MENENIO AGRIPPA LANATO





Nome originale: Agrippa Menenius Lanatus
Nascita: ?
Morte: 493 a.c.
Incarico politico: 503 a.c.











Agrippa Menenio Lanato, o Agrippa Menenius Lanatus nato non si sa quando nè dove e morto nel 493 a.c., è stato un politico romano, membro della gens Menenia, antichissima famiglia patrizia autoctona esistente già ai tempi di Romolo, ed inclusa nelle cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio.

Menenio fu eletto tribuno militare con potere consolare nel 503 a.c., insieme a Publio Postumio Tuberto. Lo stesso anno sottomise i Sabini ed ottenne l'onore di un trionfo, i cosiddetti Fasti Sabini, nel 502 per la vittoria dell'anno precedente. Nelle lotte fra patrizi e plebei, fu considerato come un uomo dalle opinioni moderate e che ebbe la fortuna, rara nei conflitti civili, di essere apprezzato e stimato da entrambe le parti.
Grazie alla sua mediazione, la prima grande rottura fra patrizi e plebei, quando, anche a causa di una carestia di frumento, i plebei misero in atto la secessione sul Monte Sacro, fu ricondotta ad una conclusione pacifica nel 493 a.c.. In questa occasione espose alla plebe il suo ben noto apologo del ventre e delle membra. Contemporameamente fece approvare la magistratura dei Tribuni della plebe.

Morì alla fine dello stesso anno e, poiché aveva lasciato proprietà appena sufficienti a pagare un funerale estremamente semplice, fu sepolto con un magnifico funerale a spese dello Stato. I plebei, che tanto lo rimpiangevano, avevano fatto una colletta per il suo funerale, che furono dati ai figli di Menenio, anche dopo che il Senato ebbe insistito che le spese del funerale fossero a carico dell'Erario.
Infatti tutti sapevano che essendo Menenio uomo rettissimo, non solo non aveva mai accumulato soldi illeciti nelle sue cariche, ma era stato sempre generoso con chi aveva bisogno. Infatti da un lato moderava i plebei, ma dall'altro fece del tutto per fargli riconoscere i loro diritti.



L'APOLOGO


Agrippa arringò la folla spiegando l'ordinamento sociale romano con un a metafora, paragonandolo ad un corpo umano nel quale, essendo tutte le parti connesse tra loro, se collaborano riescono a vivere, se discordano si danneggiano fino alla morte. Quindi se le braccia (il popolo) si rifiutassero di lavorare, lo stomaco (il senato) non riceverebbe cibo. Ma ribatté che, dove lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e non lavorando tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento.

"Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute."

Da non confondere con Menenio Agrippa che prese residennza nel 442 a.c. nella colonia di Ardea da lui stesso conquistata, nè con Marco Vipsanio Agrippa autore del Pantheon di epoca augustea.


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