Visualizzazione post con etichetta Province Romane. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Province Romane. Mostra tutti i post

RAETIA (Provincia romana)


0 comment
TEATRO DI CLUNIA SULPICIA

Rezia (Raetia in latino) era una provincia dell'Impero romano, comprendente i territori alpini e subalpini stanziati tra l'odierno Alto Adige, la Baviera meridionale, parte della Svizzera, dell'Austria occidentale e del versante alpino italiano, corrispondenti all'omonima regione storica che deve il suo nome all'antico popolo dei Reti. 

I Reti erano un'antica popolazione tirsenica, o tirrenica, di lingua preindoeuropea e paleoeuropea, stanziata nelle Alpi Centro-orientali, tra Italia e Austria, la cui cultura è identificata nella II età del ferro. La provincia romana confinava a nord con il Danubio ed i territori liberi della Germania Magna; ad est con la provincia del Norico; a sud con l'Italia romana (delle regioni augustee di Venetia et Histria e Transpadana); ad ovest con la Germania superiore. 

I Romani, che diedero il nome all'area e ai suoi abitanti (Reti), conquistarono la Rezia e la Vindelicia nel 15 a.c., con le campagne militari condotte da Druso e Tiberio. Augusto affidò il territorio acquisito ad un prefetto (praefectus Raetis, Vindelicis et Vallis Poeninae), sottoposto all'autorità del legato, comandante dell'esercito della futura provincia di Germania Superior.

Creata provincia da Claudio, con il nome di Raetia, Vindelicia et Vallis Poenina, la provincia venne affidata ad un procurator Augusti di rango ducenario. Dopo le guerre marcomanniche del II secolo, la provincia di Raetia fu assegnata nel 179 a un legatus Augusti pro praetore di rango senatorio e vi fu definitivamente stanziata una legione, la legio III Italica.

A partire dalla riforma dioclezianea, la provincia venne annessa alla Diocesi d'Italia, e divisa fra le due nuove province di Raetia prima (Curiensis) e Raetia secunda (Vindelica). In entrambe vennero dislocati un dux per il comando militare e un Praeses per quello civile, rispettivamente a Curia Raetorum (Coira) e ad Augusta Vindelicorum (Augusta).

PROVINCIA DELLA RAETIA

SOTTO  AUGUSTO

16 a.c.

- Tiberio, nominato pretore, accompagnò Augusto in Gallia fino al 13 a.c., e in una campagna punitiva oltre il Reno, contro le tribù dei Sigambri e dei loro alleati, Tencteri ed Usipeti, che nell'inverno del 17-16 a.c. avevano sconfitto il proconsole Marco Lollio e la parziale distruzione della legio V Alaudae con la perdita delle insegne legionarie. 
Publio Silio Nerva, governatore dell'Illirico, completò la conquista dell'fronte alpino orientale, con le valli da Como al lago di Garda, i Venosti della val Venosta (Alto Adige). Intanto i Pannoni e i Norici attaccarono l'Istria. Tiberio sconfisse e sottomise il Norico meridionale, ottenendo una forma di vassallaggio dal Norico settentrionale (Taurisci).

15 a.c.

Tiberio, col fratello Druso, condusse una campagna contro i Reti, stanziati tra il Norico e la Gallia, e Vindelici. Druso aveva scacciato i Reti, colpevoli di scorrerie, ma Augusto inviò Tiberio che con Druso progettò una grande "operazione a tenaglia": Tiberio, che avanzava da ovest, sconfisse i Vindelici nei pressi di Basilea e del lago di Costanza. 

I due eserciti poterono riunirsi e prepararsi a invadere la Vindelicia. Druso nel frattempo aveva sconfitto e sottomesso i popoli dei Breuni e dei Genauni. I due fratelli alle sorgenti del Danubio, ottennero la definitiva vittoria sui Vindelici. Augusto potè sottomettere le popolazioni dell'arco alpino fino al Danubio, per cui ottenne acclamazione imperatoria, mentre Druso ottenere il trionfo. Vicino al Principato di Monaco, presso l'attuale La Turbie, venne eretto un trofeo delle Alpi.


14 a.c.

Anche i Liguri Comati delle Alpi sudoccidentali furono sottoposti ai praefecti civitatum, in parte aggiunti al vicino regno di Cozio, figlio di un principe locale, divenuto prefetto. infine vennero lasciate a protezione della Vindelicia due legioni: a Dangstetten e ad Augusta Vindelicorum. La provincia della Rezia verrà costituita sotto Claudio.

La definitiva conquista di Rezia e Vindelicia fu fondamentale per il sistema difensivo renano e danubiano, sottomettendo dei territori dell'Illirico e della Germania, anche se questi ultimi furono perduti nel 9, nella disfatta di Teutoburgo. 



SOTTO CLAUDIO


50 d.c.

Il distretto militare venne elevato a provincia solo da Claudio (10 a.c. - 54 d.c.), con il nome di Raetia, Vindelicia e Vallis Poenina. A Claudio si deve la progettazione di un miglior sistema difensivo lungo il Danubio, completando le conquiste dei territori rimasti liberi fino al Danubio, e annettendo le parti rimaste libere fino a quale momento di Rezia e Norico. 

In seguito con Vespasiano si ebbe l'avanzata romana nei territori dei cosiddetti "agri decumates", una regione della Germania superiore comprendente l'area della Foresta Nera tra il fiume Meno, le sorgenti del Danubio e il corso del Reno superiore fra il lago di Costanza e la sua confluenza col Meno, e corrispondente all'odierna Germania sud-occidentale. A sud-est i Decumates confinavano con la Rezia, portando la frontiera oltre il Danubio.


84 d.c.

Nell'84 e 85 Domiziano fece costruire una serie di fortini e strade militari creando il primo tratto fortificato del limes germanico-retico e congiungendo il fiume Lahn al fiume Meno.
 

92-96 d.c.

Traiano continuò la penetrazione romana nell'area sia come governatore della Germania superiore (anni 92-96), sia come imperatore (tra il 98 ed il 100) con l'avanzamento oltre il fiume Reno verso est, fino al limes di Odenwald, che collegava il fiume Meno presso Wörth, con il medio Neckar a Bad Wimpfen. Il successore Adriano, contribuì all'avanzamento lungo il cosiddetto limes dell'Alb.


145-146 d.c.

È sotto Antonino Pio che molte delle torri e dei forti in legno, furono ricostruiti interamente in pietra, ma soprattutto si ebbe il definitivo avanzamento del limes di oltre 30 km ad est della precedente linea dell'Odenwald-Neckar.



III LEGIO ITALICA


170 d.c.

La Rezia venne devastata durante le guerre marcomanniche, così che le fu assegnata una legione a difesa del limes danubiano. La provincia passò così da provincia procuratoria (con procurator Augusti), a provincia legataria, (con un legatus Augusti pro praetore) al comando della Legio III Italica, stanziata nella Castra Regina (Ratisbona).

SCAMBODUNUM

179 d.c.

La prima linea di fortificazioni venne costruita lungo il fiume Alb, la seconda ed ultima fase proseguì l'avanzata verso nord al tempo di Antonino Pio. Tale avanzata comportò, durante la seconda fase delle guerre marcomanniche, il posizionamento di una legione nel luogo di congiunzione tra il limes germanico-retico e il tratto fluviale danubiano, a Castra Regina (oggi Ratisbona). 
 

213 d.c.

Caracalla, giunto al limes germanico-retico, condusse una campagna contro i Germani, sconfiggendo i Catti lungo il fiume Meno, e gli Alemanni nella zona che va dalla Rezia all'altopiano della Svevia, conquistandosi il titolo di Germanicus maximus ma sembra che avesse comprato la pace con i barbari.


234-235 d.c.

Alessandro Severo, partito con un esercito di Armeni, Osroeni e Parti, respinse gli Alemanni, che avevano sfondato il fronte degli Agri Decumates. Però volle concludere la pace con i Germani offrendo grandi somme di denaro: l'esercito, sotto la guida del generale Massimino il Trace, si ribellò e trucidò Alessandro e la madre, proclamando imperatore lo stesso Massimino.


235-236 d.c.

Massimino Trace continuò a combattere gli Alemanni, riuscendo a respingerli, e a penetrare in Germania per 45-60 Km e a batterli nella regione del Württemberg e Baden.


242-243

Con Gordiano III, durante le campagne orientali, vi furono nuovi sfondamenti del Limes germanico-retico ad opera degli Alemanni e la secessione della parte occidentale dell'impero delle Gallie, guidata dal governatore della Germania superiore ed inferiore, Postumo. 


260 d.c.

I territori a sud del cosiddetto limes germanico-retico (gli Agri decumates) furono abbandonati a vantaggio degli Alemanni. Fu Gallieno a decidere l'abbandono di tutti i territori ad est del Reno ed a nord del Danubio, per le continue invasioni degli Alemanni, e la secessione della parte occidentale dell'impero, guidata dal governatore di Germania superiore ed inferiore, Postumo. Gli Alemanni si spinsero in Italia, ma vennero battuti dalle armate di Gallieno nei pressi di Milano. 

SCAMBODUNUM

CLAUDIO II


268 d.c.

Gli Alemanni penetrarono nell'Italia settentrionale attraverso il Brennero, approfittando dell'assenza dell'esercito romano, impegnato con l'invasione dei Goti e l'usurpatore Aureolo. Successivamente l'esercito romano di Claudio II il Gotico riportò la vittoria sugli Alemanni, nella battaglia del lago Benaco (lago di Garda), che permise la loro definitiva cacciata dall'Italia settentrionale e più della metà dei barbari perirono nel corso della battaglia.


270 d.c.

Una nuova invasione di Iutungi tornò a procurare danni in Rezia e Norico. Claudio II affidò il comando balcanico ad Aureliano, e si diresse a Sirmio, suo quartier generale, ma poco dopo morì per una nuova epidemia di peste. Aureliano dovette concludere rapidamente la guerra contro i Goti in Tracia e nelle Mesie, e recatosi a Sirmio, ricevette l'acclamazione imperiale dalle truppe di stanza in Pannonia.


271 d.c.

Ora si trattava di un'invasione congiunta di Alemanni, Marcomanni e Iutungi. Aureliano accorse in Italia, raggiunse la Pianura Padana e venne sconfitto presso Piacenza, in un'imboscata. Ma i barbari, per avidità di bottino, si divisero in numerose bande e Aureliano le battè una per una.


274-275 d.c.

La vittoria di Aureliano sull'imperatore delle Gallie Tetrico provocò una nuova incursione dei Germani nella Rezia, tanto da richiedere l'intervento dell'imperatore.

MOSAICO DI CLUNIA SULPICIA

278 d.c.

