LAURENTUM (Città scomparse)



ANTEFISSA DEL TEMPIO DI GIUNONE SOSPITA - LAVINIO

Laurentum fu una città del Latium vetus, già scomparsa nella tarda età repubblicana. Il Latium Vetus era la parte centrale dell'attuale Lazio, posta a sud del Tevere e a nord del monte Circeo, che lo divideva dal Latium adiectum, con il quale costituiva il Latium. I suoi abitanti si chiamavano Laurentii, da cui si suppone derivino oggi i nomi di Lorenzo e Lorenza (Laurentius e Laurentia), ma pure Renzo ed Enzo ed Enza.

Laurentum era situata sulla via Laurentina a 10 miglia romane dal centro di Roma, e a sei miglia dalla vicina Lavinium. "Essa è discosta diciassette miglia dalla città [...] Non vi si va per una sola strada, perché vi conducono del pari la Laurentina e l'Ostiense, ma la Laurentina bisogna lasciarla (per raggiungere Laurentum) dopo quattordici miglia, l'Ostiense dopo undici…" (Plinio il Giovane, Epistulae, 2, 17, 15.).

Sembra che la città di Laurentum fosse così chiamata perchè sorgeva in una località ricca di lauro (Laurus), o almeno così sostiene Virgilio nell'Eneide. La via Severiana la collegava a Ostia. Secondo Plinio il Giovane (65-114) i resti della città si trovavano nella sua villa, i cui ruderi oggi si trovano all'interno della tenuta presidenziale di Castel Porziano anche se ancora è controversa l'esatta ubicazione.

MINERVA TRITONIA
Per i riferimenti dati da Plinio,  l'Ostiense, secondo il suo antico tragitto che iniziava alle falde dell'Aventino dalla porta Trigemina (delle mura serviane alla base dell'Aventino), inoltrandosi nel suo tratto iniziale tra l'argine sinistro del Tevere e il monte Testaccio per continuare a costeggiare il fiume fino al suo termine, veniva lasciata dopo 11 miglia (16 km circa).

Il diverticolo cui lo storico faceva riferimento e che dirigeva verso la sua villa, doveva essere fissato presso l'antica Ficana (un abitato del Latium vetus, ricordato da Plinio il Vecchio nella lista delle 53 città che «scomparvero senza lasciare traccia» "interiere sine vestigiis") e lo scalo fluviale tiberino di Puilia Saxa nei pressi dell'attuale Acilia, piuttosto che arretrato, presso la località Tor di Valle e men che meno ancora prima, presso il Vicus Alexandri, identificabile forse nel suo primo tratto con via di Malafede. 

Per quanto riguarda le distanze date da Plinio il Giovane per raggiungere la sua villa laurentina, le 14 miglia da percorrere con la via Laurentina sembrano coincidere con il percorso descritto da Pietro Rosa per la via Lavinate, a partire dalla Porta Raudusculana come asserito già nel 1824 da Stefano Piale, sull'attuale tracciato da piazza Albania, Porta San Paolo, via Ostiense, via Laurentina, via di Trigoria fino a giungere nei pressi dell'attuale tenuta di Castel Porziano.

Appare inoltre evidente dalle medesime indicazioni date da Plinio, che dovendo lasciare la Laurentina al XIV miglio, questa non penetrasse più nell'ager laurentinus fino a raggiungere Laurentum, indirizzandosi molto probabilmente in altre direzioni (forse Lavinium), e che per raggiungere la villa occorreva percorrere altre 3 miglia, la distanza che attualmente intercorre pressappoco tra i margini della tenuta di Castel Porziano nei pressi di Castel Romano, e l'area posta tra Grotte di Piastra e Tor Paterno.




LA FONDAZIONE

Secondo il mito fu fondata da Pico, uno dei primi re del Lazio, figlio di Saturno e Feronia, che fondò Alba Longa e fondò la città di Laurentum. Su Laurentum regnò per 35 anni re Latino, figlio di Fauno e di una ninfa locale, discendente di Saturno, la sua sposa si chiamava Amata e sua figlia Lavinia.

Secondo Virgilio i fuggitivi da Troia, guidati da Enea, dopo essere sbarcati sulle coste del Latium nei pressi della foce del Tevere nel 1182 a.c., approdarono a Laurentum ospitati da re Latino: Enea ne sposò la figlia Lavinia, promessa sposa di Turno, re dei Rutuli. Ne scaturì una guerra: Laurentum ebbe la peggio finendo distrutta ed i suoi abitanti fondarono Lavinium.

