LEGIO XI CLAUDIA PIA FIDELIS





GIULIO CESARE

Le legioni XI e XII vennero reclutate da Giulio Cesare per la campagna contro gli Elvezi nel 58 a.c. Lo stesso generale ne curò il meticoloso e durissimo addestramento, con le marce forzate, l'erezione e lo smantellamento continuo dell'accampamento, la cura delle armi, il combattimento e altri connessi, tipo l'uso della pala per scavare i fossati, il taglio degli alberi e così via.
" Dallo stato di endemica guerra con i confinanti e bellicosi Germani " scrive Cesare " deriva un valore degli Elvezi superiore a quello degli altri Galli. "

Cesare racconta che le tribù galliche lo chiamarono, in qualità di governatore della Gallia Narbonense, per difenderle dalla invasione degli Elvezi. Così Cesare reclutò cinque nuove legioni in Italia (tra cui la XI) e si preparò ad affrontare i nemici, 368.000 unità di cui 92.000 abili alle armi, con soli 29.000 legionari. Gli Elvezi vennero sconfitti nella Battaglia di Bibracte e i superstiti (circa 110.000) furono costretti a tornare sull'Altopiano.

Lo stesso Cesare cita, nel De Bello Gallico, la XI legione nella battaglia contro i Nervi, che ha avuto luogo nella tarda estate del 57. Aggiunge che la battaglia del Sambre fu combattuta nelle moderne Fiandre tra i romani e un'alleanza di tribù belgiche, principalmente Nervi, nei pressi del fiume Sambre.

Il comandante delle truppe romane, il proconsole Gaio Giulio Cesare, venne colto di sorpresa e rischiò la sconfitta; ma i Romani grazie al loro valore, alla capacità del generale e all'arrivo delle truppe di rinforzo, riuscirono a capovolgere la situazione e sgominare i nemici.

« Cesare riunite le insegne della XII legione, i soldati accalcati erano d'impaccio a se stessi nel combattere, tutti i centurioni della quarta coorte erano stati uccisi ed il signifer era morto anch'egli, dopo aver perduto l'insegna, quasi tutti gli altri centurioni delle altre coorti erano o feriti o morti mentre i nemici, pur risalendo da una posizione inferiore, da entrambi i lati incalzavano i Romani. 

Cesare vide che la situazione era critica, tolto lo scudo ad un soldato delle ultime file, avanzò in prima fila e chiamati per nome i centurioni, esortati gli altri soldati, ordinò di avanzare con le insegne allargando i manipoli, affinché potessero usare le spade. 

Con l'arrivo di Cesare ritornata la speranza nei soldati e ripresi d'animo desiderarono, davanti al proprio generale, di fare il proprio dovere con professionalità, e l'attacco nemico fu in parte respinto. 

Cesare avendo poi visto che anche la legione VII era incalzata dal nemico, suggerì ai tribuni militari che le legioni si unissero e marciassero contro il nemico voltate le insegne. I soldati si soccorrevano vicendevolmente senza più aver paura di essere presi alle spalle dal nemico, cominciarono a resistere con maggior coraggio e a combattere più valorosamente. 

Frattanto le due legioni che erano state nelle retroguardie e di scorta alle salmerie, giunta notizia della battaglia, presero a correre a gran velocità. Tito Labieno dopo aver occupato il campo nemico, e visto quanto accadeva nel nostro campo da un'altura, mandò in soccorso ai nostri la legione X. »

(Cesare, De bello Gallico)


Ma la XI deve aver partecipato alle altre importanti campagne, come negli assedi di Bourges ed Alesia. Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo Magno, scoppiata nel gennaio del 49, l'XI soprattutto partecipò alla discesa armata di Cesare in Italia stanziando poi in Puglia per qualche tempo. 

Nella primavera del 48, combattè nella sconfitta di a Durazzo ma il 9 agosto 48 combattè e vinse a Farsalo, finchè venne prosciolta nel 45. I veterani ebbero come premio delle terre a Bovianum nel Centro-Italia.

