VIA POSTUMIA



VIA POSTUMIA VISIBILE SOTTO L'ARCO DEI GAVI (Verona)
La Via Postumia è una via consolare romana fatta costruire, o almeno terminata, come riportano Strabone e Tacito, nel 148 a.c. dal console romano Postumio Albino nei territori della Gallia Cisalpina, l'odierna Pianura Padana, per scopi prevalentemente militari.

Le dimensioni delle strade consolari variavano a seconda dell’importanza: gli assi viari principali erano molto ampi, il cardine massimo poteva arrivare a misurare anche 14 metri e il decumano massimo circa 10 metri; l’ampiezza dei cardini e dei decumani minori era compresa tra 9 e 5 metri.

La via Postimia congiungeva le città di Genova, Tortona, Piacenza, Cremona, Verona, Vicenza, Oderzo, per arrivare fino ad Aquileia. Soprattutto però congiungeva per via di terra i due principali porti romani del nord Italia: Aquileia, grande centro nevralgico dell'Impero Romano, sede di un grosso porto fluviale accessibile dal Mare Adriatico, e Genova.

VIA POSTUMIA
Per trovare i due successivi porti più importanti si doveva scendere a Roma dal lato tirrenico e a Ravenna dal lato adriatico. A Verona è stato trovato un cippo molto rovinato, oggi conservato nel museo Maffeiano, che segna chiaramente 
« S(purius) Postumius S(puri) f(ilius) S(puri) n(epos) Albinus co(n)s(ul) CX(X)II Genua Cr(e)mo(nam) XXVII». 
Da esso, il nome del costruttore ed i due capisaldi Genova e Cremona; la distanza di CXXII milia passuum (192 miglia).

Recenti studi però hanno dimostrato che lo scopo della strada non era tanto quello di congiungere Genova con Aquileia, le due città situate agli estremi opposti della Cisalpina e senza rapporti diretti tra loro, quanto come via di comunicazione militare per collegare le colonie latine della Cisalpina, cioè Piacenza, creata contro le tribù liguri, Cremona, per contrastare gli Insubri, e Aquileia, pensata come sentinella all’estremità orientale della valle Padana. In pratica la via Postumia poteva anche venire considerata come una specie di fronte di difesa.

IL TRACCIATO

IL PERCORSO

 La strada, lasciata Genova, percorreva la Val Polcevera fino a Pontedecimo (Pons ad decimum lapidem), quindi valicava l'Appennino nei pressi dell'odierno Passo della Bocchetta. Bisogna ricordare che la strada proseguiva, anche seguendo il tracciato di precedenti percorsi liguri, per i crinali anziché per i fondovalli.

Pertanto dalla Bocchetta (o Pian di Reste) procedeva per il Monte Poggio, passando per l'odierno Fraconalto (inizialmente Fiaccone, sorto nel Medioevo, probabilmente attorno ai secoli IX-X), scendeva per il valico presso l'attuale Passo della Castagnola, frazione di Fraconalto, risaliva per il Monte Porale, e quindi scendeva verso la pianura passando per la fiorente Libarna. A Libarna il cardine massimo coincideva con un tratto della via Postumia. La meta finale di questo primo settore dell'Oltregiogo era Dertona.

VIA POSTUMIA (CON ACQUEDOTTO)
Proseguendo nel suo cammino, la via Postumia congiungeva Dertona con Placentia (Piacenza), inserendosi nel sistema viario costituito dalla via Emilia che proveniva da Rimini (Ariminum) già dal 187 a.c. da dove si collegava a Roma attraverso la via Flaminia dal 220 a.c.

Il tratto Placentia-Dertona della via Postumia divenne in seguito parte della via Julia Augusta, costruita nel 13 a.c. per volere dell'imperatore Augusto al fine di completare il collegamento stradale tra Roma e la costa meridionale della Gallia: raggiungeva Arles passando per il trofeo di Augusto alla Turbie.

 La via Postumia da Placentia proseguiva fino a Cremona dove attraversava il fiume Po e da qui, proseguendo verso est, raggiungeva Bedriacum, l'odierna Calvatone, città sorta alla confluenza tra il fiume Oglio e il Chiese.

Da Bedriacum si diramava un tratto che raggiungeva Mantua (Mantova), mentre il percorso principale proseguiva per Verona, dove attraversava il fiume Adige.

Per questo motivo, la via Postumia assumeva grande importanza in quanto rappresentava l'unico percorso interamente terrestre che consentiva di arrivare da Roma all'est e al Trentino, in quanto il suo ponte a Verona era all'epoca l'unico sull'Adige. Da Verona, prima di raggiungere Aquileia sul mare Adriatico, portando a termine il collegamento con il mare Tirreno da cui partiva, la via Postumia passava per Vicenza, Oderzo e Iulia Concordia, l'odierna Concordia Sagittaria.

 Con l'apertura della nuova via Julia Augusta tra Tortona e Vada Sabatia (Vado Ligure), che tagliava fuori Genova, il primo tratto della strada perse progressivamente importanza e con essa le zone della valle del Lemme. Al contrario acquistarono importanza le zone intorno ad Acqui Terme.

 La via Postumia, con qualche modifica, rimase attiva almeno fino all'VIII secolo sotto il controllo dei monaci della potente Abbazia di San Colombano di Bobbio, per poi cadere lentamente in disuso fino ad essere dimenticata.