Probo affrontò i Burgundi e i Vandali venuti in soccorso delle tribù germaniche; furono battuti in Rezia, mancando poi essi fede alle condizioni di resa l'imperatore li affrontò nuovamente. I Germani furono duramente sconfitti e i Romani catturarono anche il loro capo, Igillo. Probo ebbe il titolo di "Germanicus maximus", ma a nche di "Restitutor provinciae", come da un'iscrizione trovata ad Augusta Vindelicorum per aver rimesso ordine lungo i confini della provincia di Rezia.
 

286-288 d.c.

A Diocleziano fu rinnovato l'appellativo di "Germanicus maximus" per ben due volte nel 287, ma grazie alle armate dell'altro augusto, Massimiano, contro Alemanni e Burgundi sull'alto Reno. Nel 288 un nuovo successo di Massimiano  e Diocleziano sugli Alemanni.

In seguito alla riforma tetrarchica di Diocleziano la provincia di Rezia venne divisa in due province, affidate ciascuna ad una legione, dove la Legio III Italica continuava la sua permanenza a Castra Regina, mentre la nuova Legio III Herculea era posizionata a Caelius Mons (Kellmünz an der Iller).


298 d.c.

Il Cesare Costanzo Cloro, cui era affidata la frontiera renana, sconfisse la coalizione degli Alemanni nella battaglia di Lingones e nella battaglia di Vindonissa, rafforzando questo confine per alcuni decenni.

MOSAICO DI CLUNIA SULPICIA


COSTANTINO I


302 d.c.

Presso Vindonissa  le armate romane batterono Alemanni e Burgundi. Costantino I,  monarca assoluto dell'Impero romano, riprese molti territori ex-romani, abbandonati da Gallieno e Aureliano, tra cui l'Alamannia (Agri decumates).


324/325 d.c.

Crispo, figlio di Costantino I, sconfisse nuovamente gli Alemanni infatti la monetazione ne celebrò l'"Alamannia devicta".


328-332 d.c.

Costantino I, col figlio Costantino II combattè contro gli Alemanni che tentavano di invadere la Gallia. I figli dell'imperatore ottennero il titolo di "Alamannicus maximus",  ma Costantino  costituì una nuova tetrarchia, dando a Costantino II, il territorio dalla Britannia, alla Gallia, fino alla Hispania, a Costante I Rezia, Norico, Pannonie, Italia e Africa, a Costanzo II Asia, Oriente ed Egitto, e al nipote Dalmazio, Dacia, Tracia, e Macedonia con capitale Costantinopoli. 
Ma  Dalmazio fu assassinato dai suoi stessi soldati istigati dai figli di Costantino nell'eccidio di tutti i maschi che potessero ambire al trono, così l'Impero fu diviso in tre parti.


357 d.c.

Una coalizione tra Marcomanni e Quadi e Sarmati Iazigi, invase e saccheggiò Rezia, Pannonia e Mesia superiore. Intanto, sul fronte renano, l'imperatore Giuliano vinse gli Alemanni nella Battaglia di Strasburgo.


365 d.c.

L'imperatore Valentiniano I divenuto augusto l'anno prima con il fratello Valente, si recò in Gallia contro gli Alemanni. La Gallia e la Rezia erano state devastate dagli Alemanni, la Pannonia dai Sarmati e dai Quadi, la Britannia dai Sassoni, Scoti e Attacotti, l'Africa dai Mauri e gli Austuriani, la Tracia dai Goti; e l'Armenia era minacciata dallo scià di Persia Sapore II.


370 d.c.

Mentre Valentiniano provvedeva alle fortificazioni sul Reno dall'Oceano fino alla Rezia, Teodosio il Vecchio, padre di Teodosio I, respinse un'invasione di Alemanni in Rezia, trapiantando i prigionieri sul Po.

SCAMBODUNUM

STILICONE


400-402 d.c.

A seguito dell'irruzione in Rezia e Norico dei Vandali, Alarico, con Radagaiso il Goto, invase l'Italia nel 400/401, anno del consolato di Stilicone. Le orde di Radagaiso, con i Visigoti di Alarico, avrebbero invaso la Rezia, mentre i Visigoti invadevano le Alpi Giulie, occupando Venezia e Istria. Poi volsero a Milano, capitale dell'Impero romano d'Occidente, dove l'Imperatore e la sua corte preparavano la fuga. 

Stilicone invece raccolse un esercito e si diresse verso la Rezia dove respinse i Barbari reclutandone alcuni nell'esercito romano. Poi Stilicone partì con le legioni  alla difesa di Milano, assediata da Alarico, ma dovette sguarnire il Reno e la Britannia di truppe, richiamandole in Italia.


410 d.c.

L'Imperatore Onorio per assurda invidia fece uccidere l'unico difensore dell'impero, Stilicone. Inoltre fallì nella trattativa con il generale Alarico, che tenne in assedio Roma, offrendosi però di diventare generale dell'Impero Romano d'Occidente; vistosi negato l'incarico dallo sciocco Onorio, Alarico saccheggiò Roma dal 24 agosto al 27 agosto 410.


BIBLIO

- Aurelio Vittore - Epitome de Caesaribus e De Vita et Moribus Imperatorum Romanorum -
- Dione - Storia romana - LXXVII -
- Tacito - Storie - I -
- Zosimo - Storia nuova - I -
- Erodiano - Storia dell'Impero dopo Marco Aurelio -
- Eutropio - Breviarium ab Urbe condita - IX -
- Historia Augusta - Alessandro Severo, 59.7 - I due Massimini, 7.4. -
- H.Shonberger - The Roman Frontier in Germany - an Archaeological Survey -
- D. Faoro - Novità sui Fasti equestri della Rezia - Quaderni friulani di archeologia - Trieste - 2007 -
- C.R. Whittaker, Frontiers of the Roman empire. A social ad economic study - Baltimora & London - 1997 -


BRITANNIA (Province Romane)


2 comment
VALLO DI ADRIANO

La Britannia fu una provincia prima, poi il nome di più province dell'impero romano dell'isola di Gran Bretagna tra il 43 e il 410 d.c.. Dopo la conquista avvenuta ad opera di Claudio nel 43, la Britannia divenne una provincia imperiale, governata da un Legatus Augusti pro praetore di rango consolare. La capitale divenne Camulodunum, spostata a Londinum dopo la rivolta di Boudicca. Dal 207, la provincia venne divisa in Britannia Superior con capitale Londinum e Britannia Inferior con capitale Eburacum.

Dopo che Gallia e Britannia fecero parte dell'Impero romano, la Britannia fu divisa da Diocleziano (fine III-inizi IV secolo) in quattro province:

- Maxima Caesariensis (sud-est, capitale Londinium, Londra),
- Flavia Caesariensis (est, capitale Lindum Colonia, Lincoln),
- Britannia Secunda (nord, capitale Eburacum, York)
- Britannia Prima (ovest, incluso il Galles, con capitale Corinium Dobunnorum, oggi Cirencester).
Una quinta provincia, nel nord, chiamata Valentia (con capitale Luguvallium, Carlisle), nacque nel 369 ma durò poco. 

A capo dell'amministrazione della Britannia era posto un Praetor Vicarius, che controllava quattro governatori di rango equestre (i praesides). Nel tardo IV secolo, il governatore della Maxima Caesariensis divenne di rango consolare. Per i comandi militari vi erano:: il Dux Britanniarum, il Comes Britanniarum e il Comes litoris Saxonici per Britannias. 

PROVINCIA DELLA BRITANNIA


LE TRIBU'

Questa è la lista delle tribù che vivevano nella Britannia e Hibernia all'epoca: 

Ancaliti - Hampshire e Wiltshire, Inghilterra - vivevano nella valle del Tamigi attorno al I secolo a.c., attestati da Gaio Giulio Cesare, non esistono prove archeologiche sulla loro ubicazione.

Attacotti - Scozia o Irlanda - Ammiano Marcellino (IV secolo) include questo popolo tra quelli (insieme a Scoti, Sassoni e Pitti) che creavano problemi alla dominazione romana in Britannia. San Girolamo (IV secolo) afferma di averne visti personalmente in Gallia, con costumi promiscui e cannibalismo (in genere attribuito ai popoli irlandesi. Dal 395 alcuni Attacotti furono reclutati nell'esercito romano. Infatti, la Notitia Dignitatum li elenca tra i reggimenti che stazionavano in Gallia, in Italia e nell'Illirico, ma Attacotti ostili sono ricordati solo dopo il 367. Studiosi moderni li hanno ubicati sulla frontiera settentrionale della Britannia romana.

Atrebati - Hampshire e Berkshire, Inghilterra - Gli Atrebati erano una tribù belgica della Gallia e della Britannia prima della conquista romana. 

Autini - Per tradizione un tempo vivevano a ovest del fiume Shannon. Il loro nome deriva da un proto-celtico ricostruito Autēniī, e sono stati identificati come gli Auteini a cui si fa riferimento nella Geografia di Tolomeo del II secolo come residenti all'incirca nella contea di Galway.

I BELGI

Belgi - Wiltshire e Hampshire, Inghilterra -

Bibroci - Berkshire, Inghilterra - Una tribù celtica incontrata da Giulio Cesare durante la sua seconda spedizione in Britannia nel 55 a.c.. Si arresero a lui durante la sua campagna contro Cassivellauno, e questo suggerisce che fossero stanziati nel sud-est della Britannia.

Briganti - Inghilterra settentrionale -

Briganti - Irlanda - L'ipotesi di una presenza temporanea in Hibernia di legionari romani ai tempi di Agricola prende sempre più consistenza tra gli studiosi. Lo storico Barry Raftery ritiene che il forte romano di Drumanargh fosse una base commerciale e militare romana abitata non solo da legionari, ma da Britanni romanizzati, da Irlandesi locali e da commercianti romani.

Cereni - Sutherland Scozia - tribù nativa celtica della Scozia

Caledoni - Invernessshire - Scozia - tribù nativa celtica della Scozia

Cantiaci - Kent, Inghilterra - o Cantii, tribù celtica o belgica della Britannia prima della conquista romana. Vivevano nell'odierno Kent (Inghilterra sud-orientale) e la loro capitale era Durovernum Cantiacorum, ora Canterbury. Cesare giunse nel Cantium nel 55 e 54 a.c. (De bello Gallico) e cita quattro re: Segovage, Carvilio, Cingetorige e Tassimagulo, che tennero il potere nel Cantium al tempo della sua II spedizione militare in Britannia (54 a.c.). Il capo britannico Cassivellauno, assediato nella fortezza a nord del Tamigi, chiese ai quattro sovrani che attaccassero il campo romano, ma la manovra fallì e Cassivellauno dovette cercare un accordo.
Sotto Claudio, i re in Britannia furono: 1) Dubnovellauno. alleato o sovrano-dipendente di Tasciovano re dei Catuvellauni, o un figlio di Addedomaro re dei Trinovanti che andò supplice da Augusto nel 7 a.c.
2) Vosenio, regnò fino a circa il 15 a.c..  3) Eppillo, sovrano degli Atrebati, re dei cantiaci nel 15 a.c., quando suo fratello Verica divenne sovrano degli Atrebati. 4)  Cunobelino, il re dei Catuvellauni.  5) Adminio, figlio di Cunobelino. Regnò per conto del padre dal 30, ma fu esiliato da Cunobelino nel 40.

