Quale forma religiosa di origine romana manterreste oggi?

LEGIO I ILLYRICORUM




La Legio I Illyricorum ("degli Illirici") fu una legione romana fondata probabilmente da Aureliano intorno al 273. Il nome suggerisce che i soldati fossero abitanti delle terre bagnate dal Danubio, appunto Illiri.

Tuttavia a parere di altri la sua prima base deve essere stata Qasr el-Azraq in Giordania, nel 200 circa, dove si costruiva una struttura difensiva, a tempo di record, usando il basalto locale, come rammenta l'iscrizione in cui i soldati di I Illyricorum, I Italica, IIII Flavia, VII Claudia, e XI Claudia hanno collaborato. Risalirebbe al al 273, il che dimostrerebbe che la legione esisteva prima della spedizione Palmira e non fu creata da Aureliano.

Per creare la nuova unità l'imperatore deve aver usato dei soldati provenienti dalle legioni del Danubio, e la loro attività iniziò nel 272 o 273, durante la guerra di Aureliano a Palmira dove depose l'imperatrice Zenobia. Dopo di ciò la legio I, rimase in oriente come una legione di sostegno al altre legioni.



VALERIANO  (200 - 260)

Regnò dal 253 al 260 e associò al trono suo figlio Gallieno, prima come Cesare e poi come Augusto, nominando a sua volta il secondogenito, Valeriano il giovane, Cesare. Durante il suo regno vi furono continui sconfinamenti di popoli alle frontiere danubiane e renane.

Mentre guidava il suo esercito contro i Persiani Sasanidi al confine orientale dell'Impero romano, fu fatto prigioniero nel 260 durante la battaglia di Edessa, in Mesopotamia, dal re Shapour I (Sapore I) dei Sasanidi e morì prigioniero qualche tempo dopo.

PALMIRA

AURELIANO  (214 - 275 )

Anche se il nome della legione riferisce l'origine occidentale dei soldati, la legione I stanzionò in oriente a Palmira, in Siria. Aureliano aveva combattuto una guerra contro il Regno di Palmira, costituitosi con la secessione delle province orientali dell'Impero romano dopo la cattura di Valeriano nel 260. Dopo la vittoria aveva dovuto fare fronte al nascere di focolai di rivolta che si richiamavano alla dinastia palmirena.

È quindi probabile che Aureliano abbia formato la I Illyricorum con soldati giunti con lui in oriente dal Danubio, allo scopo di lasciare a guardia della città in cui aveva avuto origine la ribellione una unità fidata, che non avesse avuto alcun legame con le province separatiste.

ZENOBIA REGINA DI PALMIRA

IL REGNO DI PALMIRA

Zenobia divenne regina di Palmira nel 267 e, sottraendosi al controllo di Roma, si autoproclamò Augusta e Imperatrix Romanorum, nonchè Discendente di Cleopatra, nominando suo figlio Vaballato Augusto. La sua politica. ostile all'Impero romano, fu favorevole ai Persiani di Sapore I,

Il suo generale Zabdas, per liberare i territori dai romani, occupò l'Egitto, la Bitinia, la Siria,e  parte di Asia Minore e dell'Arabia. La città di Palmira, posta lungo la via carovaniera che congiungeva l'oriente partico con i porti del Mediterraneo, aveva prosperato grazie sulla neutralità tra i due imperi. 

Durante il regno di Valeriano, il principe di Palmira, Settimio Odenato, dopo un fallito tentativo di alleanza col re dei Sasanidi, Sapore I, si era fatto riconoscere da Valeriano, nel 258, come vir consularis.

Gallieno, nel 261, l'aveva onorato col titolo dux romanorum, che riconosceva un'autorità regale del principe di Palmira sulla provincia di Siria. In seguito, a Odenato fu riconosciuto il titolo di re dei re, che lo contrapponeva al Gran re di Persia, Sapore I. Però nel 268 Odenato fu assassinato, ad Emesa, su mandato di Zenobia.

DUX PHOENICES CASTRA
Allora prese il potere sua moglie Zenobia, in nome del figlio minorenne, Vaballato, si autoproclamò Regina dei Re di Palmira, Imperatrix Romanorum e assunse il titolo divino di Discendente di Cleopatra. Gallieno inviò contro Palmira un suo generale, Aurelio Eracliano, ma venne sconfitto dai Palmireni  Zenobia riuscì ad estendere il potere del suo regno conquistando la Bitinia e l'Egitto.

Nel 270 divenne imperatore Aureliano che inizialmente riconobbe Vaballato, Zenobia e pure le conquiste che ella aveva fatto a danno dello stesso Impero romano. Ma nel 271, risolti i problemi in Italia, Aureliano riconquistò le province, Bitinia ed Egitto.

Le truppe di Palmira, al comando del generale Zabdas,  mossero contro l'imperatore nella Battaglia di Immae, in cui Aureliano ebbe completa vittoria. Nella successiva Battaglia di Emesa Aureliano ebbe un'ulteriore vittoria e la regina si ritirò a Palmira,  sperando negli aiuti persiani.

