SPALATUM - SPALATO (Croazia)



IL PALAZZO DI DIOCLEZIANO

Spalato  è una città della Croazia che sotto l'impero romano si chiamò "Spalatum"

Da quanto è risultato dalle ricerche archeologiche la storia di Spalato inizia come Colonia Siracusana, fondata durante il regno di Dionisio il vecchio (395 a.c.) con il nome di Aspálathos. Divenne in seguito città romana, sviluppatasi intorno allo sfarzoso palazzo dell'imperatore Diocleziano, fatto costruire nel 295-304 d.c.
LA CATTEDRALE DI SPALATO

Nei secoli successivi, gli abitanti della vicina Salona, già porto illirico e in seguito popolosa città romana, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono fra le sue mura: secondo alcuni il nome romano della nuova città-palazzo "Spalatum" deriva proprio dal latino Salonae Palatium.

In alcune carte medievali la città, ove allora i Dalmati neolatini parlavano lo scomparso "dalmatico" è anche chiamata Spalatro. Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì man mano a ritagliarsi una certa autonomia, quindi il Regno Croato, del quale era formalmente la capitale.

Spalato accoglie come resti romani sia il Palazzo di Diocleziano, sia la porta Aurea. Nelle vicinanze sono notevoli le rovine romane di Salona e gli scavi archeologici andrebbero ampliati, ma il paesaggio circostante è stato occupato, nel secolo scorso, da una vasta zona industriale.




DIOCLEZIANO

Diocleziano, della famiglia romana Valeria, nacque nel 243 d.c. a Dioclea, piccolo borgo vicino a Salona (5 km da Spalato) che al tempo era la città più importante della costa, governata dalla Roma imperiale.

DIOCLEZIANO
Distintosi in campagne militari, nel 277 si trasferì da Salona a Roma e ottenne l'impero nel 284, governando soprattutto sull'Impero Romano d'Oriente, visto che durante il suo regno si stabilì una tetrarchia di quattro 'comandanti' che si suddivisero il territorio.

Egli ottenne numerosi successi militari e nel 295 diede inizio alla costruzione della sua residenza, che terminò in dieci anni. All'inizio del IV secolo (305) decise di rinunciare al proprio titolo, abdicare (unico caso nella storia imperiale romana) e ritirarsi dalla vita politica, prendendo residenza stabile nel proprio palazzo, che aveva un accesso diretto al mare, immerso in una lussureggiante vegetazione, tra le sue terme di acqua calda e i suoi fedeli seguaci.

Il palatium era una sontuosa villa imperiale, ma anche un villaggio bastante a se stesso e pure una fortificazione militare. Esso comprendeva la residenza per l’imperatore e la sua corte, il resto occupato dalla guarnigione e numerosi magazzini. Dopo otto anni di vita serena, anche se spesso turbata dalle continue vicissitudini dell’impero romano, Diocleziano vi morì di morte naturale.





IL PALAZZO DI DIOCLEZIANO

Il Palazzo di Diocleziano è un imponente complesso architettonico fatto edificare dall'imperatore Diocleziano, molto probabilmente fra il 293 ed il 305, allo scopo di farne la propria dimora. Il palazzo con le sue mura coincide col nucleo originario del centro storico della città, visto che secondo le fonti, poteva ospitare circa 2000 persone.

Si tratta probabilmente del palazzo romano meglio preservato al mondo, grazie al fatto che molte delle sue strutture sono state riutilizzate, nel corso dei secoli, per servire differenti finalità.

Dopo aver riformato l'Impero romano, con l'entrata in vigore del sistema della tetrarchia, Diocleziano abdicò ritirandosi nel palazzo appositamente fattosi costruire e che doveva essere già completo o quasi. 

All'interno del palazzo, oltre agli edifici, c'erano tre templi religiosi (uno rettangolare dedicato a Giove, uno circolare dedicato a Cibele e un altro pure rotondo dedicato a Venere) e il mausoleo dell'imperatore, che vi fu sepolto nel 312, all'età di 68 anni.

Si tratta più di una fortezza che di un palazzo e in origine la sua cinta muraria misurava 215x180 metri e conteneva all'interno la residenza imperiale, vari templi e un mausoleo, in una superficie totale di 30.000 metri quadrati.

Oggi è ancora possibile vedere il vestibolo del palazzo originario, la piazza della fortezza, circondata da un colonnato, il Tempio di Giove e i resti del Mausoleo, trasformati in una cattedrale.

 Il tempio di Giove venne infatti riadattato a Battistero di San Giovanni; diverse chiese furono erette all'interno e l'intero palazzo venne occupato gradualmente da abitazioni civili, soprattutto dopo la distruzione della città di Salona (614) che cadde nell'oblio fino al 1800, quando gli scavi archeologici (oggi visitabili a 5 km) la riportarono alla luce.

