I VENTI PER I ROMANI



BOREA

EOLO GRECO

Aeolus deus et dominus ventorum est - Eolo è Dio e signore dei venti
Nella mitologia greca Eolo, Dio dei venti, è figlio di Poseidone ed Arne e ricevette da Zeus il compito di controllare i venti. Eolo li dirigeva e li liberava o li chiudeva dentro le caverne e dentro un'otre a Lipari, una delle isole Eolie, il piccolo arcipelago a nord-est della Sicilia, in cui aveva la sua splendida reggia, e da lui l'arcipelago prendeva il nome.

I venti, rei di aver provocato il distaccamento della Sicilia del continente, delle varie bufere e tempeste sul mare, dovevano essere costantemente controllati dalla divinità.

Cinque fratelli erano i venti principali, ovvero i Genii ad essi preposti:
  • Austro, vento del sud, caldissimo e umido, portatore di pioggia, raffigurato sempre bagnato.
  • Borea, il più violento, vento del nord molto freddo, che per amore delle cavalle di Dardano si trasformò in cavallo e generò dodici puledri veloci come il vento. Era considerato come il soffio stesso di Zeus, è un vento impetuoso che spira dal nord con grande forza, particolarmente venerato dagli Ateniesi, convinti che avesse provveduto, con un tremendo uragano, a sgominare la flotta di Serse, il re persiano che minacciava la Grecia con una colossale spedizione.
  • Euro, vento dell'est, a volte tempestoso e a volte asciutto che portava bel tempo, e che i Romani chiamavano Vulturno.
  • Zefiro, vento dell'ovest, dolce e benefico, che aveva generato Xanto e Balio, ossia i due cavalli di Achille, chiamato dai Romani Favonio, è particolarmente gradito perché annuncia la primavera e la bella stagione, favorendo la germinazione delle sementi e la ripresa della natura dal  sonno invernale
  • Noto, l'umido vento del sud, porta le piogge e rende difficoltosa la navigazione in certi periodi dell'anno.
Poi c'erano i venti minori, anch'essi tenuti in giusta considerazione, poiché avevano il potere di provocare  effetti diversi. Rappresentati in forma umana, con le ali e con le guance vistosamente gonfie nell'emettere un soffio potente:
  • Libeccio, vento del sud-ovest avvolto dalla nebbia;
  • Cecia, vento del nord-est, vecchio con coda di serpente e un piatto di olive in mano;
  • Apeliotes, vento del sud-est nelle mani del quale c'erano frutti maturi;
  • Schirone, vento del nord-ovest con un'urna piena d'acqua pronta ad essere rovesciata sulla terra.
In genere i venti erano considerati otto perchè tanti ne vennero raffigurati nell'edificio costruito ad Atene nel I sec. a.c., la cosiddetta Torre dei Venti. Queste creature semidivine tenute in gran conto e onorate dalla gente di mare, per la quale erano di vitale importanza

Eolo ebbe dodici figli, sei femmine e sei maschi che si unirono tra loro creando altri venti.

Quando Ulisse, reduce dalla guerra di Troia, approdò alle isole Eolie, Eolo lo ospitò e gli regalò un otre di pelle dentro cui erano rinchiusi i venti contrari alla navigazione. Durante il viaggio Ulisse fece soffiare solo Zefiro ma mentre dormiva, i suoi compagni, credendo ci fossero tesori, aprirono l'otre liberando i venti che scatenarono una terribile tempesta.



VENTI ROMANI

EOLO
"Allorchì Enea con pochi compagni navigava verso l'italia per acque ignote, Giunone regina degli Dei poiché ardeva di odio feroce verso i troiani, si recò alla spelonca di Eolo nume dei venti e con voci e preghiere supplicò: Oh Eolo, gente a me nemica naviga il mar tirreno, incita i venti e fai sprofondare le poppe dei teucri. Eolo annuì e scosse con forza un monte vuoto nel quale stavano rinchiusi dei venti che subito si precipitano in una densa fila e soffiarono per le terre con un turbine, agitarono tutto il mare e riversarono grandi ondate sulle spiagge"

Vi sono diversi tipi di venti: dall'oriente soffia l'Euro, da occidente lo Zefiro, da settentrione la Borea o Aquilo, dal sud l'Austero.
Non tutti i venti erano favorevoli all'uomo, come ad esempio quelli derivati da Tifone, mostro capace con il soffio infuocato di portare scompiglio e distruzione. I più importanti, che bisognava conoscere per garantirsi una buona navigazione, si diceva fossero i figli di Astreo (il Cielo stellato) e di Eos (l'Aurora); erano quattro: Borea dal nord, Noto dal sud, Zefiro da ovest ed Euro da sud-est.
  • I venti settentrionali sono più freddi e secchi, poichè soffiano più forte, ma sono serenti, tonificano e danno forza ai muscoli del corpo, scacciano le nubi e più di qualsiasi altro vento recano salute perchè asciugano corpi e terre. Per altri versi fanno danni perchè infiammano i nervi provocando dolori, bruciano le sementi e fanno appassire i fiori in inverno.
  • I venti orientali, quando soffiano dalla terra sono più secchi, quando soffiano dal mare sono umidi; rendono più salubri le acque, sono mitissimi, salutari e poco dannosi.
  • I venti meridionali sono caldi e umidissimi, portatori di nubi e di pioggia, lenti e deboli ma portatori di miasmi e malattie, i più dannosi di tutti.
  • Quelli occidentali soffiano in modo moderato, sono poco umidi e abbastanza salutari anche se a volte freddi.
Talvolta Euro (vento di sudest), Noto (vento del sud) e Libeccio frustavano i mari, sollevavano alti flutti, sbattevano contro gli scogli e scorrono verso la costa.

