ACQUEDOTTO DI FORUM NOVUM




Quel che si sa di Forum Novum, l'antico sito archeologico ubicato nel territorio del comune di Torri in Sabina (RI), presso l’attuale chiesa di S. Maria in Vescovio, infatti successivamente chiamato Vescovìo, è che, fondato, anzi rifondato dai romani nel II secolo a.c., pur essendo retto da duoviri, magistrati preposte alle colonie, non sembra mai sia stata una colonia, anche se il Momsen non è di questo parere.

In età augustea, invece divenne municipio, citato come tale da Plinio nella Naturalis Historia. Le epi­grafi riportano il culto dell'imperatore attraverso i seviri augustales, ma molto sentiti erano pure i culti a Giove Ottimo Massimo, a Iside, Serapide e Arpocrate, Mercurio, Fortuna, Vacuna, i Lari, i Penati. Alla Dea Venere era pure dedicato un tempio, su cui il cristianesimo si è affrettato a erigere una chiesa dedicata alla Madonna, Santa Maria di Vescovio, che per vari secoli ebbe il titolo di Cattedrale dei Sabini.

ACQUEDOTTO DI FORUM NOVUM
Numerose le dediche agli imperatori, come Gordiano III, ma pure ai loro congiunti come Druso e Germanico. Le epigrafi ricordano anche un acquedotto, costruito da un privato cittadino, un'espressione dell'antico evergetismo, una forma di propaganda elettorale per cui si facevano opere pubbliche a proprie spese, che alimentava, oltre ad una fontana, anche le terme.

I primi scavi nella zona furono eseguiti tra il 1969 ed il 1975 e venne alla luce gran parte l'antico abitato, facendo riemergere: il foro, la basilica, alcune botteghe, un tempio, la villa romana di Cottanello, le ville rustiche di Montebuono e Vacone e, lungo le vie di accesso alcuni monumenti funerari, con tombe in prevalenza a camera, scavate nel tufo, localizzate a Poggio Sommavilla, a Foglia ed a Magliano e le arcate d'un acquedotto. 

Il centro romano, edificato su di terrazzo alluvionale quasi alla confluenza di due torrenti, all'incrocio di due strade secondarie che collegavano il nuovo centro alla via Flaminia e alla Salaria, venne fondato su un precedente abitato fornito di luogo di mercato e di aggregazione delle genti sabine, posto in un crocevia di strade in comunicazione con l’Etruria, l’Umbria e la Sabina interna.

Le recenti indagini geofisiche hanno individuato un anfiteatro, ancora completamente nel sottosuolo, un impianto termale e una villa al di fuori del centro cittadino di proprietà di un certo Faianus Plebeius che, come riportato da un’epigrafe, in occasione della sua seconda elezione a magistrato supremo, fece dono alla cittadinanza di un acquedotto convogliando le acque dalla sorgente posta nel terreno di sua proprietà sino alla piscina e alle fontane (lacus) del municipio:
TRATTO PRINCIPALE DELL'ACQUEDOTTO DI FORUM NOVUM
Publius Faianus Pbeius II vir iter aquam ex agro suo in municipium Forum Novum pecunia sua adduxit et lacus omnes fecit et in piscinam…”

La collaborazione tra gli speleologi sabini del Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio e gli speleologi di Egeria Centro Ricerche Sotterranee ha portato all’individuazione e all’esplorazione dell’antico acquedotto di cui non si conosceva né il percorso né il punto di ingresso.

Per accedere al cunicolo idraulico ci si è recati all’interno del bottino di captazione di un vecchio fontanile rurale (individuato da Tullio Dobosz) posto fuori dall’abitato di Vescovio e che si imposta su alcune strutture romane (forse uno dei tanti “lacus” menzionati nell’epigrafe).

Il condotto, ancora attivo ed in perfette condizioni, presenta diverse fasi costruttive alcune delle quali molto antiche e con ogni probabilità precedenti agli interventi edilizi effettuati dallo stesso Faiano. Questo confermerebbe la presenza di antichi insediamenti sabini in zona riforniti da alcuni cunicoli idraulici preesistenti che vennero “annessi” nel percorso dell’acquedotto.

Le ricerche, condotte sotto la direzione del dott. Alessandro Betori della Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, hanno portato all'esplorazione di pozzi e cisterne presenti nell'antico Foro.



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