GENS ATILIA



ATTILIO REGOLO TORNA DA CARTAGINE

LE ORIGINI

La gens Atilia nasce dal popolo dei Volsci (popolazione osco-umbra da sempre nemica di Roma), che combatterono per lunghi anni contro l'Urbe, poi vinti e inglobati nello stato romano dal 345 a.c. dopo la spartizione dei territori tra Roma e i Sanniti (popoli di Abruzzo, Molise e Campania). Il primo Atilius che venne onorato con la carica di console fu Marcus Atilius Regulus Calenus nel 335 a.c., dieci anni dopo la pace con Roma.

Gli Atilius Reguli erano cugini dell'altro famoso Atilii, l'Atilii Calatinii. Le origini degli Atilii sono alquanto incerte, sebbene sia indicata una connessione calabrese. Gli Atilii infatti erano la principale famiglia della Campania al momento della loro acquisizione della cittadinanza romana, e il cognome Regulus poteva riferirsi alla loro posizione regale in quella società.

Calatinus è chiaramente un cognomen che si riferisce a Calatia, sei miglia a sud-ovest di Capua. Questa regione fu conquistata durante il consolato del primo Atilio, Marco Atilio Regolo Caleno, nel 335 a.c.. Poiché il suo collega, il patrizio Marco Valerio Corvo, in realtà conquistò Cales, è probabile che Atilio provenisse da lì. 

La gens Atilia offrì per 19 volte dei consoli al servizio di Roma, di cui ben 12 in tempi piuttosto pericolosi, ricordando che i consoli guidavano l'esercito, durante le tre guerre puniche (III-II sec. a.c.). In età imperiale invece si ebbero solo 3 consoli della gens Atilia. In età repubblicana la gens utilizzava prevalentemente i praenomina Marco, Gaio, Lucio, Aulo e Sesto, e pure l'agnomen "Serranus". Anche il praenomen Attilius deriva dal nomen di questa gens.



IL NOMEN

Secondo Virgilio (Eneide, libro IX) il nome atilio deriverebbe dal nome di uno dei giovani guerrieri rutuli sorpresi nel sonno da Eurialo e Niso (durante la guerra fra italici e troiani) che nella sua aristìa (celebrazione di un eroe) irrompe nel padiglione del condottiero Remo (condottiero alla testa di un contingente di Rutuli, popolo delle coste del Lazio), uccidendo lui, i suoi compagni e alcuni guerrieri tra cui un adolescente chiamato Serrano, di "insignis facie" (bellissimo). 

La decapitazione di Remo, Serrano, Lamiro e Lamo, sarà di grande lutto per l'esercito rutulo. Virgilio questa gens nel libro sesto, quando Anchise mostra al figlio Enea nei Campi Elisi i futuri protagonisti di Roma, tra i quali anche uno degli Atilii caratterizzati dall'agnomen.

" Uccide vicini tre incauti schiavetti distesi in mezzo alle armi
e lo scudiero di Remo; uccide anche l'auriga, sotto i cavalli
scovatolo; con la spada gli recide la gola riversa.
Poi tronca la testa al loro signore, e lascia che il corpo
rantoli in grosso fiotto; caldo di sangue nerastro
si imbibisce a terra il giaciglio. E ancora Lamiro e Lamo
e il giovinetto Serrano, che in quell'ultima notte a lungo
aveva giocato, bello d'aspetto; le membra domate dal dio
gravemente, stava disteso; fortunato, se ancora avesse prolungato
il gioco per tutta la notte, fino a che non spuntasse la luce
"

(Virgilio, Eneide, IX, traduzione di Francesco Della Corte)


Attilio Regolo fu soprannominato Serrano in quanto egli stava seminando quando apprese di aver ricevuto il comando del popolo romano. Sebbene Virgilio non ci dica nulla sulla famiglia del giovinetto rutulo, si pensa che essa possa essere collocata in ambiente agricolo, che impone ai figli un nome che è di augurio a buoni raccolti. 

" Chi te, o grande Catone, potrà passare sotto silenzio, e te, o Cosso? 
Chi la stirpe di Gracco o la coppia - due fulmini in guerra - 
degli Scipiadi, rovina della Libia, e la frugale forza di Fabrizio, 
o te, che nel solco, Serrano, affondi i semi?"

(Virgilio, Eneide, VI, traduzione in prosa di Carlo Carena)

Alcuni esponenti della Gens Atilia portavano l'agnomen "Serranus". lo testimonia Virgilio, nel libro VI, quando Anchise mostra al figlio Enea nei Campi Elisi i futuri protagonisti di Roma, tra i quali anche uno degli Atilii.

