TEMPIO DELLA LUNA



L'Aventino fu il colle in cui vennero alloggiati i gruppi di Latini vinti dai Romani, e Servio Tullio vi fece edificare un grande tempio dedicato a Diana, grande quanto quello famosissimo di Artemide in Efeso.

PLASTICO DELL'AVENTINO CON IL CIRCO MASSIMO SOTTO
Il tempio di Diana, coi suoi cortili e gli spazi sacri vicini, fu considerato sacrario della plebe romana. Dopo il riconoscimento delle magistrature plebee, i Tribuni e gli Edili, l’Aventino restò colle di convegno dei popoli laziali e dei ceti popolari.

Raccolse pertanto molti luoghi di culto, laziali prima, poi italici e poi extraitalici, quali il Tempio della Luna e il Tempio del Sole, il Tempio di Diana e di Minerva, e le divinità portate a Roma con il rito dell’evocatio , ossia rapite alle città conquistate come la Giunone Regina 
di Veio o il Vertumno da Volsinii.

Più tardi vi giunsero le divinità orientali come Giove Dolicheno, Iside il cui luogo è stato rinvenuto sotto la chiesa di Santa Sabina, o Mitra sotto l’attuale chiesa di Santa Prisca.
Il tempio della Luna (in latino: templum o aedes Lunae) era un tempio dedicato sul colle Aventino alla Luna, Dea italica e preromana,. e la sua dedica era celebrata il 31 marzo.

Il Tempio del Sole che probabilmente le sorgeva accanto doveva essere anch'esso un culto italico, dedicato al Dio Elios, importato dalla grecia o al Dio Sol.

DEA LUNA
Secondo Tacito (Annales, xv.41), il tempio fu costruito dal re Servio Tullio, ma la prima menzione del tempio della Luna si trova in occasione di un prodigio avvenuto nel 182 a.c., quando un turbine d'aria scardinò una delle sue porte e la mandò a sbattere contro il retro del tempio di Cerere.  Questo racconto fa capire che il tempio doveva trovarsi sulla estremità settentrionale del colle, proprio sopra la porta Trigemina. Sembra si trattasse di un  tempio grande e con un'aedes molto vasto, sicuramente esastilo e forse le colonne erano in mattoni cotti triangolari e stondati come in certi arcaici templi laziali.

Dalle raffigurazioni successive la Dea luna aveva un crescente lunare sul capo con i corni volti verso l'alto, segno appunto della luna in crescita presso gli antichi. In qualità di Dea lunare era notturna e connessa al mondo degli inferi, con diversi attributi passati poi alla Dea Diana.

Nel 123 a.c. cercarono inutilmente rifugio in questo tempio Gaio Sempronio Gracco e i suoi sostenitori, durante la fuga da Roma: Gracco, saltando giù dal podio (che doveva essere alto due o tre metri), si lussò una caviglia.
Il tempio fu poi colpito da un fulmine all'epoca della morte di Cinna; inoltre, dopo la distruzione di Corinto, Mummio dedicò alcune delle spoglie della città greca in questo tempio.
Il tempio della Luna fu poi distrutto nel grande incendio di Roma del 64, e non venne successivamente riedificato.


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