LONDINIUM (LONDRA)

Carnonaci - Highland scozzesi occidentali - tribù della Britannia settentrionale menzionata soltanto da Tolomeo (161 circa).

Carvezi - Cumberland, Inghilterra - tribù probabilmente facente parte dei Briganti, poi popolo britannico con una civitas della Britannia romana che viveva in Cumbria e nel Lancashire nella Inghilterra nord-occidentale.

Cassi - Inghilterra - tribù incontrata da Giulio Cesare nella II spedizione in Britannia, quando traversò il Tamigi a Kew. Si suppone che tra la II spedizione di Cesare (54 a.c.) e quella di Claudio nel 43 d.c. i Cassi si siano uniti con Ancaliti e Bibroci per formare i Catuvellauni; lo stesso Cassivellauno potrebbe essere membro della tribù dei Cassi.

Catuvellauni - Hertfordshire, Inghilterra - tribù celto-belgica del sud-est della Britannia, che secondo Cassio Dione avrebbero guidato la resistenza anti-romana nel 43. Nella Geografia di Tolomeo (II secolo) era una delle civitates britanniche, che occupava gli odierni Hertfordshire, Bedfordshire e Cambridgeshire meridionale, con capitale Verulamium. Vi apparteneva Cassivellauno che combattè contro la I spedizione di Cesare in Britannia (54 a.c.), e Tasciovano che fu il primo re a coniare monete a Verulamium a partire dal 20 a.c.. 
Suo figlio Cunobelino salì sul trono nel 9 a.c., e sotto di lui e la sua famiglia i Catuvellauni divennero i dominatori nella Britannia sud-orientale. Suo fratello Epaticco ottenne il sud e l'ovest a scapito degli atrebati, che tenne fino alla morte. Adminio, re del Kent, fu esiliato dal padre Cunobelino nel 40. L'esilio del sovrano degli Atrebati, Verica, fornì a Claudio il pretesto per l'invasione della Britannia. Togodumno morì subito dopo la battaglia sul Tamigi. 
I Romani lanciarono l'assalto finale a Camulodunum e i territori dei Catuvellauni divennero provincia romana. Ostorio sconfisse Carataco nel 50 nella battaglia di Caer Caradoc, catturandone i familiari. Carataco fuggì presso i Briganti, ma la loro regina, leale ai Romani, lo imprigionò, Claudio però concesse la grazia a lui e alla sua famiglia, lasciandoli vivere in pace a Roma.
Verulamium divenne municipium nel 50, fu distrutto nella rivolta di Budicca nel 60, ma fu ricostruita e vennero dedicati da Gneo Giulio Agricola all'imperatore Tito il teatro e il foro. Un'iscrizione ricorda che la civitas dei Catuvellauni fu coinvolta nella ricostruzione del Vallo di Adriano, al tempo di Settimio Severo.


- Cauci - Irlanda - Sono ricordati solo dal geografo Claudio Tolomeo nella sua Geografia, che li colloca nella regione delle odierne contee di Dublino e di Wicklow. Vivevano nell'area dei Paesi Bassi e della Germania nord-occidentale.

Corieltauvi - Leicestershire - o coritani, o Coritavi nella Geografia di Tolomeo. o Corieltauvi. Il loro territorio era nelle odierne Midlands orientali, nelle contee di Lincolnshire, Leicestershire, Nottinghamshire, Derbyshire e Northamptonshire. La loro capitale era Ratae Coritanorum (o Ratae Corieltauvorum), l'odierna Leicester. Popolo agricolo, una federazione di piccoli gruppi tribali indipendenti. Dall'inizio del I secolo a.c. coniarono monete con iscrizioni di più sovrani. Nelle monete del 45, compare il nome di Volisios, re supremo, insieme a tre sovrani sottoposti: Dumnocoveros, Dubnovellauno o Dumnovellauno, e Cartivelios. Si opposero poco o nulla, alla conquista romana, vedendo nei romani una protezione contro l'aggressiva tribù dei "Briganti". Ratae cadde in mano ai romani attorno al 44, e vi fu acquartierata la VIIII Hispana.

Coriondi - Irlanda - vengono menzionati da Tolomeo nella Geografia come abitanti nel sud del Leinster.

Corionotozi - Northumberland, Inghilterra - una contea del nord-est dell'Inghilterra, nel Regno Unito, ai confini con la Scozia.

Cornovi - Caithness, Scozia - Forse popolo del corno: Cornavii, Cornabii, e Curnavii. C'erano i Cornovi delle Midland, nell'area dello Shropshire. Tolomeo nella sua Geografia menziona due loro città: Deva Victrix (Chester) e Viroconium Cornoviorum (Wroxeter) la loro capitale. C'erano poi i Cornovi del Caithness, nella Scozia settentrionale menzionati solo da Tolomeo e infine, i Cornovi di Cornovaglia, della tribù dei Dumnoni, nella Britannia sud-occidentale.
La Cosmografia ravennate nel 700, riferisce un forte o insediamento fortificato dei cornovi, forse Tintagel o Carn Brea. Secondo il professor Philip Payton i cornovi facevano parte della più grande tribù dei Dumnoni, il cui territorio comprendeva la Cornovaglia, il Devon, la parte occidentale del Somerset e forse alcune zone limitanee del Dorset. Ma si chiamavano Cornovi anche quelli che vivevano nel nord della Gran Bretagna (Caithness), e nelle Midlands occidentali (a nord-ovest dello Staffordshire e a nord-est del Shropshire.
I cornovi costruirono molte fortezze collinari, tra cui: Titterstone Clee Hill e Old Oswestry. Una di queste, secondo Tacito, sarebbe stato l'ultimo rifugio del capo della resistenza anti-romana Carataco nel 50. Dopo l'occupazione romana, le terre del cornovi divennero centro di operazioni militari ed economiche. Viroconium Cornoviorum divenne una delle città più importanti della Britannia romana, in cui si acquartierò la XIV legione. Alcuni di loro servirono come legionari.

VALLO ANTONINO

Cornovi - Cheshire, Inghilterra - erano coloro che vivevano nel nord della Gran Bretagna (odierna area di Caithness), e nelle Midlands occidentali (a nord-ovest dello Staffordshire e a nord-est del Shropshire)

Cornovi - Cornovaglia, Inghilterra - appartenevano alla tribù dei Dumnoni, ubicati nella Britannia sud-occidentale. La loro esistenza si evince da un passo della Cosmografia ravennate del VII secolo, dove compare la parola purocoronavis, che viene considerata come un errore di trascrizione per durocornavis (o durocornovium), che significherebbe "fortezza dei Cornovi"

Creoni - Argyllshire - tribù celtica dell'antica Britannia, citata solo da Tolomeo. Fu probabilmente ubicato lungo la costa occidentale della Scozia, dall'isola di Skye a sud, e l'isola di Mull a nord. Tolomeo non fornisce indicazioni riguardo alla loro principale città.

Damnoni - Strathclyde, Inghilterra - o Damni erano un popolo della Britannia, che nel tardo II secolo viveva nel futuro regno di Strathclyde, oggi Scozia meridionale. Sono menzionati nella Geografia di Tolomeo, che li chiama Damnonii e Damnii. Non è da escludere una loro parziale origine pitta (Scozia orientale e settentrionale).

Darini - Irlanda - menzionati nella Geografia di Claudio Tolomeo, scritta nel II secolo. è una delle tribù più antiche dell'Irlanda.

Deceangli o Deceangi - Flintshire, una contea del nord-est del Galles -  erano una tribù celtica della Britannia che viveva nel Galles settentrionale, nelle odierne contee di Flintshire e Denbighshire (Galles nord-orientale).
Il primo attacco contro il Galles partì da Publio Ostorio Scapula, attorno al 48, proprio contro i Deceangli, che sembra si siano arresi dopo una blanda resistenza, a differenza delle altre tribù gallesi dei Siluri e degli Ordovici, che, invece, si opposero strenuamente ai Romani.
Non si conosce il nome di alcuna città romana nel territorio di questa tribù, sebbene sia probabile vi fosse il forte di truppe ausiliarie di Canovium (Caerhun), dotato di insediamento civile.

Decanzi - Forse nel Ross orientale,  in Scozia -

LA RIVOLTA DI BOUDICCA

Demezi - Dyfed, Galles - tribù celtica della Britannia, stanziata nelle odierne contee del Pembrokeshire e del Carmarthenshire (nel sud-ovest del Galles), dando il loro nome alla contea di Dyfed. Tolomeo li vede stanziati ad ovest dei Silures La loro capitale era Moridunum (Carmarthen). Fu tribù che, non essendo bellicosa, non si oppose alla conquista romana. 
Forse per questo il loro territorio non fu pesantemente presidiato. Comunque, i romani lo esplorarono alla ricerca di oro che stava nelle miniere di Luentinum (la Miniera d'oro di Dolaucothi vicino Pumsaint, Carmarthenshire). Non sono menzionati da Tacito nelle guerre romane nel Galles, che sono incentrate invece sui loro vicini, Silures e Ordovices.

Dobunni - Gloucestershire - tribù celtica della Britannia sulle odierne contee del Somerset settentrionale, di Bristol e del Gloucestershire. e per un certo periodo sull'Herefordshire, Oxfordshire, Wiltshire, Worcestershire e Warwickshire. Sotto il dominio romano la capitale fu Corinium Dobunnorum, odierna Cirencester. Confinavano a nord con i Cornovi delle Midlands e i Corieltauvi, a est con i Catuvellauni, a sud con gli Atrebati e i Belgai e a ovest con i Siluri e gli Ordovici. Vivevano in villaggi lavorando la terra, conoscevano la moneta prima dell'arrivo dei Romani, non erano bellicosi e si romanizzarono facilmente.

Dumnoni - Devon, Inghilterra - Una tribù celtica della penisola sud-occidentale della Britannia durante l'Età del Ferro e il primo periodo romano. La città di Exeter, cioè Isca Dumnoniorum (Isca dei Dumnoni), era un oppidum celtico sulle rive dell'Exe, prima della fondazione dell'insediamento romano attorno al 50 d.c.. Amédée Thierry (Histoire des Gauloises, 1828) collegò questo popolo con gli abitanti della Cornovaglia. Si pensa avessero occupato il Somerset, il Devon la Cornovaglia e, forse, parte del Dorset. 
Nella sua Geografia, Tolomeo colloca i Dumnoni a ovest dei Durotrigi e menziona quattro città: Isca Dumnoniorum (Exeter), Tamara (forse sul fiume Tamar), Uxella (forse sul fiume Axe, nel Somerset) e Voliba. La Cosmografia ravennate aggiunge due insediamenti: Nemetostatio, (forse North Tawton, nel Devon) e Durocornavium. Nel periodo post-romano emerse il regno britannico della Dumnonia, che copriva l'intera penisola, sebbene divisa in regni dipendenti.
Secondo alcuni la battaglia del Monte Badon, in cui i Dumnoni scacciarono gli Anglosassoni, sarebbe stata combattuta nel Devon, ma molti storici la collocano vicino a Bath. Il territorio della Dumnonia fu ridotto a poco più dell'odierna Cornovaglia dall'espansione del Wessex.

