Eudossia fu anche elevata al rango di augusta nel 439, titolo che in Occidente spettava già a Galla e a Onoria.
Il regno di Valentiniano è segnato dallo smembramento dell'Impero d'Occidente: nel 439 i Vandali con Genserico conquistarono l'Africa e Cartagine, da cui partirono incursioni navali che saccheggiavano la Sicilia e il Mediterraneo occidentale; nel 446 i Romani lasciarono definitivamente la Britannia; gran parte della Penisola iberica e parte della Gallia furono perse a favore di popolazioni barbare.
Valentiniano, col sostegno di Galla cercò di contenere lo strapotere di Ezio, ma questi riuscì a fidanzare suo figlio Gaudenzio con Placidia, seconda figlia dell'imperatore. Per giunta Ezio e gli alleati barbari riportarono una grande vittoria sugli Unni di Attila nel 451 e fermarono l'espansione dei Visigoti in Gallia meridionale. La perdita dell'Africa però obbligò ad alzare le tasse, con grave scontento delle popolazioni soprattutto nelle province.



LE LOTTE RELIGIOSE

In Oriente unfuriò la lotta tra ortodossia e monofisismo, in realtà una lotta di potere. Il campione del monofisismo, Eutiche, fu scomunicato dal patriarca di Costantinopoli Flaviano, ma questi si appellò a papa Leone I, che invece lo confermò. Teodosio, schierato dalla parte di Eutiche, e non riuscendo a smuovere Leone, fece indire il secondo concilio di Efeso nel 449, in cui Eutiche fu riconosciuto ortodosso.
Leone protestò con Teodosio e intanto sia Valentiniano che Eudossia, e Galla Placidia gli chiesero di rivedere la propria posizione nell'interesse dell'unità della Chiesa. Le lettere di Galla chiedevano il primato della città di Roma, come sede antica dell'impero e come sede di san Pietro, esarramente come Papa Leone.
Teodosio non cambiò idea, ma nel 450 morì e salirono al trono Pulcheria e Marciano contrari ad Eutiche. Galla morì nel 450 a Roma, dove si era recata per incontrare Leone.



LA FINE DI EZIO

Secondo lo storico Giovanni di Antiochia, Valentiniano vinse al gioco una somma che Massimo non aveva, per cui lasciò in pegno l'anello, che l'imperatore utilizzò per convocare a corte sua moglie; questa andò, in quanto un inserviente dell'imperatore le aveva mostrato l'anello di Massimo, ma si ritrovò a cena con Valentiniano, che la sedusse. Quindi la donna accusò Massimo di averla consegnata all'imperatore, così Massimo decise di vendicarsi, cominciando da Ezio. Si accordò con un eunuco di Valentiniano, Eraclio, che osteggiava il generale sperando di poterne ottenere il potere: convinsero Valentiniano che Ezio lo voleva uccidere, e l'imperatore ci credette.

Il 454, Ezio stava facendo rapporto a Valentiniano sull'esazione delle tasse, quando l'imperatore lo accusò di tradimento, poi sguainò la spada e, insieme a Eraclio, lo uccise. Si narra che qualcuno commentasse all'imperatore «Hai tagliato la tua mano destra con la sinistra».



LA MORTE

Valentiniano fece uccidere anche altri notabili; fece poi esporre i cadaveri nel foro, accusando i senatori di tramare un tradimento. Petronio Massimo chiese a Valentiniano il posto di magister militum, ma l'imperatore rifiutò, sicchè Massimo decise di farlo assassinare. Come complici scelse Optila e Thraustila, due sciti che avevano combattuto sotto il comando Ezio e successivamente assegnati alla scorta di Valentiniano: Massimo li convinse che Valentiniano era il solo responsabile della morte di Ezio, e che solo loro potevano vendicarlo.

Nel 455, Valentiniano, che si trovava a Roma, si recò al Campo Marzio con alcune guardie del corpo, accompagnato anche da Optila e Thraustila e dai loro uomini. Appena l'imperatore scese da cavallo per esercitarsi con l'arco, Optilia lo colpì alla tempia, e al cuore, mentre l'esercito rimase schierato, immobile ad assistere. Contemporaneamente, Thraustila uccise Eraclio. I due sciti presero poi il diadema e la veste imperiale e li portarono a Massimo.

Valentiniano morì a 36 anni, dopo 29 di regno: con lui si estinse la dinastia imperiale di Valentiniano in Occidente. Fu uomo debole e responsabile della morte di Ezio, l'unico uomo forte che avrebbe potuto difendere l'impero dai barbari.




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