TORRE DI ERCOLE


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La Torre di Ercole (Torre de Hércules) è un faro di origine romana sulla penisola della città di Coruña, in Galizia, Spagna. La città, situata nel Magnus Portus Artabrorum dei geografi classici, e di probabile origine celtica, fu attivo porto all'epoca romana e ne conserva ancora lo splendido faro. Dal 2009 il faro è inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, ed è considerato il più antico faro ancora funzionante esistente al mondo.

La Torre di Ercole fu costruita per assolvere alla funzione di faro per la navigazione nel II secolo durante il mandato dell'imperatore Traiano (53-117) o Adriano (76 - 138) come riporta l'iscrizione che si trova ai piedi della torre. La sua realizzazione si attribuisce all'architetto del II secolo Caio Servio Lupo, di origine portoghese (lusitano), come testimonia questa epigrafe sul monumento:

"MARTì /AGO[USTO] SACR[UM] /C[AIUS] SEVIUS /LUPUS /ARCHITECTUS /AEMININIENSIS /LUSITANO EX VO[TO]"
"Consacrato a Marte Augusto. Gaio Sevio Lupo, architetto dell'Eminio Lusitano in adempimento di una promessa"

Eminium (latino: Aeminium) è un'antica città romana costruita sul sito dell'attuale città portoghese di Coimbra, Il progetto fu dunque affidato a Caio Servio Lupo, un architetto romano ma di origine lusitana, chiamato a erigere un faro di segnalazione per le navi che costeggiavano la Penisola iberica, e che contemporaneamente servisse come punto di osservazione per l'antico porto di Brigantium, cioè l'attuale A Coruña. Secondo alcuni Servio Lupo fu anche l'architetto del criptoportico.


Secondo il progetto originale, la Torre di Ercole, di pianta quadrata, doveva avere muri laterali larghi 18 metri, per una altezza di 36, (ma l'attuale aspetto è di 48 m, che diventano 68 se ci si aggiunge la base), era suddivisa in tre piani e ogni piano aveva quattro stanze comunicanti tra loro con scala esterna, con sopra un pinnacolo di 4 metri, di forma cilindrica. 

Il faro fu consacrato al Dio della guerra, Marte, in quanto la sua funzione era anche di punto di avvistamento per proteggere il porto di Brigantium, l'odierna A Coruña. La torre è suddivisa in tre parti progressivamente più strette fino ad arrivare alla lanterna.

La luce che emana si scorge in mare da una distanza di 32 miglia. e all'epoca era prodotta dal fuoco che ardeva in alcuni bracieri intorno al pinnacolo. La Coruna romanizzata di Brigantium con la sua torre di Ercole fanno dunque parte dell'eredità della conquista dell'lmpero Romano in GaIlaecia (Galizia).

Che A Coruna fu sottoposta a romanizzazione, lo testimoniano:
- Un accampamento militare (la Cittadella di Sobrado),
- i ponti e le strade che ne strutturavano il territorio (la strada romana sul Ponte dos Brozos ad Arteixo),
- il porto che era un centro commerciale di grandi dimensioni.


La torre ha perso il suo uso come strumento utile per la navigazione nel corso del Medioevo quando fu convertita in fortificazione. L'aspetto odierno della fortificazione è del 1788, quando essa fu interessata da un restauro in stile neoclassico condotto dall'ingegnere navale (e successivamente governatore intendente del Paraguay) Eustaquio Giannini, per ordine del re Carlo IV.

La Torre romana all'esterno aveva un muro in pietra con due porte nella parte inferiore e finestre asimmetriche che lo attraversavano fino al piano superiore. L'interno presenta anch'esso una base quadrata, con 4 aperture interne. 

Gli spazi erano tutti ricoperti da volte a botte e secondo gli studiosi servivano come riparo per il personale che erano in servizio alla torre e che vi alloggiavano almeno temporaneamente, ma anche per conservare il combustibile che avrebbe bruciato nella parte superiore.

