TREBONIANO GALLO






Nome completo: Gaius Vibius Trebonianus Gallus
Nascita: Perugia, 206
Morte: Terni, agosto 253
Predecessore: Ostiliano
Successore: Emiliano
Consorte: Afinia Gemina Baebiana
Figli: Volusiano, Vibia Galla
Regno: 251-253 d.c.



Gaio Vibio Trebonio Gallo nacque a Perugia nel 206 da nobile famiglia etrusca di rango senatorio. Sposò Afinia Gemina Baebiana da cui ebbe due figli: Gaio Vibio Volusiano e Vibia Galla.
Fu Console nel 245, nel 250 fu nominato Governatore della Mesia dall’Imperatore Traiano Decio.



I BARBARI

Nel 250 Cniva, re dei Goti invase Dacia e Pannonia mettendole a ferro e fuoco. L’Imperatore Traiano Decio accorse con le sue truppe, e Treboniano Gallo col suo esercito avrebbe dovuto darli man forte, ma mancò al suo compito, non si sa per impossibilità o per tradimento.
La battaglia si svolse ad Abrutto iniziando con un grave lutto, la morte del figlio dell’Imperatore per una freccia. Decio incitò le truppe a proseguire il combattimento ma re Cniva portò i romani in un terreno paludoso che risultò fatale per le pesanti armature. I romani furono sconfitti e il corpo del loro imperatore non fu più ritrovato.

Furono le truppe della Mesia e della tracia a proclamare imperatore il generale Gallo, che dovette venire a patti coi Goti, ratificando un trattato umiliante con il quale l’Impero Romano rinunciava non solo al bottino ma alla restituzione dei prigionieri, impegnandosi per giunta a versare annui tributi ai barbari.

Tornato a Roma Treboniano fu confermato imperatore dal Senato con l'associazione di Ostiliano, figlio di Decio, al potere imperiale.
Ma Ostiliano morì subito dopo di peste, e di peste fu sterminata almeno mezza città.



LA PESTE

La peste durò quasi dieci anni e comportò la morte di quasi un terzo della popolazione europea. Si dice che a Roma, all’apice del contagio, morissero cinquemila persone al giorno.

Gallo garantì la cremazione dei corpi di coloro che non avevano i soldi per adeguati funerali. Proseguì la persecuzione dei cristiani, forse non più di 50000, con l’imprigionamento di papa Cornelio nel 252, poi esiliato a Centocelle dove morì nel 253. Anche S.Lucio Papa fu condannato all'esilio.

Rispettò Ostiliano e la moglie Herennia Etruscilla, che mantenne il titolo di Augusta, nonostante la moglie di Treboniano. Solo dopo la morte di Ostiliano, Treboniano associò all’impero il giovane figlio Volusiano. Qualcuno erò ebbe il sospetto che la morte di Ostiliano fosse da imputare a Gallo.
La morte delle persone significava penuria di coltivatori della terra, e quindi fame, nonchè di artigiani, su cui l'impero si reggeva.



ALTRI BARBARI

Nel 252 i Persiani, comandati da Sapore I, traversarono le frontiere e sconfissero la guarnigione romana a Barbalisso. Treboniano non oppose resistenza alla loro avanzata, non avendo quasi più esercito. Così i Persiani occuparono la Siria, l’Armenia e Antiochia.
Anche i Goti, rompendo il trattato, invasero nuovamente la Mesia. L’esercito romano rimasto, sotto il comando del generale Emiliano, Governatore della Mesia, stavolta sgominò i barbari. I suoi legionari allora acclamarono Emiliano imperatore e mossero verso Roma.



LA MORTE

Treboniamo, con l’appoggio del Senato, richiamò un altro generale, Valeriano, poi futuro Imperatore, in suo aiuto e si preparò a resistere con le poche truppe disponibili vicino a Terni. All’arrivo del soverchiante esercito di Emiliano le truppe dell'imperatore si consegnarono a lui, uccidendo sia l'imperatore che suo figlio. Si dice che Teboniano avesse alla sua morte quarantasette anni.



LA SUCCESSIONE

Emiliano forse fu console, e comunque valente combattente. Valeriano, fedele a Treboniano e uomo integerrimo, per soccorrere i due imperatori radunò molto armati, ma una volta appresa la morte di Emiliano, anche lui si fece acclamare imperatore. Ma il governo di Emiliano fu così ingiusto che fu ucciso dai suoi stessi uomini, che accalamarono a loro volta Valeriano imperatore.





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