ULPIA TRAIANA SARMIZEGETUSA (Romania)



RICOSTRUZIONE DEL VILLAGGIO ROMANO DI ULPIA TRAIANA SARMIZEGETUSA
Ulpia Traiana Sarmizegetusa, Hunedoara County, fu il più importante centro politico e militare della Dacia in epoca Romana, sorto sul vecchio castrum di Traiano (53 - 117), a circa 50 km ad ovest dell'antica Sarmizegetusa Regia, il più importante centro dell'antica Dacia, in senso militare, religioso e politico, distrutto dai Romani di Traiano durante la conquista della Dacia nel 106.

Venne fondata in relazione alla conquista della Dacia ed alla conseguente creazione della Provincia, conquista che si realizzò negli anni compresi tra il 101 ed il 106, attraverso lo scontro tra l'esercito romano, guidato dall'imperatore Traiano, e i Daci, stanziati nel basso corso del Danubio, guidati dal re Decebalo (87 - 106).
 
L'esito finale della guerra fu la sottomissione della Dacia, l'annessione all'Impero romano e la sua trasformazione in provincia, sancita l'11 agosto del 106 e governata da cittadini romani optimo iure (cittadinanza romana). Fu centro amministrativo, finanziario e sede del governatore della provincia con il nome completo di "Colonia Ulpia Traiana Augusta Dacica Sarmizegetusa".

I sarmati Iazigi erano un popolo stanziato a sud del Volga, che attorno al 20 migrarono dietro indicazione di Tiberio, nella piana del Tisza (attuale Ungheria orientale), dove rimasero fino all'arrivo degli Unni, un popolo guerriero nomade siberiano di ceppo turco, che giunse in Europa nel IV sec.

Successivamente i sarmati Iazigi attaccarono la provincia romana e Ulpia Traiana durante le guerre marcomanniche (166 -180). Con Settimio Severo Ulpia potrebbe aver ricevuto lo ius italicum, secondo il quale i suoi cittadini erano esentati dal pagamento del tributo fondiario.

LA REGIA DACICA DI SARMIZEGETUSA CON ANNESSA RICOSTRUZIONE
La capitale della nuova provincia di Dacia sorgeva 50 km ad ovest della precedente capitale dei Daci, Sarmizegetusa Regia. Durante il regno di Traiano ebbe un ruolo guida a livello amministrativo e religioso, nel cuore della Transilvania, la parte occidentale e centrale dell'odierna Romania, protetta da entrambi i lati dalle due legioni lasciate a guardia della nuova provincia: ad est dalla legio XIII Gemina di stanza ad Apulum ed a ovest dalla legio IIII Flavia Felix di stanza a Berzobis.

Sotto Antonino Pio (86 - 161) fu anche sede del concilium Daciarum trium (posto sotto il controllo di un sacerdos arae Augusti), riunione annuale dei rappresentanti di tutte le comunità della Dacia.
Rimase sede del Procurator Augusti finanziario durante l'intero dominio romano fino al 271, come pure centro religioso della provincia. 

Sotto Alessandro Severo (208 - 235) ricevette il glorioso epiteto di Metropolis, quale centro urbano più importante dell'intera provincia delle tre Dacie (Romania, parte della Bulgaria e dell'Ungheria.). 

Tra il 247-258 ad Ulpia fu battuta moneta. La città sopravvisse per circa un secolo all'abbandono della Dacia da parte dei romani e iniziò a decadere definitivamente solo attorno alla metà del IV sec.
Le sue rovine sorgono nei pressi dell'omonima Sarmizegetusa nel distretto di Hunedoara In Transilvania, nella depressione di Ţara Haţegului.



DESCRIZIONE

Se l'antica capitale della Dacia preromana era sui Monti Orastiei ad un'altitudine di 1.200 m, Sarmizegetusa romana era situata su un terreno quasi pianeggiante in Haţeg Basin, a quota 531 m. La città si trova a circa 8 km dalla strada che passa tra Banat e Transilvania, e che un tempo erano chiamati Tapae, le "Cancelli di Ferro della Transilvania". 

La scelta del luogo per fondare la città è stata fatta sulla base di vantaggi strategici ed economici con le Montagne Retezat  e la Poiana Rusca  a sud e a nord, che erano le barriere naturali difficili da attraversare per i potenziali aggressori. 