L’architetto Giannini rivestì l'antica Torre con una copertura in granito, che le conferì maggiore volume, ridistribuendo le finestre e le porte e costruendo una scala interna in pietra. Infine, smontò la cupola e al suo posto eresse un edificio ottagonale in cui ospitò il faro. Una fascia diagonale percorre attualmente la Torre d'Ercole in ricordo dell'originaria rampa.



I MITI


Nel corso dei secoli sono state raccontate molte storie mitiche sull'origine del faro.


I MITO

Secondo un mito che mescola elementi celtici e greco-romani, l'eroe Ercole uccise il gigante tiranno Gerione dopo tre giorni e tre notti di battaglia. Ercole quindi ordinò che fosse costruita una torre sul punto esatto in cui aveva seppellito la testa di Gerione con le sue armi. Il faro, sopra a un teschio e ossa incrociate che rappresentano la testa del nemico ucciso da Ercole, appare nello stemma della città di A Coruña.


II MITO

Invece nel Lebor Gabála Érenn, ovvero "Il libro della Presa dell'Irlanda" si dice che Breogán, un discendente del patriarca biblico Noè, costruì la torre, e che il figlio di Breogán, Ith, riuscì a vedere per la prima volta dalla torre l'Irlanda (!), che si trovava 900 Km a nord di A Coruñ. Successivamente Ith fu a capo della prima spedizione che partì dalla penisola iberica alla volta dell'Irlanda, che fu infine conquistata dai figli di Míl Espáine, pronipoti di Breogán.


III MITO

Breogán fu un mitico sovrano celtico proveniente dalla Galizia (Spagna), di cui sarebbe stato il fondatore. Era figlio di Brath. Secondo il Lebor Gabála Érenn (Il libro della presa dell'Irlanda), fondò la città di Brigantium (La Coruña), che avrebbe preso il nome da lui, e vi costruì una gigantesca torre, identificata con la Torre di Ercole.

Secondo la leggenda, suo figlio Ith riuscì a scorgere l'Irlanda dalla cima della torre, e lui e suo fratello Bile giunsero sull'isola verde, dove furono accolti dai Túatha Dé Danann (nelle tradizioni irlandesi uno dei sei popoli preistorici che invasero e colonizzarono l'Irlanda prima dei Gaeli), che in seguito uccisero Ith. Decenni dopo i pronipoti di Breogan, AmerSecondo il Lebor Gabála Érenn, Breogán ebbe dieci figli. Bile fu il padre di Míl Espáine, e Ith fu il padre di Lughaidh. 

Gli altri figli furono Breogha, Cuailgne, Muirtheimhne, Cualu, Fuad, Bladh, Eibhle e Nár. La maggior parte di essi sono ricordati in nomi di località o montagne irlandesi. L'idea secondo cui l'origine dei moderni irlandesi sia da tracciare nella Spagna settentrionale è basata probabilmente sulle similarità tra i nomi Iberia e Hibernia, e tra Galizia e Gaeli.

Al di là del mito, tuttavia, la conquista dell'Irlanda da parte di immigrati provenienti dalla penisola iberica in epoca preistorica si accorda con uno studio genetico condotto nel 2006 presso l'Università di Oxford, dove si notò che la maggior parte degli abitanti delle Isole britanniche discendono in realtà da pescatori neolitici che attraversarono il Golfo di Biscaglia provenienti dalle regioni costiere del nord della Spagna.

La storia di Breogán è ancora piuttosto popolare in Spagna, e in particolare in Galizia, dove è sentita l'origine celtica del popolo gallego (della Galizia). A La Coruña è stata posta vicino alla Torre di Ercole una statua che lo raffigura, e anche l'inno gallego cita molte volte il personaggio. Ma la torre di Ercole è squisitamente romana e stupisce ancora il mondo per la sua maestosità e bellezza.


BIBLIO

- Squire, Charles - Celtic Myth and Legend - Newcastle Publishing Co. - USA - 1975 - 
- Celts descended from Spanish fishermen, study finds - in The Independent - 2006 -
- Patricia Monaghan - The Encyclopedia of Celtic Mythology and Folklore - Infobase Publishing - 2004 -


 

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