Durotrigi - Dorset, Inghilterra - Una delle tribù celtiche che vivevano nelle isole britanniche prima della invasione romana, nell'attuale Dorset, sud Wiltshire e Somerset meridionale. Dopo la conquista romana, le loro principali civitates furono Durnovaria (attuale Dorchester, "la probabile capitale originaria") e Lindinis (attuale Ilchester).
Furono una confederazione tribale basata sulla coltivazione delle terre protette da robuste "fortificazioni collinari" ancora in uso nel 43 a.c. Maiden Castle è un esempio di uno di queste. A nord e ad est avevano gli Atrebati. La sepoltura dei Durotrigi prevedeva l'inumazione, con un ultimo pasto rituale fornito anche in situazioni critiche, come nelle otto sepolture a Maiden Castle, compiute immediatamente dopo l'attacco romano.
I Durotrigi resistettero all'invasione romana nel 43, e Svetonio riporta qualche scontro fra la tribù e la seconda legione Augusta, allora comandata da Vespasiano. Dal 70, la tribù venne romanizzata e inclusa nella provincia romana di Britannia. 

Eblani - Irlanda - Gli Ebdani o Eblani o Eblanii o Ebdani o Blani o Blanii, erano un popolo dell'antica Irlanda registrato da Tolomeo. che lo pone in una regione sulla costa orientale, a nord della Contea di Dublino. Cita anche una "città" chiamata Eblana, che colloca tra gli estuari dei fiumi Buvinda e Oboca.

Epidi - Kintyre, Inghilterra - Gli Erano una tribù celtica della Britannia che viveva nelle regioni di Argyll e Kintyre e nelle isole di Islay e Jura in Scozia. Gli Epidi (in greco Επίδιοι) sono menzionati nella Geografia di Claudio Tolomeo. Secondo recenti studi, avrebbero parlato una lingua goidelica e non una britannica. Il loro territorio avrebbe in seguito fatto parte del regno di Dál Riata. Tolomeo non menziona nessuna loro città, ma la Cosmografia ravennate menziona Rauatonium, identificata in Southend, Kintyre.

IL VALLO DI ADRIANO

Gangani - penisola di Lleyn - in gallese Penrhyn Llŷn, abitavano una penisola del Galles nord-occidentale, situata tra la Baia di Tregaron, un tratto della Baia di Cardigan, e la Baia di Caernarfon (Mare d'Irlanda), nella contea di Gwynedd. Il Llyn fu, insieme, alla vicina isola di Anglesey, una delle ultime zone del Galles ad essere raggiunte dai Romani.

Gangani - Irlanda - una parte dei Gangani del Galles si trasferirono nell'Irlanda.

- Erpeditani - Irlanda - Gli Erdini o Erpeditani erano un popolo di cui nella geografia di Tolomeo del II secolo viveva nel nord-ovest dell'Irlanda, nell'area della Baia di Donegal, un'insenatura, o baia, nel nord-ovest dell'Irlanda.

Iberni - Irlanda - Gli Iberni, o Hiberni, erano gli antichi abitanti dell'Irlanda, chiamata dai Romani Hibernia. Erano di origine celtica, probabilmente misto ad autoctoni, forse un residuo dei popoli megalitici o degli Iberi, insediatisi anticamente nell'isola. Gneo Giulio Agricola, durante la sua campagna di Britannia, volle sbarcare in Hibernia nell'81 per assoggettarla, ma dopo la sua partenza per Roma, nell'85, il progetto venne abbandonato.

- IceniAnglia orientale, Inghilterra - Gli Iceni o Eceni erano una tribù celtica britannica che, tra il I secolo a.c. e il I secolo d.c., viveva all'incirca nelle odierne contee inglesi di Norfolk e Suffolk. I Cenimagni, che si arresero a Gaio Giulio Cesare durante la sua seconda spedizione, nel 54 a.c., erano forse un ramo degli Iceni e vivevano nel Kent nord-occidentale

Lugi - Sutherland orientale, Inghilterra - O Lugii, Lygii, Ligii, Lugiones, Lougoi, tribù di origine indoeuropea che visse tra il 400 a.c. ed il 300 d.c. nell'Europa centrale, a nord dei Sudeti nel bacino dell'alto Oder e della Vistola, occupando buona parte dell'attuale Polonia centro-sud, cioè Slesia, Grande Polonia, Masovia e Piccola Polonia. Controllavano il tratto centrale della Via dell'ambra dalla Sambia al Mar Baltico, fino a: Pannonia, Norico e Rezia.
La Federazione Lugia è citata da Strabone come un "grande popolo" che, insieme a Semnoni, Zumi, Butones, Mugilones e Sibini, fecero la federazione guidata da Maroboduo, re dei Marcomanni, con sede in Boemia. Durante il regno di Domiziano, i Lugi si allearono coi Romani chiedendo aiuto contro la tribù germanica dei Suebi. Domiziano spedì 100 cavalieri per aiutare i Lugi. Non si sa se arrivarono a destinazione; sarebbe la prima presenza di soldati romani sul suolo polacco. I Buri, che per Tolomeo facevano parte dei Lugi, ebbero un ruolo importante nelle Guerre Marcomanniche (166-180): i romani dovettero organizzare una campagna contro di loro, l'Expeditio burica, nel 182-183, durante il regno di Commodo.
Alcuni storici sostengono si possano identificare con la tribù dei Longiones (o Logiones) citata da Zosimo, guidata dal capo Semnone, e sconfitta dall'imperatore Probo nel 279 in Rezia. Secondo Tacito, i Lugi erano divisi in numerose tribù le cui più potenti furono: Arii, Elveconi, Manimi, Elisi e Naarvali. Tolomeo cita i Lugi Omani, i Lugi Diduni ed i Lugi Buri, vicini all'alto corso della Vistola nella Germania Magna, quella che ora è la Polonia. Sembra fossero divisi in Omani, Diduni e Buri.

Magnazi - Irlanda - antica tribù dell'Irlanda.

Manapi - Irlanda - Secondo Tolomeo i Manapi erano stanziati nel sud-est dell'Irlanda. Ma toponimi come Fermanagh fanno pensare anche a una loro presenza nel nord-ovest dell'isola.

Novanzi - Galloway, Inghilterra - abitanti della Scozia sud-occidentale composta dalla Contea di Wigtown, storicamente conosciuta come West Galloway, e dalla Contea di Kirkcudbright. storicamente conosciuta come East Galloway.

Ordovici - Gwynedd, Galles - tribù celtica della Britannia prima dell'invasione romana, estesa tra i Siluri a sud e i Deceangli a nord-est. Furono sottomessi Gneo Giulio Agricola nel 77/78. Il nome Ordo-vic- significherebbe "coloro che combattono con il martello".
Erano agricoltori e pastori, ma audaci combattenti e vivevano in fortezze collinari. Furono tra i pochi popoli britannici a opporsi all'invasione romana. La resistenza fu soprattutto organizzata dal capo Carataco, esiliato dopo la sconfitta della sua tribù nella Battaglia di Medway. Divenne il signore degli Ordovici e dei Siluri e nemico pubblico dei Romani. Dopo la Battaglia di Caer Caradock, dove il governatore Publio Ostorio Scapula sconfisse Carataco, gli Ordovici csi arresero. Però si ribellarono anni dopo distruggendo uno squadrone di cavalleria, per cui Agricola sterminò l'intera tribù e non se ne sentì più parlare.


Parisi - East Riding, Inghilterra - La tribù romano-britannica dei Parisi, negli attuali Yorkshire orientale e nell'Humberside (Britannia), considerata come una parte della tribù gallica dei Parisi, stanziati nell'Île-de-France. Secondo Barry Cunliffe, i Parisi britannici sarebbero una colonia di quelli gallici. Alcuni di loro potrebbero infatti essersi recati in Britannia dopo che Gaio Giulio Cesare aveva sedato la rivolta anti-romana capeggiata nel 52 a.c. da Vercingetorige e alla quale i Parisi avevano partecipato insieme ai Suessioni.

Regnensi - Sussex, Inghilterra - O Regni o Regini, con capitale Noviomagus Regnorum, "Nuovo Campo dei Regnensi" oggi Chichester nel Sussex occidentale. Prima della conquista romana facevano parte dei domini degli Atrebati che i i Romani mantennero come regno cliente e stato cuscinetto tra la provincia a est e le terre ancora non conquistate dell'ovest. Il sovrano era Tiberio Claudio Cogidubno, a cui era stata data la cittadinanza romana da Nerone. Dopo la sua morte, il regno venne diviso in civitates, tra cui Atrebati, Belgi e Regnensi.

- Selgovi - bacino superiore del Tweed, Inghilterra - antica tribù celtica della Scozia centrale, vicini ai Votadini, collocati a est. La loro capitale si trovava su un Eildon hill settentrionale vicina a Melrose, nei pressi di dove i Romani costruiranno in seguito il forte di Trimontium, a Newstead.
Il loro territorio sembra aver formato parte del regno di Gododdin, nato dopo la partenza dei Romani.

Setanzi - nel Lancashire, in Inghilterra.

- Siluri - Gwent, Galles - Potente tribù britannica, nelle attuali contee di Monmouthshire, Brecon e Glamorgan, nel Galles. Si opposero ferocemente alla conquista romana del 48 con l'aiuto del leader militare Carataco, principe dei Catuvellauni, scappato dall'est in questi territori. Il legato Publio Ostorio Scapula attorno al 48. aggredì i Deceangli nel nord-est, che si arresero. Poi combattè contro Siluri e Ordovici, guidati da Carataco, che fu sconfitto da Scapula nel 51.
I Siluri però si dettero alla guerriglia e fecero molti prigionieri romani, e morto Scapula, ottennero una vittoria contro la seconda legione "Adiutrix". Alla fine vennero sottomessi da Sesto Giulio Frontino con una serie di campagne che terminarono nel 78. I Romani costruirono il fortilizio di Isca Silurum, (Caerleon), nel mezzo del loro territorio. La città di Venta Silurum (Caerwent), fu romanizzata. Dagli scavi archeologici: un foro, un tempio, bagni, un anfiteatro, negozi e molte case con mosaici

Smerzi - Sutherland meridionale Inghilterra - popolo della contea della Scozia settentrionale, compresa tra le contee di Caithness a est, di Ross and Cromarty a sud, l'Oceano Atlantico a nord e ovest, il Mare del Nord a sud-est.