MONETA DELLA GENS ATILIA

MEMBRI ILLUSTRI DELLA GENS ATILIA:


 Marco Atilio Regolo Caleno, (Marcus Atilius Regolus Calenus)

- 335 a.c. - Console nel 335 a.c.(con Marcus Valerius Corvus IV, console per la IV volta). Durante il consolato si concluse la guerra contro Ausoni e Sidicini (centro e sud Italia), che il Senato voleva affidare solo a Valerio Corvo. Invece, dopo che Valerio Corvo ebbe conseguito la vittoria a Cales (presso Capua), chiese ed ottenne che il comando dell'esercito fosse affidato ad entrambi i consoli. Ebbe come figlio Marco Atilio Regolo.


Marco Atilio Regolo (Marcus Atilius Regulus) 

- 294 a.c. - (Marco Atilio Regolo), figlio del precedente, venne eletto console nel 294 a.c. e pertanto fu il secondo membro della gens Atilia a venire eletto a Roma. Succedette all'illustre console plebeo Publio Decio Mure che effettuò la "devotio" agli Dei sacrificando la sua vita per la patria nella battaglia contro i Sanniti.

Ebbe come collega nel 294 Lucio Postumio, entrambi capi dell'esercito romano nel Sannio, perché si riteneva che i Sanniti stessero armando tre eserciti: uno da inviare in Etruria, un secondo in Campania ed il terzo per la difesa del loro territorio. Postumio, prima si diresse a Sora, e da lì nella Marsicae nel Sannio, dove prima prese Milionia e poi Feritro, abbandonata dagli abitanti ai romani.
Atilio combattè nel Sannio e nell'Apulia sconfiggendoli ad Interamna, ma, come narra Livio, il trionfo gli fu rifiutato. Secondo i Fasti Triumphales, gli venne invece accordato.

Regulus è meglio conosciuto come padre dello sfortunato console Marco Atilio Regolo (console 267 a.c e console suffetto nel 256 a.c.) e probabilmente padre di Gaio Atilio M.f. Regolo, che fu console nel 257 a.c. e nel 250 a.c. Almeno due dei suoi nipoti erano anche consoli. Aulus Atilius A.f. Calatinus, un parente di Rullianus, per parte di padre.


Marco Atilio Regolo (Marcus Atilius Regulus) 

- 267 a.c. - Nominato console nel 267 a.c. VEDI


Aulo Atilio Calatino (Aulus Atilius Calatinus)

- 258 a.c.
- Nominato Console nel 258 a.c. , ebbe come collega Gaio Sulpicio Patercolo con il quale, come narra Polibio, combattè in Sicilia, secondo invece il comando venne affidato interamente a lui.. Attaccò infatti Panormus (Palermo), dove si erano accampate le truppe cartaginesi per l'inverno; ma queste non scesero in campo aperto per la battaglia, preferendo restare nella città. Pertanto Calatino andò a conquistare la città di Hippana (Montagna dei cavalli), poi, ricongiuntosi coll'esercito del proconsole Gaio Aquilio Floro, distrusse e incendiò la fortezza di Mytistratum (Mistretta), che venne completamente distrutta e data alle fiamme. Per tutto ciò l'anno successivo celebrò un trionfo come pretore.

Eletto di nuovo console nel 254 a.c., insieme a Gneo Cornelio Scipione Asina, conquistò Panormio , ma solo Asina ottenne il trionfo. Dopo la disfatta della battaglia navale di Trapani venne eletto dittatore per fronteggiare la grave situazione e combattè col suo esercito in Sicilia riportando diverse vittorie. A causa di ciò nel 247 a.c. fu eletto censore.

Per ringraziare gli Dei eresse, onde ottemperare ai suoi voti, un tempio alla Dea Spes nel Foro Olitorio e uno alla Dea Fides sul Campidoglio. Parte del suo epitaffio viene citato da Marco Tullio Cicerone, "Cato maior de senectute",


Caio Atilio Regolo (Caius Atilius Regulus)

IL SUPPLIZIO DI ATTILIO REGOLO
- 257 a.c. - venne nominato console nel 257 a.c., insieme al suo collega Gneo Cornelio Blasio. Di nobili origini, visto che suo nonno era stato console nel 294 a.c.; suo padre era stato il glorioso console della Prima guerra punica e pure suo fratello maggiore fu console per ben due volte. Fu rieletto console nel 250 a.c., durante la Prima guerra punica. Guidò la flotta romana durante la battaglia di Tindari. La flotta punica era numerosa perché Polibio ci dice che i cartaginesi "circondarono" le navi romane e le distrussero. Mancarono però di catturare la nave del console e il suo equipaggio; la nave "veloce nella navigazione" con marinai "ottimi", come sostiene Polibio.