CESARE E GLI AMBASCIATORI

AUGUSTO

Nel 42 la legione fu ricostituita da Cesare Ottaviano, che amava far rivivere tutto ciò che Cesare aveva istituito. Dopo aver combattuto per il II Triumvirato e contro i cesaricidi Bruto e Cassio, nella battaglia di Filippi, la XI tornò in Italia e soppresse una ribellione a Perugia. Sicuramente combattè per Ottaviano contro Sesto Pompeo, il figlio di Pompeo Magno, che avevano occupato la Sicilia e minacciato l'approvvigionamento alimentare di Roma. Venne  sconfitto dal generale di Ottaviano Marco Vipsanio Agrippa.

REPERTO DELLA TOMBA DI UN LEGIONARIO
CHE COMBATTE' AD AZIO NELLA XI CL P F
(Vicenza)
Nel 32, Ottaviano e Marco Antonio entrarono in guerra tra loro, e la battaglia navale al largo Azio decretò nel 31 la vittoria di Ottaviano e la supremazia nel mondo mediterraneo. 

La legione XI sembra aver combattuto con coraggio, viste le numerose lapidi con la lode dei veterani che avevano combattuto laggiù. Ottaviano divenne così, anche per merito dell'XI, l'imperatore Augusto.

L'XI venne poi inviata ai Balcani, dove rimase per quasi un secolo. La sua base non è nota, ma dopo il rimescolamento delle forze romane, seguente al disastro nella Foresta di Teutoburgo (9 settembre), la legione si trovava sulla costa dalmata a Burnum (Kistanje), che occupava insieme alla VII legione. 

I soldati della legione XI vennero impiegati in diversi luoghi, come la capitale della provincia Salonae, (Split). Una sub unità soggiornò  invece a Gardun, e altri legionari costruirono nuove strade, aprendo l'interno per lo sviluppo economico.



CLAUDIO

L'unità era ancora a Burnum quando nel 42 il governatore della Dalmazia, Lucio Arrunzio Camillo Scriboniano, si ribellò contro l'imperatore Claudio, che aveva da poco aveva assunto il potere. I soldati della VII e XI però intervennero immediatamente a sedare la ribellione, per questo ottennero il titolo onorifico di Claudia Pia Fidelis, leale e fedele a Claudio.

Quando nel 58 la VII Claudia aveva lasciato Burnum, era da riassegnare il suo posto sul Danubio. La sua gemella, l'XI, rimase sulla costa dalmata, dove è menzionata al momento del suicidio dell'imperatore Nerone, nell'estate del 68.



GALBA

Il nuovo imperatore era un vecchio di nome Galba, che aveva ottenuto il potere con grandi difficoltà nel gennaio del 69, quando il comandante dell'esercito della Germania Inferiore, Vitellio, si ribellò, e un ricco senatore di nome Ottone si dichiarò imperatore.

Galba venne linciato sul Forum e ogni legione dovette scegliere tra Otone e Vitellio. Con la VII e XIV, l'XI legione si schierò con Ottone. Le tre legioni unite andarono a battersi contro Vitellio a Cremona, ma non giunsero in tempo per la battaglia. Il nuovo imperatore Vitellio, però, non li punì, limitandosi a ordinare il loro ritorno in Dalmazia.



VESPASIANO

In seguito però la legione XI si schierò con Vespasiano, e fu tra i vincitori dopo la seconda battaglia di Cremona dell'ottobre del 69.

Nel 70, la XI faceva parte del corpo di spedizione del generale Ceriale, che soppresse la rivolta Batava. Dopo aver raggiunto l'obiettivo, la legione fu inviata alla vecchia base della XXI Rapax, Vindonissa (Windisch) nella Germania Superiore. In Dalmazia, l'XI venne sostituita dalla IIII Flavia Felix.

Ci sono molte prove archeologiche per il soggiorno della legione a Windisch, tra cui la scoperta dei suoi forni a Rupperswil, e diversi posti minori lungo la strada verso le Alpi. I soldati erano attivi anche nel lavoro di costruzione presso la moderna Baden-Baden. L'XI combattè sulla sponda orientale del Reno nel 73/74, e nell'83, prese parte alla guerra contro i Chatti guidata da Domiziano. Sembra avessero la base a Mainz, ma in tempo di pace ebbero la base della I Adiutrix e della XIV Gemina.



TRAIANO

Nel 101, trenta anni dopo il suo arrivo a Windisch, la XI venne inviata a Brigetio (Szony), in Pannonia Inferiore. Da qui, dovette aver preso parte a all'invasione di Traiano di Dacia (101-106), che venne commemorata sulla Colonna di Traiano a Roma.