Il territorio metropolitano si estendeva dal Tibiscum che faceva da ingresso al passaggio di Jiu, un territorio favorevole dove la capitale fu in grado di sviluppare in pace, essendo difesa dai fortini di Tibiscum, Voislova  e Bumbeşti.

ISCRIZIONE PORTA TRAIANA
Sopra: PARTE DELL'ISCRIZIONE SOPRA ALLA PORTA DI ULPIA TRAIANA  1968, 441 = AE 2003, 1520: che riporta: (le lettere minuscole sono le mancanti)
In honorem domus divinae
Lucius OPHONIUS PAPiria DOMITIUS PRISCUS
II VIR COLoniae DACICae PECUNIA SUA FECIT
Locus Datus Decreto Decurionum

La fortezza iniziale, un quadrilatero di massicci blocchi di pietra (muro Dacio), venne costruita con cinque terrazze degradanti su una superficie di quasi 30.000 mq. Le sue dimensioni originarie erano di 530 x 430 metri, un rettangolo pari a 22,5 ettari, con le strade principali appartenenti all'accampamento utilizzato da Traiano durante la conquista della Dacia. 

Le strade principali, il "cardine massimo" (cardo maximus) ed il "decumano massimo" (decumanus maximus) si intersecavano perpendicolarmente, come era d'uso in tutti gli accampamenti romani, a loro volta intersecate perpendicolarmente dalle vie minori.

La cinta muraria della città in seguito fu ampliata di ulteriori 170 metri, andando a coprire ora un'area di 32 ettari (530 x 600 metri), mentre lo sviluppo esterno portò a coprire un'area molto più vasta complessivamente di oltre 100 ettari.


Il sito archeologico è ricco di vestigia romane tra cui: 

- un acquedotto (costruito al tempo di Adriano), 
- due fori, uno dei quali abbellito con rifiniture in marmo da Settimio Severo (146 - 211), 
- un anfiteatro, 
- due granai, 
- numerosi templi quale centro religioso provinciale tra cui 
  1. un tempio dedicato al Libero padre, 
  2. uno dedicato al Dio Esculapio, 
  3. uno dedicato alla Dea Nemesi 
  4. ed uno come tempio Capitolino, 
- un teatro, 
- l'abitazione del Procurator Augusti, 
- numerose abitazioni private, 
- locali industriali e commerciali.
- Attorno alla città sorgevano poi numerose villae rusticae.

I RESTI DEL FORO

ROMANIA

" Le rovine di Ulpia Traiana Sarmizegetusa, antica capitale della Dacia nonché sito archeologico tra i più spettacolari dell’intera Romania, saranno restaurate grazie a un progetto del costo di 4 milioni e mezzo di euro. Tra gli interventi annunciati, la ricostruzione integrale dell’Anfiteatro e del Foro, che torneranno così all’aspetto che avevano duemila anni fa. Il progetto è stato approvato e la richiesta per il finanziamento europeo è già stata presentata.

Al progetto hanno collaborato archeologi, architetti, professori ed esperti, praticamente tutti coloro che nel corso degli anni hanno condotto ricerche sistematiche su Ulpia Traiana Sarmizegetusa. C’è voluto un anno intero per ottenerne l’approvazione”, spiega Liliana Tolas, direttore del Museo della Civiltà Dacica e Romana (MCDR) di Deva, che ha in gestione il sito.


I lavori dovrebbero iniziare nella primavera prossima e dureranno quattro anni. Il progetto sarà realizzato in due fasi: il primo, di due anni, sarà finalizzato al restauro e alla conservazione; la seconda si concentrerà sulla ricostruzione dell’Anfiteatro e del Foro. Quando sarà ultimato, l’Anfiteatro potrà contenere 5mila spettatori e diverrà sede di eventi culturali.

La città si trova a una quarantina di Km da Sarmizegetusa Regia, capitale dei Daci prima della conquista. Il sito fa parte della “Strada degli Imperatori Romani” che comprende anche i siti di Adamclisi, Histria, Apulum e Rosia Montana. Il sito è stato visitato lo scorso anno da circa 90mila persone. Con il restauro e la ricostruzione dei monumenti, l’aspettativa è che il numero dei turisti salga a un milione. "





L'ANFITEATRO

L'anfiteatro è l'edificio più imponente del complesso. Fu costruito nella prima metà del II secolo. Nei suoi locali si aggiravano gladiatori pronti al combattimento, animali selvatici e persone, scene teatrali, gare poetiche e altre manifestazioni pubbliche.