Quando però giunse il resto della flotta romana i romani si ricomposero, si disposero in linea, in formazione di battaglia. Il risultato fu la cattura di dieci navi cartaginesi complete di equipaggio e l'affondamento di altre otto. Il resto della flotta cartaginese riuscì a fuggire e a riparare alle isole Lipari.


Caio Atilio Bulbo (Caius Atilius bulbus)

- 245 a.c. - venne nominato console insieme al suo collega Marco Fabio Buteo, nel 245 a.c.
Nel 235 a.c. venne eletto console per la seconda volta, insieme al collega Tito. Manlio Torquato,  nell'anno stesso il tempio di Giano fu chiuso per la prima volta dai tempi del re Numa Pompilio.
L'anno seguente, nel 234 a.c. fu eletto censore.


Marco Atilio Regolo (Marcus Atilius Regolus)

- 227 a.c.figlio di Marco Atilio Regolo, il console catturato durante la Prima Guerra Punica e nipote di un altro Marco Atilio Regolo già console nel 294 a.c.venne nominato console nel 227 a.c., insieme al collega Publio Valerio Flacco.



Fu poi nominato console suffetto dal Senato nel 217 a.c. per sostituire Gaio Flaminio Nepote, trucidato nella battaglia del Lago Trasimeno. Con il collega Gneo Servilio Gemino, continuò la guerra contro Annibale come proconsole, seguendo i principi di Fabio Massimo il Temporeggiatore. Alla fine dell'anno, il loro incarico venne prolungato, poiché i nuovi consoli non erano ancora stati eletti.
Quando i nuovi consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone giunsero al campo, a Regolo fu concesso di tornare a Roma, vista anche la sua età avanzata, e al suo posto fu inviato il magister equitum Marco Minucio Rufo, che insieme a Servilio Gemino, rimasto nell'esercito, perì nella battaglia di Canne (216 a,c,).
Nel 216 a.c., insieme a Lucio Emilio Papo e il tribuno della plebe, Lucio Scribonio Libone, fu uno dei triumviri mensarii nominati a causa della scarsità di denaro. Nel 214 a.c. fu nominato censore insieme a Publio Furio Filo.
Con l'entrata in carica dei nuovi tribuni della plebe, nel 213 a.c., venne accusato davanti al popolo, insieme al collega censore, da Lucio Cecilio Metello, appena eletto tribuno. L'anno precedente, mentre era questore, i censori avevano portato via a Metello il cavallo, lo avevano allontanato dalla tribù urbana e lo avevano fatto diventare "aerario", con l'accusa di aver cospirato dopo la battaglia di Canne per abbandonare l'Italia.

L'intervento degli altri tribuni vietò ai censori di difendersi durante il loro mandato, fino almeno a quando non avessero cessato l'incarico assunto con questa magistratura (5 anni). La morte prematura di P. Furio impedì di adempiere l'incarico, per cui Marco Atilio rinunciò alla carica.
Caio Atilio Regolo (Caius Atilius Regolus)

- 225 a.c. - Venne nominato console insieme al suo collega Lucio Emilio Papirio o Pappo nel 225 a.c.. Fu inviato dal Senato a sedare una rivolta in Sardegna, che riuscì a sedare rapidamente. Successivamente fu richiamato ad unirsi insieme a Papo per fronteggiare la rivolta dei Galli. Cadde in combattimento nella battaglia di Talamone, in località Campo Regio, 225 a.c.


Aulo Atilio Serrano (Aulus Atilius Serranus)

- 170 a.c. - Figlio di Caio Attilio Serrano, venne eletto pretore nel 192 a.c. e gli fu assegnata come provincia la Macedonia. Gli venne anche affidato il comando della flotta che mantenne anche l'anno successivo in cui, essendo stata dichiarata le guerra contro Antioco, catturò una vasta flotta seleucida che trasportava rifornimenti per Antioco e la portò al Pireo.

Fu eletto pretore una seconda volta nel 173 a.c. ottenendo una pretura urbana. Nel 171 a.c. fu inviato insieme a Quinto Marcio Filippo come ambasciatore in Grecia per cercare di limitare le ambizioni del re Perseo di Macedonia. Nel 170 a.c. fu eletto console insieme ad Aulo Ostilio Mancino.