GLI EVENTI CHE VI SI RIFERISCONO

- fine VI sec. a.c. - attestati scambi commerciali verso l’area padana di manufatti etruschi, fenici, cartaginesi, greco-tirrenici, con la pianura padana, soprattutto con Valpolcevera (futura Postumia).
- fine III sec., e II secolo a.c. - il suo uso dalla fine della I guerra punica per l’espansionismo romano nella Liguria di allora:
- 238 a.c. : T. Sempronio Gracco contro gli Insubri e altre tribù dell’interno
- 236 a.c.- L. Cornelio Lentulo celebrò il primo trionfo ‘de Liguribus’.
- 233 a.c. - Q. Fabio Massimo sottomise la Liguria orientale.
- 222 a.c. - inizia la II guerra punica. Boi ed Insubri si alleano con Annibale ed assaltano Piacenza e Cremona. 
- 218 a.c. - C. Cornelio Scipione sbarcò a Genova proveniente dalla Gallia, per raggiungere la valle padana dove era Annibale. 
- 205 a.c. - Genova viene assalita da Magone.
LA VIA POSTUMIA A VERONA.
SULLO SFONDO LA PORTA ROMANA
- 197 a.c. - Q. Minucio Rufo partendo da Genova occupa militarmente la direttrice occidentale verso la pianura padana, assoggettando 15 tribù liguri dell’Appennino garantendo sia una difesa tra i tre capisaldi strategici militari (Genova e Piacenza-Cremona), sia la nascita della via Emilia (187 a.c.).
- 181 a.c. - vittoria sugli Ingauni
- 180 a.c. - deportazione degli Apuani
- 179 a.c. - sottomissione dei Liguri Statielli
- 166 a.c. - vittoria sui Liguri Eleates
- 154 a.c. - Q. Opimio partì da Piacenza verso Genova, per sedare la rivolta della tribù degli Oxibii e dei Deciati.
- 148 a.c. - Per consolidare questo lento processo di romanizzazione, nasce la via Postumia.
- 117 a.c. - Tavola bronzea di Polcevera. Viene reperita una sentenza che sanciva i rapporti giuridici tra Genova e una comunità ad essa soggetta, definendo i confini dei terreni contesi e le modalità di utilizzo degli stessi da parte dei due contendenti. Viene citata tra i confini la via Postuma.
- 109 a.c. - il censore Emilio Scauro fa costruire una strada che aggiri l'Appennino fino a Vada Sabatia (Vado Ligure) passando per Derthona (Tortona). Tale via prese il nome di via Emilia Scauri.
- 100 a.c. - Strabone definisce Genova ‘emporio’ per i Liguri dell’entroterra.
- 13 a.c. - inaugurazione della via Iulia Augusta.
- 312 d.c. - Milano diventa capitale dell’Impero; la Postumia viene riattivata per i rifornimenti (grano, olio) che dal porto erano destinati a Milano dalla quale dipendevano Genova e le province sicule ed africane. 
- 408 d.c - lo storico Zosimo racconta di emissari eunuchi inviati da Roma, che accompagnavano la moglie ripudiata alla propria madre a Ravenna: preferirono far vela a Genova e percorrere la Postumia.
- 535-554 d.c. - la via venne usata dai Bizantini nelle battaglie contro gli Ostrogoti
- 539 d.c. - il re d’Austrasia Teodeberto (figlio di Teodorico) dal Gottardo scese a combattere sia Goti che Bizantini: li sconfisse e li inseguì sulla Postumia passando per Genova



I RESTI DELLA VIA OGGI

Attualmente alcuni tratti sono percorribili:
  •  - come strada provinciale (da Vicenza in direzione Treviso) con il nome di Strada provinciale 102 Postumia romana. 
  •  -  nel tratto tra Vicenza ed Oderzo era quasi perfettamente rettilinea, salvo una curva in prossimità dell'attraversamento del fiume Brenta. Il suo tracciato originario è facilmente visibile e ricostruibile utilizzando mappe o foto satellitari, e collegando con una linea retta i frequenti tratti ancora attivi. 
  •  - esiste un tratto percorribile denominato "Via Postumia" anche in provincia di Cremona fino al capoluogo di provincia stesso: vi entra ad Est (vicino al casello autostradale) e a Sud/Ovest (Via del Sale). Il fiume Po non veniva attraversato dove scorre adesso, perché le mappe medievali testimoniano di un suo corso più vicino alle mura della città. 
  •  - il tracciato rettilineo di continuazione è facilmente individuabile anche a Castelvetro Piacentino. 
  •  - esiste un tratto in provincia di Parma, 
  •  - tra San Secondo Parmense e Roccabianca. 
  •  -  un tratto rettilineo di oltre 50 km, virtualmente ininterrotto, tra il Veronese ed il Mantovano, tutt'oggi quasi del tutto percorribile in auto, parte dalla Chiesa di Santa Anastasia per lambire l'antico Foro Romano della città di Verona (l'attuale Piazza delle Erbe), Corso Portoni Borsari (fin qui la via corrispondeva al Decumano Massimo della città), Corso Cavour, quartiere Stadio, Via Mantovana per abbandonare la città in direzione Villafranca di Verona, Quaderni di Villafranca; in provincia di Mantova con il guado del fiume Mincio, Goito, Gazoldo degli Ippoliti per arrivare al fiume Oglio.
RICOSTRUZIONE DELLA PORTA ROMANA DI VIA POSTUMIA
Ed ecco l’antica porta romana dove confluivano la Via Postumia (attuale via G. Taverna), la circonvallazione esterna alle mura meridionali (odierne via Garibaldi e via Sant’Antonino), e infine una terza strada diretta in Val Trebbia (attuale via Castello). Il percorso ha inizio proprio nella piazza, dalla quale si entra nel perimetro murario fiancheggiando la Torre degli Scotti (sec. XI - XII), innalzata nei pressi della più antica porta romana.



0 comment:

Posta un commento

 

Copyright 2009 All Rights Reserved RomanoImpero