COSTANTE




Nome completo: Flavius Iulius Constans, Flavio Giulio Costante
Altri titoli: Sarmaticus maximus, Maximus Victor ac Triumphator (340)
Nascita: 320
Morte: oppidum Helena, Pirenei, 18 gennaio 350
Predecessore: Costantino I
Successore: Magnenzio (usurpatore), Costanzo II (legittimo)
Dinastia: costantiniana
Padre: Costantino I
Madre: Fausta
Regno: 337-350 d.c.


LE ORIGINI

Quarto figlio maschio dell'imperatore Costantino I e della sua seconda moglie Fausta, nacque nel 320 d.c. Fu dal padre designato alla successione insieme ai fratelli maggiori, Costantino II e Costanzo II, e a Dalmazio e Annibaliano, figli del fratellastro di Costantino I. Il padre lo nominò inoltre cesare nel 333, e gli assegnò la giurisdizione su Italia, Illirico e Africa.
Nel 335 Costante fu inviato da Costantino I in Italia e l'anno successivo si fidanzò con Olimpia, figlia del prefetto del pretorio Ablabio e qui rimase fino alla morte del padre.

Nel 337 però, appresa la morte di Costantino, i suoi figli concordi massacrarono i cugini Dalmazio e Annibaliano e tutto il ramo della famiglia discendente dal matrimonio di Costanzo Cloro con Teodora: furono uccisi i fratellastri di Costantino I, Dalmazio, Nepoziano e Giulio Costanzo, e sopravvissero alla strage solo i figli di quest'ultimo, Costanzo, Gallo e Giuliano, perchè troppo piccoli da essere pericolosi.
Tra gli altri fu messo a morte anche Ablabio, e il fidanzamento tra Costante e Olimpia fu rotto. Così Costante si prese tutto il regno dì Oriente, e in Occidente vi fu la lotta tra Costante e Costantino II. Vinte alla fine da Costante nel 340 d.c.



L'IMPERATORE D'OCCIDENTE

Costante fu insignito del titolo di augusto dal Senato col dominio con potere su Italia, Africa, Pannonia, Dacia, Macedonia e Acaia.

Costantino II, il fratello maggiore, ottenne Britannia, Gallia e Spagna.
Costanzo II ebbe le province d'Asia e d'Oriente, comprese Ponto e Tracia.

Costantino II però si allargò promulgando leggi per le province africane, che appartenevano a Costante. La concordia sembrò ristabilirsi in un congresso a Viminacium, nel 338, quando Costante ottenuta la vittoria contro i Sarmati, ricevette il titolo di Sarmaticus maximus.
Ma i contrasti ripresero e Costantino profittando dell'assenza di Costante che si trovava in Pannonia, scese in Italia nel 340, ma fu sconfitto e ucciso in battaglia presso Aquileia. I suoi territori passarono così a Costante che divenne Imperatore d'Occidente col titolo di Maximus Victor ac Triumphator. (massimo vincitore e trionfatore). Così dal 338 annettè ai suoi territori anche Mesia e Tracia.

Nel 341 combatté contro i Franchi in Gallia. Nel gennaio 343 si recò nella Britannia romana per rinforzarne le fortificazioni di fronitiera.



LE LOTTE RELIGIOSE

Costante e l'Occidente con lui, erano seguaci delle dottrine del concilio di Nicea, mentre Costanzo II e l'Oriente erano ariani. Il contrasto si acuì quando Atanasio di Alessandria, vescovo di Alessandria d'Egitto, deposto dagli Ariani, si recò nel 342 da Costante a Mediolanum. Atanasio era uomo carismatico e di grande oratoria, fattostà che poco dopo l'imperatore chiese al fratello Costanzo un concilio che deliberasse sulla deposizione di Atanasio.

Costanzo l'accontentò ma il concilio di Serdica, nel 343, condannò nuovamente Atanasio; per evitare le ritorsioni di Costante però il fratello concesse ad Atanasio di tornare ad Alessandria nel 346. Intanto in Africa vi fu lo scisma donatista che combattè ferocemente come quella ariana.

L'arianesimo, movimento capeggiato da Ario, sosteneva che, essendo Dio ingenerato e senza principio, il Figlio, seconda persona della Trinità, in quanto generato non può essere considerato Dio come il Padre e non esiste dall’eternità, ma è stato creato, come tutti gli altri esseri, per volontà del Padre, cosicché fra Padre e Figlio non sussisterebbe un legame di natura ma di adozione.

Il Donatismo sorse in Africa settentrionale nel 311 per iniziativa di 70 vescovi che consideravano invalida la consacrazione del nuovo vescovo di Cartagine Ceciliano perchè, durante la persecuzione di Diocleziano, si era sottomesso alle autorità romane, consegnando i libri sacri invece di resistere fino al martirio. Si sosteneva che i Lapsi, coloro che non erano rimasti fedeli al cristianesimo, non dovessero essere ammessi alla prelatura.
La rivolta portò nel 315 a fare eleggere vescovo di Cartagine Donato, da cui il nome di donatisti. Dopo le persecuzioni di Costante I, si cercò invano nel 411 di ricomporre lo scisma con un'assemblea: nel 414 i donatisti furono privati dei diritti civili e ogni loro attività fu proibita con la minaccia della pena di morte; il movimento incominciò allora a declinare.

In accordo con il fratello proibì i culti e i riti pagani nel 341, perseguitando i colpevoli col sequestro dei beni e la morte. Poi proibì nello stesso modo la pratica della magia. Sempre insieme promulgarono una legge contro la distruzione dei templi pagani, che però vennero rimaneggiati e trasformati in cristiani, quindi per ragioni di economia.



LA MORTE

Costante non fu amato dal popolo nè dall'esercito, per l'omosessualità sfrenata, per la corruzione di corte, e per la crisi economica dell'impero, finchè nel 350 scoppiò una rivolta.
Costante era a caccia presso Autun, quando fu dichiarato decaduto e proclamato augusto Magnenzio, carismatico comandante militare di origini franche e celtiche. Costante fuggì in Spagna, ma fu inseguito e raggiunto da Gaisone, che lo raggiunse in una chiesa ad oppidum Helena, ma poichè c'era la scomunica per l'uccisione di un uomo in chiesa, lo trascinò fuori e lo uccise. Era il 350 d.c. Costante aveva regnato 13 anni.





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