Sesto Atilio Serrano (Sextus Atilius Serranus)

- 136 a.c. - venne eletto nel 136 a.c. console insieme al collega Lucio Furio Filo, venne ricordato da Cicerone nel De officiis e nelle epistole ad Attico. L'anno dopo fu nominato proconsole della Gallia Cisalpina; e in tale veste fissò i confini tra le città venete di Vicenza ed Ateste (Este).


Caio Atilio Serrano (Caius Atilius Serranus)

- 106 a.c. - Venne nominato console nel 106 a.c. insieme al collega Quinto Servilio Cepio. sconfiggendo il suo competitore Quinto Lutazio Catulo, anche se Cicerone lo definì stultissimus homo. Nel 100 a.c., durante la rivolta del tribuno della plebe Saturnino, Serrano, con altri favorevoli alla linea dei consoli, prese le armi per la difesa dello stato contro le mire del tribuno.


Marco Atilio Metilio Bradua (Marcus Atilius Metilius Bradua)

STELE DELLA LIBERTA ATILIA FELICIA
- 108 d.c. - venne nominato console nel 108 d.c. insieme al collega Appio Annio Trebonio Gallo. Era il figlio di Marco Atilio Póstumo Bradua, proconsole dell'Asia sotto Domiziano. Il suo secondo nome indica che sua madre avrebbe potuto essere una Methylia, in tal caso Bradua in quanto nipote del governatore Publio Metilio Nepote.

Essendo patrizio fece la carriera di questore, pretore e console durante l'impero di Traiano. Venne anche investito della carica di pontefice. Nel 115 ebbe il governo della provincia della Britannia di cui resta un'iscrizione in pietra a Gwynedd (Galles). In questo mandato non si verificarono conflitti armati. Più tardi governò una delle province della Germania.

Dopo l'ascesa di Adriano (agosto del 117), fu chiamato nel 118 a Roma e sostituito dal Quinto Pompeo Falcone. Accompagnò Adriano in molti dei suoi viaggi, a parte quando l'imperatore visitò la Gran Bretagna nel 122, perché quell'anno era proconsole dell'Africa (Tunisia).


Tito Atilio Rufo Tiziano (Titus Atilius Rufus Titianus)

- 127 d.c. - venne nominato console con il collega M. Gavius Squilla Gallicanus. Il suo nome si trova anche su un tubo di piombo di Antium CIL X 6688 ( T. Atili Rufi Titiani ). Si pensa sia l'Atilio Titiano che fu condannato a morte dall'imperatore Antonino Pio per "Affectatis imperii" cioè per aspirazione al potere.


Tiberio Claudio Marco Appio Atilio Bradua Regillo Attico 
(Tiberius Claudius Marcus Appius Atilius Bradua Regillus Atticus)

-160 d.c. -  detto semplicemente Atilius Bradua, fratello di quell'Annia Regilla che fu moglie di Erode Attico, morta in circostanze sospette. Infatti accusò Erode di aver assassinato sua sorella. Fu nominato console nel 160 d.c.
Il biografo Filostrato:
- Fu rivolta contro Erode anche un'accusa di omicidio concepita in questi termini. Sua moglie Regilla, resa gravida da lui, era all'ottavo mese, quando egli per un futile motivo aveva ordinato al suo liberto Alcimedonte di percuoterla; colpita al ventre, la donna aveva abortito ed era morta. Per questo fatto, come se fosse vero, lo accusa di omicidio Bradua, fratello di Regilla, uno dei più stimati fra i consolari, che portava attaccato ai sandali il segno della sua nobiltà, consistente in una fibbia d'avorio lunata.
Presentatosi dunque Bradua in tribunale a Roma, senza portare alcuna prova convincente circa la causa da lui intentata, ma profondendo una grande quantità di parole sulla sua nobiltà, Erode schernendolo disse:
«Tu hai la tua nobiltà nei talloni». E vantandosi ancora l'accusatore per i benefici da lui arrecati ad una città dell'Italia, Erode con molta dignità aggiunse:
«Anch'io potrei dire molte cose simili sul mio conto, in qualsiasi parte della terra dovessi essere giudicato». 




1 comment:

Anonimo ha detto...

ah, che ricordi i versi dell'Eneide con l'eccidio dei giovani italici sorpresi nel sonno... i quattro personaggi decapitati - Remo, Lamiro, Lamo, Serrano - chiaramente restano più impressi, ma sono sicuramente degne di attenzione anche le uccisioni dei personaggi tragicomici, ossia gli schiavetti (vero e proprio groviglio di corpi) e l'auriga (sgozzato proprio tra i suoi diletti cavalli)... complimenti per la traduzione scelta

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