Gli abitanti in fuga trovarono riparo tra le mura del palazzo di Diocleziano e praticamente diedero vita ad un nuovo nucleo cittadino: Spalato appunto, dove oggi tutto è mescolato e imprevedibile, ci sono colonne romane che spuntano dentro a una banca o a un ristorante o sostengono un palazzo veneziano di oltre mille anni più recente.

Il palazzo si presentava dunque come una sorta di grande villa fortificata, dedicata alla figura sacra dell'imperatore, per il quale esisteva già un mausoleo, destinata quindi ad ospitarlo anche dopo la morte, nelle cui mura si possono riconoscere ancora oggi le quattro porte d’entrata: la Porta Aurea (a nord), la Porta Argentea (ad est), la Porta Ferrea (ad ovest) e la Porta Bronzea, a sud.

La pianta del palazzo ricalca quella di un castrum romano ed il materiale usato per la sua costruzione venne fatto arrivare dall'isola di Brac e dall'Egitto, così come dalla Grecia e dall’Italia. Nel complesso per la sua costruzione furono necessari dieci anni. Il rifornimento idrico del palazzo era notevole, alimentato da un acquedotto a partire dalla sorgente di Jadro.

Il palatium aveva la pianta tipica degli accampamenti militari romani: due strade perpendicolari, il cardo ed il decumanus, che si intersecano e da cui si dipartono numerose vie trasversali perpendicolari a scacchiera, però con una forma leggermente trapezoidale (il lato sud era leggermente irregolare per il declivio del terreno verso il mare), con un lato affacciato direttamente (all'epoca) sul mare e quattro poderose torri quadrate agli angoli.
lI Decumanus separava la residenza imperiale dalla zona a nord, dove erano situate la servitù ed i militari.

In origine, la sua cinta muraria in opus quadratum, alta 18 m e spessa 2 m, misurava 215,50 m per 175-181 m. In queste mura si aprono tuttora vari torrioni quadrati e quattro porte, affincate da torri a base ottagonale: la Porta Aurea (a nord), la Porta Argentea (ad est), la Porta Ferrea (ad ovest) e la Porta Aenea o bronzea, sul mare a sud. Le poderose mura furono una sorta di novità rispetto alle ville romane dei secoli precedenti e si resero necessarie per via dei tempi cambiati in cui l'impero romano non era più inattaccabile come un tempo.

Si è conservata una bellissima sfinge di marmo nero accovacciata tra due colonne, si sa che Diocleziano ne fece trasportare ben 11 dall'Egitto, risalenti al 1.500 a.c., dove saranno finite le altre 10? Vendute o distrutte come idoli blasfemi?

LA PORTA AUREA IN EPOCA ROMANA


LA PORTA AUREA

La Porta Aurea è inquadrata da edicolette pensili e sormontata da archetti su colonnine pensili (oggi delle colonne restano solo le mensole di base e i capitelli). Le altre due porte (Argentea e Ferrea) hanno decorazione più semplice. Ciascuna era dotata di controporta e cortile d'armi. 

Da qui partivano le vie colonnate che dividevano il complesso in quattro riquadri principali: i due a nord ospitavano caserme, servizi e giardini (poco conosciuti, organizzati su peristili centrali e con file di stanzette lungo le mura), mentre la parte meridionale, ove si sono conservate più consistenti vestigia monumentali, ospitava il quartiere imperiale.

Dalla prosecuzione colonnata della strada nord-sud si poteva giungere al portico detto "peristilio" giro di colonne che cingono uno spazio delimitato), con quattro colonne sostenenti un archivolto a serliana.

Attraverso il peristilio verso sud si accedeva a un vano a base circolare coperto da cupola e poi ad un vano rettangolare con colonne che faceva da vestibolo d'accesso agli appartamenti privati dell'imperatore, disposti sul lato lungo il mare, sul quale si affacciavano con un loggiato a semicolonne che inquadravano gli archi; alle estremità e al centro si trovavano tre serliane ( elemento architettonico composto da un arco a tutto sesto affiancato simmetricamente da due aperture sormontate da un'architrave; fra l'arco e le due aperture sono collocate due colonne)

Il peristilio è uno degli ambienti meglio conservati tutt'oggi, e pare che avesse la funzione di scenografia per le cerimonie ufficiali alle quali partecipava come protagonista l'imperatore. Dal peristilio infatti si accedeva ad est e ad ovest ad ambienti di culto:

PORTA AUREA OGGI
A ovest erano presenti due edifici rotondi, di uso sconosciuto, ed un tempio tetrastilo probabilmente dedicato a Giove, del quale restano ancora oggi delle rovine, poi trasformato in battistero (il pronao è però perduto);
A est si ergeva l'edificio a base ottagonale del mausoleo imperiale, cinto da una serie di colonne (peristasi) e coperto a cupola, all'esterno protetta da un tetto piramidale; in seguito il mausoleo venne trasformato in cattedrale, sfuggendo così all'iconoclastia cristiana.