Tassali - Aberdeenshire - abitanti di una regione situata nel nord della Scozia, sul Mare del Nord. l'Aberdeenshire

Trinovanti - Essex, Inghilterra - O Trinobanti, tribù celtica sul lato settentrionale dell'estuario del Tamigi nell'Essex e nel Suffolk, comprese le terre della Greater London (i 32 borghi di Londra). Avevano come capitale Camulodunum (Colchester) che, secondo alcune leggende, sarebbe Camelot. Poco prima dell'invasione di Gaio Giulio Cesare nel 55- 54 a.c., i Trinovanti erano la tribù più potente della Britannia comandati dal re Imanuenzio (De bello Gallico). Prima della seconda spedizione cesariana, il re fu spodestato da Cassivellauno, e suo figlio, Mandubracio, fuggì in Gallia sotto la protezione di Cesare che sconfisse Cassivellauno e rimise Mandubracio sul trono.
I Trinovanti si ribellarono ai romani, guidati dalla regina Budicca nel 60 e compaiono tra le civitas della Britannia romana, con capitale a Cesaromago (Chelmsford, nell'Essex).

Vacomagi - Banffshire Inghilterra - tribù celtica britannica, conosciuta solo attraverso l'unica citazione del geografo Tolomeo. Dalla descrizione e l'ubicazione approssimativa, il territorio doveva essere la regione di Strathspey, inclusa la costa settentrionale della Scozia. Tolomeo afferma che le loro principali città erano chiamate Bannatia, Tamia, Pinnata e Tuesis

Velabri - Irlanda, contea di Kerry - sono un popolo citato dal geografo antico Claudio Tolomeo

Veniconi - Strathmore? Inghilterra - Ne scrisse Tolomeo nel suo Geografia che la loro città era 'Orrea, identificata con il forte romano di Horrea Classis, situato da Rivet e Smith presso Monifieth, dieci Km ad est di Dundee. Si pensa che abbiano vissuto tra il Tay ed il Mounth, a sud di Aberdeen. Ammiano Marcellino afferma che nel 367 al tempo dei Pitti, di cui esistevano due tribù, i Dicalidoni ed i Verturioni, assieme con i popoli guerrieri degli Attacotti e degli Scoti, si spostavano creando grande devastazione".

Vennicni - Irlanda - tra le tribù più antiche in Irlanda di cui si ha notizia sono menzionati dal geografo Tolomeo.

Vodie - Irlanda - uno dei più antichi popoli di Irlanda.

Votadini - Lothian - o Wotadini erano un popolo britannico abitante nel sud-est della Scozia e nel nord-est dell'Inghilterra, a sud del Firth of Forth. Si estendeva dalla zona di Stirling al fiume Tyne, includendo Falkirk e il Lothian, le regioni di confine della Scozia orientale e il Northumberland (nord-est dell'Inghilterra). 
La loro capitale era probabilmente Traprain Law, una fortezza nel Lothian dell'est, I Votadini tra il 138 e il 162 vennero conquistati dai Romani che dal III secolo fu divisa in quattro province. In una tarda riorganizzazione fu creata la provincia Valentia, che forse includeva il territorio votadino. Quando i Romani si ritirarono al di qua del Vallo di Adriano, i Votadini divennero uno stato cuscinetto alleato di Roma, privo di occupazione militare, fino al 400 circa, quando i Romani si ritirarono dall'Inghilterra. 

GIULIO CESARE

CESARE

Giulio Cesare, già impegnato nella conquista romana della Gallia, condusse due campagne militari in Britannia, poichè i popoli di quest'isola aiutavano la resistenza gallica. La prima spedizione si ebbe nel 55 a.c. più una ricognizione che un' invasione. Le navi approdate sulla costa del Kent, a causa di una tempesta vennero danneggiate e Cesare tornò in Gallia.

Anche se fu un insuccesso, il Senato indisse 20 giorni di feste pubbliche a Roma per celebrare il nuovo territorio di conquista. Cesare tornò in Britannia nel 54 a.c. con un esercito più forte, non fece conquiste territoriali, ma stabilì un sistema di clientele almeno parte della Britannia. Il che significò nuovi commerci e nuove ricchezze per Roma.



CLAUDIO

Nel 43, le forze romane, al comando di Aulo Plauzio sconfissero i catuvellauni e i loro alleati. Uno dei loro capi, Carataco sopravvisse, continuando la resistenza, ma venne aggiunto da Claudio in persona con i rinforzi, e i romani conquistarono la capitale capitale Camulodunum, conquistandola, mentre il futuro imperatore Vespasiano sottometteva il sud-ovest. Conquistato il sud dell'isola, i Romani si rivolsero al Galles. Siluri, Ordovici e Deceangli con a capo Carataco li combatterono ma furono sconfitti nel nel 51. Carataco fuggì presso Cartimandua, regina dei Briganti, che però lo consegnò ai Romani.

Nel 61 scoppiò una rivolta nell'isola di Mona nel Galles del nord, guidata da druidi che praticavano culti sanguinari, ma il governatore Gaio Svetonio Paolino stroncò decisamente la ribellione. A causa del dominio romano piuttosto brutale, Boudicca, regina degli Iceni, si pose a capo di una rivolta. I Trinovanti e i Catuvellauni si unirono agli Iceni, assalendo e distruggendo la colonia romana di Camulodunum. Londinium fu distrutta e la popolazione massacrata. Infine Svetonio sconfisse i Britanni. Boudicca si suicidò.

Nel 69, cioè nell'"anno dei quattro imperatori", a causa del disordine che si diffuse nell'Impero romano, Venuzio dei Briganti scacciò l'ex moglie e assunse il controllo del nord del paese, ma salito al potere Vespasiano l'ordine tornò, e Quinto Petillio Ceriale domò la rivolta.



AGRICOLA

Il governatore Gneo Giulio Agricola, suocero dello storico Tacito, sottomise gli Ordovici nel 77 e i Caledoni nell'83 ma fu richiamato in patria e i romani si ritirarono sulla linea del più difendibile istmo del Forth-Clyde. Alcuni forti romani a sud del limes Forth-Clyde, furono ricostruiti ed ampliati dopo la partenza di Giulio Agricola, sebbene molti altri fossero abbandonati e comunque proseguì la romanizzazione dell'area.

Nel 105 i Pitti devastarono molti forti di confine si che alcuni furono abbandonati. Così la frontiera venne spostata verso sud fino allo Stanegate, la strada romana che correva subito dietro al Vallo di Adriano, presso la linea del fiume Solway-Tyne.

ADRIANO

ADRIANO

Con Adriano nel 117 vi fu una rivolta militare soppressa dal governatore provinciale Quinto Pompeo Falcone. Quando Adriano raggiunse la Britannia nel 122, dispose la costruzione di un vallum, il vallo di Adriano, innalzato lungo la linea di frontiera dello Stanegate a cui provvide il governatore Aulo Platorio Nepote con la nuova legione dalla Germania inferiore: la VI Victrix.



ANTONINO PIO

La frontiera venne spostata verso l'istmo di Forth-Clyde a partire dal regno di Antonino Pio, quando venne costruito un vallum più a nord di quello di Adriano nel 142 circa. Ma nel 155-157 i Briganti costrinsero le armate romane a ritirarsi all'antico vallum Hadriani. Il confine del vallo di Antonino venne rioccupato l'anno dopo, ma abbandonato definitivamente nel 163-164. 



MARCO AURELIO

Sotto Marco Aurelio, alcuni forti a nord del vallo di Adriano furono rioccupati, e 5.500 Sarmati Iazigi furono inviati in Britannia nel 175 a protezione dei suoi confini. Nel 181 il vallo di Adriano subì pesanti attacchi dai Pitti ed il governatore fu ucciso in battaglia, tanto che il nuovo governatore dovette combattere per tre lunghi anni finchè, nel 184 riuscì sconfisse le tribù ribelli del nord della Scozia ed ottenere la pace. Venne inviato il futuro imperatore Pertinace, che ottenne la resa dei capi della rivolta e riportò l'ordine nelle armate della provincia.

SETTIMIO SEVERO

SETTIMIO SEVERO

L'usurpazione di Albino nel 195 provocò l'abbandono delle 3 legioni dell'isola per marciare su Roma e prendere il trono nel 196. Sconfitto Albino, Settimio Severo divise la provincia in Britannia inferiore e superiore. Poi condusse nuove campagne in Scozia, dal 208 al 211, ma i territori conquistati vennero nuovamente ceduti dal figlio Caracalla, alla morte del padre.



COSTANZO CLORO

Il nuovo imperatore, Caro, prima di partire per la campagna contro i Persiani, affidò la parte occidentale dell'impero al figlio maggiore, Carino, il quale nel 284 compì una campagna oltre il vallo di Adriano, riuscendo a battere le popolazioni del nord e a riportare ordine ma nel 286-297 la rivolta di Carausio costrinse Costanzo Cloro, a creare la diocesi della Britannia, suddivisa in quattro province: Britannia Prima, Britannia Secunda, Flavia Caesariensis e Maxima Caesariensis. Nel 369 fu creata anche una quinta provincia, la Valentia. Costanzo Cloro tornò in Britannia nel 306 per invadere la parte settentrionale dell'isola, vinse una notevole battaglia ma morì nel 306.

MAGNENZIO

MAGNENZIO  

Dal 350 al 353 la Britannia fu in mano a un nuovo usurpatore, Magnenzio, ma la Britannia fu soggetta a sempre maggiori attacchi dall'esterno , da parte dei Sassoni ad est e degli Scoti da ovest. Fu quindi costruita tutta una serie di forti, ma un assalto generale di Sassoni, Irlandesi e Attacotti, combinato con una rivolta generale della guarnigione sul Vallo di Adriano, devastò e prostrò la Britannia romana nel 367. Questa crisi venne sedata dal Conte Teodosio, padre del futuro imperatore Teodosio I, con una serie di riforme militari e civili.

L'usurpatore, Magno Massimo, nel 383 attraversò in armi il canale della Manica conquistando gran parte dell'Occidente vincendo Pitti e Scoti attorno al 384, ma partendo per le sue campagne in Europa svuotò le guarnigioni britanniche. La sua ribellione fu stroncata nel 388, ma non tutte le truppe furono rimandate in Britannia, per sopperire così alla mancanza di soldati. 

E così attorno al 396 ci fu una crescente ondata di invasioni barbari in Britannia. Venne ristabilita la pace nel 399 ma, nel 401, altre truppe furono ritirate dall'isola e trasferite in Europa per fronteggiare Alarico.
Alcuni centri urbani come Canterbury, Cirencester, Wroxeter, Winchester e Gloucester restarono attivi durante il V e VI secolo. Tuttavia la vita urbana rallentò progressivamente a partire dal secondo quarto del IV secolo,



LA FINE

Il dominio romano sulla Britannia si può considerare concluso dal 407, anno in cui Costantino III fu acclamato imperatore dalle legioni stanziate in Britannia, attraversando poi la Manica con l'esercito. In questo modo l'isola restò completamente indifesa. Nel 410 l'imperatore d'Occidente Onorio scrisse agli abitanti della Britannia che da quel momento avrebbero dovuto badare da soli a loro stessi e alla propria difesa. Fu la fine della Britannia Romana.


