AEDES SERAPIDIS



RICOSTRUZIONE DELL'AEDES SERAPIDIS (By http://atlasofancientrome.com )

Il Santuario o Tempio di Serapide, che sorgeva sul colle del Quirinale a Roma, era il più grande e sontuoso Tempio del Colle, i cui resti sono tuttora visibili presso l’Università Gregoriana. Fu fatto costruire dall'imperatore Caracalla che ne fece uno dei più grandi e sontuosi di Roma.

In epoca ellenistico-romana infatti il culto di Serapide, strettamente connesso a quello di Iside, assunse una forte connotazione misterica e incontrò una grande fortuna. Templi dedicati alla divinità egizia furono costruiti a partire dal I secolo a.c. a Roma e poi in varie parti dell'Impero Romano.

Da una grandiosa scalinata si raggiungeva l'edificio al di sopra del dislivello naturale. Le colonne erano alte 21,17 m., per un diametro ciascuna di 2 m. Ne rimangono diversi resti, tra cui un enorme frammento di trabeazione, di circa 100 tonnellate di peso e di oltre 34 m, il più grande esistente a Roma.

RICOSTRUZIONE GRAFICA (By https://www.katatexilux.com/)

SERAPIDE

Serapide o Sarapide è un Dio greco-egizio, il cui culto fu introdotto ad Alessandria d'Egitto da Tolomeo I, che vi fece costruire il Serapeo. Serapis, come era chiamato dai romani, era una divinità derivante dal Dio tardo egizio Osorapi (Osiride-Api) con vari attributi greci di Zeus, Esculapio e Dioniso. Secondo alcuni le sue origini sarebbero sinopitico-babilonesi.

Il faraone Tolomeo I (304-284 a.c.) accolse benevolmente nella nuova capitale d'Egitto, Alessandria, il culto di Serapide, forse perchè sperava di poter unire maggiormente Egiziani e Greci.

RICOSTRUZIONE GRAFICA (By https://www.katatexilux.com/)

Plutarco nel De Iside et Osiride racconta che un sogno profetico indusse Tolomeo a trasferire in un nuovo tempio del quartiere di Alessandria (Rakotis) una statua di Zeus custodita a Sinope, in Asia Minore, intitolandola al nuovo Dio.

Serapide veniva raffigurato barbuto come Zeus e Ade, con un moggio di grano in testa, seduto sul trono, con uno scettro in una mano, spesso con l'altra su Cerbero, come definire il suo dominio sull'animale degli Inferi. L'animale a lui sacro comunque è il toro Api.

RICOSTRUZIONE GRAFICA (By https://www.katatexilux.com/)

Il Dio tolemaico fu identificato con molti Dei greci, quali Zeus, in quanto Signore dell'Universo, Ade, come Dio dell'oltretomba, Dioniso, in quanto Dio della fecondità, Asclepio, come Dio guaritore, ed Helios, nell'aspetto solare. Il culto di Serapide si confuse anche col cristianesimo come testimonia lo stesso imperatore Adriano tramite una sua lettera che scrisse a suo cognato il tre volte console Urso:

«Adriano Augusto saluta il console Urso Serviano. Mio carissimo Serviano, dall’ Egitto, di cui ero abituato a lodare la luminosità e l’alternanza delle stagioni, vagando ti scrivo. Tutti coloro che qui, adorano Serapide, sono cristiani, e persino quelli che vengono chiamati vescovi sono legati al culto di Serapide. 
Non v’è capo rabbino, samaritano, sacerdote dei cristiani, matematico, indovino, bagnino, che non adori Serapide. Lo stesso patriarca degli ebrei adora indifferentemente Serapide e il Cristo. Questa gente non ha altro dio che Serapide: è il dio dei cristiani, degli ebrei e di tutti i popoli»

PALAZZO COLONNA CON I RESTI DEL SERAPEO

Il culto di Serapide, dall'Egitto passò sull'isola di Delo e da qui in Italia ed ebbe come attributi: il moggio di grano, il toro, lo scettro, Cerbero, la corona, il serpente. Spesso i suoi seguaci romani lo osannarono, insieme a Iside, come unici Dei da seguire, piuttosto simili a Cristo e la Madonna, per questo il culto fu spesso avversato. 

