MONS VIMILALIS - COLLE VIMINALE



SOPRA DI SCORGE IL MONS VIMINALI, IL PIU' PICCOLO DEI MONS DI ROMA

Il Colle Viminale, ovvero il Collis Viminalis, forma, come il Quirinale e l'Esquilino, un contrafforte dell'altipiano proteso tra l'Aniene e il Tevere, ed è uno dei sette colli su cui venne fondata Roma,  esattamente il più piccolo dei colli. Il colle si trova tra l'Esquilino a sud-est e il Quirinale a nord e nord-ovest. In epoca romana era delimitato dal Vicus Longus (attuale Via Nazionale), dalla Suburra, e dal Vicus Patricius (attuale Via Urbana).

Ma le antichissime mura che, prima della più ampia duplice cinta di mura (quella serviana e quella del sec. IV, d'epoca regia) recinsero il Quirinale, non recinsero invece il Viminale che, secondo alcuni, entrò a far parte dell'Urbe al tempo della "Città di Tazio" precedente alla "Città delle IV Regioni" di Servio Tullio. 

Il Viminale dovette effettivamente far parte del nucleo sabino del Quirinale, infatti è anch'esso denominato "collis" e insieme ad esso fu incluso nella IV regione serviana e, nel riordinamento augusteo, nella VI regio.

Ma questo colle, secondo i più, fu annesso alla città proprio dal VI re di Roma, Servio Tullio.
"Servio rimediò alla mancanza imperciocché lo compiè (cioè il muro), aggiungendo il colle Esquilino ed il Viminale, i quali sono pure di accesso facile a chi di fuori, per la qual cosa scavando una fossa profonda riceverono la terra di dentro (cioè sulla sponda interna del fosso), ed estesero lungo il margine interno del fosso un terrapieno di sei stadj e sopra questo fabbricarono il muro, e le torri dalla porta Collina fino alla porta Esquiiina: verso la metà però dell'aggere havvi una terza porta che ha lo stesso nome, che il monte Viminale."
(Antonio Nibby - 1821)

LE TERME DI DIOCLEZIANO  OGGI
Il Viminale si estende per 25 ettari con una altezza tra i 50 e i 57 metri, questi ultimi nei pressi di p.zza San Bernardo, e deve il suo nome alle piante di vimini, il Salix Viminalis, il salice viminale, che formava i vincheti, i cespugli e i boschetti di salice che, seppur naturalizzato, al tempo della monarchia romana già ne ricopriva le pendici. Si tratta dei vimini con cui si facevano panieri, stuoie e altri oggetti.
Nel periodo tra gli ultimi anni della Repubblica ed i primi anni dell'Impero, il colle divenne un quartiere residenziale, con ville e giardini, e al tempo di Augusto fece parte della VI regione: la Alta Semita, che era un quartiere residenziale di livello medio alto, privo di edifici pubblici, come il vicino Cispius.

TERME DI DIOCLEZIANO
Venne pian piano accumunata al Quirinale per i vasti "horti", dove non vi erano edifici pubblici ma solo residenze e fastose abitazioni. Infatti in via Balbo, in via Panisperna e in via Santa Pudenziana (antico Vicus Patricius) sono stati scavati i resti di ricche case del II e I secolo a.c. Il carattere prevalentemente signorile delle abitazioni è riflesso d'altronde dal nome stesso di Vicus Patricius.
Nel sec. I d.c. vennero costruiti Bagni e Terme e nell'età repubblicana e imperiale nella sua parte alta vennero costruite residenze patrizie mentre nella parte bassa si svilupparono abitazioni per la plebe. 

RESTI DELLE TERME NOVATIANE SOTTO
SANTA PUDENZIANA
Durante il regno di Diocleziano, tra il 298 e il 305 dc., vi furono erette le Terme dette appunto di Diocleziano, un monumento enorme e splendido, nella zona che si trovava alla fine del Vicus Longus, fra il Viminale e il Quirinale. Il Viminale rimase così separato dall'attiguo colle Quirinale dal Vicus Longus, che dal Foro di Augusto seguiva la valle fino alle Terme di Diocleziano.

Successivamente, qui vennero edificati i "Castra Pretoria" delle fortificazioni militari che ne allontanarono però i residenti più facoltosi. Qui si trovavano pure la caserma della III corte dei Vigiles, un corpo istituito nel 6 d.c. da Augusto a Roma per assicurare la vigilanza notturna delle strade e proteggere la città dagli incendi,.situata probabilmente presso la "porta Viminalis". 

Vi sorsero anche le terme dette Lavacrum Agippinae, locate dove ora sorge la chiesa di San Lorenzo in Panisperna. L'unica architettura religiosa della zona era il santuario di Nenia, una Dea minore che proteggeva i moribondi ed era nume tutelare dei canti funebri. Ma si ha notizia anche di un Tempio di Giove Viminale, Deus Viminus o Iupiter Viminus, antichissima divinità del colle, e forse anche di un Dio Verminus, attestato dall'iscrizione di un'ara del sec. II a.c. trovata a Via Volturno.

Inoltre vi fu edificato un Palatium Decii, le Thermae Olympiadis e le Termae Novati in Vico Patricio. Di questi edifici sono certi solo le Terme di Novato e il Lavacrum Agrippinae, questo ultimo riconosciuto per il rinvenimento di fistule acquarie, recanti quel nome, in una vigna contigua al monastero di S. Lorenzo in Panisperna.

Il Palatium Decii corrisponde a un gruppo di rovine di un vasto edificio, ricordate da P. Sante Bartoli e da Flaminio Vacca presso S. Lorenzo in Panisperna e battezzato col nome di Decio in base a un passo dei Mirabilia, che ricollegano la leggenda del martirio di S. Lorenzo a quel luogo e alle  Thermae Olympiadis, del tutto immaginarie. Sulle Terme di Novato venne poi edificata la chiesa di Santa Pudenziana.

PALATIUM DECII, SOTTO LA CHIESA DI SAN LORENZO
Solo in epoca imperiale, sappiamo che fiorirono sul Viminale sacelli e lararî privati, tra i quali, notevolissimo, quello sacro a Luperco nella casa di Crepereio Rogato scoperto nei pressi della chiesa di S. Eufemia in Via Urbana. Viceversa un tempio di Silvano, riferito dal Marliano al colle Viminale nella regione di S. Agata, corrisponde a un sacello realmente riconosciuto nei lavori di fondazione della Banca d'Italia, come scritto da Rodolfo Lanciani, ma non già sul Viminale, bensì sulle pendici del Quirinale.

L'assetto militare del Viminale venne poi smantellato da Costantino che distrusse le caserme dei pretoriani, ed il colle rimase in parte abbandonato, restando attiva solo la zona delle Terme di Diocleziano. Con le invasioni barbariche poi, vennero distrutti anche gli acquedotti e le condutture, e quindi anche le Terme di Diocleziano, caddero in disuso, la parte del colle che rimase abitata fu quella sottostante al colle Viminale, ove un tempo era la Suburra.



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