PROVINCIA HISPANICA


0 comment
ITALICA

Quando i Romani arrivarono, nel II secolo a.c., la popolazione indigena della penisola iberica, di origine basca si era mescolata per quasi sedici secoli con popolazioni di origine celtica, provenienti dalla Gallia, formando così una nuova popolazione, i Celtiberi, con una cultura celtiberica.

La Provincia Hispanica o Spagna romana (Hispania) si ebbe quando nel 226 a.c. fu stipulato fra Romani e Cartaginesi il trattato dell'Ebro che stabiliva la ripartizione delle zone di influenza delle due potenze nella Penisola Iberica.

Ma il processo di romanizzazione sarà evidente dal 133 a.c. , con la distruzione di Numancia, dando luogo alla trasformazione della Cultura Celtiberica, che terminò nel I secolo a.c. quando le antiche oppida celtiberiche di Bilbilis, Uxama, Termancia o Numancia divennero città romane, alcune con il rango di municipium.

BAETICA

CARTAGINE

- 236 a.c. - il generale cartaginese Amilcare Barca sbarca in Iberia con le sue armate attraverso Cadice.
Il suo successore Asdrubale, ampliò le conquiste e fondò Nova Carthago, capitale della nuova provincia.

- 226 a.c. - Asdrubale, ora sufficientemente indipendente da Cartagine, siglò il trattato dell'Ebro con Roma, il quale fissava al fiume Ebro i limiti tra le due potenze mediterranee. 

- 220 a.c. - Annibale, succeduto ad Asdrubale conquista la Spagna a sud dell'Ebro, con l'eccezione di Sagunto.

- 219 a.c. - Tuttavia nel 219 a.c. Annibale violò il trattato dell'Ebro assediando ed espugnando la città di Sagunto alleata dei Romani che non avevano mosso un dito per difenderla, con l'aiuto della popolazione locale dei Turboletae. "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur" significa "Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata" (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1). Gli ambasciatori romani recatisi a Sagunto furono dirottati a Cartagine dove, non ricevendo soddisfazione, dichiararono la guerra.

Annibale, espugnata Sagunto  partì per l'Italica per attaccare i Romani sul loro stesso territorio. Lasciò al suo giovane fratello, Asdrubale Barca il comando delle truppe cartaginesi in Iberia. Inizia la II guerra punica tra Cartagine e Roma.

HISPANIA TARACONENSIS



INVASIONE DELLA SPAGNA

- 218 a.c. - Finalmente nel 218 a.c. le legioni romane reagirono alla violazione e invasero la Spagna guidate dal console Publio Cornelio Scipione (padre di Scipione Africano). Secondo Polibio l'episodio di Sagunto fu un pretesto dei Cartaginesi per la nuova guerra a causa delle pesantissime condizioni di resa imposte dai romani.

Pertanto Annibale iniziò la marcia verso l'Italia lasciando in Spagna diecimila soldati e mille cavalieri sconfitti però da Gneo Cornelio Scipione Calvo (fratello di Publio Cornelio Scipione) nella battaglia di Cissa, presso Tarragona.

Peraltro l'esercito romano inviato in Iberia al comando di Gneo e Publio Cornelio Scipione, riuscì a sconfiggere i Cartaginesi a Cissa. I due Scipioni svernarono poi a Tarraco, mentre Asdrubale Barca si ritirò a Nova Carthago, dopo aver rinforzato le postazioni militari a sud dell'Ebro. Asdrubale lanciò una spedizione per distruggere la base dei Romani a nord dell'Ebro, ma è sconfitto da un attacco a sorpresa dalle navi romane, che distruggono completamente le navi cartaginesi.

LUSITANIA

I DUE SCIPIONI

- 216 a.c. - I due Scipioni cominciarono a colpire i possessi dei Barcidi in Iberia e nelle isole Baleari, reclutando truppe ausiliarie indigene e consolidando le loro posizioni a nord dell'Ebro. Incoraggiarono, poi, anche le tribù iberiche alleate dei Romani ad attaccare i possedimenti cartaginesi a sud dell'Ebro.

- 215 a.c. - I Romani assediarono Ibera, città alleata di Cartagine e Asdrubale assediò allora la città alleata dei Romani, Dertosa. Gli Scipioni accorsero e vinsero nella battaglia di Dertosa e rioccuparono Sagunto.

- 212 a.c. - I Romani e gli alleati Edetani invasero la Turboletania, radendo al suolo la capitale Turba e vendendo i suoi abitanti come schiavi.

- 211 a.c. - Una grande contro-offensiva cartaginese condotta da Asdrubale Barca, Magone Barca e Asdrubale Giscone portò sconfitta e morte a Publio e Gneo Scipioni, nelle battaglie del Baetis superiore. Roma invia rinforzi in Iberia sotto il comando di Gaio Claudio Nerone, ma senza risultati.

SCIPIONE L'AFRICANO

SCIPIONE L'AFRICANO

- 210 a.c. - Dietro sua richiesta, viene inviato dal Seanato romano in Iberia Publio Cornelio Scipione Africano, figlio di Publio Scipione, con 10.000 armati, che vuole vendicare il padre o lo zio morti in battaglia. Tutti sanno che gli Scipioni sono abili e coraggiosi e non gli si può negare la vendetta,
Infatti Scipione conquista subito Nova Carthago. I Cartaginesi colpiti dalla velocità di Scipione dividono la loro armata in tre parti. Scipione fulmineo mosse contro Asdrubale e riuscì a sconfiggerlo, infliggendogli numerose perdite.

- 208 a.c. - Asdrubale intanto condusse la sua armata in Gallia, attraverso i passi dei Pirenei, per poi raggiungere l'Italia e ricongiungersi alle forze del fratello Annibale. Scipione invece si ritirò per l'inverno a Tarraco, assicurandosi però l'alleanza della maggior parte delle genti iberiche, che passarono dalla sua parte colpiti dalla fulminea vittoria.

- 207 a.c - i rinforzi cartaginesi sbarcarono in Iberia sotto Annone, e si unirono a Magone Barca mentre Asdrubale Giscone avanzò con la sua armata da Gades fino all'Andalusia. Scipione intanto mandò distaccamenti a colpire Magone  in modo tanto inaspettato, che il suo luogotenente Silano prese l'accampamento cartaginese, disperdendo l'armata celtibera di Magone e catturando Annone.

- 206 a.c. - Scipione è una valanga, ad Ilipa (presso Siviglia), distrusse le armate cartaginesi comandate da Asdrubale e Magone. E' la disfatta dei Cartaginesi che abbandonano la Spagna. Cadice si arrese senza combattere. I Turboleti chiedono la pace, pagando una grossa somma agli abitanti sopravvissuti di Sagunto.

- 202 a.c. - Scipione sconfigge definitivamente Annibale a Zama. Roma è salva e plaude al suo eroe. Finisce la II guerra punica.

- 197 a.c. - I Turdetani si sollevarono ancora sedati però dal pretore della Hispania Citerior, Quinto Minucio Termo, in una battaglia presso Turba. I loro territori vennero divisi tra i Bastetani e gli Edetani, scomparendo totalmente.



LE DUE HISPANIAE

Allora Roma fondò la nuova provincia e iniziò l'occupazione della penisola, che si prolungò per buona parte del II secolo a.c. con varie rivolte e conquiste finchè nel 197 a.c., i Romani crearono le due province della Hispania Citerior e dalla Hispania Ulterior. 

La Spagna Citeriore comprendeva i territori già in precedenza sotto il controllo romano e si estendeva lungo la costa mediterranea dai Pirenei a Cartagena, governata da un pretore che risiedeva a Cartagena.
La Spagna Ulteriore comprendeva i territori tolti ai Cartaginesi da Cartagena, lungo la costa meridionale, fino al territori dei Tudertani, oltre lo stretto di Gibilterra. 

Questa provincia era governata da un pretore che risedeva a Siviglia.Le principali città della Spagna Citeriore erano Tarragona (Tarraco), Ampurias (Emporion), Huesca (Osca), Saragozza (Salduba) e Cartagena (Nova Carthago); nella Spagna Ulteriore Cadice (Gades) e Siviglia (Hispalis Italica).

CATONE

MARCO PORCIO CATONE

- 195 a.c. - Gli abitanti dell'Hispania non accettano i nuovi vincitori. Marco Porcio Catone divenne console e assunse il comando dell'intera Hispania, sottomettendo le popolazioni della bassa e media valle dell'Ebro e occupando la città pirenaica di Iacca.
 
- 193 a.c. - Il nuovo console Fulvio Flacco sconfisse una coalizione di Vaccei, Vettoni e Lusoni nei pressi di Toletum (Toledo). I due governatori Gaio Flaminio e Marco Fulvio Nobiliore sottomisero le tribù dei Celtiberi Oretani, Carpetani, Vettoni e Vaccei.

Poi Lucio Manlio Acidinio seda la rivolta di alcune popolazioni celtibere e Tiberio Sempronio Gracco vince la tribù dei Belli.


I GUERRA CELTIBERIANA

Numerose tribù celtibere lungo il fiume Ebro si ribellarono a Roma, invadendo la Hispania Ulterior, la valle dell'Ebro alla ricerca di un posto dove trasferirsi. Inizia la I guerra celtiberiana.

- 180 a.c. - Tiberio Sempronio Gracco, proconsole della Hispania Citerior, liberò la città di Caravis (Magallón), alleata di Roma, dai Celtiberi e conquistò Contrebia Belaisca, centro della rivolta. I territori nemici furono divisi con le popolazioni indigene alleate dei Romani. Si procedette poi alla fondazione della città di Gracurris (Alfaro) per sottrarla ai Celtiberi, vinti ancora da Tiberio Gracco nella battaglia del monte Moncayo, Fine della I guerra celtiberiana.



GUERRA LUSITANA

Le oppida celtibare divennero presto municipi. Vennero fondate alcune colonie per le esigenze militari, come Carteia, Colonia Libertinorum nel 176 a.c., Corduba (Cordova), fondata da Marco Claudio Marcello, nel 152 a.c., Valentia (Valencia), nel 138 a.c. e, nel secolo successivo, Caesar Augusta (Saragozza).

155 a.c. - Il pretore Lucio Mummio sconfigge i Lusitani e i Vettoni a Gibilterra. Inizia la guerra lusitana.



GUERRA NUMANTINA

157 a.b. - Gaio Ostilio Mancino assedia  Numantia, ma fu respinto e dovette accettare un trattato che il Senato romano non ratificò.

- 154 a.c. - I Lusitani saccheggiarono la Hispania Baetica (Andalusia). Roma vietò l'ampliamento delle fortificazioni di Segeda, capitale dei Belli, come infrazione al trattato stipulato da Gracco nel 179 a.c., ma i Belli ampliarono le fortificazioni. Inizia così la guerra numantina.