RESTI DEL SERAPEO A VILLA COLONNA
Il senato non vedeva di buon occhio quello che per loro era fanatismo. Il culto venne pertanto spesso eseguito in privato, con affiliati segreti, e spesso accogliendo i Misteri Isiaci, di cui però nulla sappiamo.

Il santuario, detto Aedes Serapis, di sviluppava su un'area di 135 m per 100 m, per cui su un'area di ben 13.500 mq.

Era articolato in due parti: un lungo cortile colonnato, decorato con due file di statue (probabilmente sfingi) e obelischi, dava adito al santuario vero e proprio, anch'esso col le sue colonne e le sue statue.

Per molti il culto di Serapide, con canti, luci, campane, processioni, rappresentava una trasformazione finale del salvatore Osiride in una figura monoteistica, virtualmente identica al Dio Cristiano.

VILLA COLONNA CON I REPERTI DEL SERAPEO

Come Cristo era un agnello sacrificale, così Serapide era un toro sacrificale e anche un Dio in forma umana. Egli veniva sacrificato annualmente a riparazione dei peccati degli uomini.

Ma non dimentichiamo che fin dai Sumeri e dai Babilonesi già esisteva ovunque la Dea Madre vergine che partoriva senza contributo maschile un figlio che lei allevava, con cui poi si accoppiava, che poi faceva morire e quindi risorgere. Pertanto anche Serapide era la vegetazione annuale della natura.

IL BELLISSIMO SERAPIDE

L’abbandono dei culti pagani, a causa dei poco cristiani Decreti di Teodosio, fece di questo sito una gigantesca cava di marmi preziosi, provocando al distruzione di un monumento che doveva restare immortale nei secoli, sia per la sua straordinaria stabilità, sia per la sua incredibile bellezza.

Oggi l'imponente tempio del Serapeo del colle Quirinale è quasi scomparso, ma esistono ancora consistenti resti delle due scale gemelle in mattoni e del vano scala che scende sul colle.  Purtroppo si trovano nei giardini di palazzo Colonna, che non è accessibile al pubblico, e dall'altro lato c'è l'Università Gregoriana, anch'essa invalicabile.

Comunque, l'Università Gregoriana fu costruita all'inizio degli anni Trenta ed esiste una antica foto che mostra il sito in costruzione.  Dietro di essa, chiaramente visibile, è la grande carcassa quadrata della tromba delle scale, e le scale gemelle su entrambi i lati.
FOTOGRAFIA DEL 1930 CHE RITRAE I RESTI DELLA VILLA COLONNA ED I RESTI ROMANI
DEL SERAPEO, DURANTE LA COSTRUZIONE DELLA PONTIFICIA UNIVERSITA' GREGORIANA

Da un punto di vista strutturale, sia il corpo intermedio che l'area sacra a Serapide facevano parte di una enorme sostruzione appoggiata al muro di fondo del tempio di Ercole e Dioniso, delle cui rovine abbiamo varie raffigurazioni del '500 e del '600, tra le quali una informa anche sulla disposizione dei due livelli di finestre relativi ai due percorsi delle rampe.

Ma permangono anche resti archeologici ora locati nel giardino Colonna e nella Università Gregoriana, di cui ora esiste il rilievo di E. Gallocchio, che molto ci ha aiutato a migliorare planimetrie e alzati. 

EVIDENZIATI IN ROSSO I RESTI DEL SERAPEO

Veduta da nord-ovest di Villa Colonna edificata sulla conchiglia delle scalinate romane. Foto presa nel 1930 durante la costruzione della pontificia Università Gregoriana. Vale la pena ripetere uno dei disegni rinascimentali della stessa area (di Giovanolli).  