RICOSTRUZIONE
In una capienza di circa 5.000 persone, i sedili erano di due tipi: quelli in pietra, vicini alla scena, riservati alle persone importanti, e quelli in cima, in legno, riservati agli spettatori ordinari.

Secondo l'iscrizione di un sedile conservata nel museo, i dignitari avevano per l'appunto posti riservati.

Nel mezzo dell'anfiteatro c'era una sala sotterranea in cui giaceva una lastra di marmo dedicata alla Dea Nemesis.

Il suo commissionario fu Gaius Valerius Maximus pecurarius, un fornitore di bestiame, che lo fece eseguire a sue spese, per ingraziare la Dea per la fortuna economica che gli aveva accordato.



IL TEMPIO DI NEMESI

Vicino all'anfiteatro fu costruito un tempio dedicato alla Dea Nemesis, venerata nell'antichità dai gladiatori. All'interno del museo archeologico sono state conservate alcune colonne di tempio e diverse tavole con bassorilievi. Uno di questi rappresenta la Dea Nemesi con i suoi attributi, la bilancia, il grifone e la ruota.




IL PALAZZO AUGUSTALE

Il Palazzo Augustale (Latina Aedes Augustalium) si trova vicino al tribunale, all'interno delle mura della città, e riguardava l'ordine degli Augustali, una società influente, che reclutava i suoi membri all'interno dello strato più ricco degli abitanti della città. L'Ordine si occupava dell'organizzazione di celebrazioni, tra cui quella del 3 gennaio dedicata all'imperatore in carica. 

Si trattava di un edificio imponente dotato di un grande cortile centrale (diviso in due da un muro), con due basiliche poste ad est e ad ovest dell'edificio. Nel mezzo del cortile troneggiava l'altare dell'imperatore con la sua statua imponente.

Nell'edificio sono stati rinvenuti oggetti di valore nascosti in una stanza sotterranea pavimentata in pietra, con pareti intonacate e una porta di sicurezza. Tra gli oggetti rinvenuti nel palazzo c'è una colonna con una scritta relativa ad una donazione di un certo Antonius, e due iscrizioni con i nomi dei figli del fondatore del palazzo: cavalieri e membri del consiglio cittadino Procilius Iulianus Marcus e Marcus Regulus Procilius.



FORUM VETUS

Il foro di Traiano, o il forum vetus, è stato collocato al centro della colonia dei veterani. Originariamente costruito in legno, venne restaurato in pietra durante il regno di Traiano, guadagnando un carattere monumentale. La sua decorazione esalta la recente vittoria sui Daci. Di fronte all'entrata c'era l'altare, innalzato in occasione della fondazione della colonia e della fondazione della provincia, l'intero spazio che gli era dedicato era sacro e carico di grande valore simbolico.

A metà del II secolo è iniziato il processo di ristrutturazione dell'edificio con elementi architettonici di marmo. L'edificio, che copre un'area di 1 ha, è costituito da un mercato pubblico, circondato da un portico e affiancato da una grande basilica, con molte sale,  che servì come sede del governo locale (compresa la curia) e varie associazioni professionali e religiose. 

Nel corso del tempo il cortile di corte venne letteralmente riempito con statue onorarie di
bronzo, soprattutto di imperatori  trionfanti sulle quadrighe.
A sud del foro c'era il mercato alimentare ( macellum ) affiancato da una catena di negozi ( tabernae ) e bacini di pesce freschi al centro. Nel II secolo il mercato alimentare venne sostituito da un secondo forum, il Forum Novum.




FORUM NOVUM

Il nuovo Forum ospitava il Tempio Capitolino, innalzato su un podio monumentale, preceduto da 11 gradini di marmo e con una facciata di sei colonne corinzie. Sul lato nord venne costruito un
Cryptoporticus, dove si moltiplicarono nel tempo le statue onorarie per le élite locali. Invece nella corte del lato opposto vennero collocate le statue equestri dei governatori provinciali, che erano anche
gli amministratori della colonia di Traiano.



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