CULTO DI PROVIDENTIA





La Dea Providentia (Provvidenza) era presso i romani la personificazione divina dell'abilità di prevedere il futuro. Rappresentava una delle virtù romane che facevano parte del culto imperiale. In realtà la divinità romana ebbe un'antesignana, la Pronoia, un concetto greco caro ai filosofi ma soprattutto agli stoici, per cui la provvidenza era l'Ananke, il Fatum, un fato divino ma pure razionale, che governa i vari cicli della vita terrena, prevedendo il modo con cui si svolgerà il corso degli eventi ma pure provvedendo a che esso si svolga nella migliore forma possibile, al meglio o al meno peggio.

L'antonomasia della pronoia fu l'Athena greca, intelligente e razionale, Dea della guerra ma col minimo danno possibile, e provvida pure nella pace, per la matematica, la fabbricazione delle navi, degli attrezzi agricoli e della manifattura tessile, colei che provvede dando i mezzi ai mortali.

ATHENA PRONOIA
Pronoia infatti fu uno degli epiteti di Atena, e, secondo quanto è tramandato dalla tarda tradizione scoliastica, le venne dedicato proprio in tale veste un tempio a Capo Sunio o, secondo altri, a Capo Zoster.

Nel mito Atena soccorse Leto in preda alle doglie del parto, guidandola dall'Attica a Delo, dove sorse, come a Delfi, un santuario in suo onore. In seguito l'epiteto ebbe più il significato di saggezza e previdenza divina, come capacità previsione o divinazione del futuro, e ed è a lei che Alessandro Magno innalzò un altare passato l'Hyphasis (Philostr., Vita di Apollonio di Tiana).

Come divinità autonoma la Dea Providentia è raffigurata sulle monete imperiali di Alessandria dell'età di Adriano, Commodo, Pertinace, in veste di figura femminile stante, con chitone e peplo, con la destra protesa e lo scettro nella sinistra. 
In altre immagini la Dea ha una corona, sorregge nella mano destra la Fenice e nella sinistra un lungo scettro obliquo e un lembo del mantello; in altre ancora tiene sollevato con entrambe le mani il globo terrestre. In alcune serie monetali alessandrine ma pure di età imperiale romana, di Antiochia e di Cesarea compare l'iscrizione ΠΡΟΝΟΙΑ ΘΕΩΝ.

Pur venendo rappresentata nella scultura e negli affreschi, nella monetazione, e nella letteratura latina, non fu una divinità molto importante. Comunque Cicerone sostenne che rappresentava una delle tre maggiori componenti della "prudentia", ovvero "la conoscenza delle cose buone, cattive o neutre" insieme alla "memoria" ed alla "intellegentia". Il concetto venne ripreso dalla Chiesa Cattolica come intervento divino provvidenziale, ovvero la Divina Provvidenza.

ASSE DELLA PROVIDENTIA AUGUSTA
Augusto aveva associato al suo nome molte divinità di questo tipo di astrazioni:
- La Concordia Augusta
- L'Equitas Augusta
- La Pax Augusta
- La Iustitia Augusta
- La Salus Augusta
- L'Aeternitas Augusta
- La Spes Augusta
- La Clementia Augusta
- La Fortuna Augusta

20 - 22 d.c. - Il successore di Augusto, Tiberio, in seguito alla morte di Augusto, fece erigere un altare dedicato alla Providentia Augusta, riconoscendo i grandi meriti del padre-adottivo, dove la divinità della providentia si era manifestata favorendo e proteggendo la Res publica. La moneta di cui sopra, del 22 d.c., oltre alla testa radiata di Augusto, mostra un altare dedicato alla Providentia Augusti.

31 d.c. - Dopo l'arresto e condanna di Seiano da parte di Tiberio, il culto delle Virtù romane contribuiva alla restaurazione dell'ordine imperiale. Sacrifici furono offerti alla Providentia, insieme alle divinità Salus, Libertas e Genius. La Providentia divenne anche una carica sacerdotale, dedita ad onorare la suddetta divinità.

SESTERZIO DI COMMODO
59 d.c. - Durante la Congiura di Pisone contro Nerone, vennero eseguite pratiche di purificazione per l'attentato all'Imperatore, con sacrifici degli Arvali a varie divinità, tra cui la Dea Providentia.
La Providentia apparve poi nella monetazione imperiale a partire da Vespasiano, poi con Traiano, Adriano, Antonino Pio, Commodo, Settimio Severo, Diocleziano. Su una moneta dell'Imperatore Tito era rappresentata la deificazione del padre Vespasiano che teneva un globo nella mano, tendendolo al figlio ed ai suoi successori, con su scritto Providentia Augusta.

Altre monete di Nerva rappresentavano il Genius del Senato romano che teneva un globo e lo porgeva al nuovo imperatore, con la legenda Providentia Senatus.

116 d.c. - Qui sopra una moneta traianea, il cui significato era di augurio al nuovo imperatore perché fosse in grado di fornire adeguati benefici per il futuro al Populus Romanus, dove la Providentia è posta di fianco ad una colonna, con un globo terrestre ai suoi piedi e tiene uno scettro.

192 d.c. - In un sesterzio di Commodo ha al suo rovescio la Providentiae Augusti con l'Africa in piedi con pelle di elefante ed un leone ai piedi, tiene un sistro e dona una spiga di grano ad Ercole che ha il piede destro sulla prora di una nave mentre tiene una mazza appoggiata sulle rocce.

AUREO DI PERTINACE

193 d.c. - Nell'aureo dell'Imperatore Pertinace la Providentia in piedi alza la mano destra verso una stella mentre tiene la sinistra accostata al seno. La personificazione della Providentia Augusta ha il fine di trasferire all’imperatore la capacità di prevedere il futuro e di provvedere al benessere materiale e spirituale della sua persona, della sua famiglia e del suo popolo.

Il rovescio della moneta in esame ben si accorda alla politica saggia ma inquieta di Pertinace, che ben cosciente del pericolo a cui andava incontro assumendo il potere, rifiutò gli attributi imperiali per la moglie ed il figlio, al fine di proteggerli dalle conseguenze del proprio assassinio.



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