E' incredibile pensare che questo esista ancora!L'immagine è stata stampata da Rabun Taylor nel suo bell'articolo dove sostiene con ottimi argomenti che il tempio è stato fatto costruire da Adriano, mentre la tromba delle scale risalirebbe a Settimio Severo:

L'opera aveva previsto un taglio verticale del collis Mucialis, dal livello del vicus laci Fundani fino a raggiungere quello del vicus Caprarius. La sostruzione, esclusi gli edifici sovrastanti la zona più bassa, era alla quota del vicus Caprarius.

RESTI DEL SERAPEO

La sostruzione, esclusi gli edifici sovrastanti per i quali era stata costruita, era alta m 25,31, per cui era di poco più elevata rispetto a quella che sosteneva la Silva Apollinis nella casa-santuario di Augusto, alta m 25 e 16, mentre più alta ancora (m 29,91) era quella di età adrianea antistante i templi di Victoria e Magna Mater.

Non avrebbe senso un'opera tanto colossale solo per albergare una rampa di accesso al Quirinale dalla bassura del Campo Marzio, sul genere di quella che univa la grande aula di ricevimento domizianea e i "penetralia" di Minerva alla domus Tiberiana (Atlas, av. 48).

Questa doppia rampa, superando m 25,47 di dislivello, occupava solo mq 347, 7 mentre la sostruzione Severiana occupava mq 4486, 3, quindi tredici volte maggiore! Doveva quindi albergare ben altro.


Nel complesso severiano, che è perfettamente simmetrico, le rampe sono due, ciascuna entro due spazi lunghi e stretti, uno esterno, percorso due volte, e uno interno, percorso una volta sola. Queste due doppie rampe affiancavano e includevano uno spazio molto più ampio, libero e al centro, Ia cui planimetria sembra prevedere al di sopra una grande aula circondata da un porticato.

E questo I'unico luogo dove è immaginabile e perfettamente ricostruibile il complesso di Scrapide, fatto di porticus e di aedes, e che tanti indizi riconducono proprio in questo luogo.

II frontone principale del tempio di Ercole e Dioniso poteva essere ornato dai Dioscuri ora in piazza del Quirinale, i mitici gemelli potevano rimandare a Geta e Caracalla, posti forse ai lati di una statua del padre Giove, Dio che doveva rimandare a Settimio Severo.

STATUA DEL DIO TEVERE OGGI AL CAMPIDOGLIO

Si pensa che unna statua di Roma seduta potesse ornare il centro del frontone o essere posta come acroterio sul tetto. Le estremità del frontone occidentale del tempio di Serapide potevano essere decorate dalle statue del Nilo e del Tevere, rinvenute nelle vicine terme di Costantino (Atlas, tav. 196), trasferite nel 1517 in Campidoglio.

Queste vennero infatti trasferite nel 1517 in Campidoglio e poste ai lati della doppia scalinata d'accesso del Palazzo Senatorio realizzata da Michelangelo, dove si trovano ancora oggi. La presenza delle due divinità fluviali, una romana ed una egizia testimoniavano il legame romano egiziano. 

STATUA DEL DIO NILO OGGI AL CAMPIDOGLIO

Insomma, il complesso severiano del Quirinale era un angolo esotico di Roma, per una parte libico e per l'altra egizio, un angolo africano che riportava a Leptis Magna e ai suoi divini patroni e ad Alessandria e al suo Serapeo, santuario eretto dai Tolomei, probabilmente da Tolomeo III (246- 
221 a.c.). 

Venne poi ricostruito in etå imperiale (m 185 x 92), cui si accedeva tramite una scalinata di 100 gradini e che comprendeva il tempio di Serapide con annessa biblioteca, i culti di Arpocrate e di Iside, la necropoli sotterranea degli animali sacri e sacelli per le altre divinità egizie; per la salute 
dell'imperatore Adriano, vi è stata dedicata una grande scultura del toro Api. 

(Coarelli 2014)


BIBLIO

- Filippo Coarelli - Guida archeologica di Roma - Arnoldo Mondadori Editore - Verona - 1984 -
- J. Scheid - La religione a Roma - Laterza - Roma-Bari - 2001 -
- Jorg Rupke - La religione dei Romani - Torino - Einaudi - 2004 -
- Michael Lipka - Roman Gods: A Conceptual Approach - Brill - 2009 -






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