L'appartamento privato era diviso in due metà simmetriche, divise dalla prosecuzione sotterranea della via colonnata. Si conoscono nella parte occidentale le sostruzioni verso il mare e una basilica privata, affiancata da una doppia fila di stanze a pianta centrale, oltre a un complesso termale. La metà orientale del palazzo è conosciuta in maniera scarsa e lacunosa.

La villa, come alcuni altri esempi tardo-repubblicani, è costruita a modello di un castrum, con le mura di cinta e i torrioni, ma fece da ispirazione anche il complesso dei palazzi imperiali del Palatino.Il palazzo di Diocleziano è un palese esempio delle tendenze architettoniche nell'età di Diocleziano, improntate a tendenze conservatrici, come per esempio anche nelle terme di Diocleziano a Roma, di impostazione analoga a quelle di Caracalla.

Come tipologia di villa fortificata si conoscono alcune derivazioni coeve, come quella di Mogorjelo in Erzegovina. 
Suggestioni assolutistiche e orientali sono date dagli ambienti di rappresentanza (soprattutto il "peristilio" con le due ali sacre), assimilabili a quelli del palazzo imperiale di Antiochia e, nel secolo successivo, di Costantinopoli. Orientale è anche la scelta di porre sul fondo gli ambienti di rappresentanza e l'uso delle vie colonnate. La sostanza e la componente ideologica, invece, sono più schiettamente romane, soprattutto nell'aspetto militarizzato e nelle scelte conservatrici dell'impianto.

L'edificio è l'antecedente più vicino ai castelli medievali, ma anche ai monasteri fortificati, con il peristilio che funge da centro. Si ipotizza inoltre che la struttura ottagonale della cattedrale-mausoleo abbia costituito un modello per la tipologia del battistero.



LA PORTA ARGENTEA

La porta Argentea è collocata sul lato est, dove l'estendersi dell'abitato ha nel tempo creato una nuova piazza adibita a mercato.

Nei piani superiori vi erano le sale da pranzo e ambienti di cui ancora si ignora la funzione. Sul lato ovest c'è la Porta ferrea, sopra cui fu costruita un'altra piccola chiesa dedicata a San Teodoro, solo in seguito intitolata alla Madonna del Campanile (Gospa od Zvonika), il cui antico campanile preromanico è il più vecchio di tutta la costa dell'Adriatico orientale.

In questa ala, ai piani superiori, c'erano sale di ricevimento e private dell'imperatore.



LA PORTA BRONZEA

Il lato sud dà sul mare, che un tempo era molto più vicino di oggi e doveva bagnare direttamente la porta bronzea. Vi si potevano attraccare direttamente le barche.



LA PORTA AENEA

Al centro della facciata meridionale del palatium si trova la porta Mjedena (Porta Aenea), semplicemente il passaggio coperto tramite al quale si accedeva nella parte interna del palazzo.



LE TERME

In quest'area si trovavano le terme, dotate di una piscina circolare di acqua calda, il calidarium e di una sala di riscaldamento provvista di aria calda. 

Dalle descrizioni pervenute e dalle ricostruzioni archeologiche, si è capito che da questo lato al primo piano c'era un corridoio percorso da finestre, loggette, passaggi che permettevano di vedere direttamente il mare e le sue isole. Molto impressionante il Vestibulum, una sala d'ingresso circolare, la cui cupola è sprovvista di copertura. Doveva essere ricoperta da splendidi mosaici, in origine, e se questo era solo l'ingresso, ancor oggi attraente, figurarsi il resto.



I SOTTERRANEI

Imboccando le scale che sotto si aprono, si raggiungono i sotterranei, le 'cantine di Diocleziano', che erano ambienti di 'supporto' per gli appartamenti del piano superiore, che era l'abitazione dell'imperatore.

 Le 'cantine' perfettamente conservatesi, sono oggi di fondamentale interesse perchè ci informano su come dovessero essere i piani superiori, oggi distrutti o stravolti dalle ristrutturazioni. I sotterranei sono costituiti da un dedalo di camere divise da massicci pilastri e volte.
 


LA CATTEDRALE

La cattedrale di Spalato, che conserva l’originale pianta ottagonale a 24 colonne, è situata in quello che un tempo era il Mausoleo di Diocleziano, convertito a chiesa cristiana nel VII secolo. Nello stesso periodo, il corpo di Diocleziano venne rimosso e gettato chissà dove e al suo posto venne messo il santuario dedicato a San Doimo.