Iscrizione:  A CAIUS LICINIUS CRESCENS - LEGIO XI
Prima del 114, l'XI legione Claudiana venne trasferita a Durostorum nella Mesia Inferiore, moderna Silistra, nei pressi del delta del Danubio. Qui, l'unità soggiornò per tre o quattro secoli. Le sue reclute sempre più erano giovani provenienti dalla vicina Tracia.

Uno dei suoi compiti era l'occupazione della Crimea, dove diverse città greche erano protette dalle unità romane. Le legioni Moesiane erano a turno responsabili di questo avamposto. Diverse iscrizioni attestano la presenza di soldati della XI Claudia, della I Italica e della V Macedonica.

Tra le altre attività della Legione c'erano la costruzione di un forte a Draschna, nella valle del Buzau nei Carpazi del sud-est (fatto con V Macedonica), e le attività burocratiche presso il capoluogo di provincia, Tomis.



ADRIANO

Durante il regno di Adriano, una sub unità della legione XI venne inviata in Giudea, per sopprimere la rivolta messianica di Simon Bar Kosiba (132-136), una delle guerre più difficili Roma abbia mai combattuto. Questi si autoproclamò messia, principe d'Israele e poi re di Giudea nel 132, mettendosi a capo dell'ultima rivolta ebraica contro l'Impero Romano. 

Dopo che i romani persero alcune battaglia Adriano ingaggiò il generale Giulio Severo (da poco tornato dalla Britannia) che basò la sua strategia offensiva sul temporeggiamento volto a sfiancare l'avversario e sull'esecuzione immediata dei prigionieri. 

Nel 135 i rivoltosi vennero schiacciati definitivamente dalla superiorità militare romana a Bethar e l'ultima opposizione giudaica svanì. Gerusalemme venne trasformata in una città "ellenistica" e le venne cambiato il nome in Aelia Capitolina, non permettendo più agli ebrei di edificarvi dei templi ebraici. Dpo la sconfitta Dopo la sconfitta, i rabbini ebrei chiamarono Simon Bar Kosiba, Bar Koseba, ossia "il figlio della menzogna".



SETTIMIO SEVERO

( Qui sotto: stele funebre di Quintus Sertorius Festus, centurione della Legio XI Claudia Pia Fidelis; sul braccio sinistro indossa il paludamentum, passato dietro la schiena, fissato sul petto e decorato da nappina)
Q. SERTORIUS SEXTUS LEGIO XI
Quando il governatore della Pannonia Superiore, Lucio Settimio Severo, fu proclamato imperatore nel mese di aprile 193, l'XI si pose al suo servizio. In una campagna lampo marciò verso Roma, ma non partecipò, perché Durostorum era troppo lontano dall 'Italia. Tuttavia, svolse un ruolo nella successiva campagna di Severo contro il suo rivale orientale Pescennio Negro. 

I soldati della I Italica e della XI Claudia assediarono Bisanzio, forzarono le porte della Cilicia, e combatterono ad Isso. Sicuramente presero parte anche alle campagne di Severo contro l'impero dei Parti, che culminò con la cattura di Ctesifonte (198).

Durante il conflitto tra l'imperatore Gallieno (260-268) e il suo rivale Postumo dell'impero gallico, la legione XI sostenne Gallieno, per cui venne premiata come Pia Fidelis V V (cinque volte fedele e leale) e Pia VI Fidelis VI. Altre unità vennero considerate di essere state sette volte fedele e leale, ma non l'XI. 

Non sappiamo perché la sua fedeltà e coraggio siano stati riconosciuti solo sei, e non sette volte. 
Nel 273, i soldati di questa unità (e altre quattro legioni) vennero coinvolti nella costruzione di strade in Giordania, come è attestato in un'iscrizione da Qasr el-Azraq. Nel 295, una sub unità mobile della legione XI combattè in Egitto, e tre anni più tardi, un'altra subunità combattè in Mauritania. 

Sappiamo che agli inizi del V secolo, l'XI legione Claudiana era ancora attiva, a guardia del Basso Danubio a Durostorum. Cosa sia successo dopo, non è noto. Dal momento che questa legione era costituita da Cesare, si suppone che avesse come emblema un toro, ma non se ne hanno le prove. In effetti era usanza che la legione usasse il segno zodiacale del suo generale o l'emblema che il generale prediligeva.



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