Sempre Livio racconta, che nell'VIII secolo a.c., nel momento in cui Romolo e Tito Tazio governavano congiuntamente Roma, gli ambasciatori dei Laurentes (ma i Laurentes erano gli abitanti di Lavinium che non avevano cambiato nome? Oppure Laurentum era stata ricostruita?) vennero a Roma, dove furono percossi dai parenti di Tazio. I Laurentes si lamentarono, ma Tazio difese i propri parenti invece di risarcire l'offesa subita dai Laurentes.

Secondo le fonti storiche romane invece gli abitanti di Laurentum uccisero il re Tito Tazio, e lo uccisero per ritorsione dell'offesa subita, ma furono poi soggiogati dal re Tullo Ostilio. Laurentum decadde dopo una sconfitta navale, e i suoi abitanti fondarono la vicina Lavinium. Laurentum fu la sede originaria dei Penati prima che fossero trasferiti a Lavinium.

RESTI DELLA VILLA DI PLINIO

Via Laurentina-Severiana

Anche se le fonti indicano la via Severiana prossima al litorale questa doveva necessariamente discostarsene per raggiungere Lavinium, per evitare pantani e luoghi paludosi, come la palus Laurentia e Capocotta, di cui è testimoniata la presenza ancora nelle descrizioni topografiche dell'età moderna.

Infatti l'architetto romano Marco Vitruvio Pollione (80 a.c.-15 a.c.), spiegò che tutte le lagune andavano mantenute vive tramite l’escavazione, cioè le tagliate litoranee da effettuarsi per il ricambio d’acqua, e ricorda per questo le pestifere paludi pontine, i cui miasmi malarici derivavano dalla mancanza di efficaci opere di canalizzazione, che vi immettessero quotidianamente il gioco delle maree per impedire la stagnazione putrida dell’acqua.
Una via omonima, riutilizzata forse poi nel percorso della via Severiana, doveva collegare Ostia antica mediante la porta Laurentina, posta al termine del tratto meridionale del cardine massimo, con la medesima località di Laurentum distante circa 8 miglia (Km 14,4 ca.). La via Severiana era l'antica strada romana che congiungeva Portus (Fiumicino) con Terracina. Edificata nel 198 d.c. dall'imperatore Settimio Severo (146-211, pertanto severiana), che collegò e lastricò semplicemente pezzi di strade preesistenti lungo il percorso della costa laziale.
Essendo evidente la maggior lunghezza del percorso mediante la via Ostiense, la preferenza per questa via può essere spiegabile nel maggior traffico su quest'ultima, dovuta al porto omonimo, piuttosto che lungo la via Laurentina che se pur collegata alla Severiana, attraversava luoghi poco abitati e quindi meno sicura.

RICOSTRUZIONE DELLA VILLA DI PLINIO

IL SITO

La Tavola Peutingeriana pone tra Laurentum e Lavinium 6 miglia romane (km 8,9 ca.), per cui da Lavinio, considerando la distanza da Ostia di 8 miglia (km 11,85 ca.) dovrebbe trovarsi in un'area compresa tra le località di "Grotte di Piastra" e "Tor Paterno", ma più vicina a quest'ultima.

Pertanto deve trattarsi di una località interna alla tenuta di Castel Porziano, dove infatti si sono adoperate sin dal secolo XVIII gli scavi archeologici che hanno restituito il maggior numero di reperti, anche se pertinenti soprattutto a ville di età imperiale.

E' facile inoltre confondere il sito di Laurentum con l'area di pertinenza dell’ager laurentinum che in età arcaica si estendeva dai confini con Lavinium alla foce del Tevere: quando Augusto ripristinò il Vicus Augustanus Laurentinum, l'antica città, sopraffatta dall'espandersi di Ostia e di Lavinium, era già scomparsa da circa due secoli.


BIBLIO

- Andrea Schiavone - La villa di Plinio e la chiesetta paleocristiana - Roma - 2006 -
- Luigi Rusca - Plinio il Giovane attraverso le sue lettere - Como - Cairoli - 1967 -
- Pierre Grimal - L'art des jardins - PUF - Que sais-je nº 618 - III édition - 1974 -
- Pierre Grimal - Les villes romaines - PUF - Que sais-je nº 657 - I édition - 1954 - VII éd. en 1990 -
- Antonietta Dosi - OTIUM, il tempo libero dei Romani - Vita e Costumi nel mondo romano antico - Quasar - Roma - 2006 -


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