GORDIANO III






Nome completo: Marcus Clodius Pupienus Maximus
Nascita: Roma, 20 gennaio 225
Morte: Circesium, 11 febbraio 244
Predecessore: Balbino e Pupieno
Successore: Filippo l'Arabo
Consorte: Furia Sabina Tranquillina
Madre: Antonia Gordiana
Regno: 238-244 d.c.



LA NASCITA

Gordiano era figlio di Antonia Gordiana, figlia di Gordiano I e sorella di Gordiano II, e di un Senatore; il nome di suo padre è sconosciuto, avendo Gordiano assunto quello del nonno nel 238.
Era di bell'aspetto, di cultura letteraria, di spirito allegro, volto regolare, viso pieno, naso greco, un fanciullo appena tredicenne.
Aveva le simpatie dei militari e del popolo che lo chiamava: - Figliolo - e - Nostra delizia -



L'ASCESA (238)

Dopo l'uccisione di Alessandro Severo fu acclamato imperatore Massimino malgrado nè il Senato nè il popolo lo volessero. Contro di lui nel 238 si ribellarono nella provincia d'Africa Gordiano I e Gordiano II, nonno e zio di Gordiano III, che furono nominati coimperatori dal Senato.

Capeliano però, seguace di Massimino li sconfisse, Gordiano II fu ucciso e Gordiano I dal dolore si dette la morte. Il popolo però li amava come uomini di cultura amanti della pace, per cui si ribellò al Senato quando questi elesse coimperatori Pupieno e Balbino. Reclamò che il potere fosse dato al figlio tredicenne di Antonia Gordiana, col nome del nonno, Marco Antonio Gordiano e che fosse nominato cesare. Sotto la pressione popolare il Senato accettò.

Pupieno e Balbino sconfissero Massimino Trace che fu assassinato. A Roma scoppiò la guerra civile finchè anche Pupieno e Balbino furono uccisi, stavolta dai pretoriani e condannati dal Senato che aveva prima desiderato la loro nomina, alla damnatio memoriae, mentre Gordiano, giovanissimo, fu proclamato imperatore, accettato infine pure dal Senato.



IL REGNO (238-244)

Coll'imperio di Gordiano III le famiglie optimates senatorie che avevano dominato sotto i Severi mantennero il potere controllando il giovanissimo imperatore.

Ma nel 240 Gordiano dovette subire l'usurpazione del proconsole Sabiniano in Africa che stavolta però non ebbe il sostegno delle altre province, la rivolta fu sedata e Sabiniano ucciso.

Giordano III nominò allora Gaio Fulvio Sabinio Aquila Timesiteo Prefetto del pretorio, e a diciotto anni ne sposò nel 241 la figlia Furia Sabina Tranquillina cui fu dato il titolo di Augusta.

Timesiteo, uomo coltissimo, di grande prudenza, onestà e giustizia era uno nobile e venerato personaggio dell'epoca, si che il Senato gli conferì il titolo di Protettore della Repubblica. Come capo dei pretoriani e suocero di Gordiano, Timesiteo diventò il vero imperator di Roma, data la giovane età di Gordiano.



LE GUERRE

Intanto le tribù germaniche minacciavano i confini lungo il Reno ed il Danubio. Altrettanto i Sasanidi lungo il confine dell'Eufrate, con l'intento di riconquistare la Mesopotamia settentrionale.
Infatti nel 241 il sovrano sasanide Sapore I invase la Mesopotamia, conquistando Hatra, Nisibis e Carre.

Gordiano III fece aprire, per l'ultima volta della storia, le porte del tempio di Giano e nel 242, a capo dell'esercito, marciò verso oriente, avendo come braccio destro Timesiteo e il consiglio dell'altro Prefetto del pretorio, Gaio Giulio Prisco. Alla spedizione partecipò anche il filosofo Plotino. Fu merito dell'avvedutezza di Timesiteo che l'esercito avesse provviste per almeno due mesi in avanzo.

I Persiani vennero sconfitti e si ritirarono, Carre e Nisibis furono riconquistate. Gordiano già progettava la campagna del 244, per traversare l'Eufrate e invadere il territorio nemico, quando Timesiteo morì di malattia.

Senza di lui anche la vita dell'imperatore era a rischio, alcuni ruiferiscono che Marco Giulio Filippo organizzasse sedizioni contro di lui, non facendo artatamente giungere le navi con le provvigioni per l'esercito. Comunque, su consiglio del Prefetto Prisco, Gordiano nominò Marco Giulio Filippo detto Filippo l'Arabo, nuovo Prefetto del pretorio al posto di Timesiteo. Così la campagna riprese.



LA MORTE

Gli storici persiani riportano che nel 244, nella battaglia di Mesiche, i Romani furono sconfitti. Il re Sapore I cambiò il nome della città in Peroz-Shapur (Sapore vittorioso) asserendo di aver ucciso Gordiano.

Gli storici romani invece, non fanno cenno alla battaglia, e parlano invece di gloriose vittorie, e riferiscono la morte di Gordiano nel 244 senza però citarne la causa, nonostante ci fossero forti sospetti su Filippo l'Arabo che gli succedette al trono. L'esercito romano costruì un mausoleo a Gordiano sulla riva dell'Eufrate.

Gli storici romani sembrano stavolta i più affidabili, perchè i Sasanidi non conquistarono altre città, oltre ad Hatra, e per otto anni non intrapresero nuove campagne.

La giovane età ed il buon carattere, insieme alla morte di suo nonno, dello zio e la sua tragedia per mano di un usurpatore, avevano accattivato a Gordiano III il favore del popolo e del Senato. Infatti, malgrado l'opposizione del nuovo imperatore, fu divinizzato a furor di popolo.





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