CATTEDRALE
Nella parte situata dietro la cattedrale, dirigendosi a nord-est è situato un mosaico pavimentale policromo, piuttosto trascurato, soggetto alle intemperie e i passanti vi gettano anche i rifiuti. E' anche poco distinguibile, perchè coperto di polvere.

E' situato in una porzione recintata ma che non abbiamo capito a cosa effettivamente appartenga. La cosa singolarissima è che se fosse dell'epoca di Diocleziano (e i mosaici policromi come questo a quell'epoca erano la norma) non si spiegherebbe la presenza delle croci, simbolo cristiano per eccellenza che lui avversava.

Se fosse paleocristiano (dopo la sua morte certamente, dunque IV sec. come minimo) o più tardo si accorderebbe con la presenza del nodo di Salomone, retaggio di una tradizione 'pagana' ma spesso impiegato nell'iconografia cristiana cattolica. Per ora è un mistero spiegare questo lacerto musivo, che doveva essere originariamente bellissimo e far parte chiaramente di un ambiente di una certa importanza.



IL BATTISTERO DI GIOVANNI BATTISTA

In uno stretto passaggioa ovest del Peristilio e in asse con la cattedrale, ci si infila per raggiungere il Tempio di Giove, l'unico dei tre templi che Diocleziano aveva fatto erigere nel palazzo ad esser pervenuto fino a noi: quelli circolari di Cibele e Venere, circondati da colonne e un deambulatorio, sono scomparsi, restando di essi solo brandelli di mura e di pavimento inseriti in alcune delle abitazioni.

L’edificio è a base quadrangolare e sorge su una base rialzata. Ai lati della scala, a sinistra, si trova una delle undici sfingi egiziane fatte portare da Diocleziano, priva della testa. Sul frontone in alto corre un bellissimo fregio scolpito con dieci soggetti legati alle divinità del mondo classico.

Due formelle col 'Green Man' o uomo fogliato o dei boschi, mentre quelle accanto mostrano un 'Ercole bambino' le cui gambe confluiscono in due serpenti con la testa coronata, non devono trarre in inganno, sono medievali.

L’interno della cella, piuttosto oscuro, ha un soffitto con volta a botte, a cassettoni con motivi di volti (o maschere) entro triplici riquadri decorati. Sappiamo che questo tempio pagano venne trasformato nel VII sec. in un battistero cristiano dedicato a san Giovanni Battista.

SOFFITTO DEL BATTISTERO
Sul coperchio del primo sarcofago si trova scolpita una vistosa croce, che ai lati presenta alcune lettere e una croce, al termine della quale c'è un foro (come di serratura). Elementi ben curati che fanno ritenere siano contestuali alla sepoltura in oggetto. Invece nella parte sinistra del coperchio del sarcofago, un chiarissimo esemplare di Triplice Cinta incisa, che ricorda l' alquerque trovata nella cripta.
Il triplice quadrato concentrico, o 'filetto', come l'arquerque, è un caratteristico passatempo romano che si trovava soprattutto nei fori dove si paticava la giustizia. I gradini delle basiliche e delle tribune ne avevano parecchi, visto che la gente si annoiava ad aspettare oppure ad ascoltare.
Molti amanti del mistero hanno tentato di ricavarvi significati profondi, in realtà sono materiali di riporto romani riutilizzati in svariatissimi modi.



SOLONA

Salona fu, sotto l'Impero romano, la capitale della regione della Dalmazia, posta a pochi chilometri dal palazzo di Diocleziano, dove nacque l'imperatore Diocelziano che quando si ritirò nel 305 si trasferì in un palazzo nei pressi di Salona.

Salona fu poi la sede dei magistri militum per Illyricum, Marcellino e Giulio Nepote; quest'ultimo vi ritornò dopo essere stato deposto dal soglio imperiale romano nel 476 e qui morì nel 480, forse per opera del vescovo di Salona, quel Glicerio, che era stato imperatore prima di Nepote ed era stato obbligato a prendere i voti. 

Nel 600 gli Slavi vi giunsero senza entrarvi. Nel 639 Salona fu distrutta da un attacco degli Avari: i superstiti si trasferirono a Spalatum, il villaggio fortificato, che era sorto attorno al palazzo di Diocleziano e che divenne poi la città di Spalato.



OGGI

Il palazzo di Spalatp oggi è quindi il centro storico della città di Spalato e numerose parti di esso sono state riusate nei secoli, permettendo la loro conservazione, seppure con le inevitabili manomissioni stratificate, fino ai giorni nostri.

Nel 1979 è stato iscritto dall'UNESCO nell'elenco di siti e monumenti del Patrimonio dell'umanità.







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