 Aureliano propose a Zenobia un resa molto moderata, che la regina rifiutò, per cui l'imperatore assediò Palmira.

Zenobia col figlio volle recarsi presso il re persiano Sapore I per ricevere aiuti ma vennero catturati dalla cavalleria leggera romana, mentre tentavano di attraversare l'Eufrate, .

Così nel 272 il Regno di Parlmira si arrese e l'anno dopo Aureliano riconquistò anche il cosiddetto Impero delle Gallie.

L'oasi e la città di Palmira, dopo la resa ad Aureliano, non subirono alcuna violenza, ma l'anno dopo (273), a seguito di una nuova ribellione,
Palmira fu saccheggiata, i suoi tesori furono portati via e le mura furono abbattute.

La città, abbandonata, tornò a essere un piccolo villaggio e divenne una base militare per le legioni romane e poi una piazzaforte fortificata dell'Impero bizantino.



LICINIO  (315-316)

Nel 315-316 alcune vexillationes della I furono inviate in Egitto, assieme a sotto-unità della III Gallica. Il comandante era un ufficiale di nome Victorinus unità miste composte con soldati delle stesse due legioni vennero impiegate a Siene (Assuan in Egitto) nel 323.

RESTI DEL CASTRA DI DIOCLEZIANO DELLA I ILLYRICORUM

DIOCLEZIANO E GALLIENO

Un'altra iscrizione, del 293-305, dimostra che gli imperatori Diocleziano e Galerio trasferirono la I legione degli Illiri al "Campo di Diocleziano" a Palmyra. Era ancora a Palmyra quando venne composto il Notitia Dignitatum (l'elenco delle magistrature e unità dell'esercito).

Nel 290, la legione passa agli ordini di Diocleziano, che la impegna in una campagna contro i Persiani. Dopo questa campagna troviamo un distaccamento della brigata 1 Illirico insieme ad altri distaccamenti, appartenenti alla 1 Italica, IV Flavia, VII Claudia, XI Claudia, stanziate ai castra Basiena in Arabia,

CASTRA DUX FHOENICES
In questi anni i soldati della  1 Illiria costruirono un nuovo accampamento (o ristrutturano quello Vecchio) da Palmyra, dove riceveranno l'Ispezione dell'Imperatore Diocleziano nel 302-303; 

Sembra che nel mentre alcuni di loro abbiano partecipato alla nuova campagna contro i Persiani nel 298 sotto il generale Licino.

Tra gli anni 315/316 e 323, un distaccamento della 1 Illiria, insieme a quella della III Gallica ( per un totale di 2000 uomini), viene stanziato nella Thebaida (dalla Provincia di Egitto) con lo scopo di reprimere delle rivolte.

Comanda questo gruppo proveniente dalla Fenicia Victorinus, e la base potrebbe essere stata a Siene.

All'inizio del V secolo, la I Illiricorum fa parte dell'esercito dell'Impero Romano d'Oriente, con la qualifica di limitanea, con base nella storica sede di Palmyra, a disposizione del Dux Phoenicis, come riferisce la Notitia dignitatum.

Le seguenti unità, o distaccamenti di unità, e prefetti e loro unità, sono elencate sotto il comando del Duce di Phoenecia:

- Equites Mauri Illyriciani, at Otthara
- Equites scutarii Illyriciani, at Euhari
- Equites promoti indigenae, at Saltatha
- Equites Dalmati Illyriciani ("Dalmatae" in Seeck), at Latavi
- Equites promoti indigenae, at Avatha
- Equites promoti indigenae, at Nazala
- Equites sagittarii indigenae, at Abina
- Equites sagittarii indigenae, at Casawa
- Equites sagittarii indigenae, at Calamona
- Equites Saraceni indigenae, at Betproclis
- Equites Saraceni, at Thelsee
- Equites sagittarii indigenae, at Adatha
- Praefectus legionis primae Illyricorum, at Palmira
- Praefectus legionis tertiae Gallicae, at Danaba


VADOMARO (354-371

Vadomarius fu un re della confederazione germanica degli Alemanni e poi generale dell'Impero romano. Guidò l'esercito degli Alemanni contro l'Impero romano, rompendo la frontiera del Reno e saccheggiando le città galliche. Nel 354, dopo aver sconfitto l'usurpatore Magnenzio, Costanzo II lo impegnò in battaglia costringendolo alla pace. 

Nel 357 si accordò segretamente con Costanzo per colpire il Cesare d'Occidente, Giuliano, con cui l'imperatore era in contrasto (359), ma Giuliano, che ne aveva intercettato le lettere, lo sconfisse costringendolo alla pace. Nel 361, mentre Costanzo e Giuliano erano in guerra, Vadomario attaccò Giuliano in Rezia, ma venne catturato e inviato in Spagna.

Dopo il 361 fu elevato al rango di dux Phoeniciae; e assediò per l'imperatore Valente la città di Nicea, occupata dall'usurpatore Procopio (365), ma venne sconfitto. Nel 371 fu inviato da Valente in Armenia, assieme a Traiano, per contrastare una invasione dei Sasanidi costringendoli a ripiegare. Dopodichè non se ne hanno più notizie.




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