CULTO DI VIRGINIA



Dea romana della politica. Ispirava l'eloquenza, le buone amicizie e le sagge decisioni. Il nome non indicava uno stato di illibatezza, perchè la Virgo era la personificazione della forza, e la vergine, ovvero la Virgo, per i Romani non era colei che non aveva fatto sesso, bensì colei che non si faceva sottomettere dal maschio, la donna senza marito.

La forza Virginea era pertanto non la forza fisica ma la forza d'animo, quella che occorreva per scalare una carriera politica, o militare, senza lasciarsi influenzare o scoraggiare.

Sembra fosse anticamente una specie di Nike, alata e messaggera. A lei si appellavano i Romani con ambizioni politiche, ma anche i senatori nel prendere decisioni o gli oratori nei fori. Fu pian piano soppiantata da Mercurio.



ICONOGRAFIA

Era rappresentata con uno scettro in mano e due colombe ai piedi, come si vede nel rovescio di una moneta di Faustina, oppure è vestita di bianco e velata, poggiata a una colonna, con in mano un ramo di cinnamomo. Si disse poi che si trattasse di Virginia, moglie di Volumnio, una donna divinizzata, ma la Dea è invece molto più antica.

Le colombe sono sempre state il simbolo della Grande Madre, sia mediterranea che asiatica, che fu sempre rigorosamente vergine, pur avendo i suoi amanti.


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