Favorino illustra un sistema ad otto venti:
  •  l'Euro spira da Oriente in primavera
  •  l'Aquilone spira da Oriente in estate
  • il Volturno o Euronoto spira da Oriente in inverno
  • il Cauro spira da Occidente in estate
  • il Favonio o Zefiro da Occidente in primavera
  • l'Africo da Occidente in inverno
  • l'Austro o Noto spira da Sud e porta umidità - I Marsi, nel mito discendenti da Circe, erano abili nel domare i serpenti e nel preparare pozioni miracolose. Un antico popolo africano, gli Psylli, curava le stesse arti. Erodoto racconta che si ribellarono al vento Austro, responsabile della siccità del loro paese e che furono dal vento distrutti o dispersi.
  • Borea è il Settentrionale e spira da nord
Vi sono poi altri nomi dati a venti locali, tra questi il vento Iapigio (Iapix) che spira in Apulia.

Comunque a seconda delle zone i venti avevano nomi diversi:

Nord-Est: Aquilo - Aquilone - Greco - Caecias - Grecale
Soffia con particolare frequenza soprattutto sulle regioni del Mediterraneo centrale e sulle regioni a
driatiche. Il vento è così denominato perché dall'isola di Zante, punto di riferimento della rosa dei venti, soffia da nord-est in corrispondenza, appunto, della Grecia. Il termine aquilone potrebbe designare il fatto che è un vento impetuoso, come un'aquila.

Sud Est: Vulturnus - Volturnus - Euronoto - 
EstSubsolanus - Apeliotes
Sud-Est: Eurauster  - Eurus
detto apeliote in quanto spira da dove nasce il sole, detto subsolanus dai Romani e il significato è identico.
Quando spira da est-sudest è detto euro in quanto, come diceva Aulo Gellio, è quello che scorre dall'aurora, che spira da oriente. Se spira da sudest corrisponde allo scirocco, detto vulturnus o volturnus dai Romani e euronoto da gran parte dei Greci. Infatti, come specifica Aulo Gellio, la maggior parte dei Greci lo indicava con Eurónotos perché situato tra Noto e Euro Scirocco pare derivi dall'arabo magrebino suluq = vento di mezzogiorno.

Sud: Ostro - Auster - Austro - Noto
Austro è il vento del sud, caldo e umido, che i Greci chiamavano Noto. Non esiste una chiara etimologia per ambedue i vocaboli. Per Noto scrive Aulo Gellio: Graece notos nominatur, quoniam est nebulosus atque umectus; notís enim Graece umor nominatur - dunque portatore di nubi e pioggia.

Sud-Ovest: Auster - Affricus - Africo - detto poi Libeccio
Vento caldo-umido che spira da sud-ovest verso nord-est e interessa l’area del Mediterraneo. Può presentare improvvise raffiche estremamente violente che prendono il nome di libecciate, le quali generano mareggiate lungo la costa, condizioni di burrasca e piogge molto intense. In Italia il libeccio è avvertito in particolare nelle regioni tirreniche.

  Ovest: - Ponente - Favonius - Zefiro
vento mite, primaverile, che soffia da occidente. Si diceva avesse il potere di far sbocciare i fiori e producesse i frutti. Zefiro in greco suona Zéphyros, a quanto pare derivato da zóphos = zona delle tenebre, occidente. Favonio deriva invece dal latino faveo = favorire la crescita, perché col suo tepore favorisce i germogli, oppure dal latino foveo = riscaldare, essendo un vento mite.

EOLO SU UN ERMA FUNERARIA ROMANA
Nord-Ovest: Corus - Circius - Maestro - Skyron
i Romani lo chiamavano chorus o circius; insieme al Libeccio e' tipico del Mediterraneo centrale, spira a grande velocita', e' asciutto ed e' un vento di burrasca soprattutto sulla Sardegna e sulla Corsica. E' il vento piu' impetuoso e annuncia l'inverno. E' un vento di caratteristiche simili alla tramontana, solo di forza piu' elevata, da cui il nome maestro dei venti. Porta tempo freddo, asciutto e sereno. Interessa durante i mesi invernali, principalmente l'alto Tirreno ed il mar Ligure, giungendovi dalle vallate del Rodano e golfo del Leone. oggi si chiama Maestrale.

Nord: Septentrio - Tramontana - Borea
vento del nord che rapì Orizia figlia di Eretteo re dell'Attica, con la quale ebbe i figli Zete, Calais e Cleopatra. Era rappresentato come un Dio alato ed era la personificazione di un tempestoso vento del nord, che oggi chiamiamo tramontana. Gli era stato dedicato un tempietto dagli Ateniesi perché aveva aiutato i Greci a distruggere l’armata navale di Serse. Bora è voce veneta che sta per borea ed è il vento freddo e secco, violento e tempestoso, che spira, specie d'autunno e d'inverno, da nordest sulle regioni dell'alto Adriatico, soprattutto sull'Istria e sulla Dalmazia.



IL CULTO

Nella religione romana i venti e le affini tempestates erano collegati soprattutto al culto di Nettuno, cui erano riservati a Roma feste, corse di cavalli e sacrifici. I primi giochi istituiti da Romolo furono dedicati al Dio Nettuno e solo i secondi vennero dedicati a Marte. Veniva poi onorato il 23 luglio, con le festività dei Neptunalia, a cui furono poi uniti i ludi Neptunialicii (dal III secolo a.c.)

Tuttavia o marinai in mare avevano speciali preghiere per i vari venti, delle nenie che dovevano addormentare o suscitarli. Essendo considerati Geni non si facevano ad essi sacrifici cruenti, ma si usava dedicar loro una coppa di vino o di sidro rovesciandola a mare.




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