153 a.c. - Con l'avanzata delle legioni romane del console Quinto Fulvio Nobiliore, gli abitanti di Segeda si rifugiarono a Numantia, città degli Arevaci. Nobiliore distrusse Segeda, prese Ocilis (Medinaceli), ma cadde in un'imboscata dal generale dei Belli, leader della coalizione dei Celtiberi, durante la battaglia di Ribarroya, nei pressi della vallata del fiume Baldano. Nobiliore comunque raggiunse Numantia, dove trascorse l'inverno senza riuscire a prenderla.

- 152 a.c. - Marco Claudio Marcello rimpiazzò Nobiliore e occupò le città celtibere di Ocilis e Nertobriga. Intrappolati, i Numantini si arresero, fine della II guerra celtibera.



II FASE DELLA GUERRA NUMANTINA

- 147 a.c. Viriato fu acclamato capo dei Lusitani. Formò una federazione di tribù celtiche, ostili al potere romano in Hispania. Gli Arevaci erano tra queste tribù, e diede inizio alla seconda fase della guerra numantina. Il governatore Quinto Cecilio Metello Macedonico attaccò i territori dei Vettoni, ma non fu capace di prendere la città di Numantia e di Termancia.

- 142 a.c. - Nei primi decenni dell'occupazione i romani si trovarono di fronte alla guerriglia scatenata dal capo lusitano ViriatoFabio Serviliano, nuovo console e governatore della Hispania Ulterior, dopo aver saccheggiato numerose città fedeli a Viriato in Hispania Baetica e nel sud della Lusitania, fu sconfitto dai Lusitani presso Erisane (in Baetica). Fabio Serviliano, dopo la sconfitta, dichiarò Viriato "amico di Roma".

- 141 a.c. - Dopo aver sofferto nuove sconfitte, il generale Quinto Pompeo, negoziò segretamente la pace con la città di Numantia. Ma nella Hispania Ulterior, Servilio Cipiano, con l'aiuto delle armate Marco Popilio Lenate, sconfisse pesantemente le armate dei Lusitani, obbligando Viriato a cercare rifugio a nord del fiume Tago. Le armate di Servilio Cipiano attaccarono anche i Vettoni e i Galleci.

139 a.c. - Il Senato di Roma ritenne che le azioni di Fabio Serviliano fossero indegne della Repubblica romana, e inviò Servilio Cipiano a rimpiazzarlo e a sconfiggere le tribù ribelli della Hispania. Questi fondò le nuove città di Castra Servilia e Caepiana (nel territorio dei Celtici).
Viriato inviò ambasciatori per negoziare la pace con Servilio Cipiano, ma fu tradito e ucciso nel sonno dai suoi stessi compagni, corrotti da Marco Popilio Lenate.
Le armate dei Lusitani tentarono una nuova incursione verso sud contro i Romani, ma furono sconfitti. Fine della guerra di Lusitania.

- 138 a.c. - Il generale Marco Popilio Lenate non riconobbe il trattato di pace del 141 a.c., siglato tra Quinto Pompeo e gli Arevaci, proseguendo la guerra numantina. Decimo Giunio Bruto Callaico pose sotto assedio e conquistò la città di Talabriga, sconfiggendo i Galleci. Dopo questa campagna militare, le legioni romane si ritirarono al sud, senza lasciare nessuna guarnigione.
SCIPIONE EMILIANO

SCIPIONE EMILIANO

- 134 a.c. - Compare all'orizzonte il nuovo eroe degli Scipioni che vuole la sua parte di gloria. Roma lo elesse e il console Publio Cornelio Scipione Emiliano fu inviato in Hispania Citerior alla fine della guerra, contro la città di Numantia.

- 133 a.c. - Scipione fece costruire intorno alla città di Numanzia, ultimo baluardo dei ribelli, una cerchia di fortificazioni tutto intorno, con sette forti dove porre il suo esercito. Poi iniziò l'assedio. Dopo aver sofferto la fame per un lungo periodo, la maggior parte dei sopravvissuti preferì commettere un suicidio collettivo, piuttosto che arrendersi ai Romani. E così Scipione vinse l'ultima resistenza numantina. Fine delle guerre celtibere.

123 a.c. - Le isole Baleari furono conquistate da Quinto Cecilio Metello, tanto da meritagli il titolo vittorioso di "Balearico". Metello sistemò 3.000 cittadini romani e iberici nei territori dell'isola di Maiorca, fondando la città di Palma e Pollentia.

105 a.c. - Dopo la battaglia di Arausio, le tribù germaniche di Teutoni e Cimbri saccheggiarono i territori settentrionali della hispania fino alla Gallecia. Poi Cimbri e Teutoni mossero dalla Iberia per attaccare i Romani nella Gallia Narbonense, ma furono sconfitti nella battaglia di Aquae Sextiae e poi di Vercellae (Gallia cisalpina).



LE GUERRE CIVILI - 79 a.c. - 83 a.c. - 

Il generale Quinto Sertorio fu inviato per la seconda volta in Iberia, dove rappresentava il partito di Gaio Mario contro Lucio Cornelio Silla durante la guerra civile che era scoppiata a Roma, guerra che vide il generale mariano unirsi agli insorti Lusitani.

- 80 a.c. - Estendendosi il conflitto a tutta l'Iberia, le armate del filo-mariano Quinto Sertorio controllavano ora la maggior parte della Hispania Ulterior e parte della Hispania Citerior. Nella battaglia del fiume Baetis, vennero sconfitte le armate repubblicane del governatore della Hispania Ulterior, Lucio Fulfidio. Il governatore della Hispania Ulterior, Quinto Cecilio Metello Pio, attaccò le armate di Sertorio presso Lacobriga, ma senza successo.

- 77 a.c. -  Quinto Sertorio sconfisse il generale Gneo Pompeo Magno e Quinto Cecilio Metello Pio presso Sagunto. Poi sconfisse Pompeo nei pressi dei Pirenei. Ma infine, nella battaglia del Sucro, Metello, Pompeo e il console Lucio Afranio riescono a sconfiggere Sertorio.

- 74 a.c. - Pompeo fonda la città di Pompelon (Pamplona). Sertorio perde tutta la regione della Celtiberia. Pompeo e Metello sottomettono i Turmodigi e annettono i loro territori. Perperna Vento, sobillato dallo stesso Pompeo e da Metello, uccise a tradimento Sertorio durante un banchetto a Osca.

- 72 a.c. - Marco Perperna Vento assunse allora il comando delle ex-armate di Sertorio, velocemente sconfitto da Pompeo. Fine della Guerra Sertoriana. Metello pacificò e sottomise la Hispania Ulterior. Mentre la regione a nord del fiume Tago non era ancora sotto il dominio della Repubblica romana.



L'ASTRO DI GIULIO CESARE

- 61 a.c. - Gaio Giulio Cesare fu assegnato come propretore al servizio del governatore della Hispania Ulterior ottenendo molti successi contro le tribù dei Galleci e Lusitani. I soldati lo acclamarono Imperator sul campo di battaglia.

- 56 a.c. - Un'insurrezione di Turmodigi, Vaccei e altre popolazioni fu sconfitta dal praetor Quinto Cecilio Metello Nepote Minore.



LA GUERRA CIVILE - CESARE CONTRO IL MONDO

- 49 a.c. - il Senato di Roma dichiarò Cesare "nemico pubblico", dando inizio alla guerra civile.
Cesare è inarrestabile e, in Hispania, sconfisse i legati di Pompeo, Marco Terenzio Varrone, Marco Petreio e Lucio Afranio nella battaglia di Lerida. Gaio Cassio Longino, legato di Cesare, fu lasciato in Hispania di fronte alle crescenti difficoltà nel mantenere le popolazioni locali obbedienti a Roma.

- 46 a.c. - i figli di Pompeo, Gneo il Giovane e Sesto, insieme a Tito Labieno, che già durante la conquista della Gallia, era stato primo legatus di Cesare, si rifugiarono in Hispania, dove continuarono a a combattere Cesare su tutto il mondo romano. A novembre Cesare torna in Hispania. Ottaviano e Marco Vipsanio Agrippa si uniscono a Cesare in Hispania, per continuare la guerra civile.

- 45 a.c. - Cesare vince a Munda, nel sud della Spagna, la sua  vittoria definitiva contro i Pompeiani di Tito Labieno e Gneo Pompeo il Giovane. Sesto Pompeo, partì dai suoi accampamenti di Corduba (in Baetica), verso la Hispania Ulterior, combattendo contro il governatore lasciato da Cesare, prima di scappare poi in Sicilia. Fine della guerra civile romana.

Cesare, prima di tornare a Roma, lascia alcuni suoi legati a governare la Hispania con l'obbiettivo di pacificarla e punire quelle tribù a lui non fedeli. Le colonie greche di Emporion e Rhode persero la loro autonomia, come punizione per essersi schierate con i Pompeiani.

Agli abitanti liberi della Hispania, venne man mano concessa la cittadinanza romana e vennero fondati municipi e colonie. L'Hipania diventa romana. Verso la fine del II e primi del I secolo a.c., durante le guerre civili della tarda repubblica, combattute in parte in Iberia, il potere romano sulle due province poté attuarsi in pieno, soprattutto dopo l'assoggettamento dei Cantabri in età augustea.


GUERRE CANTABRICHE

- 29 a.c. - Tito Statilio Tauro fece il primo importante intervento contro le tribù del nord della Meseta, iniziando le guerre cantabriche.

OTTAVIANO AUGUSTO

AUGUSTO

Sotto Ottaviano Augusto, nel 27 a.c. le due province furono abolite e i territori spagnoli furono suddivisi nelle tre nuove province di Lusitania con capitale Emerita Augusta, Betica (Hispania Baetica) con capitale Corduba e Tarraconense (Hispania Tarraconensis) con capitale Tarraco.

Marco Vipsanio Agrippa divise la Hispania in tre parti, dividendo la Hispania Ulterior nelle nuove province della Baetica con Andalusia, Lusitania, Gallaecia, Asturie, e la Hispania Citerior con la Cantabria e i paesi Baschi. 

Ma Augusto tornò in Spagna e cambiò le cose: la provincia della Hispania Ulterior Baetica (o Hispania Baetica), con capitale Corduba (Cordova), quella della Hispania Ulterior Lusitania, con capitale Emerita Augusta (Mérida); e quella della Hispania Citerior, con capitale Tarraco (Tarragona).

- 26 a.c. - Augusto stabilì il "quartier generale" in Cantabria a Segisama (presso Burgos), iniziando la sua prima campagna. Dette a Brigantum, il castrum di Asturica Augusta (Astorga), ai Brigaeci come premio per il loro aiuto. Spartì la pianura tra gli alleati. ma poco dopo ai Cantabri si unirono gli Asturi contro Roma. Augusto si ritirò a Tarraco, probabilmente malato.

- 19 a.c. - Il generale romano Tito Publio Carisio attaccò le armate asture, ponendo sotto assedio il sito di Mons Medullius. Asturi e Cantabri si arresero a Roma. Fine delle Guerre Cantabriche.

Augusto riorganizzò la Hispania trasferendo i territori di Galizia, Asturia e Cantabria dalla provincia della Lusitania a quella della ''Hipania Citerior Tarraconensis. Dopo quasi sette secoli di ininterrotta dominazione romana, l'Hispania assorbì totalmente la cultura latina, ne adottò la lingua, i costumi e le leggi, acquisendo un'importanza fondamentale all'interno dell'Impero romano, tanto da dare i natali ad alcuni imperatori: Traiano, Adriano, e Teodosio I. Inoltre nacquero lì anche alcuni importanti scrittori (fra cui Seneca e Marziale).

- 98 d.c. - Traiano, nativo della Hispania Baetica diventa Imperatore romano.
- 117 - Adriano, anche lui nativo della Hispania Baetica, diventa Imperatore.

- 212 - L'Imperatore Caracalla divise la Hispania Citerior in due parti, creando le nuove province romane di Hispania Nova Citerior e la Asturiae-Calleciae.

- 238 -  Viene riunificata la Tarraconensis o Hispania Citerior. Asturia e Gallaecia fanno ancora parte della stessa. Viene così ristabilita la provincia Hispania Tarraconensis. 

- 293 - Con la tetrarchia venne formata la dioecesis Hispaniae, una delle quattro diocesi governate da un vicarius della prefettura delle Gallie (che comprendeva le province della Gallia), oltre alla Germania Superiore ed Inferiore e alla Britannia). La diocesi aveva come capitale Emerita Augusta (Mérida), comprendendo le cinque province peninsulari iberiche (Baetica, Gallaecia e Lusitania, ciascuna sotto un governatore di rango consolare; oltre alla Carthaginiensis e alla Tarraconensis, ciascuna governata da un praeses), e le isole Baleari a cui fu aggiunta parte del nord Africa (Mauretania Tingitana).

Nel III secolo d.c., la Hispania Nova, la parte nordoccidentale della Spagna, fu distaccata dalla Hispania Tarraconensis, e divenne una piccola provincia. Con la riforma di Diocleziano si formò la diocesi Hispaniae, governata da un vicario, sottoposto al prefetto del pretorio delle Gallie, con capitale Emerita Augusta, che comprendeva le cinque province iberiche peninsulari, Baetica, Gallaecia e Lusitania, queste tre sotto un governo consolare, Hispania Carthaginiensis e Hispania Tarraconensis, queste ultime due rette da un praeses, le Isole Baleari e la Mauretania Tingitana.

COSTANTINO

COSTANTINO

- 406 d.c. - Vandali, Alani e Svevi invasero la Gallia varcando il fiume Reno, si pensa a causa della migrazione degli Unni nella grande pianura ungherese. Allora le legioni britanniche si rivoltarono acclamando imperatore prima un certo Marco, poi un certo Graziano e poi il generale Flavio Claudio Costantino che, traversata la Manica, riuscì a fermare i barbari e a prendere il controllo di gran parte dell'Impero: Gallia, Spagna e Britannia.

Costantino III, quindi, elevò al rango di Cesare suo figlio Costante, mentre in Spagna due parenti di Onorio si rivoltarono con un'armata che minacciava di invadere la Gallia e deporlo. Costantino III inviò il figlio Costante, insieme al generale Terenzio e al prefetto del pretorio Apollinare, nella penisola iberica per sedare la rivolta.
  
Nonostante ai soldati ribelli si fossero aggiunti schiavi e contadini, l'esercito di Costante riuscì a sedare la rivolta e a catturare i capi dei ribelli e li condusse prigionieri in Gallia da suo padre, dove furono giustiziati



I BARBARI

Quando però Costante tornò in Spagna, Geronzio proclamò imperatore un tale Massimo, incitando i barbari della Gallia a invadere la Gallia meridionale per tenere occupato Costantino III; ma nel 409 i Vandali, gli Alani e Svevi, a causa del tradimento o della negligenza dei reggimenti Honoriaci a presidio dei Pirenei, entrarono in Spagna, sottomettendola.

- 411 - Quando l'usurpatore Massimo e il suo comandante Geronzio decisero di invadere la Gallia per detronizzare Costantino III, i barbari approfittarono della partenza dell'esercito romano dalla Tarraconense per impossessarsi stabilmente del territorio. I Vandali si impadronirono della Galizia, gli Svevi della Galizia, gli Alani della Lusitania e della Cartaginense, i Vandali Siling della Betica. Gli spagnoli sopravvissuti si arresero in schiavitù ai barbari.

Massimo, Geronzio e gli altri usurpatori nelle Gallie furono sconfitti dal generale romano Costanzo, il quale riuscì anche a raggiungere nel 415 un accordo con i Visigoti, che divennero ancora una volta foederati dell'Impero, sperando Costanzo di usare i Visigoti per riconquistare la Spagna a Vandali, Alani e Svevi.

- 418 -  I Vandali Silingi vennero annientati nella Betica dai Visigoti di Wallia per conto dell'Imperatore d'Occidente, mentre gli Alani dovettero implorare la protezione dei rivali Vandali Asdingi, stanziati in Galizia. Le province ispaniche della Lusitania, della Cartaginense e della Betica tornarono sotto il controllo romano, ma dopo la sconfitta, Vandali Siling e Alani si coalizzarono con i Vandali Hasding, il cui re, Gunderico, divenne re dei Vandali e Alani. 

Costanzo, richiamò i Visigoti in Aquitania essendo quasi tutta la Spagna tornata in mano imperiale. i Visigoti furono stanziati in Gallia Aquitania come foederati, ricevendo terre nella valle della Garonna. L'Aquitania venne scelta da Costanzo per insediare i foederati Visigoti per la sua posizione vicina sia dalla Spagna, dove rimanevano da annientare i Vandali Asdingi e gli Svevi.

- 420 - Nel frattempo la nuova coalizione vandalo-alana tentò subito di espandersi in Galizia a danni degli Svevi, costringendo i Romani a intervenire spingendo i Vandali in Betica, che da essi prese in nome di "Vandalucia" (Andalusia). 

- 421 - Asterio riuscì a catturare l'usurpatore Massimo, che aveva per la seconda volta tentato di usurpare il trono, ricevendone il titolo di patrizio. Nel 422 il generale Castino si scontrò in battaglia contro di essi con un esercito rinforzato da foederati visigoti, ma, per un presunto tradimento dei Visigoti, fu sconfitto.

L'usurpazione di Giovanni Primicerio prima (423-425) e le lotte per l'ottenimento del grado di generalissimo dell'Impero tra Ezio, Bonifacio e Felice (che durarono fino al 433) distrassero parzialmente il governo centrale dalla lotta contro i Barbari, avvantaggiandoli soprattutto in Spagna, la provincia meno prioritaria da difendere per l'Impero. 

- 425 - I Vandali poterono così occupare la Spagna meridionale, con la presa di Siviglia e di Cartagena e la devastazione delle Isole Baleari. Nel 428 Siviglia fu di nuovo espugnata e saccheggiata dai Vandali. La partenza dei Vandali per l'Africa (429) lasciò tuttavia la Spagna libera dai Barbari, fatta eccezione per gli Svevi in Galizia. 

Ezio in Spagna si limitò a negoziazioni diplomatiche con gli Svevi per accordarli con gli abitanti della Galizia, nonostante alcuni ispano-romani avrebbero preferito un intervento militare. Ezio non voleva perdere soldati nella riconquista di una provincia poco prospera come la Galizia e si limitò a ripristinare il dominio romano sul resto della Spagna, e nuove entrate fiscali affluirono nelle casse dello stato a Ravenna.

- 439 - Rechila condusse gli Svevi alla conquista di gran parte della penisola iberica occupando Merida (capoluogo della Lusitania), Siviglia e le province della Betica e della Cartaginense nel 441. L'unica provincia ispanica ancora sotto il controllo di Roma era la Tarraconense, infestata dai separatisti Bagaudi. Furono vane le campagne successive di riconquista condotte da Ezio, nonostante il sostegno dei Visigoti, l'esercito romano fu annientato. A partire dal 453,  i Visigoti cominciarono ad agire sotto i loro comandanti. 

- 455 - divenne imperatore Avito, un gallo-romano che invitò i Visigoti a combattere contro gli Svevi che minacciavano la Tarraconense. Questi annientarono gli Svevi, impadronendosi però del territorio ispanico.  Contro Avito si rivoltarono i generali dell'esercito italico Ricimero, nipote del re visigoto Vallia, e Maggioriano, che, approfittando dell'assenza dei Visigoti, lo sconfissero nel 456 e lo deposero. Ma gli Svevi erano troppo pochi per controllare le due province, Nel 449 il conte Censorio, funzionario romano venne assassinato in Betica, comunque dopo la campagna di Vito venne ristabilito il controllo romano sulle due province.



MAGGIORANO

- 458 - Maggioriano diventa imperatore e sconfigge un gruppo di Vandali sbarcato in Campania, poi, con un contingente di mercenari barbari, invade la Gallia, scaccia i Visigoti di Teodorico II da Arelate, facendoli tornare foederati e di riconsegnare la diocesi di Spagna, che Teodorico aveva conquistato tre anni prima a nome di Avito. Maggiorano mise l'ex-commilitone Egidio a capo della provincia, nominandolo magister militum per Gallias e inviò dei messi in Hispania ad annunciare la propria vittoria sui Visigoti e l'accordo raggiunto con Teodorico.

Mentre Maggioriano stava conquistando la Spagna, Nepoziano e Sunierico sconfiggevano i Suebi a Lucus Augusti e conquistavano Scallabis in Lusitania, l'imperatore raggiunse la Cartaginense, ma la sua flotta, attraccata a Portus Illicitanus, fu distrutta per mano di traditori al soldo dei Vandali. Maggioriano accettò la pace dagli ambasciatori di Genserico, ma al suo ritorno in Italia, venne assassinato per ordine di Ricimero nell'agosto 461. La morte di Maggioriano significò la definitiva perdita della Spagna a favore dei Visigoti.


BIBLIO

- Appiano di Alessandria, Guerra illirica -
- Strabone - Geografia - V -
- Cassio Dione Cocceiano - Storia romana -
- Cesare - Commentarii de bello civili - I-III -
- Livio - Ab Urbe condita libri -
- Plinio il Vecchio - Naturalis Historia - III -
- Polibio - Storie - II -
- A. Morillo & V. Garcia-Marcos - Twenty years of Roman military archeology in Spain - 18th Intern. Congress of Roman Frontier Studies - Oxford - 2002 -
- Kulikowsky - Late Roman Spain and its cities - Cambridge Press - 2004 -


I più letti della settimana

 

Copyright 2009 All Rights Reserved RomanoImpero - Info - Privacy e Cookies